Dead Poet Society (Jack Underkofler)
Otto anni e tante emozioni: questa è la base su cui si erge -!-, l'album di debutto dei Dead Poet Society. Un album dal titolo forte, che ha un unico scopo: quello di rappresentare la musica che contiene. 
Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 12/03/21
 
Ciao Jack e benvenuto su SpazioRock! E' un piacere conoscerti, come va? Dove ti trovi adesso? 

Ciao! Attualmente sono nel mio appartamento situato nella Contea di Orange (California) e sono pronto per questa intervista! 

Questa è la primissima volta che SpazioRock incontra i Dead Poet Society, quindi vuoi dirci con che band abbiamo a che fare? 

Allora partiamo da qui: i Dead Poet Society sono una band, formata a Boston, Massachusetts. Circa quattro anni fa ci siamo trasferiti qui, nella Contea di Orange, e di base scriviamo e suoniamo musica rock.

E fin qui ci siamo...

(ride, ndr.) Sì, questo è quello che siamo. Amiamo fare musica, è la nostra passione, è la cosa che ci piace fare di più. Sai, abbiamo una sola chance nella vita, quindi il gioco è provare a far di questa cosa il tuo mestiere. 

Se leggo il nome "Dead Poet Society" la prima cosa che mi viene in mente è "L'Attimo Fuggente", il famosissimo film diretto da Peter Weir con protagonista Robin Williams, c'entra qualcosa con il vostro nome?  

No, in realtà non c'entra nulla. Jack (il chitarrista, ndr) e il bassista con cui ha formato questa band se ne sono usciti con questo nome prima che io e il batterista (Will, ndr) entrassimo nella band, quindi ci siamo ritrovati a parlare di questa decisione. "Che razza di nome è Dead Poet Society? Credo che dovremmo cambiare il nome, è troppo lungo", ma dire questa frase non è bastato ai tempi. Ed eccoci qui, tanti anni dopo, a pensare che dovremmo cambiare nome...
 
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Forse un giorno... o forse no. I Dead Poet Society si sono formati circa 8 anni fa, ma il vostro primo LP viene pubblicato il 12 marzo 2021. Com'è, dal vostro punto di vista, l'attesa di questo primo album? Che aspettative avete? 

E' eccitante e allo stesso tempo estremamente stressante. Si tratta di due anni di lavoro, e adesso stiamo pian piano realizzando che è pronto e finito, ed è nelle mani di tutti. Questo ti porta a un mix di sensazioni che vanno dalla soddisfazione alla paura, in particolare su che giudizi riceverà, su come sarà accettato. Finora il giudizio sui singoli estratti è stato molto positivo, ma sai... continuo a essere un po' nervoso. 

Ho letto che il vostro obiettivo come band è "far sentire a qualcuno cose che non ha mai sentito prima". Cosa possono essere queste cose di cui parlate? 

Be', personalmente per me lo scopo della musica è trasmettere un messaggio, far sì che qualcuno senta qualcosa. Non è necessariamente una cosa intellettuale o una cosa tangibile, o logica o deve avere uno scopo definito. L'obiettivo è semplicemente quello di farti sentire qualcosa. Se scrivi musica, questo dovrebbe essere un punto importante del tuo lavoro. Hai dei sentimenti, dei pensieri, hai qualcosa di cui vuoi parlare e il tuo scopo, attraverso gli strumenti, la melodia e i testi, è quello di arrivare a chi sta ascoltando dall'altra parte, a ciò che sente e percepisce. Scrivere per arrivare all'ascoltatore, così lui saprà esattamente come ti senti e sentirà la stessa identica cosa. Si tratta di comunicazione ed empatia. 

Sì, d'altronde uno degli scopi principali della musica è proprio comunicare...

Quando diciamo quella frase che hai citato, penso che la cosa riguardi principalmente in modo in cui scriviamo e il modo in cui ci approcciamo al rock. Non si tratta solo di suonare rock, credo che la gente abbia perso il contatto con questo genere da tempo, perchè sente che ha smesso di dire qualcosa. Il rock è nato da questa rabbia focosa e da casini emotivi, ed era fantastico, e poi si è trasformato in qualcosa di commerciale. Ha messo da parte il suo scopo di comunicare qualcosa, si dicono sempre le stesse cose. Noi amiamo questo genere, quindi ci siamo detti "riproviamoci". Ci sono comunque tantissime band che fanno del rock incredibile e che hanno dei chiari messaggi da dire, e fanno qualcosa di diverso all'interno di questo genere. Vogliamo fare parte di questo gruppo, vogliamo trovare un nuovo modo per tornare a fare casino...

Ok, visto che mi hai appena detto questa cosa, rilancio con una domanda che avevo tenuto per la fine, ma che anticipo: quindi che ruolo gioca il rock nella società del 2021? 

Penso che ci siano un sacco di pensieri e spunti positivi all'interno della cultura pop del genere, penso che ad oggi sia molto intuitivo. Quando la gente è triste o depressa non mette musica allegra, no? Non ti convince molto qualcuno che ti dice di essere felice quando non lo sei. Quando sei triste metti su musica triste, molto triste e questo ti fa sentire meglio, perchè avverti quel senso di empatia da parte di quella persona che ha creato quella canzone e capisce quello che stai passando. Credo che il rock abbia dentro tanta rabbia, tristezza e malinconia. Tante persone ora, anche noi, stiamo passando un periodo difficile e credo che il rock oggi rifletta molto la tristezza dell'uomo, che non è una cosa negativa, è un modo per essere connessi emotivamente, per fare star meglio le persone, alleviare la loro rabbia verso quello che odiano o che non gli piace. Credo che la gente sia stanca di questa falsa positività e di questa necessità di sembrare sempre splendidi. Non lo sei, e va bene. 

Il titolo del tuo album è davvero imponente ed è rappresentato da questo grande punto esclamativo. Di fatti, è chiamato "The Exclamation Album". Praticamente un nome che urla, ma a cosa sta urlando?  

(ride, ndr) Rappresenta davvero la musica come un tutt'uno. Non è propriamente l'intento di urlare qualcosa. Il modo in cui lo pronunci e quello che significa è puramente definito attraverso canzoni nell'album. Naturalmente sapevamo che era una cosa molto difficile da spiegare nelle interviste e da raccontare alle persone, ma sai appena vedono quel titolo sorridono e si chiedono come chiamare quest'album. Diciamo che abbiamo fatto nascere un enorme dubbio, però questo titolo evoca tante emozioni e, insieme alle canzoni, è perfetto. Ok forse non puoi pronunciarlo e chiamarlo, ma puoi sentirlo e quando lo vedi hai delle reazioni. 

Be' devo dire che quando l'ho letto per la prima volta, pensavo ci fosse un errore. Poi ho capito e mi sono chiesta "ma perchè solo un punto esclamativo?"

Visto? Ci siamo riusciti anche con te (ride, ndr)
 
 
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In più, anche la tracklist è strana: ogni canzone inizia con un punto, ci sono simboli ovunque. In più ci sono tre divertenti intermezzi registrati con un IPhone, credo. Ad ogni modo, quello che vorrei sapere è: cosa dirà quest'album? Cosa troverà in esso l'ascoltatore? 

Be' penso che puoi trovarci qualsiasi mood che stai cercando: ci sono canzoni felici, canzoni tristi, alcune pesanti. Il nostro approccio al songwriting è stato davvero semplice, ci siamo fatti indirizzare dal nostro stato e vedere dove si andava a finire. Ci siamo sempre affidati al cuore che arrivi al cuore. Abbiamo provato a non pensare a cose più programmate: abbiamo preso quello che ci è arrivato, e che ci è piaciuto, i riff, le melodie, i testi. Ci siamo lasciati guidare dalle emozioni e abbiamo lasciato che le canzoni nascessero e si bilanciassero, piuttosto che scrivere qualcosa avendo uno specifico intento in testa. Quello che abbiamo ottenuto è stato un vasto range di sound, dalle cose più melodiche alle cose più pesanti, con qualche sfumatura di blues. Ascoltando questo album si possono percepire tanti mood, abbiamo cercato di toccare tutti i punti, o meglio, non necessariamente tutti i punti, ma quando abbiamo messo insieme questa canzoni ci siamo resi conto di come si bilanciassero ed di come potessero toccare diversi punti a livello emotivo. Quindi quando ascolti quest'album, auspicabilmente, non ti annoi...


A livello di sound, ogni singola canzone è intrigante: ci sono groove molto catchy e freschi, riff pesanti, linee vocali intriganti e batterie divertenti. Questo album impiega molto poco a prenderti. Ma come avete gestito il songwriting? Alcune canzoni sono state scritte e anche pubblicate qualche anno fa, come "American Blood" e "Bury Me Whole". Come avete organizzato la cosa? 

Devi sapere che ogni membro della band soffre in maniera potente di iperattività, quindi per noi è praticamente impossibile finire una canzone nel classico modo dall'inizio alla fine. Quindi quando ci mettiamo a scrivere, le canzoni che non ci prendono subito di norma non arrivano alla fine. Quindi quando arriviamo alla fine del nostro processo di songwriting è perchè le canzoni ci piacciono e ci crediamo, non finiamo mai canzoni che ci annoiano e diciamo "ok, mettile nel cassetto, forse ci ispireranno in qualche modo in futuro"

Venendo ai singoli rilasciati da quest'album, "Love You Like That" è il vostro ultimo singolo. Che storia racconta? 
 
Ho scritto io per la maggior parte quella canzone, ed è nata da un periodo difficile della mia vita, mentre ero arrivato alla fine di una relazione molto lunga. E cercavo di capire in che situazione ero, perchè non ero felice, e allo stesso tempo... be' sai, quando sei in una relazione con qualcuno da tanto tempo non importa come vi siete lasciati, ma quella persona continuerà a essere importante per te. Anche se non sei felice in una relazione e vuoi tirartene fuori, continui a non star bene e a sentirti triste. Questo è un po' il come è venuta fuori questa canzone, e il suo messaggio: continuare a vivere, fare qualcosa per se stessi, anche se allo stesso tempo hai in te questo rimpianto e tristezza di far male a qualcuno a cui hai tenuto per così tanto tempo. 

Questo album è pieno di concept interessanti che fanno le canzoni, quali sono i brani che senti più vicini a te? 

Nonostante il processo di songwriting sia stato molto collaborativo, per me personalmente le canzoni a cui ho contribuito di più sono quelle che provengono da fatti personali, come ti dicevo io scrivo basandomi tanto sul mio vissuto, sulle cose che io riesco pienamente a livello emotivo a capire. "Love You Like That" e "Haunted" sono quelle più vicine a me. 

Cosa ti ispira a scrivere musica? 

Onestamente? Lo stress emotivo! (ride, ndr) Do il mio meglio quando sono estremamente sotto stress e psicologicamente provato. E' una specie di terapia per me... 

Beato te, io quando sono stressata vorrei solo uccidere qualcuno...

Ecco, quello è un altro punto (ride, ndr). Rilassati... respira!

Avete aspettato 8 anni prima di pubblicare quest'album... e ora lo state facendo nel bel mezzo di una pandemia. E' pazzesco, non credi? 

Sì. Esatto. E' molto da noi. Abbiamo aspettato questo album per troppo tempo, i fan sapevano che lo stavamo scrivendo, e volevamo pubblicarlo. Penso ai tour... sì, quelli sono una delle nostre cose preferite, è il momento in cui tutto assume un senso per noi. Spero davvero che appena usciremo da questa pandemia sarà la prima cosa che faremo, andare in tour e venire a suonare in Italia! Penso che in questo periodo sia necessario fare il massimo, penso che la gente voglia musica ora come ora, i nostri fan ci chiedevano musica e questa era la cosa da fare! Speriamo di poter tornare a suonare nel 2022!

Qual è il tuo desiderio più grande? 

Qual è il mio più grande desiderio? Wow, che domanda intensa! Credo che il mio desiderio più grande sia quello di rendere grande questa band, un nome che la gente conosca, ed essere in grado di poter scrivere musica per il resto della mia vita. 

Grazie Jack per questa interessante chiacchierata, il tempo a nostra disposizione è esaurito. Grazie tante, c'è qualcosa che vuoi direi ai tuoi fan italiani? 

Un messaggio per i fan italiani...

Naturalmente devi dirlo in italiano...

(ride, ndr) Conosco solo tre parole e quella che ora mi ricordo è "grazie". Be' allora, i nostri singoli stanno andando alla grande in Italia, non ce l'aspettavamo e siamo davvero contenti di questo. E' meraviglioso, perchè voglio davvero venire a suonare nel vostro paese. Grazie a tutti voi che in Italia ascoltate la nostra musica e per il supporto che ci date. Non vediamo l'ora di essere da voi, sarà divertente! 




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