Leprous (Einar Solberg)
Una serata al cinema e una chiacchierata con SpazioRock: Einar Solberg, frontman dei Leprous, racconta la ricerca verso l'innovazione creativa, quella non programmata, ma necessaria alla sopravvivenza di un artista. 
Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 25/10/19
Ciao Einar! Che piacere risentirti! Come stai? Dove sei adesso? 

Ciao! Sono in macchina, in viaggio verso Oslo per incontrare alcuni amici. Giornata piena di interviste oggi... e ogni intervista aveva almeno 1000 domande!

Quindi sarai felice delle mie prossime 1200 domande...

Certamente! (ride, NdR)

Iniziamo subito a parlare del nuovo album dei Leprous in uscita, il sesto della vostra carriera, atteso per la fine del mese. Senza dubbi il vostro ultimo album "Malina" è stato un grande successo: i fan e la stampa lo hanno apprezzato, ha ricevuto un sacco di feedback positivi e ha collezionato show sold out durante il vostro tour mondiale a supporto. Questo successo che avete ottenuto e le alte aspettative che i vostri fan si sono fatti circa i vostri futuri lavori hanno influenzato in qualche modo la creazione di quest'album? Avete avvertito delle pressioni? 

Ehm, no, direi di no, niente pressioni. Abbiamo semplicemente fatto "le nostre cose" se alle persone piacerà, piacerà, altrimenti non piacerà. Non è una cosa che puoi controllare, in nessun modo. Abbiamo sempre fatto così, non pensiamo di poter fare qualcosa di 'sbagliato'. Ognuno ha opinioni diverse su quello che facciamo, e le avranno anche su questo lavoro. Finora abbiamo ricevuto dei feedback positivi. Penso che chi potrà essere davvero deluso da quest'album è l'ascoltatore che crede che i Leprous debbano copiare loro stessi e fare sempre lo stesso album di volta in volta...

Guardando ai vostri cinque precedenti album, direi che "Pitfalls" esce dai vostri "schemi tradizionali". Nel senso che, nonostante la vostra vena innovativa sia indubbia, è un lavoro molto diverso da ciò che ti aspetteresti da un album dei Leprous, soprattutto dopo "Malina". Di certo alcuni tipici elementi del sound della band sono riconoscibilissimi, d'altro canto avete creato un sound davvero nuovo, sorprendente. Cosa pensi che reagiranno i fan "devoti"?

Beh credo che se paragoni "Malina" a "Tall Poppy Syndrome" noterai che c'è una differenza abissale. Penso che, in generale, dipenda da che 'parte' dei Leprous la gente vuole considerare, se loro accettano le novità o meno. Abbiamo pubblicato già le canzoni più 'diverse' che abbiamo fatto, tra cui "Alleviate", e, a dire il vero, hanno ricevuto un buon feedback. Anche "Below" è stata ascoltata in streaming un sacco di volte. Ti dirò, ad essere onesto non sono per niente preoccupato. Personalmente sono molto più contento e soddisfatto di questo album di quanto io non lo sia stato con "Malina". Anche se in realtà, sai, è sempre così per un artista. Quando si pubblica qualcosa si è super felici. Quello che penseranno e diranno le persone è assolutamente fuori dal nostro controllo ma quello che abbiamo letto dalla stampa finora è decisamente positivo. E anche la casa discografica è contenta. Non sono per niente preoccupato. Anche se è buona musica, può non essere buona musica, no? Dipende dai punti di vista. Non mi importa se non somiglia a quello che abbiamo fatto finora, perchè comunque gli album precedenti sono lì, ci sono, se vuoi ascoltarli sono lì, continuano e continueranno ad esistere.  

D'altronde voi questa cosa dell'innovazione perpetua l'avete sempre avuta. Come ho detto alcuni elementi tipici del vostro sound ci sono e su quello non ci piove, ma ci sono un sacco di input nuovi: non c'è nulla di estremamente heavy, ci sono degli elementi pop, molto orecchiabili, sfumature di funk. In più il suono è reso molto elegante grazie agli archi, alla tua voce curata e delicata, alle line di basso e alle batterie sofisticate. Avevate in mente un preciso sentiero dell'innovazione da seguire? Qual è l'elemento più 'fresco' che avete introdotto? 

Sai io ho questa specie di caotico illogico cervello che non uso per niente in maniera logica (ride, NdR). Soprattutto quando si tratta di 'programmazione'. Ecco io non programmo nulla. Semplicemente faccio le cose, seguo una mia direzione, una mia visione che mi viene in testa. E questo è quanto. Abbiamo suonato un sacco di concerti e penso che ci siamo anche un po' stancati di quello che facevamo, ovviamente a livello musicale. E' naturale cercare qualcosa di fresco, qualcosa di nuovo, che ti rinnovi e che ti stimoli. Per noi questo è particolarmente vero. E non abbiamo programmato nulla nei minimi dettagli, semplicemente l'abbiamo fatto. 
 
leprous_575_11 
Penso che questa ricerca dell'innovazione sia un po' l'ultimo trend del panorama prog: moltissimi artisti hanno deciso di uscire dai propri porti sicuri, dai propri schemi consolidati, rimanendo fedeli a loro stessi ma ricercando qualche elemento più semplice, un approccio più facile all'ascoltatore forse. Anche Steven Wilson, in qualche modo, ha fatto una cosa del genere con l'ultimo disco. Cosa c'è di nuovo nel prog? Come questo genere storico che, per natura, progredisce può innovarsi? Sta cercando un approccio più semplice rispetto al passato? 

Penso che l'unico modo per evolverti, per rinnovarti, è smetterla di essere così attaccato a un certo 'protocollo', a certe 'regole', a certi 'schemi'. Bisognerebbe seguire di più il flow, lasciarsi trasportare dalle cose senza pensarci poi così tanto. Fai le tue cose, anzi cerca di fare di più le tue cose, invece di cercare di fare quello che altre persone già fanno. Credo che per rinnovarsi bisogna rilassare le spalle e pensare a quello che vuoi fare. 

E' un approccio più difficile? 

E' un approccio per cui hai bisogno di fare affidamento a tanti e tanti anni di esperienza, naturalmente. Non puoi ovviamente farlo all'inizio della tua carriera, devi acquisire una certa stima e sicurezza nei tuoi confronti, e questa arriva con il tempo. 
 
Tutte le canzoni che compongono "Pitfalls" sono focalizzate sulla voce: la tua voce è protagonista principale di questo disco, lo scheletro su cui si sviluppa tutto il resto. Certo, anche le linee di basso sono molto interessanti, le batteriste sono molto eleganti e le chitarre invece sono più lasciate sullo sfondo. Mi racconti qualcosa di più sul processo di creazione e sul songrwriting di quest'album? 

Sicuramente ha richiesto un periodo di tempo considerevole. Molti degli scheletri delle canzoni li ho buttati giù io... (ride, NdR) Scusa... (ride, NdR) 

Che succede? 

No ecco, è che sono in un cinema, e ci sono un sacco di persone e non riesco a concentrarmi (ride, NdR). Ho fatto interviste in un sacco di posti, una volta anche in una piscina, ma mai in un cinema...

Ecco, mi ricorderai per sempre come quella che ti ha fatto un'intervista mentre eri al cinema... 

Bello eh? Dai proviamoci. Il songwriting process è stato tipo... (Ride, NdR). Dai, non ci riesco. Passiamo alla domanda successiva... 

Te lo concedo, va bene. La saltiamo...

No, è che è una risposta troppo lunga e ci sono dei dettagli particolari. La gente mi sta fissando... 

E' perchè è interessata anche lei alla risposta! Resteremo per sempre con il dubbio su come quest'album sia stato creato. Ad ogni modo, "Below" and "Alleviate" sono di certo che canzoni più orecchiabili dell'album. Forse "Below" è più vicina allo stile tipico dei Leprous. Come mai avete scelto queste due canzoni? 
 
Esattamente per quello che hai detto tu, sono le canzoni più orecchiabili dell'album... (ride, NdR)

Si ma non posso fare io le domande e darmi anche le risposte... 

(Ride, Ndr) No hai ragione! Dico che l'album completo è per l'ascoltatore che è interessato ad un'esperienza completa, mentre il singolo è pensato per chi vuole avere solo un po' della band, una piccola introduzione. E penso che queste due canzoni possano risultare, a quell'utente, particolarmente interessanti... 

Sai cosa? Ho letto un po' di commenti in cui si parla di "Alleviate" come una canzone della Disney, della colonna sonora di Frozen per essere precisa... 

Si, ho sentito! (ride, NdR) Be', ovviamente non appoggio completamente la cosa, ma capisco cosa intendono. Perchè è una canzone un po' più 'lieta', e la gente - soprattutto quelli che ascoltano metal da sempre - ha pochi riferimenti a questo genere di musica, tra cui le canzoni Disney. "Ascolto metal da sempre, ma ricordo bene quando guardano i film della Disney e le musiche associate...". Capisco quello che pensano. Per me "Alleviate" è una canzone molto importante, è sicuramente la canzone dell'album che trasmette più speranza... 

Ho notato un forte contrasto tra i testi e la musica. Nel senso che i primi sono pieni di elementi dark, molto oscuri, il sound invece è lieto, delicato...Mi sbaglio? 

Assolutamente no, hai ragione. Quest'album è pieno di emozioni, prende in considerazione tutto lo spettro di emozioni umane in qualche modo. E per questo ci sono un sacco di contrasti, delle parti schizofreniche anche. Ci hai preso. 
 
lep_1 
L'artwork e il titolo dell'album sono in qualche modo legati? 

Si perchè l'artwork dell'album rappresenta questa figura di Buddha che impersonifica la consapevolezza e la pace interiore in qualche modo, e poi c'è il ragazzo sulla sinistra, seduto sulla sua spalla che suona il flauto, e per me rappresenta il pensiero, il pensiero che ti arrivano in testa e ti mormorano nelle orecchie. I tuoi pensieri sono totalmente al di fuori del tuo controllo interiore, e il modo in cui decidi di relazionarti a questi pensieri è anche lui fuori dalle tue volontà. Ed ecco che spuntano gli ostacoli e le insidie...

E tu quanti ostacoli hai dovuto affrontare nella tua vita da musicista? 

Tutti (ride, NdR). No scherzo, non proprio tutti, ma sì, abbastanza... molti a dire il vero (ride, NdR). E non vado nei dettagli sempre perchè sono al cinema, non posso esprimere emozioni...

Ok dai, scrivimelo da qualche parte magari. Che film sei andato a vedere? 

"Ad Astra", il nuovo con Brad Pitt e Tommy Lee Jones...

Ah sì! Andrò a vederlo anche io mi sa. Ti faccio le ultime due domande dai. I Leprous hanno alle spalle 18 anni di carriera. Qual è il risultato più importante che avete raggiunto? C'è qualche momento particolare della vostra carriera che ricordi con più piacere?  

Oh ce ne sono davvero tanti. Guardi indietro e mentre continui ad alzare su l'asticella, ti ricordi dei primi tour che sono stati pazzeschi. Tipo nel 2010 quando siamo andati in tour in supporto ai Therion, quello è stato un momento wow per noi. O anche il BeProg del 2017, o il fortunatissimo tour in America di quest'anno... O ancora la prima leg del tour di "Malina". Posso dire che durante la nostra carriera abbiamo avuto un sacco di momenti alti... così come tanti momenti bassi. 

Certo, ovvio. Che ne dici di un live album per "Pitfalls"? 

Be' perchè no, si potrebbe pensare. Abbiamo registrato il "Live at Rockefeller". Però ti dirò, i live album ormai vendono davvero poco e ci vogliono un sacco di soldi per produrli. Poca gente ormai li compra e li ascolta, quindi se lo faremo, sicuramente sarà fatto in un modo più creativo, più innovativo, più in linea con il fatto di essere nel 2019 e non formati del genere DVD... 

Partirete in tour in Europa a Novembre, arriverete anche in Italia per uno spettacolo a Parma. Com'è il vostro rapporto con il pubblico italiano? 
 
Loro hanno davvero una passione sconfinata. Sono sempre entusiasti e ti trasmettono un'energia bellissima. Tra l'altro so che la scena prog in Italia è molto apprezzata... magari è proprio quel genere di pubblico ad essere così. 

Senti, vuoi lasciare un ultimo messaggio ai vostri fan italiani e ai lettori di SpazioRock? 
 
Si ma dovrei andare via dal mio posto, perchè sembrerebbe davvero strano farlo qui in mezzo... (ride, NdR) 

Facciamo così, mi inventerò qualcosa io, ok? Tu goditi il film e poi ci giri una recensione per SpazioRock, ok? 

(ride, NdR) lo farò! Grazie a te! E mi raccomando, ci vediamo in Italia!



LiveReport
Loud And Proud Fest - Paderno Dugnano (MI) 09/11/19

LiveReport
Opeth - In Cauda Venenum Tour - Milano 09/11/19

LiveReport
Jethro Tull - 50 Anniversary Tour - Roma 07/11/19

Speciale
Quiet Riot: Hollywood Cowboys

Intervista
Blind Guardian Twilight Orchestra: André Olbrich

Recensione
Blind Guardian Twilight Orchestra - Legacy Of The Dark Lands