Lancer (Isak Stenvall)
Isak Stenvall, voce dei metallers svedesi Lancer, risponde ai microfoni di SpazioRock per dissipare le nostre curiosità dietro al loro nuovo album, "Mastery".
Articolo a cura di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 09/01/17

Ciao Isak e benvenuto su SpazioRock! Potresti raccontarci il processo dietro la vostra ultima creazione, "Mastery"?

 

Ciao! Abbiamo iniziato a scrivere i pezzi nell'estate del 2015 dopo aver finito i concerti in supporto a "Second Storm", poi abbiamo passato molto tempo in sala prove e lavorato duramente sulle canzoni, per poi entrare in studio nella primavera del 2016, dove siamo rimasti due mesi per finire tutto l'album. Ora siamo vicinissimi al rilascio e siamo davvero contenti del risultato. I nuovi pezzi sono un po' più pesanti e un pochino più intricati. Siamo molto orgogliosi di come è venuto fuori ed sarà bello vedere quello che ne penseranno i fan e la stampa.

 

Canzoni come la title track, "Iscariot" e "Widowmaker" sono solide dichiarazioni di metallo pesante. Come avete approcciato la stesura di quelle tracce?

 

Sono un grande fan dell'heavy metal, sia della scena britannica che di quella tedesca (solitamente più veloce con band come Helloween e Accept), e quindi proviamo a bilanciare la nostra proposta tra questi due stili. Cerco di catturare gli stilemi del suono British e di quello tedesco e ovviamente aggiungiamo melodie dal tocco scandinavo al loro interno.

 

Parlando dei testi, in un video trailer ufficiale avete detto che "Mastery" non è un concept album ma che ha un tema sottostante. Qual è?

 

Il tema sottostante riguarda il provare a raggiungere qualcosa che è praticamente impossibile. Il titolo "Mastery" vuole essere un titolo 100% arrogante per un album arrogante e che merita quest'appellativo al 200%. Il tema è quello che nulla va a finire mai come l'umanità vorrebbe, nonostante i tentativi di controllo. Il fallimento è sempre dietro l'angolo. Abbiamo canzoni parlano della guerra, canzoni che parlano della morte della morte e via discorrendo. In sintesi, l'umanità che prova a raggiungere uno scopo ma che alla fine fallirà sempre.

 

Molto interessante! "Forcing Millennia" è stata scritta da Fredrik (il vostro chitarrista), e hai quindi dovuto cantare una melodia con parole non ideate da te. Puoi parlarci un po' di questo processo?

 

Sicuro! Avevamo quasi la maggior parte delle canzoni. Solitamente scrivo gli accordi, le melodie, i testi ed così che mi piace lavorare alle canzoni; partorisco un'idea e la tengo per me per diverso tempo prima di presentarla agli altri. Per "Future Millenia" fu scritto prima il testo, e ho dovuto eseguire le melodie vocali solo con le parole. Penso che sia riuscita molto bene. È un testo che parla del futuro, una società del futuro dove tutto è andato storto, ovviamente in tema col resto dell'album. È stato un processo interessante, molto divertente e anche un buon modo per scrivere un pezzo.

 

Da un punto di vista personale Isak, quali sono le tue influenze principali di cantante e come pensi abbiamo influenzato questo album?

 

Le mie influenze principali come cantante sono le voci "soft" della scena metal come Joey Tempest e simili. Come dire, voci pulite, non harsh. Mi piacciono molto cantanti come Geoff Tate dei vecchi Queensrÿche e anche le voci dal tono acuto, cercando di tenerle a mente quando scrivo le linee vocali, che dovrebbero essere melodiche - così come l'intera performance - ma piene di dinamiche e tecniche come il vibrato. A volte provo però anche a tirare fuori il massimo dalla mia voce cercando di cantare in modo un po' più aggressivo, solo per avere un impatto maggiore, perché la musica in quest'album si è fatta un po' più pensate. Quindi provo a essere aggressivo quando serve, cercando allo stesso tempo di rimanere ancorato alle mie influenze nel cantato hard rock. Voglio che l'esecuzione sia pulita ed eseguita come se non fosse il risultato di alcuno sforzo, ad esempio sono un grande fan di Joacim degli Hammerfall, che canta come se non facesse alcuno sforzo. La musica dovrebbe fare il lavoro pesante, occuparsi della parte aggressiva, mentre la voce dovrebbe stagliarsi sopra di essa con melodie gloriose, come fosse la parte luminosa delle canzoni.

 

lancerintervistaint2016

 

Per quanto riguarda la produzione, come è stato lavorare con il produttore Gustav Ydenius?

 

C'è sempre un po' di pressione nel lavorare con lui, è un nostro vecchio amico e abbiamo lavorato con lui nel precedente album e anche nella nostra prima registrazione - un EP - nel 2012. Il suo studio è vicino alla nostra sala prove, quindi è semplice per noi raggiungerlo, mostrargli le nostre idee e ricevere le sue. Si dedica al 100% in quello che fa, quasi come se fosse un sesto membro della band. È un nostro amico ma ci sprona duramente dicendoci cose tipo "questo dovete aggiustarlo" e "dovete lavorare all'album". Penso che non sia facile trovare un rapporto come quello che abbiamo con lui, quindi è fantastico averlo così vicino e includerlo nell'intero processo. A dire la verità nell'album del 2015 "Second Storm" assisteva alle nostre prove, dove ha fatto la pre-produzione e cose di questo tipo. È davvero bello averlo a bordo.

 

Dunque vi ha aiutato anche con gli arrangiamenti?

 

Sì, non molto in questo album perché eravamo molto sicuri degli arrangiamenti e di tutto il resto, ma ci ha aiutato con gli arrangiamenti nel nostro precedente lavoro durante le prove. Inoltre gli piace anche andare a pescare, quindi il tutto è ancora più figo!

 

Credo che "Mastery" abbia un sound organico. Pensi che il metal stia diventando troppo patinato oggigiorno?

 

Sì, alcuni generi sono molto patinati, ma credo che il problema principale sia che viene "truccato" con troppe sovra incisioni: se si va a un concerto heavy metal quasi ogni gruppo usa il playback o sequenze di sintetizzatori e cose del genere solo per dare al pubblico l'esperienza sonora che hanno avuto a casa, e penso che questo sia una merda (ride). Credo che il feeling sia scomparso completamente e tutto sia andato per il verso sbagliato, per così dire. Quindi noi proviamo ad avere su disco gli strumenti che abbiamo dal vivo, e questa è la nostra idea: mantenere le cose semplici, aggressive e organiche.

 

I Lancer apriranno per gli Hammerfall durante il loro prossimo tour europeo "Built To Tour". Siete entusiasti all'idea di andare in tour con una band metal svedese così grande?

 

Siamo molto molto entusiasti! È davvero grandioso! Adoro stare sul palco e il semplice fatto di suonare ogni sera in diverse nazioni europee insieme alle atre band, soprattutto una delle mie preferite, è come un sogno che diventa realtà. Sono così emozionato e sono sicuro che sarà divertentissimo! Ci sarà sicuramente molta pressione, ma sarà uno sballo!

 

Ottimo! Quella era l'ultima domanda. Grazie mille Isak! Ciao!

 

Grazie mille, buona giornata!




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