Sodom (Tom Angelripper)
Nel giorno di uscita di "Epitome of Torture" siamo stati raggiunti telefonicamente dal carismatico leader dei Sodom, Tom Angelripper! Buona lettura.
Articolo a cura di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 03/05/13
Ciao Tom e bentornato su Spaziorock, è sempre un piacere intervistarti.
 
Grazie a te marco per il caloroso benvenuto.
 
Bene, inizierei subito a parlare del vostro nuovo album “ Epitome of Torture”, che mi sembra un disco decisamente vario ed ispirato. Con il precedente “In War and Pieces” aveva dato una svolta alla vostra musica e mi pare che il nuovo disco abbia risentito molto di questa esperienza, ma con un pizzico di violenza in più che non guasta mai. Ci ho visto giusto?
 
Beh devo dire che l’influenza maggiore che c’è stata da “In War and Pieces” è sicuramente in termini di produzione. Con quel disco infatti abbiamo fatto un deciso salto in avanti rispetto al passato producendo un suono molto pieno che si combina perfettamente con la nostra proposta musicale perchè da maggiore aggressività ai pezzi più veloci ed un groove più profondo ai brani meno violenti. L’unica cosa che volevamo era dare un suono ancor più aggressivo alle chitarre e direi che ci siamo riusciti. Sono molto soddisfatto di come suona l’album. 
 
Beh devo dire che il risultato è decisamente notevole. Come è stata la sessione di songwriting? Vi eravate posti degli obiettivi precisi?
 
Devo dire di no, anzi in generale non ci siamo mai posti degli obiettivi specifici nella nostra carriera, se non quello di fare della buona musica. In particolare abbiamo sempre avuto la fortuna di poter scrivere e fare quello che volevamo senza nessuna pressione esterna. Ecco forse l’unica pressione che abbiamo mai avuto è stata relativa ai tempi di produzione tra un disco e l’altro, ma fortunatamente facciamo e scriviamo quello che ci piace. Oltretutto è difficile trovarci spiazzati (ride, ndm) perché abbiamo sempre un sacco di idee già pronte che la maggior parte delle volte hanno solo bisogno di essere affinate e che generalmente sviluppiamo con delle jam session lasciandoci guidare dall’istinto. Alla fine questo è il significato del thrash metal, ovvero essere liberi di fare quello che si vuole.  
 
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Una delle canzoni che mi ha maggiormente sorpreso è la stupenda “Into The Skies of War”. Ce ne puoi parlare.
 
Beh hai citato la canzone più melodica di tutto il disco, anche se penso che comunque abbia una propria forza non trascurabile….
 
Concordo assolutamente, è senza dubbio molto trascinante.
 
Esatto, è proprio quello che avevamo pensato quando abbiamo iniziato a far crescere la melodia di base in una canzone completa. Fondamentalmente cercavamo un suono molto vicino al thrash e al metal di fine anni ottanta quindi con riff massicci, ma anche con un tocco di melodia. 
 
“S.O.D.O.M.” è un altro brano decisamente sopra la media. Che significato si nasconde dietro questo acronimo?
 
Non ci crederai, ma non ha un significato particolare (ride, ndm). Il fatto è che quando provavamo la canzone non avevo ancora finito il testo e sul ritornello mi è venuto naturale sillabare il nome della band in attesa di trovare le parole giuste. Poi però ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che era un bel titolo per la canzone e quindi lo abbiamo scelto. Come dicevo prima, questa è la fortuna di fare quello che abbiamo voglia, senza pensarci troppo.
 
Quanto è diccile, dopo oltre trent’anni di carriera, trovare l’ispirazione per fare
un nuovo album? Non rischia di diventare un po’ tutto ripetitivo e quindi meno spontaneo?
 
Il segreto sta nell’amore per quello che facciamo. Suonare thrash metal ci piace ancora tantissimo e questo è il motivo per cui in passato non abbiamo mai mollato, nemmeno nei momenti più difficili. Questa è la vera forza che ci fa andare avanti; amiamo la musica, amiamo il thrash e quindi continuiamo a divertirci senza sentire pesi sulle nostre spalle, ma facendo semplicemente quello che amiamo fare.
 
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A breve (i primi di giugno, ndm) suonerete in quello che è stato ribattezzato il “Big Teutonic 4” con Kreator, Destruction e Tankard. Siete pronti a vivere questa stupenda esperienza?
 
Non solo siamo pronti, ma non ne vediamo l’ora. Sarà un show memorabile con quattro band che hanno fatto la storia del thrash metal europeo. Oltretutto ci conosciamo tutti da così tanti anni che sarà non solo un piacere, ma anche un divertimento incredibile. Ovviamente cercheremo di fare anche delle jam session, magari su di un paio di brani, ma sono cose che stiamo organizzando proprio in questi giorni, quindi non posso svelarti troppo.
 
Ora volevo farti una domanda un po’ personale. La musica ed i testi dei Sodom sono decisamente violenti e aggressivi, ma nonostante questo tu sei conosciuto per essere una persona molto estroversa, divertente e positiva….
 
Beh sai da una parte c’è un genere musicale che amo, fatto di musica aggressiva e di testi coerenti con essa, mentre dall’altra ho la mia vita normale che non è diversa da quella di qualsiasi altra persona, fatta di relax e divertimento. E poi nonostante abbia ormai cinquant’anni non ho perso il mio approccio positivo alla vita, anzi sto imparando a vivere con sempre maggiore serenità quello che mi circonda.
 
Tu hai vissuto in prima persona la nascita del thrash metal. Cosa ha significato per te vivere quegli anni da protagonista?
 
E’ stato semplicemente fantastico. In quegli anni eravamo tutti giovani, pieni di energia, di voglia di divertirci e in un mondo musicale che non vedeva l’ora di ascoltare qualcosa di nuovo, di poter spostare i paletti che delimitavano gli estremi. Sono stati anni folli, bellissimi e che sono passati talmente velocemente che quasi non ce ne siamo resi conto. Il bello di tutto questo e che la maggior parte delle persone che ha fatto parte di quel movimento ancora oggi si diverte e si gode la libertà che è la base dell’essere thrasher.
 
Bene Tom, per me è tutto. In attesa di rivedervi in Italia a settembre ti lascio le ultime parole per salutare i tuoi fan.
 
Beh intanto grazie per l’intervista. A tutti i nostri fan italiani non posso che dare un arrivederci a settembre, ci divertiremo e sono sicuro che “Epitome of Torture” vi piacerà.



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