Lo Stato Sociale (Lo Stato Sociale)
Un'intervista che, nel corso dei minuti, è diventata uno scambio di opinioni e curiosità, una chiacchierata più naturale di quanto ci aspettassimo. A pochi anni dalla sua fondazione, Lo Stato Sociale continua a macinare consensi nell'ambiente underground e non solo. Ecco l'intervista inizialmente con Lodo, poi diventata scambio di punti di vista con Albi, infine trasformatasi in chiacchierata distesa con Carrots e gli altri.
Articolo a cura di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 15/05/15

Ho dato un’occhiata al vostro sito e ai vostri social, e ho notato che tutte le date del vostro tour sono sold out. Ve l’aspettavate? Siete una band giovane, con due dischi all’attivo, fare sold out praticamente ovunque non è da tutti.

 

No, non ce l’aspettavamo assolutamente. Ti dirò di più: noi cercavamo di fare un tour sold out, ma alcune date ci sembravano comunque fuori portata, ad esempio l’Alcatraz di Milano. L’Alcatraz ha tre soluzioni, puoi chiudere il palco a 1200, 1600 o 3000 persone. Le prevendite stavano andando talmente bene che ce la siamo giocata sui 3000, ed è andato sold out. Anche a Roma, L’Atlantico ha una soluzione simile, ed è successa la stessa cosa. Nei club grandi non avevamo mai pensato di poter fare dei sold out al limite della disponibilità.

 

Com’è sul palco trovarsi di punto in bianco davanti tutta quella gente?

 

Non è tanto la quantità di gente, perché giocoforza quando giri d’estate ti trovi in festival con platee sconfinate – soprattutto per gli ingressi gratuiti, che moltiplicano anche di cinque o sei volte il pubblico presente –, ma alcune cose fanno un certo effetto. L’Alcatraz faceva effetto perché sembrava di stare di fronte la platea del Sherwood Festival, però in un posto chiuso; il fatto che ci siano le pareti a dare dei confini, senti molto di più il baccano che fanno, la carica del pubblico... È stata una bella esperienza, ne siamo usciti più forti in alcune convinzioni, ma soprattutto nella percezione esterna, e questo è bello. Un po’ di dischi ne abbiam venduti, abbiamo avuto un singolo primo in classifica, abbiamo fatto qualche milione di click... Niente di fuori dal mondo, ma tutto è cresciuto grazie ai concerti, e per come siamo noi, cinque amici che vanno in giro a suonare, è bello, simbolicamente bello!

 

Avete anche un’attitudine a collaborare con artisti al di fuori della musica, nello specifico mi riferisco alla collaborazione con Sio per il video di “Questo È Un Grande Paese”...

 

Aaah! Alcuni di noi erano fan sfegatati di Sio... Albi, vieni vieni!

 

[A questo punto si aggiunge alla chiacchierata “Albi”, Alberto Cazzola all’anagrafe]

 

Lodo: Dicevo, appena abbiamo avuto la possibilità di fare qualcosa con Sio siamo andati giù di testa! Gli abbiamo scritto e lui era preso bene con noi, e insospettabilmente è nata questa collaborazione a distanza qualche decina di migliaia di chilometri, perché lui in quel periodo era in Giappone. A proposito, è ancora in Giappone?

 

Albi: No, è tornato in Italia.

 

Da chi è partita l’idea di questa collaborazione?

 

Lodo: L’idea forse l’abbiamo avuta in furgone, mentre guardavamo i suoi video

 

Albi: Si, continuavamo a vedere i suoi video e allora abbiamo pensato: “Dai, facciamo un pezzo con lui”. L’abbiamo contattato tramite Matteo, il nostro manager, e... Ci saranno anche delle sorprese in futuro, nuove collaborazioni!

 

Lodo: Si prevede uno scambio di favori! Non diciamo altro.

 

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Riguardo i titoli dei vostri album...

 

Lodo: Siamo dei titolisti! [risate generali, ndr]

 

Albi: Ahah! Ci perdiamo un sacco di tempo, non immagini quanto tempo perdiamo per decide i titoli dei pezzi, soprattutto dei dischi, eheh!

 

Dimmi, dimmi! Perché?

 

Albi: Principalmente perché dobbiamo essere tutti d’accordo, e questo necessita l’impiego di molto tempo, lunghe discussioni...

 

Lodo: È una delle pochissime cose in cui dobbiamo essere tutti d’accordo, nel senso che nella maggior parte due o tre sono d’accordo e poi gli altri seguono di conseguenza.

 

Albi: Oltre che sui titoli, anche su scelte importanti si cerca davvero di essere tutti d’accordo, e questo prevede l’utilizzo di tanto tempo, discussioni, litigi a volte.

 

Vi chiedevo dei titoli perché il primo disco era “Turisti Della Democrazia”, il secondo “L’Italia Peggiore”... il prossimo sarà “Ottimismo Portami Via”?

 

Lodo: Sono entrambi citazioni di personaggi di cui non condividiamo le idee, Berlusconi e Brunetta per essere precisi, e se vuoi è un po’ voler ribaltare in senso ottimistico quelle definizioni. “Turisti della Democrazia” era anche un po’ il nostro viaggio dentro questo Paese fatto in furgone, mentre “L’Italia Peggiore” ha una buona dose di autoironia, come puoi vedere dalla copertina con i cappelli con le orecchie d’asino, però è anche una rivendicazione di quell’Italia peggiore additata da Brunetta che alla fine è l’Italia dei ricercatori e dei precari; abbiamo cercato di fare nostra questa definizione.

 

 

Avete accennato ai viaggi in furgone: come è cambiato, letteralmente, il vostro viaggio in giro per l’Italia e per l’Europa dagli inizi fino ad oggi?

 

Albi: All’inizio viaggiavamo in tre con una Punto, ora in nove con un furgone, ci siamo allargati! Un giorno arriveranno i tir, gli elicotteri, chissà! A parte gli scherzi, siamo cresciuti in tante cose, una volta arrivavamo sempre in ritardo. Una volta abbiamo aperto il concerto di Tricky, ancora non era uscito “Turisti Della Democrazia”; dovevamo iniziare alle 21:30 e ci siamo presentati alle 21:15. La gente ci guardava malissimo e ci diceva “Ma è questa l’ora di arrivare?”Eh, vabè, tanto dobbiamo suonare adesso, che problema c’è?”, ahahah! Adesso invece siamo cresciuti, sono cambiate un po’ di cose, ma lo spirito è sempre quello, ed è la cosa più importante.

 

Lodo: In realtà non credo sia cambiato moltissimo nei viaggi, ma di più l’ora, l’ora e mezza che passiamo sul palco, abbiamo cambiato l’approccio con le persone che ci stanno davanti. Le date tendono ad assomigliarsi un po’ di più, perché tendenzialmente c’è un pubblico che è li per te, e questa cosa all’inizio non era assolutamente scontata, perché magari beccavi la sera in cui erano tutti ubriachi, la sera in cui a nessuno fregava, oppure erano in quindici, la sera dopo erano cento... C’era un fattore di imprevedibilità alto, ma anche sul palco: un pezzo poteva durare trenta, quaranta minuti, ci fermavamo, dicevamo cazzate, decidevamo sul momento cosa fare e cosa cambiare.

 

Albi: Quando il pubblico diventa più vasto, devi porti il problema del fatto che sei lì perché la gente vuole sentire te, vuole far festa insieme a te. Salire sul palco e fare mezz’ora di monologo a caso magari può non piacere a tutti, eheheh...

 

Lodo: Anche se una stretta minoranza potrebbe apprezzare, ahahah!

 

[Si aggiunge alla chiacchierata anche Enrico "Carrots" Roberto]

 

Abbiamo parlato della collaborazione tra voi e Sio: ditemi il nome di qualcuno a cui avete pensato e vi siete detti “Cavolo, vorrei collaborare con Tizio, chissà se...”

 

Aaaah, tantissimi!Fabri Fibra, Bono... Peter Doherty, Rowad Hatckinson, Nicola Canal, un amico nostro...

 

Qualcosa di effettivo?

 

Lodo: Luca Casarini, ex leader degli Zoppa. Elio Vito, parlamentare di Forza Italiota che mandavano alle trasmissioni, stile panzer, per farsi riempire d’insulti e per ripetere costantemente la stessa frase, lui sicuramente. Cremonini, Luca Carboni, anche Gianni Morandi!

 

Carrots: Gianni Morandi secondo me ci apre le porte di casa sua!

 

Albi: Poi ci chiude dentro e se ne va, però!

 

Carrots: secondo me è una persona simpatica, gentile e molto aperta.

 

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Per quanto riguarda ciò che avete realizzato musicalmente fino ad ora, ditemi un brano di cui andate particolarmente orgogliosi ed uno che pensate invece “Magari potevamo farla meglio”. Una coppia a testa.

 

Carrots: la migliore per me è “Sogni In Technicolor” che è rimasta come B-Side in “Turisti Della Democrazia”. Un pezzo che non mi piace è invece “Quello Che Le Donne Dicono”, proprio non lo sopporto.

 

Lodo: un pezzo di cui vado orgoglioso è “Maiale”. Un pezzo che sarebbe potuto essere un gran pezzo ma che non lo è stato... “La 626”. Poteva essere il più grande “sambodromo” della nostra generazione...

 

Albi: ma non ne eravamo capaci! Però l’idea c’era!

 

Magari in qualche riedizione potreste registrarla di nuovo.

 

Albi: Quando avremo finito le idee e saremo diventati dei bravi musicisti, allora si!

 

Lodo: Tra l’altro è un grande classico!

 

Albi: comunque, se devo rispondere anche io... Due di cui sono molto orgoglioso sono “Il sulografo E La Principessa Ballerina” e “Ladro Di Cuori Col Bruco” per il tipo di percorso che ha portato alla realizzazione delle canzoni, sono davvero le canzoni della band, fatte dalla band.

 

Lodo: A differenza di altre canzoni, però, sono due pezzi che son stati scritti in dieci minuti e così sono rimasti.

 

Albi: Però c’è stato più lavoro di band, secondo me. Il lavoro in sala prove, la soddisfazione di tutti nel suonarle, nel realizzarle... Di pezzi non scritti bene invece... La versione su disco di “Pop” non è uscita bene, era meglio la versione demo contenuta in “Ultrapop”, anche se la canzone a cui siamo legati perché è stata una delle nostre prime hit.

 

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Ultima domanda e premetto che è un po’ bastarda: il nome di un artista – non necessariamente del mondo della musica – che stimate particolarmente, e uno che vi sta letteralmente sui coglioni.

 

Albi: Beh, Gianni Morandi lo stimiamo molto! Non sta sul cazzo a nessuno!

 

Carrots: l’ultimo disco che ho ascoltato e che ho apprezzato molto è quello di Giovanni Truppi, e lui è una persona che stimo.

 

Albi: i Camillas, che sono la migliore band italiana... Nell’underground italiano c’è veramente tanta roba di qualità.

 

Lodo: Quello che ci sta sul cazzo secondo me possiamo dirlo in coro... Vabè, intanto l’artista che stimo particolarmente è Spredelburg.

 

[5 secondi di silenzio]

 

Albi: ...chi cazzo è Spredelburg?

 

Lodo: uno dei più grandi drammaturghi contemporanei! Sembrava una supercazzola, vero? [risate generali, ndr] Dai, vabbè, facciamo Mark Ravenhill, autore di “Shopping And Fucking”. Chi mi sta sul cazzo invece Dolcenera, perché ha fatto robe anche coi fascisti [in realtà, dopo ricerche, abbiamo appurato che l’episodio a cui si riferisce Lodo era in realtà un video montato ad hoc su cui la cantante ha già chiarito e spiegato che si tratta di un falso].

 

E quello che volevate dire in coro?

 

Carrots: La prendiamo larga: quelli che hanno il nome del negozio, della catena di alimentari, ma è una “dolce vendetta” in realtà, perché sono loro che ci odiano tantissimo.

 

Albi: Quella volta che arrivammo in ritardo al concerto di Tricky, loro suonavano dopo di noi, e loro hanno fatto la parte di quelli schivi, per i fatti loro.

 

Lodo: non si riusciva nemmeno a scherzare con loro, nemmeno per un attimo. A fine serata loro erano ancora tutti scazzati, e noi a far baldoria con Tricky che ci offriva la ganja, ahahah!




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