Bad Bones (Steve Balocco)
Steve Balocco ci ha raccontato il nuovo viaggio intrapreso dai Bad Bones, la band piemontese che ha saputo dare nuova vita all'hard rock losangelino dei mitici anni '80, promulgandone il verbo in tutto il mondo come dei veri "High Rollers"!
Articolo a cura di Sophia Melfi - Pubblicata in data: 05/12/18

Ciao e bentornati su SpazioRock.it! "High Rollers" è il titolo del vostro nuovo album in studio, nonché tributo alla culla del genere che vi ha forgiato, mi riferisco a Los Angeles e alle sue rinomate radici hard rock! Com'è nata l'idea di questo disco?

 

Ciao Spaziorock! Innanzitutto grazie per l'attenzione che ci date ormai da un po' di anni, è davvero un piacere! Per quanto riguarda il rapporto con Los Angeles, la band è praticamente nata e cresciuta laggiù, tra il 2008 e il 2009 abbiamo fatto quasi una sessantina di concerti in tutta la California tra San Diego, Los Angeles e San Francisco, e in seguito ogni nostro album ha avuto un tour americano di almeno una dozzina di date. Abbiamo partecipato all'Hollywood Rock Convention del 2008 e suonato al Whisky a Go Go almeno una decina di volte, chiaro che le nostre radici sono li e spesso l'America ritorna nei nostri dischi. Abbiamo scelto "High Rollers" come titolo dell'album perché dopo un album come "Demolition Derby" che ha riscosso davvero tante critiche positive, ci siamo ritrovati come quei giocatori d'azzardo che devono puntare più forte se vogliono sbancare è così è stato, ci siamo lasciati andare abbiamo pensato a divertirci e a suonare liberamente senza preoccuparci di come sarebbe stato accolto quest'album... siamo stati incoscienti proprio come gli High Rollers di Las Vegas, ed è stato davvero bello!

 

Quali sono le novità dell'album di cui andate più fieri?

 

Dunque io partirei dalle non-novità : Abbiamo lavorato tanto in questi anni per trovare un sound che fosse riconoscibile, che avesse un'impronta ben precisa. In questo album ritroverete il sound dei Bad Bones, forse un filino più grosso rispetto al passato ma con la stessa formula: tutto suonato, nessun trucco, una produzione precisa e molto potente di Simone Mularoni e il prezioso lavoro di Roberto Tiranti per tirare a lucido la voce di Max, insomma la stessa squadra dello scorso album, ma con una consapevolezza maggiore. Le novità invece sono sicuramente un approccio un po' più aggressivo e musicalmente più elaborato rispetto al passato e la scelta di mettere dentro una cover: "Rock'n Me", un pezzo di Steve Miller che suona molto seventies arricchito dall'ospitata del grande Tiziano Spigno cantante degli Extrema e Lucky Bastardz assieme a Roberto Tiranti e Simone Mularoni... insomma registrare quel pezzo è stato un vero spasso!

 

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Come dimostrano le tracce "American Days" e "Midnight Rider", il nuovo album si divide a metà tra hard rock e heavy metal vecchia scuola, verso quale genere protende maggiormente il vostro sound?

 

Il nostro sound galleggia tra questi due mondi, siamo influenzati dagli Iron Maiden come dai Van Halen, dai Motorhead e dagli ZZTop, abbiamo un'anima blues, che forse in questo album traspare in maniera meno evidente ma cui non rinunciamo. Come ti dicevo prima, cerchiamo di essere noi stessi con un'idea di suono ben precisa e una personalità a livello di composizione ben definita.

 

E quale vi dà più soddisfazione in sede live?

 

Una band come la nostra vive in funzione del live, i dischi sono solo un tramite per arrivare alla gente, odiamo fare video e seguire i social, anche se purtroppo siamo costretti perché ormai la promozione della musica non può prescindere da quei canali. Questo nuovo mondo virtuale non ci appartiene, ormai i ragazzi che iniziano a suonare si gasano a vedere quante visualizzazioni ha fatto il loro video su YouTube invece di pensare a stare in tour e affrontare la gente, credo che prima o poi tutto questo cambierà perché è davvero in antitesi con lo spirito del rock'n'roll.

 

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A proposito di concerti, il 16 novembre vi siete esibiti in casa, precisamente al BlahBlah di Torino. Com'è stata la reazione del pubblico?

  

Il tour è partito in maniera splendida, due date infuocate e che ci hanno caricato a mille e la nuova scaletta è davvero divertente da proporre dal vivo! Abbiamo suonato  quasi per intero l'ultimo album e poi una bella carrellata di pezzi dei dischi precedenti premiando "Demolition Derby", il disco che ci ha lanciato ma senza dimenticare i cavalli di battaglia del nostro primo album "Smalltown Brawlers".
Per chi non fosse in zona, segnaliamo le ulteriori date sparse per la penisola e qualche live anche oltre confine a dicembre con tanto di concerto di fine anno in Lettonia!

 

E' la prima volta che suonate il 31 dicembre? Immagino che sarà uno show molto particolare...

 

Suonare a capodanno è sempre bello perché la paga è doppia (ride, Ndr.) a parte gli scherzi siamo onorati di poter chiudere la prima parte del nostro tour in un locale come il Fontaine, uno dei club più belli d'Europa, che ha ospitato band di fama mondiale con Hardcore Superstar, Sepultura, Gamma Ray tra le altre. I nostri tour passano spesso dalle repubbliche baltiche dove abbiamo un buon seguito, prima della data di capodanno suoneremo a Kaunas, in Lituania in un altro club meraviglioso che si chiama Lemmy's... e già il nome è tutto un programma!

 

Che effetto ha fatto salire sullo stesso palco dei Doors, Jimi Hendrix, Led Zeppelin e tante altre stelle del rock al Whiskey a Go Go e cosa ha significato per voi il viaggio negli States compiuto nel 2013?

 

Il primo viaggio negli States è stato a gennaio del 2008, eravamo in vacanza, una sera passiamo dal Whisky e troviamo una barista, diciamo più amichevole delle altre, ci passiamo una bella serata ed entriamo in confidenza, alla fine prima di andare via ci chiede di lasciarle una demo ("Smalltown Brawlers", il nostro primo disco era ancora lontano dall'essere stampato), noi pensavamo lo tenesse per lei, invece lo ha passato alla manager del Whisky che dopo un paio di giorni ci ha contattato su myspace per proporci una data! Sembra incredibile ma è andata davvero così! Senza neanche un vero album ci siamo ritrovati su quel palco prestigioso, ci sono ancora dei video su YouTube di quel concerto, eravamo emozionati, ricordo che scendendo la famosa scaletta che ti porta sul palco ho pensato a Jim Morrison e mi sembrava di vivere in un sogno... ma era solo l'inizio! Due mesi dopo avevamo mollato i nostri lavori e le nostre vite ed eravamo a Los Angeles a vivere quella che è stata l'esperienza più tosta della nostra vita, da quei giorni la California è stata una tappa fondamentale di ogni tour e il Whisky sempre la data principale, ormai siamo di casa da quelle parti.

 

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Cosa ne pensate del futuro della musica dal vivo qui in Italia?

 

La musica dal vivo è in difficoltà, gli spazi son ridotti, la crisi, la gente che fatica a uscire di casa, che fatica a relazionarsi, negli anni ‘80 e ‘90 c'erano le "compagnie" spesso anche grandi 10/15 ragazzi che andavano a divertirsi assieme, adesso ci sono le chat di whatsapp e ognuno sta a casa sua. Difficile riempire i locali. Poi ci sono i grandi eventi la cui spettacolarizzazione è arrivata a livello assurdi, con costi di produzione folli che richiedono biglietti altissimi, ma fanno ancora numeri importanti, perché la gente ha bisogno di poter dire io c'ero, tutti vogliono essere protagonisti, fanno video e foto per aumentare i like su Facebook, ma non ascoltano manco mezza canzone. Sarò vecchio e retrogrado ma questa cosa corrompe completamente la bellezza della musica live, nessuno si lascia più prendere dal suono, sono tutti ipnotizzati dalle immagini, sembra più importante il contesto che la sostanza del concerto.

 

Quali festival internazionali e non, avete gradito particolarmente e perché?

 

A livello di emozione l'Hollywood Rock Convention è stata qualcosa di incredibile, suonare a un festival legato ai grandi nomi della scena losangelina ci ha fatto davvero emozionare. In Europa ti posso dire Bang Your Head a Balingen in Germania, festival secondo me stupendo per dimensioni e scelte artistiche, ci ho visto una concerto di Alice Cooper stupendo.

 

La domanda è d'obbligo... Se poteste tornare indietro di circa 30 anni, con quale star del rock/heavy metal vorreste condividere il palco?

 

Circa trent'anni? Poco così? Sarebbe meraviglioso pensare di aprire un concerto degli AC/DC di Bon Scott, non c'è n'era per nessuno, volume potenza e rock'n'roll a tuono, solo al pensiero mi tremano le gambe.

 

Potete parlarci dell'artwork realizzato dal maestro Enzo Rizzi?

 

Enzo è un amico e un artista che apprezziamo tantissimo, siamo grandi fan del suo fumetto "Heavy Bone" e stiamo aspettando il nuovo "Zartana" con ansia. Enzo lavora alle nostre copertine dal nostro terzo album "Snakes and Bones" e ormai il suo tratto è entrato a pieno titolo nella tradizione della band. Anche con questa cover gli abbiamo dato un'idea di base poi lui l'ha sviluppata liberamente e ci siamo ritrovati subito.



Puoi parlarci degli artisti coinvolti nella realizzazione del brano di chiusura "Rock'n me"?

 
Durante l'ultimo tour negli States l'anno scorso, passavamo molte ore sul furgone a causa dei lunghi spostamenti e la radio era fissa su KRock. A un certo punto passa questo pezzo di Steve Miller che ci rapisce completamente e decidiamo di inserirlo nel nuovo disco come bonus per il Giappone. Quando arriviamo in studio da Simone Mularoni la resa ci convince così tanto che decidiamo di metterla nella versione ufficiale del disco e invitiamo Simo a fare il primo assolo. Il pezzo ci divertiva a tal punto che abbiamo chiesto anche a Roberto Tiranti che ha prodotto la voce di Max e al nostro carissimo amico Tiziano Spigno (Extrema) di prestarci la voce per quel pezzo, il risultato finale è stato fantastico, ti da l'idea di una band che sta facendo una Jam, molto live molto in stile Bad Bones.

L'intervista è giunta al termine, vi ringraziamo della disponibilità. Volete lasciare un messaggio speciale ai vostri fan e ai lettori di SpazioRock?

 

Grazie Sophia per questa intervista e per la stupenda recensione, grazie a SpazioRock che ormai da anni ci segue, un abbraccio a tutti i ragazzi che hanno ancora voglia di uscire e andare a vedere le bands nei club! Se volete vederci live trovate tutte le date del tour su facebook @badbonesband oppure sul nostro sito www.badbones.it ! Rock on!




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