Amon Amarth (Johan Söderberg)
Johan Soderberg ci racconta "Berseker", il nuovo album degli Amon Amarth.
Articolo a cura di Marta Scamozzi - Pubblicata in data: 03/05/19

Ciao Johan! Benvenuto su SpazioRock.it Come stai? Sei emozionato per il release del nuovo album, "Beresker"?

 

Moltissimo: è sempre una grande emozione rilasciare del nuovo materiale.

 

Questo album è differente dal vostro album precedente: non si tratta di un concept album, e per la maggior parte delle canzoni la musica é stata scritta in un momento precedente rispetto al testo. Puoi spiegarci un po' meglio il processo di scrittura?


È come hai detto tu. L'album precedente era un concept; questa volta ci siamo sentiti di sperimentare di più sulla musica, piuttosto che concentrarci su una cornice specifica. In realtà, è il metodo di scrittura che usiamo più spesso e lo apprezzo molto: in questo modo mi sento più libero di sperimentare nuovi sound.

 

Parlando del sound di "Beresker" in modo più specifico, ho trovato il vostro nuovo lavoro meno duro e più melodico rispetto al vostro solito... più sperimentale, in qualche modo. Sei d'accordo con me?


Assolutamente. Ciò che abbiamo tentato di fare con "Beresker" è di ritornare alle origini. Non intendo alle origini degli Amon Amarth, bensì alle nostre origini personali, ai nostri gusti musicali. Io, per esempio, sono molto legato all'heavy metal anni Ottanta, e gli Iron Maiden sono stati una pietra miliare per me, come chitarrista. Abbiamo tentato di inserire tutte queste influenze personali: il risultato è un album più melodico, con elementi diversi.

 

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Gli Amon Amarth non hanno mai avuto significativi cambi di Line-up. Ritieni che questo fatto abbia aiutato a sviluppare un vostro sound caratteristico e inconfondibile?


Sicuramente ha aiutato. Se penso a tutta la nostra discografia, in questi ultimi vent'anni mi rendo conto di quanto il nostro stile vari innegabilmente album per album, pur mantenendo un marchio di fabbrica particolare, come hai detto. Prima di registrare "Beresker" abbiamo accolto il nuovo batterista - Joke - e devo dire che siamo stati fortunati perché è entrato immediatamente nell'atmosfera della band.

 

Come gestite i contrasti interni alla band, se ce ne sono?


Ultimamente non ce ne sono per un motivo ben preciso: ci possiamo permettere camere separate quando siamo in tour. Agli inizi, quando dormivamo sui tourbus ed eravamo insieme ventiquattr'ore al giorno per mesi, la situazione diventava facilmente abbastanza tesa.

 

Fai parte degli Amon Amarth da vent'anni. Come hai menzionato prima, inevitabilmente, lo stile di una band nell'arco di vent'anni subisce delle variazioni. Hai notato qualche cambiamento nella fanbase dovuto a questo?


Penso di no, il nostro stile è, appunto, abbastanza caratteristico e inconfondibile, nonostante vengano inseriti nuovi elementi album dopo album non c'è mai stato un cambiamento abbastanza drastico da deludere i fan di prima data, e vado molto fiero di questo. Una delle sensazioni migliori, però, è notare i fan di prima data, che ai tempi dei primi live in giro per l'Europa erano dei ragazzini, che vengono ai concerti con i loro figli teeneger. Lì ti accorgi veramente di quanto potere abbia la musica, di quanto riesca ad unire le persone di tutte le età.

 

Da chitarrista, quali musicisti ti ispirano di più?


Be', ho cominciato a suonare la chitarra ascoltando gli Iron Maiden... per me loro sono stati la prima fonte di ispirazione, nonché il motivo per cui suono probabilmente.

 

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La mitologia vichinga influenza la musica degli Amon Amarth in modo importante. La cultura vichinga ha un ruolo importante anche nella vita di tutti i giorni per voi?


Per me no ma per Johan, il cantante, è fondamentale. È lui che passa ore e ore sui libri di cultura nordica, ed è sua la responsabilità dei nostri testi Viking-oriented...

 

Gli Amon Amarth sono molto noti per coinvolgere la folla durante le performance live. Quanto è importante creare una connessione con i fan durante un concerto?


Penso che sia la parte migliore dell'essere musicista. Proprio per questo, tendenzialmente sono molto aperto con i fan: mi piace incontrare le persone fuori dal concerto, anche per sentire delle opinioni sulla performance. Dopotutto è questo il nostro compito, come musicisti, no? Per noi è molto importante offrire uno spettacolo indimenticabile: investiamo moltissimo nelle scenografie e studiamo i movimenti sul palco. Come gli Iron Maiden, sai?

 

Siete attualmente impegnati in un tour mondiale, che arriverà in Italia il 27 di giugno. I fan italiani sono famosi per essere particolarmente coinvolti dagli spettacoli live... hai qualche aneddoto piacevole da condividere riguardante qualche concerto passato in Italia?


Tutti i concerti in Italia sono stati aneddoti interessanti di per sé. Il pubblico dell'Europa del sud non è paragonabile a quello scandinavo: il coinvolgimento è assoluto. Una delle cose che mi colpisce di più tutte le volte è che gli italiani conoscono i nostri testi a memoria, e li cantano! Non penso sia facile cantare in coro durante una canzone degli Amon Amarth...

 

Grazie mille Johan, non vediamo l'ora di vedervi il 27 giugno! C'è qualche messaggio che vorresti lasciare ai tuoi fan italiani?


Siete magnifici, grazie di tutto. Ci vediamo il 27 giugno e ricordate di imparare a memoria i testi del nuovo album!




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