Hammerfall (Oscar Dronjak)
Seduti nel tourbus degli Hammerfall, abbiamo il piacere di incontrare Oscar Dronjak, chitarrista e fondatore della band svedese. Tanto scatenato e trascinatore sul palco, quanto tranquillo e rilassato nel rispondere alle nostre domande, Oscar ci racconta le novità di questo nuovo tour, non nascondendo il piacere di poter suonare ancora una volta nel nostro Paese.
Articolo a cura di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 26/02/20

Ciao Oscar, per prima cosa bentornati in Italia e su SpazioRock!

 

Grazie mille a te, è un piacere!

 

Come sta andando il tour? Com'è l'atmosfera e la risposta del pubblico e dei fan?

 

Sta andando davvero bene per noi. Abbiamo già fatto molte date in Germania. Questo tour è molto più grande dei solito. Abbiamo voluto fare qualcosa in più, avendo anche la possibilità  di esibirci in location più grandi, con un palco di dimensioni maggiori. Questo alla fine è sempre un rischio, perché non puoi mai sapere come andranno le cose, ma sta andando molto bene, e siamo molto contenti di questo.

 

Devo ammettere che personalmente mi piace molto la line up che avete scelto per accompagnarvi in queste date, ci sono i Serious Black che sono già stati con voi tempo fa, e una band in grande ascesa come i Battle Beast. Come avete scelto questi gruppi? Avevate già le idee chiare su chi volevate in tour con voi?

 

E' una line up che ci piace molto. Cerchiamo sempre di mettere insieme un "pacchetto" che possa piacere a tutti i nostri fan, come è successo per il tour precedente con i Gloryhammer. I Battle Beast sono una band che avremmo voluto avere già da tempo con noi, ma non ce n'era stata ancora la possibilità. In questo tour ci siamo riusciti e siamo molto contenti di avere con noi questi gruppi.

 

Voi siete sicuramente uno dei gruppi più importanti del power metal. Avete fatto la storia di questo genere. Come vedi, a oggi, questo tipo di genere musicale?  Per esempio, proprio i Battle Beast, che vi accompagnano in tour, sono forse uno dei gruppi più interessanti che sono riusciti a emergere negli ultimi anni.

 

Ci sono davvero molte band valide. Non etichetterei tutto come "power metal", ma ci sono parecchie metal band interessanti, band giovani che cercano di mettersi in luce e di arrivare al successo. Penso che per il metal in generale questo sia un ottimo momento.

 

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Pensando alla vostra carriera, credo che le parole "coraggio" e "coerenza" siano quelle che vi descrivono meglio, come persone e come artisti. Pensi possa essere questo uno dei segreti principali della vostra longevità?

 

Be', non avevo mai pensato alla parola "coraggio", ma si, può anche essere la parola giusta. Vedi, per me è sempre stata una questione di cercare di percorrere la mia strada, di fare le cose che desideravo veramente. Non sono mai stato una persona che fa le cose solo perché le fanno tutti gli altri, e da un certo punto di vista questo può essere considerato coraggioso. Per me gli Hammerfall non sono mai stati una via per diventare famoso o conosciuto. Per me è stato sempre importante poter scrivere e suonare la musica che amo, e condividere questo con gli amici che hanno questa stessa passione.

 

Infatti voi non avete mai perso di vista il vostro obiettivo e il vostro modo di fare musica, rimanendo sempre voi stessi, dagli inizi fino a oggi.

 

Si, capisco bene cosa vuoi dire, ed è così! Credo che tutto questo derivi dal fatto che quando ho formato la band, nel 1993, avevo una visione molto chiara di quello che gli Hammerfall dovevano essere esattamente. E quando Joacim è entrato a far parte della band qualche anno più tardi, ha condiviso e rafforzato questa visione. Quando ci siamo uniti siamo riusciti a far nascere quelli che sono gli Hammerfall ancora oggi. Abbiamo cominciato con la passione e la voglia di divertirci, e non pensavamo di poter arrivare a questo punto, ma ci siamo sempre impegnati seriamente cercando di fare tutto sempre al meglio delle nostre possibilità. Non siamo cambiati perciò dai nostri inizi, proprio perché avevamo ben chiaro cosa volevamo fare.

 

E' molto interessante quello che dici. Proprio qualche settimana fa, incontrando Hannes dei Sabaton, mi ha detto circa la stessa cosa. E' fondamentale per una band avere idee chiare fin dall'inizio su quello che si vuole fare. E' una cosa davvero importante non solo per avere successo, ma anche per essere soddisfatti in quello si fa.

 

E' assolutamente vero! E' importante avere quella visione, quella prospettiva. Certo a volte la visione può cambiare nel corso del tempo, ma se ce l'hai chiara fin dall'inizio, questo certamente ti porterà lontano.


Gli Hammerfall sono in pista da più di vent'anni. Pensate mai ai periodi in cui avete iniziato? Provando magari differenti sensazioni, dall'allegria, alla soddisfazione fino alla nostalgia?

 

Be', si parla di tanto tempo fa! Ora ho 48 anni, e ho fondato la band quando ne avevo 21. E' passato tantissimo tempo, e la band ha occupato buona parte della mia vita. Ora la mia vita è un pò diversa, ho una famiglia e un figlio e penso spesso a loro. Mi mancano sempre tanto ed è molto difficile ogni volta lasciarli. Ora ho molti motivi in più per ritornare a casa dai miei affetti e la famiglia è una parte molto importante della mia vita. E' molto difficile essere in tour quando si ha una famiglia, ma lo era decisamente di più negli anni '80 per esempio. Avevi solo la possibilità di usare il telefono, e spesso erano telefonate molto costose! Adesso puoi usare Facetime, videochiamare, mandarti video, e va decisamente meglio. Sicuramente avendo una famiglia, hai più voglia di ritornare a casa dopo lunghi viaggi. Oggi mio figlio ha 5 anni, e ancora non comprende bene perché parto e quando ritorno, non ha ancora ben chiaro il concetto del tempo essendo così piccolo. E' stata davvero difficile le prime settimane, era triste e piangeva perché voleva che tornassi a casa. Adesso va meglio perché sta imparando i numeri e a contare fino a 20, e credo che oggi sia il 20mo o 21mo giorno che sono via, per cui per lui diventa un pò più semplice!

 

Nell'ultimo album "Dominion", c'è una canzone sicuramente speciale. Mi riferisco a "(We Make) Sweden Rock", che probabilmente diventerà una nuova hit, una sorta di inno, così come lo sono stati altri brani del vostro passato. Mi vengono in mente "Renegade" o "Blood Bound" per esempio. Ti volevo chiedere se già in fase di scrittura vi rendete già conto che siano potenziali successi e brani che diventeranno molto significativi per la band.

 

Parlando in generale, sento sempre che questo possa accadere quando scrivo un pezzo, ma poi quando la canzone è terminata, cerco di prendere un pò le distanze, e cerco di capire in modo più distaccato se può diventare una "hit" oppure no. Ma "Sweden Rock" mi ha convinto sin da subito. Quando Joacim mi ha parlato dell'idea di fare una canzone il cui il testo fosse un tributo a tutte le metal band svedesi, anche per celebrare in qualche modo il nostro paese, ne sono stato subito entusiasta, e ho cominciato a lavorare sul pezzo. In questo caso in particolare, ho proprio sentito che il ritornello sarebbe stata la parte più importante nella canzone. E' sempre così normalmente, ma per "Sweden Rock" lo è ancora di più. Anche se noi comunque diamo sempre uguale importanza a ogni parte di una canzone. Vedi per i pezzi pop, in passato e ancora di più oggi, l'unica cosa importante è il ritornello, e ciò che viene prima è solo un modo per arrivare a esso. Ciò che c'è prima sembra non essere importante. Questo avviene anche per moltissime altre canzoni. Noi non l'abbiamo mai vista in questa maniera, e cerchiamo di fare in modo che ogni parte della canzone sia il meglio possibile, e non solamente una maniera per arrivare al ritornello.

 
E' difficile dopo tanti anni di carriera creare la scaletta del tour, avendo  tante canzoni a disposizione? Mi chiedo sempre se siano scelte molto naturali o più ragionate e difficili, tra tutti i membri della band. Ovviamente poi quando è un tour di promozione per un nuovo album, è doverso inserire alcune canzoni nuove.

 

Si, è davvero molto difficile. Bisogna cercare di raggiungere un compromesso. Sicuramente ci sono alcune canzoni che dobbiamo suonare per forza. Poi ci sono altri pezzi che dovremmo suonare, ma questo a volte non mi trova molto d'accordo. A volte vorrei sceglierne altre, anche per avere la possibilità di suonare ogni tanto qualcosa di nuovo, e non sempre le stesse cose, altrimenti divento pazzo! Ma per la serata di stasera abbiamo preparato diverse sorprese! Credo suoneremo almeno una canzone da ogni album della nostra discografia, ed è davvero tanto tempo che non accade!

 

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Ci sarà una scenografia particolare per questo tour? Come si sviluppa il processo di scelta per come deve risultare la scenografia. Potete dare un buon contributo nelle decisioni?

 

Si assolutamente, avremo una grande scenografia, una delle più grandi degli ultimi tempi. Il palco di stasera non è quello più grande possibile che stiamo portando in tour, ma è comunque di dimensioni notevoli. Per queste date abbiamo voluto qualcosa di impatto e di grandioso. Per i tour precedenti, 5 anni fa e 3 anni fa, questo aspetto non è stato così fondamentale per noi, ma ora, vogliamo che la gente che viene a vederci dica: "Wow, questo è davvero uno show grandioso!"  Quindi stiamo portando in giro uno palco davvero speciale, con numerosi elementi. Prima dell'inizio di ogni tour proponiamo diverse idee di come vorremmo il palco e quindi partecipiamo direttamente al processo decisionale e a come poi queste idee vengono definitivamente realizzate.

 

Avete mai pensato di poter creare una sorta di "Hammerfall Open Air", direttamente organizzato da voi? Anche per celebrare i vostri anni di attività?

 

E' una cosa di cui si parla almeno da quindici anni, ma non l'abbiamo mai fatto. Non credo che potrà capitare più ormai, è un pò tardi per questo. Non si può mai sapere in futuro, ma è difficile, è una cosa di cui ormai non parliamo più.

 

L'Italia è un luogo dove siete molto amati e avete sempre avuto un gran seguito. Il nostro non è sicuramente un Paese così legato al metal come altri a livello di cultura e tradizioni, ma chi ama questa musica la segue con grande calore e passione. Cosa ti piace del nostro paese e dei fan italiani?

 

Siete decisamente calorosi e passionali! C'è sempre una grande energia che si percepisce sul palco quando suoniamo in Italia ed è sicuramente una delle ragioni per cui ritorniamo con piacere ogni volta. L'Italia per me è un paese speciale. Amo studiare la storia antica, i greci e i romani soprattutto. La prima volta che siamo stati al Colosseo è stato davvero emozionante e interessante, poter vedere dal vivo un monumento così grande ed imponente. L'Italia certamente non è solamente "pizza" o "vino", è molto di più! Ma devo dire che amo davvero tanto il cibo italiano e la pizza che fate qui è davvero fantastica! Ed anche questo è un motivo per cui torniamo sempre ad ogni tour che facciamo!

 

Grazie Oscar, è stato un piacere parlare con te!
 
Grazie a te, e un saluto a tutti i lettori di SpazioRock




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