Hammerfall (Fredrik Larsson)
Si chiama (r)Evolution, il grande ritorno sulle scene degli Hammerfall. Il bassista, Fredrik Larsson, ce l'ha definito come una riscoperta delle origini della band, ma allo stesso tempo ha ammesso che si percepisce una vena di novità nel suono. Ecco cosa ci ha raccontato.
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 09/09/14

Ciao Fredrik! È davvero un piacere averti su SpazioRock!

 

Ciao, grazie a voi!

 

Dunque, il vostro nuovo album, (r)Evolution, è uscito lo scorso 29 agosto? Sarete gasatissimi immagino...


Sì esatto! Siamo davvero molto eccitati, soprattutto leggendo le prime reazioni dei fan molto positive.

 

hammerfallitw20142Vorrei chiederti cosa rappresenta questo album per gli Hammerfall. È più un'evoluzione o una rivoluzione?


È un'evoluzione, perchè penso che ci sia stato un progresso, abbiamo fatto dei passi avanti anche se abbiamo cercato un po' di tornare alle nostre origini. Ci siamo presi una pausa per tutto il 2013, è un album davvero importante per noi, per noi è un ritorno, è un prova del fatto che siamo ancora qui a fare della grande musica.

 

Anche il vostro ritorno in studio con Fredrik Nordström è una sorta di sguardo al passato, visto che ha prodotto i vostri due primi album "Glory to the brave" e "Legacy of Kings". Cosa mi puoi dire di questa collaborazione?


Ci è sempre piaciuto Fredrik Nordström, ha reso fantastico il suono dei nostri primi due album e in qualche modo abbiamo sempre lavorato con lui, con i Dream Evil (Il gruppo heavy metal fondato da Fredrik Nordström NdR), abbiamo sempre mantenuto i contatti con lui, è una grande persona. Quando abbiamo iniziato a pensare che volevamo fare qualcosa di nuovo e diverso, abbiamo pensato che avremmo anche dovuto ritrovare le nostre radici. Quando gli abbiamo chiesto se volesse lavorare di nuovo con noi era veramente felice, aveva molte idee su come l'album avrebbe dovuto suonare. Credo che abbia fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda il ritornare al vero suono Hammerfall. Cioè, abbiamo lavorato con Charlie Bauerfeind per un sacco di tempo, mentre per l'ultimo album abbiamo lavorato con James Michael. C'era il rischio che fosse una scelta troppo drastica, quella di tornare a collaborare con Fredrik Nordström, ma volevamo davvero qualcosa di nuovo e alla fine è stata una buona idea per riportare il suono tipico degli Hammerfall.

 

Personalmente, credo che ci sia stata un'evoluzione nel vostro suono, ora sembrate un po' più cupi, penso a canzoni come "Ex Inferis" o "Wildfire". Qualcosa è sicuramente cambiato rispetto ai vostri ultimi lavori. Sei d'accordo?


Sì, sono d'accordo. Effettivamente considerando l'intero album il suono ora è più cupo, ci sono un paio di pezzi in particolare che sono abbastanza tosti, ma credo che abbiamo fatto un ulteriore lavoro sulle melodie e sui cori. Sì, senza dubbio c'è stata un'evoluzione.

 

Cosa mi puoi dire riguardo l'artwork? Come spiegheresti le immagini che avete scelto? Sembra che la vostra mascot Hector stia guidando questa rivoluzione.


Io sono stato coinvolto nella preparazione dell'artwork. Penso che la maggior parte delle volte l'artista ascolti l'album una volta, o ascolti anche solo alcuni pezzi e poi sia subito in grado di interpretarlo come vuole, noi interveniamo con delle idee ovviamente, ma questa volta, quando abbiamo deciso di tornare alle origini e lavorare di nuovo con Fredrik Nordström, l'idea è venuta fuori subito e abbiamo deciso di chiedere a Andreas Marshall se volesse dedicarsi al nostro artwork. Ha capito subito cosa avessimo in mente, era molto contento di essere tornato nella famiglia Hammerfall. Ha fatto un lavoro meraviglioso.

 

Avete appena suonato al Wacken, che è senza dubbio il più grande festival metal in Europa. Come vi siete sentiti a suonare davanti ad un pubblico così grande? Vi piace suonare in posti così enormi o preferite posti più intimi?


Non so cosa preferisco, so che è fantastico suonare davanti a così tanta gente, sembra che il pubblico non finisca mai, ma allo stesso tempo le persone sono troppo lontane, non riesce a vedere la reazione sui loro volti, cosa che invece succede in posti più piccoli. Credo che mi piacciano entrambe le situazioni, sai, suonare in piccoli club, è molto più intimo, e senti subito la reazione del pubblico, anche questo è molto bello. Ma per esempio al Wacken non riesci nemmeno a sentire la tua voce da quanta gente c'è! È davvero incredibile.

 

 

hammerfallitw20143
 

 

Proprio al Wacken avete suonato Bushido, il vostro primo singolo estratto da (r)Evolution. Com'è stata la reazione del pubblico?


Eravamo davvero eccitati all'idea di suonare un pezzo nuovo, ma eravamo anche molto concentrati sulle parti da suonare, visto che ovviamente era la prima volta live, non era una canzone che rientrava nella routine dei pezzi, ma è andata davvero bene. Le reazioni sono state davvero positive. Poi sta bene nella setlist, sembra proprio di sentire una vecchia canzone degli Hammerfall.

 

Riusciremo a vedervi presto in tour? Verrete in Italia?


Mhhh i dettagli del tour dovrebbero essere già stati pubblicati, ma sinceramente non mi ricordo se passeremo dall'Italia. No, non mi ricordo proprio, accidenti, scusami! (Gli Hammerfall suoneranno live il 28 gennaio 2015 al Live Club di Trezzo sull'Adda NdR)

 

Non c'è problema, farò una ricerca! Speriamo davvero tanto di sì, comunque.


Piacerebbe davvero tanto anche a me!

 

Ti va di lasciare un messaggio ai fan italiani degli Hammerfall e ai nostri lettori?


Certo, spero davvero di vedervi presto, sarebbe fantastico tornare in Italia. Quindi, sì dai, ci vedremo il prima possibile!




Intervista
Destrage: Paolo Colavolpe

Speciale
Il Rock compie 65 anni: come tutto ebbe inizio

Recensione
Rammstein - Untitled

Speciale
Rammstein: il track by track del nuovo album

Recensione
Whitesnake - Flesh & Blood

Intervista
Extrema: Tommy Massara