Riot V (Don Van Stavern)
Abbiamo intervistato Don Van Stavern, bassista degli storici Riot, che ci ha raccontato la genesi del nuovo album "Armor Of Light", le aspettative per i prossimi show e la reazione della band alla tragica scomparsa del fondatore Mark Reale, avvenuta nel 2012.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 28/04/18

Ciao Donnie, benvenuto su SpazioRock! Partiamo con il nuovo album "Armor Of Light", che uscirà tra pochissimo. Si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini, con un sound che ricorda "Thundersteel". Come mai avete preso questa decisione?

 

Si tratta del nostro secondo album dopo la scomparsa di Mark, quindi ci abbiamo messo un sacco di passione, vogliamo continuare a fare un buon lavoro. Ci abbiamo messo molto a pubblicarlo, anche perché abbiamo lavorato con un nuovo management, ma volevamo dare una continuità alla storia dei Riot e allo stesso tempo scrivere qualcosa per noi. "Armor Of Light" è una dichiarazione di intenti. Io sono entrato nella band nel 1984 e pochi anni dopo abbiamo pubblicato "Thundersteel". Questo album lo ricorda perché, come allora, personalmente ho scritto diverse canzoni e anche Mike Flyntz ha lavorato su alcuni brani. Todd invece ha scritto quasi tutti i testi. Mentre ci lavoravamo avevamo 24 canzoni e successivamente abbiamo scelto le migliori. Eravamo convinti che questo tipo di album fosse esattamente quello che il pubblico volesse. Volevamo tornare con un album aggressivo e spero davvero che verrà apprezzato dai fan.

 

Parlando proprio delle canzoni, come mai avete scelto "Victory" come primo singolo?

 

È stata una delle prime canzoni che ho scritto e volevo qualcosa di molto veloce e dinamico. "Victory" rappresenta bene la band e quello che volevamo fare, anche la label ha pensato che fosse ottima come primo singolo e sono d'accordo, è decisamente una buona canzone.

 

Invece tra le altri canzoni mi ha sorpreso molto "Burn The Daylight", soprattutto per le sue influenze southern rock. Puoi raccontarci com'è nata?

 

"Burn The Daylight" è stata scritta da Mike, che è molto legato al periodo in cui andavano alla grande band come Whitesnake o Rainbow. Ci è piaciuta subito perché ha diverse influenze dal rock old school, unite ad una buona melodia. Mike scrive canzoni diverse dalle mie, ma ha decisamente buon gusto. Sono sicuro che anche questo pezzo piacerà molto alla gente, probabilmente la suoneremo molto dal vivo.

 

riotvpromo 

 

Avete già annunciato alcune date durante i festival estivi europei, ma ci sarà un tour da headliner, magari con qualche data italiana?

 

I festival sono tre weekend consecutivi. Il primo è l'Headbangers Open Air, poi Wacken e infine Leyendas Del Rock in Spagna. Ma nei giorni intermedi suoneremo anche in altri paesi. Sicuramente ci saranno Svezia, Belgio e Germania, ma speriamo di venire anche in Italia. Successivamente, dopo l'estate faremo un tour con i Primal Fear.

 

A proposito dei concerti, cosa ne pensi dell'impatto dal vivo dei nuovi brani?

 

Siamo una band con una lunga carriera ed è sempre difficile scegliere le canzoni migliori da suonare tra tutte quelle che abbiamo pubblicato. Ci piace suonare anche le nostre primissime canzoni. Tra le nuove canzoni suoneremo sicuramente "Victory", "Heart Of Lion" e "Messiah". Ci piacciono molto anche le due scritte da Mark, "Burn The Daylight" (come ho già detto prima) e "End Of The World". Ci saranno anche diverse brani da "Thunderstill" e dai primi album, quindi verrà fuori una setlist corposa.

 

Cambiando argomento, poco tempo fa siete stati ammessi alla Hall Of Heavy Metal History. Cosa significa per voi questo riconoscimento?

 

Ovviamente mi ha fatto molto piacere, anche perché i Riot non sono mai stati una band che ha avuto lo stesso successo di altri come ad esempio i Metallica. Ci hanno contattato perché i Riot sono stati una delle prime band in America a contribuire alla diffusione del metal, mentre tanti altri artisti molto famosi sono inglesi. È stato un onore ed è stato emozionante anche perché c'erano diversi membri della prima era della band. Ci siamo divertiti molto, è stato fantastico.

 

Come hai già detto, hai suonato in questa band per diversi anni. Dove hai trovato la forza di continuare per tutto questo tempo, anche dopo eventi tragici come la morte di Mark?

 

Io e Mark eravamo amici già prima di suonare insieme nei Riot, uscivamo spesso insieme e successivamente abbiamo iniziato a scrivere canzoni insieme. Alcuni di questi pezzi sono anche finiti in "Thundersteel". Quando poi la band è rimasta senza bassista lui mi ha subito chiamato, eravamo molto amici già all'epoca. Per me era un onore, ero un loro fan e ascoltavo moltissimo i primissimi dischi. Abbiamo condiviso moltissime cose insieme oltre alla musica, ci capitava anche di viaggiare insieme. Successivamente ho preso un periodo di pausa dalla band, ma io e Mark siamo comunque rimasti legati. Nel 2008 mi ha richiamato per chiedermi se volessi rientrare e ho detto subito di sì. È stato come tornare ai vecchi tempi, abbiamo ripreso subito a suonare e scrivere insieme, c'era grande rispetto reciproco. Quando se ne è andato nel 2012 è stato orribile, visto tutto quello che abbiamo condiviso. Ovviamente lo è stato anche per il resto della band, era il nostro leader. Poco prima di morire, quando sapeva di avere ancora poco tempo, mi aveva detto di continuare in ogni caso, ma è stata comunque una scelta molto difficile, non sapevo cosa fare. Ci abbiamo pensato molto, Mike era distrutto e non voleva andare avanti. Ma alla fine abbiamo preso una decisione, ne abbiamo parlato anche con il padre di Mark che ci ha esortato a continuare, chiedendoci di non seppellire la nostra musica insieme al figlio perché era l'unica cosa che gli fosse rimasta. Questo ci ha dato ulteriore energia, abbiamo deciso di farlo per lui e per suo padre. Anche i fan ci hanno aiutato molto con il loro amore ed entusiasmo. Abbiamo provato a fare qualche show con la nuova line up e sono andati alla grande. Tutto questo ci ha dato la forza e l'ispirazione per continuare. Senza i fan non ci sarebbero grandi ragioni per continuare a fare musica.

 

riothall 

 

Nonostante il periodo buio che avete passato credo anche io che sia stata la scelta migliore, state rendendo onore a Mark.

 

Ti ringrazio e sono felice di vedere che quasi tutti i fan la pensano allo stesso modo. All'epoca anche la label si è accorta di questo attaccamento e questo entusiasmo, tutto questo è servito molto per prendere questa decisione e continuare a fare musica.

 

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per questa intervista. Come ultima cosa vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani?

 

Come ho già detto, i fan sono la ragione principale per cui andiamo avanti. Di sicuro non c'è un grande guadagno in termini monetari [ride, ndr]. Si tratta principalmente di passione. È bellissimo essere legati dall'amore per la musica, quindi voglio ringraziarvi tutti di cuore.




LiveReport
Smashing Pumpkins - Shiny and Oh So Bright Tou 2018 - Bologna 18/10/18

Speciale
ESCLUSIVA: ascolta lo streaming di "Via Roma"

Speciale
Lacuna Coil (Diego DD Cavallotti)

Speciale
Imagine: un tributo all'amore di John Lennon per Yoko Ono e per la musica

Intervista
Slash Feat. Myles Kennedy And The Conspirators: Myles Kennedy

LiveReport
Europe - Walk The Earth World Tour 2018 - Bologna 02/10/18