Lacuna Coil (Cristiano "Criz" Mozzati)
Suonare in una band famosa e fare tour in tutto il mondo è forse il sogno di molti. Ma niente arriva senza sacrificio, e c'è sempre un prezzo da pagare. Cristiano "Criz" Mozzati, storico ex batterista dei Lacuna Coil ci racconta la sua avventura a 360 gradi, dai primi passi con la band, passando per i successi internazionali, sino alla sua vita di oggi. Un bellissimo percorso fatto di gioie ma anche di sacrifici.
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 31/01/18
Ciao Criz, grazie e benvenuto su Spaziorock

Grazie a voi, è un piacere ;-)

Allora per prima cosa ti volevo chiedere di tornare con la mente al 1998-99, e di raccontarci come è nata la tua avventura con i Lacuna Coil

Ci conoscevamo già tutti perchè frequentavamo lo stesso locale metal a Milano, il Midnight,un covo di musicisti rock/metal milanesi. Io avevo i miei progetti funk-rock ogni tanto ci si trovava nelle varie sale prova ad assistere ai vari amici che suonavano. Marco, Cristina e Andrea vennero a vedermi suonare e mi proposero così di far parte del gruppo.Mi dissero che c'era un contratto e mi raccontarono la loro storia nel dettaglio. Iniziammo a provare per il mio primo tour europeo con i The Gathering. Fu l'inizio della mia carriera professionale.

Quali sono state le prime difficoltà incontrate? Che spirito c'era tra di voi nei primi anni? Pensavate di poter davvero realizzare qualcosa di concreto e di arrivare al successo?

Eravamo motivatissimi e dentro di noi sapevamo di avere un grande potenziale. La certezza ovviamente non c'era,come del resto in nessun caso di imprenditoria che nasce solo grazie alle idee e al talento e non da ingenti fondi economici. Però avevamo un contratto e tanta voglia di suonare.

C' è stato un momento particolare, quasi una linea di demarcazione, in cui avete e hai cominciato a capire che la strada era quella giusta e che il successo stava pian piano arrivando?

Dopo i primi tour europei già eravamo soddisfatti ma ovviamente sapevamo che era solo il punto di partenza. Con "Comalies" le cose sono cambiate,l'America, gli endorsement, le radio.Direi che il punto di svolta è proprio stato quell'album.

Immagino che i primi anni della vostra attività era impossibile vivere di sola musica. Avevate altri lavori e attività oltre a suonare? Come conciliavate queste cose con gli impegni di prove, concerti e tour?

Non che negli anni successivi ci fossero stati grandi guadagni,ormai gli ani 80 erano andati, ma come dici tu, soprattutto all'inizio dovevamo per forza avere altre attività.Io davo lezioni di batteria e lavoravo in un call center giusto per tirar su qualche soldo da reinvestire nella musica.

Che atmosfera c'era ai vostri primi live, in Italia, e magari le prime volte all'estero? Ricordi ancora quelle sensazioni e quelle emozioni?

E chi se le scorda? i primi live erano permeati di emozioni contrastanti che scaturivano quasi contemporaneamente: paura e incoscienza, incertezza e sicurezza, ma soprattutto una grande voglia di spaccare e di conquistare ogni club in cui suonavamo. Avevo i brividi ogni volta che mi sedevo dietro alla batteria, avevo la sensazione di dimenticarmi tutto quello che dovevo fare, ma dopo il primo colpo di rullante la nebbia spariva e lasciava spazio alla gran voglia di far muovere i culi di tutti i fan presenti.

Vorrei che mi descrivessi come era la vostra vita in tour. Le cose positive ma anche le difficoltà che avevate, magari soprattutto i primi tempi. C'è qualche aneddoto stile "Fantozziano" a riguardo?

Il bello del tour è che ti svegli sempre (o quasi) in posti che non hai mai visto prima,la difficoltà, a parte quella della lontananza dai tuoi affetti, era quella di condividere uno spazio ridotto con tante persone, gruppo e tecnici e quindi ci si doveva adattare alle esigenze di tutti. Aneddoti Fantozziani???? mai vissuti...hahahaha.
Ti racconterò il peccato ma non rivelerò il peccatore.Un giorno un membro del gruppo ebbe l'impellente bisogno di andare in bagno per...va beh dai, hai capito.Però il problema era che nel bagno del tour bus sono permessi solo liquidi e niente solidi, quindi, armato di una borsa della spesa, andò in bagno e fece il suo dovere li dentro, la chiuse accuratamente e aspettò che il tour bus si potesse fermare per gettarla. La fermata era però davanti al locale dove un gruppetto di fan era già pronto per farsi firmare autografi. L'impavido defecatore scese dal bus con la sua borsina, noncurante della presenza dei fan che immediatamente lo fermarono per una firma. Posò la borsina a terra in un angolino e firmò i cd, dopodichè fece per risalire sul bus, ma un diligente fan gli ricordò di riprendere la borsina che era stata ai suoi occhi "dimenticata". Fu così che ci tenemmo la fetente borsa sul bus ancora per ore , un po' come la ruota di Fantozzi che continuava a comparire dovunque ;-)

Avete suonato praticamente ovunque nei festival. Quale è, o quali sono quelli che ti sono piaciuti di più, e perchè??

Senza dubbio l'Ozzfest per l'atmosfera "campeggio" che si viveva ogni giorno, e poi il Wacken e il Download Festival per la quantità esagerata di fan presenti.

Avete poi suonato con tantissime band, magari in tour assieme e conoscendoli ed incontrandoli proprio ai festival. Chi sono gli artisti che desideravi di più conoscere, e che poi hai effettivamente conosciuto? Chi sono quelli che ti hanno più sorpreso in positivo? Immagino siano nate anche delle belle amicizie.

La cosa più bella e incredibile è stata quella di conoscere artisti che da adolescente ho sempre ammirato e magari avevo il loro poster sul muro della camera, e di sentirmi fare i complimenti da loro, magari per una bella data andata bene, o anche solo avere avuto la possibilità di condividere lo stesso tavolo a pranzo.Ricordo Mike Bordin, storico batterista dei Faith No More e anche di Ozzy assistere ad un nostro show per intero, direttamente dietro di me...e li un po di strizza l'ho avuta davvero ;-) Per citarne altri Moonspell, Type O Negative, Bill Ward, Tommy Aldridge, Iron MaidenMetallicaSlipknotDisturbed, POD.
E' stato davvero incredibile, anche se poi ragionandoci a mente fredda, eravamo alla fine, con il massimo rispetto, "colleghi", e quindi era in realtà normale conoscersi e scambiare quattro chiacchiere.

Sempre collegato a questo, ti volevo chiedere come è il rapporto tra le varie band? Ci si vede in alcuni momenti, c'è stima?O una sorta di competizione?

Come in qualsiasi rapporto umano c'è sempre chi stimi e chi ti sta sui coglioni, chi è umile e chi se la tira. Beh, devo dire che la maggior parte dei gruppi con cui abbiamo fatto tour si è rivelata meravigliosa. Onestamente abbiamo avuto un bellissimo rapporto con quasi tutte le band, anche perchè per farti strada con la musica, ma come in qualsiasi altro ambiente credo, l'umiltà è la base di tutto, nessuno vuole aver a che fare con delle primedonne.

Quando hai cominciato a maturare l'idea di lasciare la band, e per quale motivo? Quanto è stato difficile per te, separarti da quella che era penso come una seconda famiglia?

Questa domanda è molto complessa e richiederebbe 10 pagine di intervista...ti posso dire che non c'è stato un unico motivo e che non è stata una decisione dell'ultimo minuto. Sicuramente l'elemento fondamentale è stata la scelta tra famiglia e tipologia di lavoro.Nel periodo in cui ho lasciato il gruppo stavamo via almeno 8/9 mesi all'anno, senza una grande retribuzione da giustificare queste trasferte, ed io avevo una bimba piccola che aveva bisogno di una famiglia unita, soprattutto nei primi anni di vita (almeno, questa è la mia idea di famiglia), quindi tutto il resto è passato in secondo piano. Non ti nego che la voglia di suonare non mi è mai passata e che la parte più dolorosa è stata quella di dire addio ad un sogno e qui non poter più suonare davanti a tutta quella gente. La parte migliore è che l'ho fatto per scelta.

La grande differenza tra la vita "on the road" e una vita "normale" vicino ai propri affetti è la difficoltà principale secondo te per chi affronta questo mestiere?

Come ti dicevo è una difficoltà se la vedi come una costrizione. Io ho scelto una vita diversa (proprio "normale" non direi), mi sono trasferito in montagna, ho aperto un'agenzia di comunicazione, per qualche anno ho insegnato arti marziali (altra mia passione che a causa dei vari tour non ho potuto coltivare come avrei voluto), mi sono riempito di animali, sto imparando a fare il norcino e ho intenzione di aprire un allevamento di cani da tartufo, il tutto insieme a mia moglie e mia figlia.Insomma, proprio una difficoltà non direi. Direi più un cambiamento che però mi ha anche permesso di realizzare tanti altri sogni.

Come hanno reagito i tuoi compagni a questa tua decisione?

Probabilmente se lo aspettavano.

A distanza di anni, ora che le vostre vite hanno preso due direzioni diverse, quali sono state le tue più grandi soddisfazioni, anche attuali a livello personale e professionale? C'è anche qualche rimpianto?

Forse ti ho già risposto prima, in linea di massima le soddisfazione è quella che vivo ogni giorno facendo quello che mi piace insieme alla mia famiglia, il rimpianto o meglio un po di malinconia, resta quando ripenso ai grandi palchi e all'emozione che ti da la gente quando stai suonando.

Ora di cosa ti occupi principalmente? C'è ancora la musica nel tuo quotidiano?

Mi occupo di comunicazione, la mia agenzia emiliaagency.it spazia dalla realizzazione di siti web e e-commerce ai social alla grafica alle strategie di marketing per le aziende , quindi la mia vena creativa è ancora presente. Anche la musica mantiene un posto privilegiato, ma ora la vivo solo da ascoltatore, sono un po' come gli alcolisti anonimi...se bevo un bicchiere di birra rischio di desiderarne una cisterna! Per cui per ora di suonare non se ne parla.

Segui e ascolti ancora metal? C'è qualcosa che ti piace particolarmente attualmente?

In questo periodo mi piacciono molto i Ghost ;-)

Vorrei chiederti un tuo parere sul pubblico metal italiano, visto che per tanti anni sei stato a contatto con i fans e gli appassionati. Ritengo che molti dei metallari italiani abbiano una mente abbastanza chiusa, sono decisamente "poco aperti" alle novità, e a tutto ciò che può essere lontanamente considerato "commerciale". A molti piace rimanere nella loro nicchia esclusiva. Cosa ne pensi di ciò? Anche alla luce di alcune insulse critiche nei vostri confronti da parte di tanti "leoni da tastiera", solo per il fatto che avete avuto tanto successo

Credo che questo sia un tema ricorrente da anni. Spero che la gente si svegli e riesca a capire che talento, personalità musicale e giusta retribuzione possano andar d'accordo. Esistono molti "diversamente intelligenti" che ancora vogliono il gruppo metal sconosciuto che però abbia più credibilità (e che quindi diventi più conosciuto) ma senza promozione altrimenti diventa commerciale. Vogliono il caldo e il freddo allo stesso tempo, e per me è inconcepibile. Vero è anche che c'è una bella differenza tra il crescere commercialmente a causa del talento e dei giusti passi di marketing, e lo svendersi facendo qualsiasi cosa pur di ricevere consensi. Se tu ti batti per un'idea di nicchia, e questa idea è apprezzata da tanti, l'idea cresce e diventa ampiamente riconosciuta dal grande pubblico, ma se tu per far crescere questa idea vai contro a tutti i princìpi che questa idea rappresenta allora stai barando e in questi casi il fine non giustifica assolutamente i mezzi.

Grazie tantissimo Criz per questa chiacciherata. Un grande saluto ed in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Pole, è sempre un piacere sentirti...un abbraccio a tutti i fan di SpazioRock




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