Monster Magnet (Dave Wyndorf)
Frammenti autobiografici e rock nudo e crudo vestiti dell'esplosività della fantascienza, nella folle visione musicale di Dave Wyndorf.
Articolo a cura di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 19/11/14

Ciao Dave, è un gran piacere poter scambiare qualche parola con te. Vorrei chiederti come sei arrivato all'idea di costruire, con "Milking The Stars", questa re-immaginazione di "Last Patrol". Questa metamorfosi ti è venuta in mente dopo la pubblicazione dell'album, o l'hai avuta in mente già dalle prime registrazioni?

 

L'avevo in mente già quando lavoravo a "Last Patrol", perché avevo scritto davvero tanto materiale per quel disco. Immaginavo già nuove chiavi di lettura per i brani dell'album, e mi è sempre piaciuto parecchio giocare con le canzoni, con i suoni. Pensavo di farlo già prima di "Last Patrol", ma avrebbe richiesto troppo tempo: quindi ci siamo concentrati inizialmente su cosa sarebbe andato sull'album, e cosa no. E dopodiché, ho pensato che ancora non mi ero stufato di lavorare con quel materiale, e mi sono chiesto "cosa succederebbe se tornassi in studio per lavorare giusto su un'ultima canzone?". Per cui, sono tornato in studio nel mezzo dei tour, dopo la pubblicazione di "Last Patrol". Tra uno show e l'altro, ho pasticciato un po' con i pezzi. Mi piace farlo, mi piace aggiungere strati, aggiungere tastiere. E' così che è successo.

 
Qual è esattamente il feeling che avete voluto ricreare con questa reinterpretazione?

 

Gli anni Sessanta, assolutamente. Ho voluto lavorare con le tastiere, perché amo il sound delle tastiere edegli anni Sessanta più di ogni altra cosa: credo che abbia battuto la strada anche per quello che abbiamo fatto con le chitarre. Inoltre, il nostro ultimo materiale credo che abbia già dimostrato come io amo questo tipo di cose: non è stato particolarmente difficile per me fare intraprendere alle mie sperimentazioni questa direzione. Onestamente, credo che sia stato il materiale stesso a dirmi cosa fare: l'influenza degli anni '60 era ciò che era più evidente in esso già in origine.

 

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Sei stato con la tua band nel mondo della musica per più di venti anni. Quale pensi sia stato il momento più significativo che hai vissuto nella tua carriera da musicista?

 

Guarda, ce ne sono così tanti... è passato così tanto tempo, è una domanda molto difficile. Credo che il momento più bello per me sia stato quando mi sono guardato alle spalle, rendendomi conto che avevo fatto qualcosa più di semplicemente un paio d'album, e che questo sarebbe stato quello che avrei continuato a fare per sempre. Mi ha reso veramente orgoglioso e felice del fatto di essere un musicista, di aver fatto questa scelta. E' un po' come per uno scrittore: quando sei uno scrittore non vuoi far altro che riempire lo scaffale di tuoi libri, e non fai altro che continuare a scrivere.

 

Ti sei mai trovato a pensare a cosa avresti fatto nella vita se non fossi stato una rockstar?

 

Certo, tutti lo fanno. Probabilmente avrei avuto un lavoro normale, avrei lavorato in modo da potermi comprare musica: quella sarebbe stata comunque fuori discussione. Non so cos'altro avrei potuto fare di particolare... una volta sognavo di fare il giornalista! Sicuramente avrei voluto un lavoro regolare, e l'avrei fatto senza pretese, senza chiedermi troppo quanto amore mettessi in esso.

 

I tuoi testi hanno sempre contenuto ispirazioni dal mondo dei fumetti. C'è qualcosa che ti ha ispirato particolarmente per "Last Patrol", o qualcosa che vorresti utilizzare in futuro?


Guarda, più che altro a ispirarmi è la creatività degli autori dei fumetti... anche se effettivamente spesso inserisco riferimenti ai fumetti che mi piacciono di più. I fumetti mi incoraggiano a osare, a essere più creativo, è questa la maggiore ispirazione che traggo da essi. E anche l'aspetto visivo: quando scrivo testi ho sempre cura di esprimermi, in un certo senso, "visivamente", così com'è in un albo di fumetti, fatto di pannelli, immagini statiche. Non sono le storie a ispirarmi, sono più gli autori, i creatori stessi.

 

Quanto dei tuoi testi è autobiografico, e quanto è pura fantasia? Usi tematiche fantascientifiche per essere astratto o è il modo che ti viene più naturale per esprimerti?

 

E' senz'altro il modo più naturale che ho per esprimermi. Tutte le mie canzoni, in fondo, sono autobiografiche. Quello che faccio è usare il linguaggio della fantascienza, dei fumetti, della fantasia, per esprimermi, per dare una forma al significato. Dato che parlo di cose piuttosto normali e abbastanza noiose, gioco con le parole, uso metafore, doppi sensi. Se scrivo una canzone sull'avere il cuore spezzato, lo spiego parlando di un pianeta in procinto di esplodere: è più grandioso, suona meglio, si integra meglio con la musica. E' così il più delle volte: ci sono anche dei casi, infatti, in cui il significato delle canzoni è più legato al vero significato delle parole che uso. E' una sorta di strana poesia per me. Quindi, in sintesi: gran parte dei miei testi hanno un'anima autobiografica, ma la mostrano soltanto a un'ispezione approfondita.

 

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Quali sono le differenze, se ce ne sono, tra i Monster Magnet di oggi e quelli dell'epoca di "Spine Of God"? Cosa li lega?

 

Ovviamente me, dato che sono l'unico membro superstite della formazione originaria. Direi che ho in un certo senso chiuso un cerchio: abbiamo cominciato con una filosofia di musica fai da te e fatta in casa; poi siamo diventati una "grossa" rock band, lavorando in grandi studi, con grandi case discografiche; e adesso sono tornato alle origini, cercando di fare le cose più che posso in casa: "Last Patrol" è un album che è stato interamente registrato nella mia città natale, esattamente come facevo ai miei esordi. Per cui si tratta dello stesso musicista, dello stesso autore che passa attraverso la musica ad alto budget e che poi cerca di tornare indietro, per riscoprire metodi di registrazione più semplici.

 

In tutti questi anni, l'iconografia del mondo del rock è sicuramente cambiata parecchio, mentre voi siete rimasti legati a un immaginario classico, fatto di giacche di pelle e donne nei vostri video. Vorrei chiederti cosa c'è di buono, secondo te, nell'immaginario rock odierno.

 

Bé, non sono sicuro che ci sia realmente un immaginario rock oggi come oggi, perché tutto è così diffuso e amalgamato. Il rock and roll è stato in giro per un sacco di tempo, e io non sono così importante da inventare nuovi modi di apparire. E in realtà non mi curo molto dell'apparenza. Direi comunque che le grandi band rock di oggi, le band popolari... sembrano tutte delle boy band: suonano musica rock, ma hanno i loro piccoli graziosi tatuaggi, hanno i loro capelli perfettamente in ordine. Mi sembrano abbastanza superficiali, e in fondo mi piace quando i ragazzi che fanno musica rock hanno ancora i capelli lunghi. Comunque, l'immagine non è fondamentale per me, e non è nemmeno importante come lo era qualche anno fa.

 

Gene Simmons ha dichiarato di recente che il rock è definitivamente morto. Come commenteresti questa sua opinione?

 

Lo dico da anni. La musica non è morta, è morta il sistema, ed è così da tempo, lo dico da una decina d'anni. Sono d'accordo con l'idea, a spanne. E' un mondo durissimo, terribile, per una rock band, per qualsiasi band che vuole emergere. Con tutto ciò che comporta internet, le vendite digitali, è difficile costruire un'infrastruttura che possa portare una band a spiccare il volo. Ma la musica, di per sè, non è morta. E' soltanto morta la vecchia maniera di venderla.

 

Il tour che avete fatto di recente negli Stati Uniti è stato il primo in dieci anni nel vostro paese d'origine, mentre avete suonato spesso in Europa. Come mai ci avete messo tutto questo tempo prima di fare un'intera serie di date nel vostro continente?

 

In un certo senso fa il paio con quello di cui abbiamo parlato prima, l'opinione di Gene Simmons. Gli Stati Uniti non sono più quello che erano prima per la musica live, per band come la mia. E' difficile andare in tour per tutta la nazione e guadagnare abbastanza da potersi ripagare il tour. Ci sono una serie di motivi per cui la gente non viene più ai concerti, ma quello principale credo sia la tecnologia, questa nuova cultura dell'intrattenimento on-demand. La gente non reputa più normale comprare un biglietto, uscire di casa per andare a un concerto rock, lo fanno sempre in meno perché semplicemente non vogliono farlo. Non potevo credere che succedesse ma è così. Questo, tuttavia, sta succedendo principalmente negli Stati Uniti. In Europa, e nel resto del mondo, la gente segue ancora con passione la musica live. Per cui, io sostanzialmente suono dove so che alla gente piace.

 

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Hai toccato l'argomento dei nuovi modi di diffondere e vendere musica. Cosa ne pensi delle nuove tendenze di streaming musicale gratuito?

 

E' una cosa interessante e capisco bene perché ha successo, è un'evoluzione naturale del modo di vendere la musica. E' una cosa buona, ma non penso che possa interessare ai veri amanti della musica, è più per "utenti" di musica. Voglio dire, un vero musicofilo non si affiderebbe mai a un servizio di streaming: vuole possedere la musica. Inoltre, Spotify non contiene tutto. Per cui, credo che vada bene per le masse, per le quali è ciò che era la radio fino a qualche anno fa. Non ho mai usato Spotify, ho usato piuttosto Pandora, è utile per scoprire band di cui non hai mai sentito parlare, ma sono cose che puoi fare anche in altri modi. Per cui sì, credo siano delle cose utili, ma per la gente normale: comprare e collezionare musica è roba da veri appassionati.

 

Hai già pensato a un nuovo album? Pensi che realizzerai qualcosa di particolare, dato che è il decimo della tua carriera?

 

Credo che cominceremo a lavorare al nuovo album quando avremo finito di andare in tour per "Last Patrol" e per "Milking The Stars". Faremo uno o due altri tour, per cui saremo impegnati per il 2015. Ma nel frattempo, proprio ora, sto lavorando tra una data e l'altra per reinterpretare i brani di "Mastermind", che è il nostro album precedente, e per registrare qualche canzone nuova. Non so esattamente come sarà il nuovo album, perché sono così occupato a lavorare a tutte queste cose... ma entrare in studio è sempre una sorpresa, quindi dovremo aspettare per sapere come sarà.

 

Dave, vorresti lasciare un messaggio ai tuoi fan o ai nostri lettori per chiudere l'intervista?

 

Grazie mille per essere sempre stati insieme ai Monster Magnet, per tutto questo tempo. Abbiamo cambiato così tanto la nostra musica, è sempre un'avventura per me. E sono contento che la gente sta continuando a vivere insieme a noi quest'avventura. Per cui, grazie mille!




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