Dropkick Murphys (Matt Kelly)
La band dell'evergreen "I'm Shipping Up To Boston" Dropkick Murphys tornerà in Italia il prossimo lunedì 17 febbraio all'Alcatraz di Milano. Per l'occasione, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Matt Kelly, che ci ha parlato delle registrazioni del nuovo album, della vita negli US, di quella in tour e di tanto altro ancora!
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 14/02/20
Articolo a cura di Ludovica Iorio e Dario Fabbri

Ciao Matt, benvenuto su Spaziorock.it! Come stai? Come vanno le cose?


Grazie! Tutto bene, sono in tour in Europa: al momento sono ad Hannover, in Germania.

Cominciamo parlando del vostro nuovo singolo, "Smash Shit Up", che è stato rilasciato pochi giorni fa. Si tratta del vostro primo lavoro in studio dal 2017, quando avete pubblicato il vostro ultimo disco "11 Short Stories Of Pain And Glory". Qual è stata la reazione del pubblico?


Sembra stia diventando sempre più popolare a ogni serata! Ai primi concerti sembrava che la gente sapesse che questa ("Smash Shit Up", ndr) e "The Bonny" fossero le nuove canzoni, ma da allora il pubblico conosce le loro parole e poga veramente forte!

Potrebbe suonare un po' come uno "spoiler alert", ma questa canzone è un messaggio alla vostra fanbase che indica che un nuovo disco/EP potrebbe arrivare tra non molto?


Sì, siamo in studio da dicembre a registrare nuove canzoni, molte delle quali finiranno in un album a settembre o a ottobre!

La vostra musica può essere definita come non-schierata, vicina alla working-class e ai sindacati, ma lontana dagli estremismi; al contrario di altre band, come gli 
Anti-Flag per esempio, che sono dichiaratamente di sinistra, giusto?

A volte mi da fastidio quando certe band prendono troppo sul serio il loro messaggio e questo supera la loro musica... Trascinare gli ingenui, i ragazzi che si fanno impressionare, sulla strada dell'anarchia o del comunismo non è certo da noi!
 

Quali sono le cose che non vanno nel tuo paese? In che modo la musica può far rendere conto di questi problemi, pur rimanendo imparziale?

Parlando personalmente, penso che i limiti di termine dovrebbero essere imposti al nostro ramo legislativo, così i politici penserebbero più al proprio collegio elettorale che alla loro carriera. Penso che i lobbisti siano veramente una forza di corruzione per il nostro governo e un sacco di politici finiscono per riempire le proprie tasche piuttosto stare ad ascoltare i propri elettori. Inoltre, la Federal Reserve è una società privata anticostituzionale che fissa i tassi d'interesse e causa l'inflazione di proposito, svalutando la nostra moneta.

Venite dai pressi di Boston, dove c'è una numerosa comunità di discendenti irlandesi. Questa cosa vi ha aiutato all'inizio, quando avete incominciato a suonare Celtic punk?


Certo! Se avessimo iniziato suonando rock-yak siberiano non saremmo diventati così popolari da quelle parti!

Essendo tu un batterista, ci potresti parlare del bodhràn, il tipico tamburo a cornice irlandese? Quanto ci hai messo ad imparare a suonarlo? Il fatto che tu sapessi già suonare la batteria ti ha aiutato in qualche modo?


Ancora non so suonarlo! Non ne sono capace. Dicono che i chitarristi spesso sono bravi a suonarlo perché i movimenti che fanno con il plettro sono simili a quelli del tipper (la piccola bacchetta del bodhràn). Raramente provo a suonarlo, quindi non miglioro! Mi trovo molto più a mio agio alla batteria.


dm575


Sei nel bel mezzo di un tour molto lungo. Quando sei a casa, lontano dal doverti muovere da un posto all'altro in così poco tempo, cosa ti manca di più e cosa di meno dell'essere in tour?


A casa mi manca suonare tutte le sere. Il senso del dovere e lo sforzo fisico del suonare in questa band sono estenuanti, ma è davvero una corsa folle! Le cose che non mi mancano sono la pizza e il dover stare lontano dalla mia famiglia e dal mio cane.

Cosa provi quando andate a suonare in posti di tradizione celtica, come Irlanda e Scozia per esempio? E che impressione ti fanno i fan di queste zone alla fine dei vostri show?


I concerti di solito sono grandiosi in questi posti e le persone sono estremamente appassionate. Mi piacerebbe suonare in Cornovaglia e sull'Isola di Man, così da poter dire di aver suonato in tutti i luoghi di tradizione celtica!

Suonerete in Italia il 17 febbraio, a Milano. Se dovessi incontrare una persona a caso per strada, cosa le diresti per convincerla/o a comprare un biglietto per il vostro show?


"Vuoi vedere lo show più pazzo che tu abbia mai visto?!"

Siamo arrivati alla fine di questa intervista, ma non mi posso dimenticare del video dell'anno scorso, nel quale alcuni di voi siete andati a visitare un ragazzino malato di cancro. Secondo te il mondo della musica può fare qualcosa di più, proprio a livello fisico, per supportare le persone in difficoltà, al di là delle donazioni di soldi, solo per lasciare un messaggio di speranza o per regalare un sorriso sul volto di qualcuno?


Fare cose di questo tipo richiede davvero poco tempo e poco sforzo, ma possono fare un'impressione che dura nel tempo, per il meglio, per persone che non stanno bene mentalmente o fisicamente. Non sono difficili da fare e possono cambiare la giornata di qualcuno.

Grazie mille per aver speso un po' del tuo tempo con noi. L'ultima domanda: vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?


Piacere mio! Ma certo, il mio messaggio è: statemi bene, venite al nostro concerto e ascoltate di più Nabat e Dioxina!




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