Pathosray (Fabio D'Amore)
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabio D’Amore, bassista degli italiani Pathosray per una piacevole quanto interessante chiaccherata. Buona Lettura!
Articolo a cura di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 23/05/09

Ciao Fabio, come va?


Ciao Davide! Qui tutto bene, siamo agli sgoccioli…“Sunless Skies” sta per uscire!


Come prima cosa, direi di fare una presentazione della band ai lettori di Spaziorock.it.


Benissimo. Come prima cosa ringrazio a nome della band lo spazio che ci date per poter farci conoscere meglio ai vostri lettori!
I Pathosray sono una band che suona un metal melodico, fortemente influenzato dal progressive, ma anche da molte altre sfumature, che passano dal dark fino ad arrivare all’Aor. La band è composta da me al basso, Ivan Moni Bidin alla batteria, Alessio Velliscig alla chitarra, Gianpaolo Rinaldi alle tastiere e Marco Sandron alla voce.
Ciascun componente della band ha un proprio e diverso background musicale, che fa si che la proposta del gruppo sia piena di apporti molto diversi, che sfociano però in un unico sound, che si è voluto creare e cercare di evolvere dal 2000 ad oggi.


Probabilmente te l’avranno già chiesto in milioni, ma qual è il significato preciso di Pathosray? Raggio di emozioni o cose di questo tipo?


Si, esattamente, ci sei praticamente arrivato da solo! Diciamo che, dopo aver cambiato nome da N.D.E. a Pathosray, la band aveva già iniziato ad affinare il proprio sound verso una predizione particolare per la musica progressive.
Per spiegare meglio ai lettori : il nome deriva dall’unione della parola greca “Pathos”, ovvero emozione, sentimento, alla parola inglese “Ray”, ovvero raggio. Possiamo dunque concludere dicendo che si tratta di una sorta di raggio emozionale, o un flusso emozionale, come giustamente avevi già dedotto tu.


A breve sarà disponibile nei negozi il vostro nuovo album "Sunless Skies". Vuoi presentarcelo?


Certamente! “Sunless Skies” era sicuramente l’album che avevamo intenzione di registrare, dopo l’uscita di “Pathosray”, il nostro primo, omonimo album.
Mi spiego : già al momento dell’uscita del primo disco, avevamo in mente le coordinate e il tipo di sound che avrebbe dovuto avere il capitolo seguente della nostra discografia. Infatti, abbiamo da subito cominciato il processo di songwriting del nuovo album, anche se eravamo ancora in piena fase promozionale di “Pathosray”. Diciamo che se il primo album rispecchia comunque le coordinate di un classico disco definito prog metal, forse “Sunless Skies”, si muove su coordinate diverse : abbiamo inserito dell’elettronica, scritto dei riff molto più cattivi e oscuri, ma delle parti anche molto più melodiche e dolci. Quindi, si può trovare un po’ di tutto in esso, e anche chi non è un abituale ascoltatore del genere, potrebbe rimanerne piacevolmente sorpreso. Abbiamo anche affinato la lunghezza dei brani, che probabilmente era un aspetto che ci penalizzava, dal punto di vista dell’impatto e immediatezza. Ma è stata comunque una direzione che è venuta spontaneamente, senza aver deciso nulla a tavolino.


Come avete proceduto durante la fase di registrazione? In maniera tradizionale o avete applicato qualche tecnica particolare?


Sostanzialmente, il procedimento è stato quello classico, ovvero la sequenza in multitraccia dei vari strumenti, cominciando dalla batteria, e finendo con le voci.
Abbiamo però avuto la fortuna di registrare presso gli studi che io e Ivan gestiamo, ovvero gli Artesonika Studios, quindi abbiamo avuto una certa tranquillità nel poter lavorare come volevamo veramente, prendendoci tutto il tempo necessario per poter sperimentare soluzioni diverse.


Chi è di voi che si occupa di scrivere i testi? Si parla sempre di natura a giudicare dai titoli dei brani. E’ così?


Beh, a differenza del nostro primo album, dove Ivan aveva composto interamente sia testi che musiche, per questo nuovo album abbiamo lavorato in maniera leggermente diversa.
I testi sono stati scritti quasi da tutti i componenti del gruppo, cercando di trasmettere comunque un messaggio e dei sentimenti di base, di cui avevamo voglia di parlare.
Vengono affrontati temi che pongono comunque l’uomo al centro, e di qualsiasi cosa lo ossessioni o di cui si ponga delle domande. Abbiamo parlato di religione, politica, dipendenza, amore, del futuro, di alienazione, ma sempre in situazioni dove l’uomo riflette su se stesso e su ciò che lo circonda.

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E per quanto riguarda la musica, c'è un membro assegnato alla composizione, o avete tutti campo libero nello scrivere canzoni?


Diciamo che Ivan rimane comunque il componente del gruppo che scrive quasi tutte le musiche. Nel nuovo album però ci sono contributi di altri membri come ad esempio la canzone “Aurora” che nasce da una mia idea, oppure l’intermezzo “Perpetual Eclipse” che è stato scritto anche in collaborazione con Gianpaolo.
Generalmente dopo aver scritto e metabolizzato l’idea di base, Ivan la propone al gruppo e da le coordinate generali a ciascun membro, che poi elabora e porta le sue influenze all’interno della canzone. Posso dire che il lavoro di fino viene certamente fatto da tutto il gruppo anche se l’idea parte da un singolo elemento.


La vostra proposta musicale viene un po’ accostata a quella di mostri sacri come Symphony X, Evergrey e perchè no, Dream Theater. Non per sminuirvi, ci mancherebbe, ma francamente penso che lo stile sia abbastanza diverso: insomma, attingete da svariati generi quali heavy metal, power, hard rock e certamente prog. Voi che ne pensate? E soprattutto come vi definite?


Beh credo che tu abbia ragione. Talvolta sono stati usati dei paragoni un po’ azzardati per definire la nostra proposta musicale. Sebbene alcuni di noi siano dei veri fan dei gruppi che hai appena citato, non sono così convinto che la nostra musica possa esser accostata a tali mostri sacri. Come hai detto, attingiamo da svariati generi musicali, ma Ivan, che è il principale compositore, non è quasi per niente influenzato da quelle band, ma è invece molto legato al progressive anni ‘70, soprattutto quello italiano. Non saprei dare un’etichetta alla nostra musica, ma come ho premesso prima, di metal melodico si tratta, sicuramente influenzato da altri generi, come il progressive, sia rock che metal, ma anche da tanti altri.


Passiamo a discorsi meno tecnici. "Sunless Skies" uscirà tramite Frontiers, una delle maggiori etichette per quanto riguarda musica rock e derivati. Ci vuoi raccontare del passaggio dalla precedente Sensory Records?


E’ stato un passaggio molto semplice e diretto per noi : al momento della decisione dell’uscita dell’album, ci siamo trovati davanti a quest’offerta che non potevamo assolutamente rifiutare. La Frontiers è sempre stata un’etichetta che apprezzavamo ed è stato molto facile per noi accettare di cominciare a lavorarci assieme. Penso che sia stato un passaggio che si rivelerà fondamentale, per la crescita artistica del gruppo, ma anche per avere una maggior copertura promozionale e di mercato. Sicuramente, non potevamo chiedere di meglio.


Come vedi la scena metal italiana? Non è granché facile affacciarsi sul mercato e ottenere buoni risultati.


Hai centrato perfettamente il bersaglio. Purtroppo non è per niente facile affacciarsi sul mercato di casa nostra, e ti dirò di più, c’è un certo scetticismo di base che fa sì che le band italiane, che suonano il nostro genere, vengano quasi sempre snobbate, in favore di quelle estere.
Di una cosa sono certo, grazie alla Frontiers, avremo finalmente una promozione adeguata anche nel nostro Paese. Non è un grosso mercato per noi, certamente, ma ritengo più che scandaloso che ci siano stati dei media e dei promoter che non ci abbiano mai tenuti in considerazione e che non abbiamo minimamente seguito il nostro debutto e scritto qualcosa su di noi.


Per quanto riguarda l'aspetto live, avete già pianificato qualcosa? Ho dato un'occhiata al vostro sito, ed onestamente mi aspettavo di trovare molte più date, sia future che passate.



pathosray_intervista_052009_01Beh quelle passate non le trovi più perché sono semplicemente state archiviate! Abbiamo suonato centinaia di concerti in posti che vanno dal piccolissimo pub alle feste o sagre locali. Certamente, per come siamo adesso e dato anche l’ingente investimento fatto su questo gruppo, ci siamo ritrovati a dover capire esattamente dove suonare. Non possiamo più prendere tutto quello che ci capita, anche perché i locali o organizzatori che pagano sono veramente pochi e non possiamo continuare ad andare in perdita ogni volta che ci spostiamo. Abbiamo in prospettiva un tour Europeo, magari di supporto a qualche grossa band, e ovviamente graverà moltissimo sulla nostra economia. Quindi, non possiamo più permetterci di suonare gratis o per una cena in giro, altrimenti il tour non lo potremmo mai pagare. Se troviamo qualche data, di qualsiasi tipo, ben venga, ma deve avere almeno un minimo di compenso! Non siamo sicuramente una di quelle band che snobbano alcune situazioni piuttosto che altre, ma con la crisi che c’è ora, non possiamo più permetterci di rimetterci di tasca nostra per far contenti i gestori dei locali.


Ho notato che anche quest'anno suonerete al ProgPower Festival, ma questa volta in Danimarca. Com'è andata l'anno scorso? C'è stato qualche episodio divertente che vuoi raccontarci?


E’ stato fantastico! Sicuramente una settimana da ricordare! Abbiamo avuto la possibilità di suonare sia al Prog Power USA, ad Atlanta, che al Prog Power Europe, a Baarlo, in Olanda. Sono state delle esperienze magnifiche, anche se diverse. La cosa che ancora ricordo è quando poco prima di cominciare il concerto ad Atlanta, siamo saliti sul palco, e mentre ci stavamo ancora sistemando si è aperto il telone, e c’erano 2.500 persone che ci acclamavano e per noi questa è stata una vera novità. Un clima così caldo e di attesa non l’avevamo mai visto, neanche qua in Italia. Puoi benissimo immaginare le nostre facce in quel momento!


Domanda inevitabile. Che ne pensate della Pirateria Musicale? Credete che per band del vostro calibro sia una sorta di promozione e pubblicità in più, o sia solo un danno?


Ovviamente, come in tutte le cose, ci sono i pro e i contro. Sicuramente, come dici tu, realtà debuttanti o quasi, come noi, possono consolarsi del fatto che ci sia una sorta di promozione sotto il problema pirateria. Però il danno c’è, e grande, non posso non dirlo. Chissà quanta gente ci conosce, ci apprezza anche, ma il nostro album non l’ha mai acquistato. Questo però deriva sia dal fatto che i prezzi dei cd sono esorbitanti, sia dal fatto che manca comunque una certa cultura musicale nell’acquistare album, ma anche perchè la distribuzione indipendente è penalizzata, talvolta, dall’enorme pressione che le major attuano nelle catene di negozi, oscurandone completamente la visibilità.


Ok, siamo giunti al termine dell'intervista. Vuoi salutare i nostri lettori e dir loro qualcosa di particolare? Nel frattempo ti saluto e ringrazio per il tempo dedicatoci.


Ringrazio ancora una volta SpazioRock per averci dato questa chance, e tutti i vostri lettori!
Spero che il nuovo album vi piaccia e possiate appassionarvi per seguirci anche dal vivo! Visitate il nostro sito e il nostro myspace per tenervi aggiornati sui prossimi concerti, magari potremmo essere molto vicini a dove vi trovate!




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