Katatonia (Anders Nyström)

Abbiamo intervistato il chitarrista e membro fondatore dei Katatonia Anders Nyström. Forti di un nuovo validissimo album e di una lunghissima tournèe ancora da intraprendere, gli svedesi non mai stati così orgogliosi di loro stessi.

Articolo a cura di Matteo Galdi - Pubblicata in data: 20/05/16

Ciao Anders, benvenuto su SpazioRock.

 

Ciao, piacere.

 

Iniziamo dal nuovo album, "The Fall Of Hearts", che è pronto per essere rilasciato. Puoi presentarlo, delineando il "concept" dello stesso? 

 

Dunque, siamo orgogliosi del lavoro da noi svolto, andiamo molto fieri di quest'album. Sicuramente è uno dei più complessi, uno dei più lunghi - siamo intorno ai 70 minuti - e siamo contenti di poter tornare dopo ben quattro anni con un album così corposo. Musicalmente si avvicina molto ai territori che la gente conosce già dei Katatonia, ma penso che quest'album sia ancora più strutturato e ,se vogliamo, "più prog".

 

Sicuramente il sound "dark" non è stato intaccato. La cover dell'album racchiude perfettamente l'opera.

 

Si. Travis (Smith - noto illustratore statunitense, ha realizzato numerose cover dei Katatonia in passato, ndr.) ha sicuramente fatto un bellissimo lavoro. Spesso nelle illustrazioni della band sono rappresentati corvi ed uccelli, per noi hanno un significato ben specifico: i volatili in generale rappresentano la libertà, i corvi la morte. Libertà e morte sono da sempre uno degli elementi presenti nei nostri testi, è una bella metafora.

 

I Katatonia hanno subito un drastico cambio di formazione, ben tre su cinque membri sono entrati quest'anno nella band. E' stata difficile la loro integrazione?

 

Beh, diciamo che ci stiamo ancora lavorando. Ci esercitiamo molto in studio, proviamo a suonare i pezzi vecchi. Il fatto è che sono davvero ottimi musicisti, ma hanno molto da imparare. Più che altro imparare vent'anni di carriera non è proprio semplice, ecco. Sono delle bellissime persone, passiamo bel tempo e ci troviamo sempre meglio, per ora questo è ciò che conta. Le cose potranno solo migliorare con nuovi live.

 

Per quanto riguarda la tua carriera invece, quali band - inclusi tutti i generi musicali - consiglieresti ai fan dei Katatonia? quali sono gli artisti che ti hanno influenzato e continuano a farlo?

 

Sono molto aperto quando mi avvicino ad altri generi musicali, di solito. Sai non mi piace percorrere una sola strada, preferisco percorrerne molte e coglierne tutte le sfumature, i dettagli. Per questo nel mio stile riconosco molte influenze totalmente differenti, potrei raccomandare davvero molte band. Ad esempio non smetterò mai di citare i The Cure: se davvero la community dei "metallari intransigenti" desse loro una possibilità, sono sicuro che si accorgerebbero che non si tratta di semplice musica pop orecchiabile, bensì di qualcosa di molto ma molto più profondo. I The Cure sono una band fantastica, hanno composto grandissimi capolavori, in particolare l'album "Disintegration" penso abbia influenzato fortemente i Katatonia. Tutti dovrebbero dare loro una chance...

 

 katatonia2016

 

Hai collaborato con i Novembre, loro sono italiani e considerati ormai una band di culto qui in Italia. Siete due gruppi molto simili per quanto riguarda le atmosfere ed il sound, avete più o meno seguito lo stesso percorso. Vi siete ispirati a vicenda fin dagli anni '90?

 

Si. Conosco i ragazzi dal 1990, forse dal '91. Frequentavano molto la scena death metal qui a Stoccolma, erano soliti frequentare locali di musica live o visitare negozi di dischi. Così con il tempo siamo diventati buoni amici, ci siamo sempre tenuti in contatto e registriamo negli stessi studi! Quando Carmelo Orlando (frontman dei Novembre, ndr.) mi ha chiesto di collaborare ho ovviamente accettato con molto piacere ed ho inciso il solo di "Annoluce" nel loro ultimo album "URSA".

 

I Katatonia, come i vostri conterranei Opeth e come i nostri italiani Novembre hanno progressivamente cambiato sound e stile, partendo dal death metal degli esordi fino al dark progressive di "The Fall Of Hearts". Quali sono i punti focali dell'intero catalogo della band?

 

Vedo il percorso dei Katatonia diviso in tre capitoli. Il primo, sicuramente compreso tra il '91 e il '96, è quello del doom-death metal, le nostre origini: penso che "Brave Murder Day" sia il simbolo di quel periodo. Quell'album significa molto per noi, componendo quell'album ci siamo accorti di quento stavamo cambiando e di quanto fossimo maturati nel tempo. Difficile da apprezzare all'inizio, oggi è considerato un masterpiece della nostra discografia. La seconda fase mi piace vederla tra il 1996 e il 2001. Il periodo forse in cui abbiamo virato più sull'alternative rock, quindi da "Discouraged Ones" a "The Last Fair Deal Gone Down", che vedo come il più importante di questa era. L'ultimo capitolo parte dal 2003 ed è tutt'ora attuale, qui però è impossibile scegliere un'album perché sono affezionato davvero a tutti i nostri lavori di questo periodo. Ad esempio mi piace tantissimo il nostri ultimo "The Fall Of Hearts"

 

Quindi se ti chiedessi di sceglierne uno dall'intera discografia ti metterei in difficoltà.

 

Si mi è davvero difficile scegliere! Uno degli album che mi piacciono maggiormente è sicuramente "The Great Cold Distance", che oltretutto compie dieci anni quest'anno...

 

Mi ricollego a quella che sarebbe stata la prossima domanda: quest'anno celebrerete il venticinquesimo anniversario di carriera ed il decimo di "The Great Cold Distance". Pronti?

 

Sarà assolutamente fantastico, abbiamo preparato solamente due show, quindi davvero esclusivi, per celebrare quest'evento. Suoneremo a Londra per intero "The Great Cold Distance" ed in Bulgaria, dove saremo accompagnati da un'orchestra - sarà incredibile e non potevamo dire di no, è una di quelle occasioni che sicuramente avremmo rimpianto in futuro - e probabilmente se tutto andrà bene ne ricaveremo alche un live album. Cerchiamo di accontentare tutti, anche chi non sarà fisicamente presente! Sarà veramente uno show speciale ed escusivo.

 

A proposito di concerti memorabili, l'anno scorso avete suonato nella prestigiosa Union Chapel di Londra, da cui è nato anche il live album "Sanctitude". E' quello in punto più alto mai raggiunto dai Katatonia?

 

Beh, posso dirti che è probabilente è il mio ricordo più bello. E'stato completamente diverso da tutto ciò che abbiamo mai fatto... più il concerto andava avanti e più realizzavo che stavamo vivendo qualcosa di incredibile e speciale. Non so se avremo mai l'opportunità di rifarlo in futuro, so solo che è un bellissimo ricordo che terrò sempre stretto.

 

katatonia 

 

Tu sei anche il membro fondatore dei Bloodbath, partito come side project dei Katatonia ma decisamente più estremo nel sound. Come gestisci entrambe le band, così diverse? 

 

Beh non è difficile, noi siamo cresciuti tutti ascoltando metal estremo. Amiamo il metal. Se ami profondamente qualcosa, l'amore per essa non se ne andrà mai, ci sarà sempre una parte di noi che ama quel genere. Di conseguenza non scorderò mai come tornare al "mood" dei Bloodbath, un po' perché sono nostalgico ed un po' perché in fondo ci divertiamo tutti come dei matti. I Katatonia ormai si sono allontanati da certe sonorità ed è un bene: mi piace sperimentare e vedo il nostro cambio di sound come una sorta di crescita personale. Essere parte di entrambe le band mi rende felice e mi rende una persona equilibrata.

 

Ed entrambe le band hanno collaborato con Mikael Akerfeldt (mastermind degli Opeth, ndr.), siete amici da sempre, ci sarà occasione di rivedervi insieme sul palco e magari di intraprendere un tour insieme in futuro?

 

Succederà sicuramente! Voglio dire, siamo molto amici ed abbiamo lo stesso managment. Quindi si, vedrete ancora Opeth e Katatonia in tour insieme. Per quanto riguarda collaborazioni future spero vivamente che riaccada, al momento siamo molto impegnati entrambi con le nostre rispettive band!

 

Dunque il tour di "The Fall Of Hearts" sta per iniziare, avete già iniziato a programmare date? Passerete in Italia?

 

Si sarà un tour davvero lungo, partirà a Settembre e durerà parecchi mesi. E si, verremo anche in Italia, a Milano.

 

Fantastico! Grazie della buona notizia, noi di Spaziorock non mancheremo. Per finire un messaggio a chi ci segue? Ai fan italiani?

 

Beh che dire, in Italia ci avete sempre trattato benissimo, amiamo l'Italia da sempre e cerchiamo di non saltarla mai, in ogni tour. I fan italiani sono calorosissimi, ci accolgono sempre con un entusiasmo unico. Sono gli unici a cantare le parti di chitarra e per un chitarrista come me è il massimo, davvero!

 

Grazie per il tempo concesso Anders, è stato un onore ed un piacere.

 

Grazie a voi, ci vediamo a Milano!





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