Jakko Jakszyk (Jakko Jakszyk)
Abbiamo fatto una lunga chiacchierata su Zoom con Jakko Jakszyk, voce e chitarra dei King Crimson, che ci ha presentato il suo nuovo lavoro solista "Secrets & Lies", uscito pochi giorni fa. Si è parlato di musica, ma anche di politica, pandemia e futuro degli artisti. Buona lettura.
Articolo a cura di Federico Barusolo - Pubblicata in data: 27/10/20
Ciao Jakko, benvenuto su SpazioRock! Come stai?


Ciao, credo di stare bene. È difficile a dirsi in questo momento...


Proviamoci... Iniziamo parlando del tuo nuovo album, "Secrets & Lies", uscito il 23 di ottobre. Come ti senti, sei soddisfatto del risultato?


Si penso di sì. Non so, non l'ho ascoltato per un po' di tempo. Il problema è che il lavoro non finisce mai, ti sembra sempre di più ciò che andrebbe fatto, ma arrivi ad un punto in cui devi concludere. Sì, sono abbastanza soddisfatto del lavoro, dei testi... vediamo!


La domanda sorge abbastanza spontaneamente visto il titolo dell'album. Quali segreti e quali menzogne vuoi condividere con noi tramite questo disco?


Il titolo deriva direttamente da molte cose che sono successe nella mia vita personale. Sono stato adottato da bambino e ho trovato la mia vera madre quando ero poco più che ventenne. È irlandese, era una cantante abbastanza famosa negli anni '50 e l'ho ritrovata in America, con una sorella e 3 fratellastri. Con il proseguire degli anni ho iniziato a scoprire che un sacco di cose che mi disse non erano esattamente vere, molte le ho scoperte anche alla fine dello scorso anno e all'inizio di questo. È comparso un altro fratello, ad ottobre 2019, e ho scoperto che mia sorella non era una vera sorella. Ho ottenuto la documentazione dal consiglio comunale che testimoniasse cosa mi è successo da bambino e ho finalmente scoperto che la realtà era molto diversa dalle storie raccontate da mia madre. Questo è diventato il tema principale e infatti nell'album si parla di menzogne in politica, si parla di tutta questa storia del disastro Brexit e in generale della politica del mondo, di quante fake news vengano diffuse. C'è un pezzo riguardo ai tradimenti di una mia ex ragazza di 20 anni fa, un altro pezzo riguardo ad altre relazioni amorose in cui avevamo molti segreti tra noi. Insomma, questo sembrerebbe essere il tema centrale. Non tutto rimanda a questo, ma la maggior parte delle canzoni ha almeno uno di questi elementi.

 

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Hai dichiarato che lavorare all'album nel bel mezzo di una crisi globale dovuta alla pandemia è stato molto diverso. In che modo lo è stato?


Sì, in realtà ho scritto la maggior parte del materiale prima della pandemia, quindi probabilmente mi riferivo ad altre attività successive, come ad esempio il videoclip che abbiamo girato per "The Trouble With Angels". Quello è stato davvero incredibile, perché l'artista che lo ha realizzato (Sam Chegini, ndr.) vive a Tehran e abbiamo fatto veramente fatica a portare a conclusione il lavoro. Subito dopo aver iniziato il lavoro improvvisamente abbiamo perso le sue tracce, non rispondeva nemmeno più alle mail. Più tardi abbiamo scoperto che il governo iraniano aveva bloccato l'accesso ad Internet nel Paese, in seguito alle rivolte scaturite dall'interruzione degli accordi con l'Iran da parte di Donald Trump. Quindi, abbiamo deciso di girare il video in Turchia, ma ancora una volta la situazione si è destabilizzata per l'omicidio del generale Soleimani e ci è stato fortemente sconsigliato di viaggiare anche in Turchia. Poi hanno abbattuto un aereo passeggeri in Iran e tutti i voli sono stati cancellati, impedendo a Sam di venire in Inghilterra. Quindi abbiamo dovuto affrontare la situazione da remoto in modo molto strano, con lui su Skype e io in studio a Londra. Lui dovette successivamente girare altre scene in Turchia perché nel frattempo il coronavirus si era diffuso molto seriamente in Iran. Sto parlando molto nel dettaglio di ciò che è successo perché penso sia un bellissimo video che assume ancora maggior valore nel contesto difficile in cui è stato realizzato.


Era la prima volta che lavoravi con Sam Chegini o vi conoscevate già da prima?


L'avevo conosciuto mentre lavoravo come ospite ad un album di un altro artista. Sam aveva realizzato questo video stupendo e ho pensato che se ne avessi avuto bisogno mi sarei senza dubbio rivolto a lui. Tra l'altro ha realizzato anche un secondo video in questo album per "It Would All Make Sense", molto diverso ma altrettanto bello.


Riguardo all'album, dicevamo che parla molto di ossessioni, tradimenti, politica e bugie. Insomma, caratteristiche molto umane. In che modo l'umanità ti ha ispirato in questi ultimi mesi in cui si è parlato molto degli aspetti della nostra natura?


Una cosa che da un po' di tempo trovo molto fastidiosa nel mondo è l'affermarsi di queste correnti politiche populiste. La verità è che le cose nella vita non sono semplici, sono molto complicate. Nonostante ciò siamo circondati da politici che vogliono a tutti i costi fornire risposte semplici e banali a questioni davvero complicate. Ecco come nascono i Boris Johnson, i Donald Trump, i Bolsonaro e un sacco di leader politici che nella maggioranza dei casi sono di destra. È molto spaventoso questo, la stessa questione Brexit è stata ideata anche per dividere maggiormente le persone, anche le stesse famiglie. Molti hanno iniziato a parlare in un modo che non si sentiva da anni, abbiamo iniziato a legittimare questa bigotteria e un atteggiamento sempre più chiuso e aggressivo. Molte persone mi hanno attaccato personalmente online dopo il voto dicendomi che avevo perso e sarei dovuto andare a farmi fottere e tornare nel "mio Paese" e questo è terribile. Perché penso a quanto la comunità polacca abbia fatto per aiutare la Gran Bretagna nel corso del ‘900 e, oltretutto, io non sono nemmeno polacco. Quindi la cosa bizzarra è che mi stavano insultando per le lettere nel mio cognome.


Come membro attivo di una delle band più leggendarie al mondo, parlo ovviamente dei King Crimson, come gestisci il lavoro dedicato alla tua carriera solista? Puoi sempre contare su un bagaglio di materiale raccolto negli anni oppure hai bisogno di resettare la mente e partire da capo?


È un po' di entrambe le cose. Prendo continuamente appunti, scrivo cose riguardo a ciò che mi succede o ciò che leggo negli articoli o vedo nei film. Inizio scrivendo dei dialoghi o dei pezzi di testi, poi quando mi immergo nel processo creativo tiro fuori tutto questo e lascio che la musica sia guidata dalla direzione dei testi. Tendenzialmente funziona così, ma non sempre. La musica in questo disco è scritta in modi diversi; ci sono molte cose che ho scritto con Robert (Fripp, ndr.), o che comunque ho scritto per i King Crimson, ma che secondo Robert non erano adatte e quindi ho rielaborato per farle diventare mie. Alcune sono addirittura idee sue che io ho messo in musica e gli ho inviato come canzoni fatte e finite. C'è una grande varietà di cose. Alcune nascono come nostri giochini musicali che poi in qualche modo prendono una forma. Ad ogni modo, quando inizio a scrivere un album partendo da un'idea, questa inizia poi a rivelarsi a me progressivamente, un po' come quando dipingi o scolpisci. Parti sempre da questo blocco di pietra con una certa idea, ma quando inizi a lavorarci ci vedi continuamente nuove cose che possono essere anche differenti dalla tua idea iniziale.

 

A proposito, come ti poni con gli ospiti illustri come quelli che hanno partecipato a questo album? Prendi in mano tu tutte le decisioni o lasci tanto spazio a queste personalità artistiche che comunque sono molto forti?


Che ti devo dire... Quando hai accesso ad un batterista come Gavin Harrison non è che gli dici cosa suonare. Stai tutto il tempo a chiedergli "Cosa faresti tu?" e sai che comunque se ne uscirà con qualcosa di fantastico e originale. Con Tony Levin è lo stesso discorso. C'è un episodio di un documentario chiamato "Classic Albums" che parla del processo di creazione di "So" di Peter Gabriel e, mentre suonano "Don't Give Up", scritta con Kate Bush, senti questa incredibile parte di basso di Tony, che è uno dei tratti distintivi che rendono unica quella canzone. Certo, ci sono musicisti che arrivano e suonano la loro parte come devono, altri, come Gavin e Tony, semplicemente la creano. Loro sono questo e non puoi fare altrimenti, sarebbe uno spreco limitarsi ad "utilizzarli".

 

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Parlando dei singoli che sono usciti fino adesso, "It Would All Make Sense", "The Trouble With Angels" e "Uncertain Times", che tipo di risposte hai dal pubblico?


Non so in realtà quale sia stata la loro risposta. Ho visto solo una recensione dell'album che ho trovato davvero ottima. Chi lo sa, è soggettivo, no?


Assolutamente. Tocco un po' un tasto dolente adesso. Cosa ti manca di più dell'esperienza dal vivo?


Semplicemente l'eccitazione del suonare di fronte a migliaia di persone. Non c'è modo di sostituire quell'atmosfera. E mi mancano molti luoghi in cui ho suonato e che mi hanno fatto vivere esperienze che difficilmente vivrò allo stesso modo. Abbiamo suonato all'Arena di Verona, è stato semplicemente straordinario; all'aperto con novemila persone. Non potrai mai replicare quella stessa atmosfera, tantomeno, per dire, su Zoom. Poi abbiamo suonato tre sere all'Albert Hall, altro posto straordinario per esibirsi, abbiamo suonato al Rock In Rio esattamente un anno fa. Centoventimila persone che cantavano e conoscevano i testi probabilmente meglio di me. Questo si può realizzare solo incontrandosi, si può realizzare solo vivendo tutti assieme lo stesso momento e la stessa atmosfera. Il fatto che non si possa più fare mi rende davvero molto triste.


Sei anche un attore, giusto?


Diciamo. Quando ero più giovane ho recitato a teatro da professionista per un po', ma ora non mi definirei più un professionista, non oserei tanto. Mi piace e sarei felice di avere l'occasione di farlo ancora.


Possiamo quindi dire che in qualche modo rappresenti due categorie di lavoratori che stanno soffrendo particolarmente questo momento storico. Come pensi sarà possibile riabilitare queste professioni e quali suggerimenti daresti a dei giovani musicisti e attori che stanno facendo davvero fatica a portare avanti le loro passioni?


Non so, davvero. Questo pomeriggio il Cancelliere dello Scacchiere qui in Inghilterra ha tenuto un discorso in cui suggeriva ai musicisti di imparare a fare qualcos'altro. Te lo immagini? Mio figlio ha 18 anni, è stato al conservatorio, suona in una band e provano tutte le settimane. Ti spezza il cuore vedere la sua delusione, non vuole fare niente altro. È cresciuto in mezzo alla musica, io sono suo padre, suo nonno era Michael Giles, il batterista originale dei King Crimson, quindi lui è questo. Non è che gli puoi dire "vai a lavorare in fabbrica" o "fai qualcos'altro". È un incubo, è abbastanza giovane quindi posso solo sperare che torniamo presto ad una sorta di normalità.


Cosa pensi di quest'anno dal punto di vista musicale? Cosa hai ascoltato nel 2020?


Ho ascoltato una band, penso americana, chiamata Bobbing, dovreste ascoltarli perché sono grandi. Scopro queste band principalmente perché le sento da mio figlio. Lui pensa che io sia un miserabile vecchio che non è interessato alla nuova musica, ma poi mi fa sentire queste cose e le trovo davvero fantastiche. Poi mi piacciono gli Everything Everything, i GoGo Penguin... sempre cose che scopro in macchina grazie a mio figlio. C'è tanta musica interessantissima la fuori.


Come vanno le cose coi Crimson? So che è un anno particolarmente duro per voi e mi chiedo se siate in contatto e se stiate lavorando assieme, al di fuori del contesto di "Secrets & Lies".


Parlo molto con Gavin, che è uno dei miei più vecchi amici. Lo vedo e lo sento regolarmente. Ho parlato con Tony e con Robert... stiamo cercando di cogliere una direzione in cui vogliamo andare. Abbiamo dovuto cancellare il tour in America quest'anno ed è stato riprogrammato per il prossimo anno, ma chissà.


Ok, abbiamo finito. Non ci resta che sperare di poterti rivedere presto su uno dei nostri palcoscenici...


Adoro suonare in Italia e ci ho passato molto tempo. Ho lavorato e suonato con molti artisti italiani. Ho suonato in posti fantastici, ti ho citato Verona, ma due anni fa abbiamo suonato anche a Pompei, a Roma... Cosa devo dirti? Gli show da quelle parti hanno sempre qualcosa di davvero speciale che non trovi in giro così facilmente. Spero davvero di tornare da quelle parti al più presto.


Grazie per il tuo tempo Jakko, è stato un onore!


Grazie a te!




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