Annihilator (Jeff Waters)
Mancano poche settimane alla pubblicazione di "Triple Threat", tripla uscita, contenente anche un disco con brani in acustico, degli Annihilator. Ne abbiamo parlato con Jeff Waters.
Articolo a cura di Federico Falcone - Pubblicata in data: 02/01/17

Ciao Jeff, prima di tutto grazie per la disponibilità, è un gran piacere poter scambiare quattro chiacchiere con te. Come te la passi in questo periodo?

 

Ciao ragazzi, il piacere è tutto mio! In questo periodo va tutto molto bene, non mi lamento affatto. Siamo appena tornati da un tour intenso che, per circa un mese, ci ha portati in giro per l'Europa e in Russia e anche in Grecia dove abbiamo tenuto un paio di show. È stato davvero fantastico, ci siamo divertiti molto!

 

Il 27 gennaio uscirà "Triple Threat", nuovo album degli Annihilator che si compone di ben tre dischi e che uscirà in formati differenti. E' un lavoro complesso che i fan, ne sono certo, apprezzeranno. Quando hai iniziato a lavoraci sopra?

 

"Triple Threat" è un box che contiene anche un cd con vecchi pezzi registrati in acustico. Ho sempre pensato che prima o poi "Set the World on Fire" avrebbe potuto avere una sua versione acustica, anche se non ho mai avuto occasione di lavorarci sopra. Quattro anni fa ho visto l'album "Pennyland", dico "visto" perché aveva delle tracce video con bonus track acustiche. L'idea mi è piaciuta immediatamente, tanto da influenzarmi nella scelta di filmare in acustico ma, a differenza di "Pennyland", abbiamo realizzato un box con tanto di documentario. E' stato un lavoro lungo e faticoso, non lo nego, ma sicuramente piacerà a tutti i nostri fans. Credo sarà una bella sorpresa per loro.

 

Parliamo del primo disco. Contiene alcuni classici degli Annihilator suonati in chiave acustica. E' una scelta interessante e coraggiosa, soprattutto per una band thrash, speed, come la tua. Era da un po' che avevi in mente questa idea, oppure l'hai pensata solo per questo disco?

 

Questa è una bella domanda. In realtà, l 'idea non è nuova, ci abbiamo pensato tante volte, ma ogni volta credevamo che non fosse il momento giusto. Molti tendono a etichettarci come thrash o heavy metal ma, come puoi sentire nella prima traccia del nostro primo, storico, album, siamo in grado di realizzare anche pezzi dall'impronta più classica, con l'uso della semplice chitarra. Nel nostro secondo album, invece, c'erano tante canzoni "commerciali", più hard rock e heavy metal, molto più melodiche nel corpo e nelle parti strumentali. Sapete, il buon 50% dei nostri pezzi può anche non essere thrash. La verità è che, quando posso, preferisco non avere barriere stilistiche da rispettare.

 

Il secondo disco, invece, contiene la registrazione del concerto al "Bang Your Head" dello scorso anno. La potenza dei pezzi è incredibile e la risposta del pubblico è davvero calorosa. Che ricordi hai di quello show?

 

Il "Bang Your Head" è uno dei festival più famosi in Germania e uno dei tanti in cui abbiamo suonato in Europa che, lasciamelo dire, è piena di grandi festival. Per questa occasione, però, abbiamo pensato che, invece di fare i soliti shooting, fosse una buona idea immortalare lo show. Era pieno di band diverse con differenti stili e personalità, esattamente come il pubblico presente. Anche per queste ragioni abbiamo deciso di registrarlo. Il fatto che fosse durante il giorno, quindi privo degli effetti speciali che, invece, si usano solitamente nelle notturne, è stata un'ulteriore motivazione. Volevamo solo salire sul palco e mostrarci "raw", così come realmente siamo. E lo stesso è accaduto per le registrazioni in acustico, avvenute tutte in un'unica registrazione senza chissà quale lavoro di post-produzione. È stato un lavoro duro e stressante perché, durante questo tipo di registrazioni, non puoi permetterti di fare alcun errore. Tutto è stato calcolato nei minimi dettagli, a partire dal soundcheck. Fortunatamente abbiamo una crew composta da persone fantastiche e tutto è riuscito alla perfezione.

 

Aaron Homma, Rick Hinks, Marc LaFrance e Pat Robillard, sono i musicisti che hanno collaborato con te su "Triple Threat". Come è stato lavorare con loro? Pensi che possano essere la line up definitiva degli Annihilator nei prossimi anni?

 

Nel progetto non abbiamo avuto un unico cantante, in quanto non posso cantare tutte le canzoni perché alcune di esse hanno uno stile più "waste" che io, inevitabilmente, non ho. Io e LaFrance siamo amici di vecchia data e lui ha cantato circa metà dei pezzi come voce principale, con me e Rick Hinks come supporto. Per Path Robillard è più o meno la stessa cosa. È stato il terzo chitarrista del progetto e, benché suoni un genere completamente diverso, è stato un bene averlo avuto tra di noi!

 

Sono trentadue anni che sei l'unico membro costante della band, ruolo che, inoltre, ti carica di responsabilità di ogni genere. Non credi che questo possa indurre i vostri fan a pensare che gli Annihilator siano una sorta di "one man band"?

 

Mmm.. è vero, abbiamo avuto diverse line-up durante questi trent'anni e questo potrebbe far pensare a un progetto solista. Però, bisogna tenere a mente che noi Annihilator siamo sempre stati una band, abbiamo composto album come band e siamo andati in tour come una band! In definitiva non mi sento di darti torto, per cui potremmo dire che gli Annihilator sono sia un progetto solista, che una band.

 

Dopo la pubblicazione di "Triple Threat" avete in mente di andare in tour? Cosa puoi dire ai tuoi fans europei e, soprattutto, italiani? Da queste parti sono in molti ad attendere gli Annihilator.

 

Durante la prima parte del tour siamo venuti in Italia, in un piccolo paese al nord. Credo che nel 2017 torneremo da voi e andremo anche in Spagna perché sono due nazioni in cui non possiamo mancare. Assolutamente no. Continueremo anche a lavorare sul prossimo album e, probabilmente, lo suoneremo nei festival la prossima estate.

 

Hai pensato a un tour acustico?

 

No, purtroppo la versione acustica è solo per il box. (ride)

 

annihilatorintervista2016internoSei un grandissimo musicista e compositore, ma volevo chiederti se hai trovato il tuo erede. Quale pensi sia il chitarrista che più si avvicina, per approccio e idee, al tuo stile? Al tuo modo di suonare e intendere la sei corde.

 

Caspita, bella domanda. In realtà, non saprei. Credo che un buon chitarrista debba avere tre caratteristiche: saper suonare la chitarra ritmica, essere un buon solista e avere discrete capacità di songwriting. I chitarristi di oggi possiedono, al massimo, una o due di queste peculiarità. Ci sono bravi shredder, certo, e chitarristi capaci di realizzare ottimi assoli, ma, nel complesso, non sono in grado di strutturare un buon pezzo o, addirittura, non sanno suonare la chitarra ritmica. Ci sono ragazzi che scrivono bene pur non essendo una chitarra principale, esattamente come Malcom Young degli AC/DC. Potreste dirmi che siano delle caratteristiche banali ma, davvero, pochi le posseggono. Della nuova generazione mi piacciono molto Alexi Lahio e Michael Amott e, della vecchia generazione, invece, adoro Glenn Tipton dei Judas Priest, Eddie Van Halen e molti altri. Sinceramente non so se io sia capace di realizzare al meglio queste tre categorie, però posso dire di impegnarmi con tutte le mie forze per farle mie. Ecco, Dave Mustaine e John Shaffer hanno tutte le qualità, sono straordinari! Mi piacciono chitarristi come Steve Vai o Van Halen perché, appunto, sono estremamente dinamici.

 

Hai ascoltato gli ultimi album di Metallica e Testament? Cosa ne pensi? Qual è stato l'ultimo album thrash metal che ti ha entusiasmato come non accadeva da tempo?

 

Sono fan di entrambe! Exodus, Overkill, Testament, Metallica, Slayer, Kiss, Judas Priest, Kreator, Destruction... seguo diversi generi. Mi piace il fatto che queste band abbiano avuto differenti line-up e, come gli Annihilator, continuano a suonare anche se il metal non è un genere così popolare. Gli ultimi album di Testament, Exodus, Overkill, sono incredibili, forse perché, a partire proprio dai cambi di line up, sono aperte ai cambiamenti e non si scoraggiano mai. Sono felice che i Metallica siano tornati a comandare facendo ciò che i fan amano, cioè quel tipo di musica con cui sono cresciuti. Il loro ultimo album non è per niente male. Per quanto riguarda l'album che mi ha più entusiasmato, direi nessuno, anzi no... "Suicide Society"! (ride) Mi è piaciuto l'ultimo dei Testament. Adesso sto ascoltando alcuni pezzi dei Judas Priest e, niente, vedremo quali altri lavori usciranno fuori". (ride)

 

Cosa pensi della scena thrash in Europa?

 

Beh, la gente parla sempre di "Europa" ma penso che non sia più il tempo di intendere un singolo posto con questa parola. L'Europa è formata da numerosi paesi tutti diversi tra loro, perciò la scena è differente in base al paese in cui vai. Se giri tra i paesi del vecchio continente e chiedi quale sia il nostro album migliore, ti risponderanno tutti diversamente. E' tutto vario, la lingua, il cibo, le persone e, quindi, è diverso il consenso e, soprattutto, la concezione di "heavy metal". In generale, l'Europa è la nostra casa dal 1989!

 

Dopo più di trenta anni di carriera, c'è qualche rimpianto che ti porti dietro? Gli Annihilator sono un gruppo molto amato dai fan ma che, forse, ha ottenuto meno di quanto meritasse.

 

Ah beh, non so. Sto lavorando al mio sedicesimo album, giro il mondo per i tour, sono pagato per fare ciò che amo, ho tante chitarre, una bella casa e una fidanzata meravigliosa. Non ho nessun rimpianto! (ride). Ma se intendi "rimpianti" nel senso di avere più credits e più fan, questo si, sarebbe fantastico. La situazione che vivo adesso è perfetta, non ho mai desiderato essere milionario o apparire in tutte le copertine dei giornali. Comporre musica è tutto ciò che amo fare, e tutto ciò che ho lo devo ai fans, senza di loro non sarei mai potuto essere chi sono oggi.

 

Jeff, purtroppo il tempo a nostra disposizione è finito. Ti ringrazio, ancora una volta, per la disponibilità e per continuare a regalarci grande musica. A te le ultime parole per salutare i lettori di SpazioRock.

 

Grazie a te per la nostra chiacchierata, davvero piacevole. A voi lettori di SpazioRock dico che spero di vedervi presto e, mi raccomando, divertitevi con il nostro box! (ride)




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