CoreLeoni (Leo Leoni)
Un side project quello di Leo Leoni che fa discuter i fan dei Gotthard e che ha insinuato non pochi dubbi sull'eventualità di un cambio di line up: "CoreLeoni - The Greatest Hits" PART I" esce il 23 febbraio per Frontiers Music, e in questa intervista l'uomo "fulcro" della band ci chiarisce molti interrogativi e ripercorre gli anni che più gli mancano.
Articolo a cura di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 22/02/18
Ciao Leo e grazie del tuo tempo, comincerei col ricordare a tutti che il 23 febbraio esce il tuo nuovo lavoro CoreLeoni The Greatest Hits Part I. La prima reazione dei fan dei Gotthard (e non solo) sul web ha visto molte persone elogiare le qualità vocali indiscutibili di Ronnie Romero ma al contempo chiedersi perchè creare un side project invece che lanciare semplicemente un greatest hits con la formazione attuale dei Gotthard?
 

Semplicemente perchè se avessimo voluto farlo coi Gotthard lo avremmo già fatto da un pezzo (ride, ndr) e poi è una cosa che tenevo a fare da molto tempo. Sai, con i Gotthard abbiamo cambiato da tempo la strada che avevamo percorso in passato, ai tempi di Steve, se vuoi possiamo dire che abbiamo preso una direzione un po' più mainstream. Questa è una cosa alla quale pensavo da molto tempo ma che non ho mai messo in cantiere per svariate ragioni, alcune delle quali come immaginerai molto tristi. Coi Gotthard abbiamo deciso di muoverci in un modo, e ho reputato giusto che questo fosse quindi un percorso a parte. Ho incontrato Ronnie cammin facendo, ben dopo le famose audizioni per trovare la nuova voce dei Gotthard dopo la tragica scomparsa di Steve Lee, e gli ho raccontato la mia idea, che lui ha molto apprezzato e che penso di aver realizzato con un grande rispetto. Lo considero come un tributo ad un amico e a un passato che non c'è più. Se ci pensi in giro per il mondo è pieno di cover band dei Gotthard che fanno i pezzi dei primi dischi e ho pensato che fosse giusto che lo facessi io, che posso senz'altro renderli al meglio e nella versione più vicina a quello che ho sempre avuto in mente per quelle canzoni. C'è una parte della mia anima rock che se n'è andata a malincuore e ho trovato questo modo per riempire il vuoto e la parte di me che era stata "spenta" per un po' di tempo.

 

Un altro grosso e inevitabile interrogativo nel veder uscire un progetto simile è: dobbiamo aspettarci un cambio di frontman?

 

No, no, nessun cambio di frontman, i Gotthard andranno avanti esattamente come sono adesso, Nic (Maeder, ndr) è stato scelto a suo tempo e sono ancora convinto che sia e sarà la scelta giusta, quindi nessun cambio di lineup. CoreLeoni è un side project, questa avventura è appena cominciata, spero che piaccia e cha faccia contenti i vecchi e nuovi fan dei Gotthard.

 

A proposito di passato e presente: l'inedito che troviamo su questo album "Walk On Water" è molto diverso come atmosfera, suoni e intensità, con delle lyric importanti e qualche riferimento alla religione. Possiamo aspettarci questo tipo di atmosfere anche in un prossimo lavoro dei CoreLeoni visto che il titolo di questo Greatest Hits recita chiaramente "Part I"?

 

Il pezzo non è propriamente a sfondo religioso, c'è senz'altro qualche nota polemica, ma più che altro su quelle che sono le bugie che ci vengono raccontate quotidianamente attraverso i media, soprattutto la televisione. Affronta un po' questa dicotomia tra colpevoli e innocenti, e siccome la canzone quando avevo cominciato a lavorarci non rispecchiava bene la direzione presa dai Gotthard ho preferito tenerla lì finchè questo progetto è sembrato perfetto per includerla, trovando anche qualcuno che credesse nel pezzo quanto ci credevo io. Non è un segreto che da tempo abbia questo desiderio di tornare alle origini, come non è un segreto che la direzione presa dai Gotthard sia stata presa da tutti di comune accordo, me compreso, quindi sono proprio due cose diverse, a Ronnie è piaciuto questo pezzo e abbiamo deciso di presentarlo nel disco. Poi per rispondere alle tua domanda su di un'eventuale parte II, chi lo sa? (ride, ndr) Nel titolo si legge Part I perché ci sono così tanti pezzi che non abbiamo mai fatto live coi Gotthard... sai sono 25 anni che faccio dischi e inevitabilmente quando esce un disco nuovo poi ti ritrovi a fare dei pezzi, e nella scaletta devi includere quelli prima e quelli prima ancora. Sai quanti pezzi non riusciamo mai ad includere nei live? Staremo a vedere cosa succederà...

 

gotthard_alcatraz_2017_4 

 

E sui pezzi di questo album, che sono riarrangiati in chiave più hard rock, raccontaci come hai scelto le tracce e in che modo le hai rivisitate.

 

Quando ho cominciato a riflettere su che pezzi proporre, per quanto avessi detto che non avrei fatto ballad, mi sono ritrovato a includere "All I Care For" che è un pezzo del mio cuore e della mia vita. Lavorando con Ronnie ho potuto sfruttare tutte le sfaccettature della sua voce, che mette insieme una grande dolcezza e al contempo una straordinaria aggressività. Per esempio in "All I Care For" mi sembrava il tipo di espressività perfetta per rappresentare quello che siamo noi artisti, sempre in giro per il mondo... poi però finisce sempre che l'unica cosa alla quale tieni è ritornare a casa dalle persone che ami e che ti aspettano sempre, e che sono, appunto, tutto ciò che conta. Nel pezzo c'è questo grido di disperazione, tipico dell'animo di noi artisti, cosa che con Steve, se ascoltate la versione originale è davvero spettacolare, gridava tutta la sua emozione, ma mi mancava qualcosa a livello musicale sotto sotto. Ritrovandomi a lavorare con una voce un po' più aggressiva di quella di Steve ho potuto spingere un po' di più, e da lì è nato tutto, ha preso vita questa versione una po' più alla Metallica. 

Penso che la versione che esalta di più in assoluto la voce di Ronnie sia quella di "Higher".
 

C'è un aneddoto molto carino su questo pezzo sai? Lavorando alla lista dei pezzi da includere nell'album Ronnie mi disse che "Higher" gli piaceva moltissimo... io ero abbastanza dubbioso. Sai, quando l'abbiamo fatta con Steve lui era nel momento di grazia, cantava come un usignolo, toccava note disumane... Quando l'abbiamo provata in studio la prima volta Ronnie era sicurissimo di riuscire a farla al primo take, ma poi ha dovuto ammettere che, accidenti, era un pelino alta! (ride, ndr) Poi l'abbiamo rifatta ed è venuta bene. Devo dire che io ho avuto la fortuna di lavorare con uno Stradivari come Steve, di trovare un altro grandissimo cantante che è Nic, e adesso di lavorare con Ronnie che è straordinario e sono veramente felice di avere avuto e di avere ancora questa fortuna.

 

Hai scelto come nome della band CoreLeoni, l'intro dell'album è il tema del Padrino... viene quasi spontaneo fare un collegamento...

 

(Ride, ndr) no, guarda, leggiamolo all'inglese, Core sta per "nocciolo, fulcro, il cuore" di tutta la faccenda, e Leoni sono io, l'idea è "il fulcro dei Gotthard fa un tributo ai Gotthard". Poi trovandoci in tour l'anno scorso con due violiniste, l'intro col tema del Padrino è stato suonato da loro quasi per scherzo.... poi insomma, mi piace far notare che anche i KISS avevano SS nel loro nome e sono due ebrei, si parla di musica, e la musica è solo musica, il doppio senso è solo divertente, spero di non offendere nessuno!

 

Parlando di "fulcro" secondo te qual'è il pezzo fulcro di questo album?

 

Accidenti, mi prendi in contropiede: bella domanda. Penso "Firedance"; è uno dei miei pezzi preferiti, un po' il mio cavallo di battaglia. Quando ho conosciuto Ronnie eravamo in Spagna a Bilbao con i suoi Lords of Black di supporto... durante il loro soundcheck vedo questo cantante che io non conoscevo, e cominciano a fare un pezzo di Ronnie James Dio... al chè sono andato dal loro manager e gli ho detto: "guarda, se questo ragazzo conosce i miei pezzi, io sarei felice di sentirlo sul palco con noi stasera!" Lui conosceva "Firedance", seppur non sapendo molto dei Gotthard, conoscendo solo la parte più "commerciale" come "Lift You Up" e "Heaven". Che poi è stata anche la prima canzone che abbiamo fatto durante l'audizione per questo progetto, e al secondo take l'abbiamo tenuta, quindi è quella che state sentendo sul disco adesso, quindi assolutamente sì, "Firedance" è il fulcro di questo album. E' un pezzo d'amore che spesso non viene capito o viene maleinterpretato... 

 

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A proposito di interpretazioni: qual è il pezzo dei Gotthard che è stato più maleinterpretato nella vostra storia?

 
Beh, "Heaven" per esempio è da includere nella top five dei pezzi "misunderstood"! Sicuramente un pezzo legato alla storia di Steve, e in realtà parla di una storia che sta andando in pezzi, una persona disperata che cerca di rimettere insieme i cocci di una brocca rotta e vedo che spesso viene interpretato come un inno all'amore... tanti lo usano per uno sposalizio... io non so se sceglierei un pezzo così, insomma (ride, ndr), vedrei di più "One Life One Soul" per un matrimonio ecco!
 

Un'ultima curiosità sull'album in uscita e sul pezzo "fulcro": all'inizio del disco, subito dopo l'intro col tema del Padrino si sente una vocina di un bambino che canticchia proprio "Firedance". Che idea carina!

 

Figa, eh? (ride, ndr) La voce è quella del figlio di Ronnie, ho visto questo video carino con lui che la canticchiava e mi è piaciuto talmente tanto che ho detto "dai, mettiamolo sul disco"! Che poi a me piace molto l'idea che si senta l'intro de "Il Padrino" e a un certo punto la vocina che canticchia la nostra canzone come a dire "cambia! Io voglio sentire i Gotthard!" Insomma non vorrei fosse preso tutto troppo sul serio, se penso anche al video che è uscito con questo slideshow in stile molto fumettistico, ho puntato a sdrammatizzare il tutto, anche la querelle sui motivi per cui ho fatto questa scelta del side project. Si tratta sempre di musica, sono semplicemente cose diverse, anche il prossimo Gotthard "Defrosted 2" sarà diverso da tutti gli altri, mi piace are cose diverse... se pensi in questo momento sono in giro in acustico coi Gotthard e a fare il metallaro che è una parte del mio cuore...

 

So che a breve uscirà questo film documentario sui Gotthard in cui viene raccontato un po' il cambio di direzione che avete preso, sulle scelte "mainstream" e sul tuo malcontento. Cosa ti fa più incazzare del modo in cui va la musica oggi?

 

Si, il documentario di Kevin Merz intitolato "One Life One Soul" uscirà l'1 marzo; verrà raccontata quella storia dove tutti erano felici tranne uno: io. Non è uno scandalo, non è un segreto, ma vedrete poi voi guardandolo. La cosa che mi fa più incazzare della faccenda al giorno d'oggi è il modo in cui non sia da più valore alla musica, come non venga capito tutto il lavoro che c'è dietro allo studio di uno strumento... le ore spese a comporre, a scrivere lyrics... il risultato finale non viene più retribuito in maniera corretta. Tutti questi download, Spotify, la digitalizzazione e la compressione della musica in questi microdispositivi che ti mettono a disposizione cataloghi sterminati di brani non rendono giustizia a questo lavoro e taglierà la gambe ai giovani artisti che stanno inziando adesso. Non lo trovo corretto, perchè impoverisce la cultura della musica e il valore del lavoro che sta dietro alla sua creazione.

 

So che non siete riusciti a organizzare la vostra partecipazione al Frontiers Rock Festival di quest'anno perchè Ronnie in quel periodo (fine aprile) sarà in tour con i Rainbow, abbiamo qualche speranza di vedervi live in Italia più avanti?

 

In effetti siamo tutti piuttosto incasinati, lui con i Rainbow, i Lords of Black, io con Rock Meets Classic (con l'orchestra sinfonica, ndr), non sai quanto mi è dispiaciuto, ci avrei tenuto moltissimo. So che i fan italiani avrebbero amato sentire dal vivo il vecchio repertorio dei Gotthard. Putroppo in Italia non abbiamo mai potuto esprimerci tanto. Spero di riuscire a trovare un'altra soluzione, magari quest'autunno, per ora stiamo organizzando le date per un tour un po' più in avanti... però se volete questo venerdì 23 febbraio trasmetteranno sul canale RSI (RadioTelevisioneSvizzera) LA 2, se riuscite a sintonizzarvi, questo concerto che abbiamo fatto il 30 dicembre 2017 in Piazza a Lugano! Ben un'ora e mezza di spettacolo dei CoreLeoni!




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