Skillet (John Cooper)

Non è mai troppo tardi per conoscere una nuova band, e gli Skillet meritano un po' di attenzione. Famosissimi in patria, un po' meno dalle nostre parti, la band del Tennessee si racconta ai nostri microfoni attraverso le parole dell'entusiasta frontman John Cooper, a pochi giorni dall'uscita del nuovo album “Rise”.

Articolo a cura di Eleonora Muzzi - Pubblicata in data: 21/06/13

Ciao John, sono Eleonora, è un piacere conoscerti. Benvenuto su SpazioRock.it per la prima volta e, prima di cominciare, grazie per il tempo che ci dedichi. Come stai?

 

Bene grazie, è un piacere parlare con te.

 

Dal momento che è la prima volta che compraite sul nostro sito web, ti piacerebbe presentare la band ai nostri lettori?

 

Certo, io sono John Cooper, suono il basso e canto nella band Skillet.

 

Bene, il prossimo mese uscirete sul mercato con un nuovo album (l'intervista ha avuto luogo un mese prima del rilascio di "Rise", ndr) e per la prima volta vi è stato dato spazio in radio qua in Italia. "American Noise" è in rotazione radiofonica da qualche giorno e sta ricevendo un bel po' di attenzione. C'è un grande hype attorno questo nuovo album, anche qui.

 

Wow, non lo sapevo! È fantastico!

 

Sì, è la prima volta che sento una delle vostre canzoni sulle nostre radio. È come se aveste di fronte a voi un nuovo mondo da conquistare e trovare nuovi fan. In ogni casi cominciamo con le domande visto che il tempo a nostra dispozione vola: il vostro album in uscita chiama "Rise", che è un titolo molto particolare e potente. Perché avete scelto questo titolo?

 

Beh, abbiamo scelto "Rise" come titolo perché l'album racconta una storia. E' la storia di un adolescente tipico che sta diventando adulto e viene messo di fronte ai grandi problemi del mondo, come la sempre crescente violenza qui in America, sparatorie nelle scuole, bombardamenti... Dovendo affrontare tutto questo il ragazzo fatica a credere che un giorno tutto questo finirà e che la situazione potrà migliorare. Il disco si chiama "Rise" perché è un invito a fare qualcosa e a diventare ciò che si vuole diventare. È un disco molto emozionante, che vorrebbe incoraggiare le persone a cambiare le carte in tavola.

 

skillet_intervista_2013_02

 

Anche "Rise", la title-track, è un bel brano che invita a smuovere le cose. Potrebbe diventare un inno per radunare le persone a fare qualcosa per la situazione nel mondo. Me ne sono accorta subito, ascoltandola. È una canzone molto stimolante, perché le parole sono importanti. Hai detto che l'album è una storia, ma è un concept album oppure ogni canzone è una storia di per sé?

 

Si tratta di un concept album, racconta una storia dalla prima all'ultima canzone, ma ogni singola traccia è una storia a sé stante, funzionano anche da sole, come "American Noise" che racconta una storia in particolare.

 

Tipo “storia dentro una storia”, una cosa un po' meta-teatrale?

 

Sì, questo è quello che stavo cercando di dire! (Ride)

 

Alcune delle canzoni presenti nell'album sono molto heavy, al limite dell'heavy metal, ma altri brani sono di più facile ascolto. C'è un abisso tra "American Noise" e "Circus For A Psycho". Sono canzoni diverse ma tutte funzionano perfettamente all'interno della cornice del disco. Come riuscite a scrivere musica così diversa e far funzionare tutto?

 

Beh, non lo so. Sono contento che tu mi dica che ha funzionato. Hai ragione, "Circus For A Psycho" è uno dei momenti più forti del disco, proprio heavy metal, e "American Noise" è uno dei più tranquilli, ma come hai detto, quando si ascolta il disco è come intraprendere in viaggio e "Circus For A Psycho", è il punto del disco in cui il protagonista della storia ha la sensazione di essere spintonato da tutte le parti. In America lo chiamiamo "the boiling point": il protagonista è sul punto di non ritorno e non riesce ad tenere sotto controllo la sua vita; tutto ad un tratto "American Noise" è la canzone dove inizia a calmarsi un po', è una specie di interruttore che scarica la tensione. Trovo sia figo, ma penso che la questione sia dovuta al fatto che sono cresciuto ascoltando gruppi come Kansas, Yes e Fleetwood Mac. Tutte queste band erano parecchio dinamiche, avevano momenti molto veloci e altri molto più lenti. Penso che sia lo stesso impulso che rende la musica degli Skillet molto dinamica e drammatica.

 

Inoltre c'è stato un grande cambiamento attraverso gli anni, dal primo album a questo, il vostro sound si è evoluto in qualcosa di molto diverso dal principio, un suono più personale, avete incorporato nuove sonorità, inserito chitarre più pesanti e vi siete spostati da un simil-grunge ad uno stile molto personale, tant'è che non è possibile individuare un unico genere nella vostra musica. Suonate quello che vi pare.

 

Sì, è corretto. Abbiamo fatto musica per così tanto tempo che a questo punto facciamo solo quello che vogliamo. Per alcune band è difficile trovare il proprio sound e avere una propria creatività,  molte volte la gente non riesce a trovare il proprio sound, senza risultare strano oppure, sai, forse non vogliono suonare la loro musica perché ritengono che sia troppo difficile da capire, diversa dal resto. Ci sono voluti anni per gli Skillet ad arrivare ad ottenere un po' di spazio nelle radio, proprio perchè eravamo troppo particolari. Anche ora che la situazione è un po' migliorata in questo ambito, credo che sia molto importante avere avuto il nostro sound fin dall'inizio, anche se ci siamo evoluti molto da quello che eravamo inizialmente. Voglio dire, trovare la propria strada non è facile nel mondo della musica.

 

skillet_intervista_2013_03Uno dei vostri più grande successi è stato "Whispers In The Dark", da "Comatose", e penso che sia uno dei modi migliori per presentare la vostra band. Voglio dire, se devo introdurre gli Skillet a qualche amico, faccio ascoltare questa canzone per presentare il vostro stile.

 

E sai una cosa? Non è stato il nostro più grande successo alla radio, pur essendo stato uno dei nostri più grandi successi per quanto riguarda le vendite. Forse perché c'è un sacco di confusione riguardo al nostro gruppo, ma; quella canzone ha venduto molto bene e ha conquistato i fan, ma le radio non ne volevano sapere di passarla. Penso che sia proprio per quello che hai detto: "Whispers In The Dark" è una delle nostre canzoni più particolari, ai nostri fan è piaciuta perché era unica, era pesante e aveva chitarre molto heavy ma allo stesso tempo era melodica e molto passionale. Un sacco di radio non hanno apprezzato il fatto che fosse così melodica... Ecco perché gli Skillet sono unici: le canzoni sono scritte un po' come la musica classica, ma con le chitarre elettriche. Questa è la canzone con cui apriamo i nostri concerti.

 

Beh, allora spero di vedervi qui in Italia prima o poi perché mi piacerebbe davvero sentire quella canzone dal vivo e non solo da un video su YouTube o su un DVD, perché penso che la musica dal vivo sia la vera essenza del rock. E dal momento che stavamo parlando di concerti, avete intenzione di fare un grande tour per questo nuovo album al di fuori degli Stati Uniti?

 

Sì, faremo da spalla ai Nickelback questo autunno, in Ottobre o Novembre. Sai, noi non abbiamo molti fan in Europa, abbiamo appena cominciato a ricevere dell'attenzione mediatica ed è per questo che sono così felice per questo tour coi Nickelback, perché avremo la possibilità di suonare per un sacco di gente e possibilmente ottenere un po' di nuovi fan.

 

A proposito, ho appena controllato, arriverete in Italia il prossimo Ottobre.

 

Davvero? Wow, cool!

 

Comunque, tornando al disco: stavo ascoltando l'album qualche minuto fa, poco prima dell'intervista e il finale di "Good To Be Alive" è stato un bel colpo. E' così diverso dalla canzone e quella che segue che sembra quasi fuori luogo, come ha fatto a saltare fuori?

 

(Ride) Beh, penso che sia una delle cose più fighe che gli Skillet abbiano mai fatto, mi è piaciuta fin da subito. "Not Gonna Die", la traccia seguente, è molto diversa, e penso che sia una delle migliori canzoni del disco, suona molto Skillet, molto drammatica. Siccome venivamo da una canzone come "Good To Be Alive", che è davvero ottimista, molto stimolante, il tipo di canzone che mette allegria, si è creato un forte contrasto col suono di "Not Gonna Die", che è una canzone molto oscura. Ho pensato "come possiamo fare una transizione tra queste due canzoni?" ed è saltato fuori questo, non mi ricordo nemmeno chi ha avuto l'idea e come è saltata fuori, ma ricordo di aver chiesto a mia moglie (Korey Cooper, chitarrista e tastierista) "Possiamo chiamare una cantante d'opera o di qualcosa?". Poi è diventato un coro da camera, un suono molto dark in stile "Something Wicked This Way Comes", in stile "Nightmare Before Christmas" di Tim Burton, il che ha reso quell'intermezzo qualcosa di davvero cupo e drammatico.

 

E funziona perfettamente. Avete intenzione di girare un videoclip per le vostre canzoni?

 

Sì, in effetti credo che la prossima settimana (l'intervista ha avuto luogo durante l'ultima settimana di maggio, ndr) uscirà il video di "Sick Of It", abbiamo anche registrato un video per "American Noise", ma non so quando verrà fatto uscire. Il video di "Sick Of It" dovrebbe essere uscire la prossima settimana.

 

skillet_intervista_2013_04Bene, il tempo stringe, quindi un'ultima domanda sulla comunicazione di massa e internet: ho letto in giro che siete solito fare podcast su internet. Come è nata l'idea di utilizzare internet per espandere la vostra esperienza?

 

Penso che ne avessimo bisogno. Internet è il motivo per cui abbiamo avuto successo senzauno  spazio radiofonico. Quando abbiamo pubblicato il nostro album "Comatose" non avevamo una sola canzone nella top 30 delle classifiche delle grandi radio. Ci sono molte canzoni di successo su quel disco, che è diventato disco d'oro, il che significa che ha venduto un sacco di copie, ma è stato grazie ai nostri fan su internet. Facciamo i podcast per loro, li lasciamo entrare nella nostra vita e firmiamo autografi, incontriamo i nostri fan e cerchiamo di essere gentili con loro. Penso che questo abbia aiutato la nostra carriera e cerco di trovare nuovi modi per usare più spesso questi mezzi di comunicazione. Faremo il primo podcast dedicato a “Rise”  la notte prima dell'uscita del disco, saremo tutti lì, a parlare del disco per poi suonare qualche pezzo del disco per la prima volta.

 

Bene, credo di aver finito. Se vuoi dire qualcosa ai nostri lettori, fai pure.

 

Non vedo l'ora di venire a suonare in Italia, mi piace il vostro paese! Sono stato in vacanza, a Roma, Firenze e Venezia... Non vedo l'ora di andare in tour e incontrare i nostri fan.

 

Fantastico, ancora una volta, grazie per il tuo tempo e la tua gentilezza, è stato un onore per me avere la possibilità di chiacchierare un po' con te. Buona giornata e speriamo che averemo occasione di vederci quando arriverete qui.

 

È stato un piacere anche per me. Buona giornata anche a te!




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