Ska-P (Joxemi)
Tempi duri, tempi di mutamento, tempi di protesta. Non si può dire che gli Ska-P siano figli delle ultime contestazioni: non da ieri, ma da sempre, sono una band che fa della musica soprattutto un mezzo di unione e di denuncia. Per questo parlare con Joxemi, oggi, è stata l'occasione per confrontarsi sulle grandi battaglie che negli ultimi anni si stanno destando nel cuore dei popoli; l'ultimo lavoro del gruppo spagnolo, infatti, si ispira a questo movimento ribelle sin dal titolo: "99%". Tantissimi oppressi contro pochissimi privilegiati. Il disco uscirà il 12 Marzo, anticipato dal singolo "Canto A La Rebeliòn", già in vendita nei negozi digitali. Come annunciato qualche mese fa (leggi la news), la band suonerà al Mediolanum Forum di Milano il prossimo 13 aprile!

Joxemi non ha pose o vezzi da primadonna: durante la tavola rotonda in cui ha parlato con la stampa in un ottimo italiano ha avuto luogo uno scambio amichevole, paritario, nel quale il chitarrista è stato curioso di sentire anche le risposte dei suoi interlocutori. All'ordine del giorno c'è soprattutto il rapporto fra gli Ska-P e l'attualità.
Articolo a cura di Alberto Battaglia - Pubblicata in data: 08/03/13

Com'è la situazione della protesta da voi in Spagna, vista non da Internet, ma da uno che ci vive?


Fottuta! Sì, c'è molta gente che si è mossa senza fare parte di un particolare movimento politico, e ha riempito le piazze con tanti begli slogan... Dopo un po' che si protesta e si ripresentano poi gli stessi partiti politici e le cose sono sempre uguali... è frustrante.


Qui in Italia qualche segnale c'è...


Sì, voi almeno ora avete un'alternativa, ma anche tanta paura. Beppe Grillo dice che tutti devono andare a casa, ma l'incertezza certo spaventa la gente. Ho sempre pensato che l'Italia in quanto idee e movimenti sociali fosse molto più avanti della Spagna. Berlusconi a parte, con le sue barzellette e cagate in tv che abbassano il livello d'intelligenza della gente, come il Grande Fratello... anche in Spagna è così [Berlusconi è principale azionista anche di un'importante tv spagnola, Telecinco n.d.r.]


(SpazioRock): Vorrei chiederti qualcosa partendo dal titolo del tuo ultimo disco, "99%". Gli Ska-P da sempre hanno una connotazione politica dichiaratamente di sinistra, ma negli ultimi anni le cose nel mondo sono un po' cambiate: il movimento del 99% non ha colore politico, l'indignazione generale è propria tanto della destra quanto della sinistra. Le vecchie ideologie sono messe un po' da parte, cosa ne pensi?


skap_intervista_2013_01Intendi i partiti di destra o sinistra, o le ideologie classiche?


Le ideologie classiche, comunismo e fascismo.


Penso che ogni ideologia abbia in comune la volontà di creare un mondo migliore dell'attuale, ma non per questo marcerei di fianco a un fascista perché è d'accordo con me su due idee. Il fascismo ha tante convinzioni che non condividerei mai.

 

Ma la domanda è: qual è il male maggiore? Aveva un senso battersi contro il fascismo nell'epoca dei totalitarismi neri, ora riconoscere il vero nemico è molto più complicato.

 

È più complicato perché il potere è principalmente economico. C'è solo l'illusione della libertà, come quella di cambiare canale in tv, ma le cose sono sempre allineate.


(SpazioRock) Nel nuovo disco, quindi, il bersaglio cambia? Il nemico è sempre il fascismo o avete abbracciato la denuncia dei poteri forti?


Il fascismo è rimasto in un brano che parla di un episodio di rivolta della storia spagnola, quando in Spagna c'era il regime. È un ricordo, un omaggio. Ma negli altri il nemico da abbattere è questo potere che controlla tutto, ma che non ha un vero volto. Non si sa davvero chi siano, ma sai che ti portano dove vogliono loro.
Credo che Joe Strummer se fosse vivo si divertirebbe a vedere il sollevarsi di tutta questa protesta nel pianeta.


Ora che in Italia c'è, ad esempio, il Movimento 5 Stelle, vi divertirete di più a suonare in Italia? Nel 2008, quando siete venuti e c'era Berlusconi avevate lo spazio per le battute, ma la sua maggioranza era solida. Adesso qui la protesta è in Parlamento, trovate divertente questa situazione esplosiva?


C'è ottimismo per l'opportunità, ma divertimento no: non si sa davvero a cosa si arriverà. La parte critica è facile. Demolire chi prova a fare qualcosa è facile, ma se passi all'azione sarà facile essere spazzati via dalle critiche. Una soluzione è la cosiddetta "decrescita felice", ma la cosa difficile è cambiare le abitudini, come prendere la propria macchina per muoversi ogni giorno. Penso che fra un po' di anni la gente si guarderà indietro e penserà a quanto siamo stati matti a seguire questi stili di vita. Bisogna essere onesti nel non imputare sempre tutto a qualcun altro: tutti vogliamo avere automobili, elettricità, gli ultimi apparecchi elettronici e poi ce la prendiamo coi figli di puttana che vogliono il nucleare. Penso che il mondo dovrebbe iniziare a cambiare dal basso. Anche la gente può fare piccoli cambiamenti per rendere tutto diverso.


A livello globale quale sarebbe la soluzione economica, secondo te?


Bella domanda! Quando venne fuori il caso dell'Islanda pensammo che dovrebbe succedere questo: non pagare i debiti e ripartire. Ma non lo so, siamo solo musicisti, non abbiamo soluzioni in tasca. Una potrebbe essere quella decrescita che dicevi prima. Tanta gente è arrivata a un punto di disperazione tale che, come dicevamo prima, destra e sinistra non contano più e ritiene che la politica sia tutta uguale, ma io non la penso così. C'è una destra liberale che pensa a far soldi fregandosene della solidarietà, per loro questo è normale, positivo. Io credo che siano i responsabili del mondo in cui viviamo, e dell'impoverimento delle idee della gente.


(SpazioRock) In questa protesta qual è il ruolo della musica secondo te? E' importante che la gente abbia un inno per la rivoluzione?


Per me è importante che la musica dica qualcosa. Puoi ascoltare la musica elettronica che è solo un tunz-tunz e pasticche, o ascoltare musica che porta a pensare. Molti ci scrivono mail che chiedono ad esempio che cosa vuol dire "sandinismo" e scoprono che certe band provano a dire qualcosa... A me piacciono musicalente gli Ac/Dc, ma i testi sono cagate. E dico questo anche se la musica non può cambiare il mondo: non ci sono riusciti gli Who, i Clash, in un'epoca in cui la musica veniva ascoltata in un altro modo. Un tempo c'era molta più attenzione verso ciò che c'era dietro una canzone, ora nell'epoca degli mp3 tutto è più superficiale: un tempo possedere fisicamente un vinile era tutta un'altra cosa.


skap_intervista_2013_02


La coerenza cos'è per voi?


Guarda, essere coerenti fino in fondo è una cosa difficilissima. Ora per esempio siamo qui alla Warner che è una multinazionale, o quando metti la benzina nella macchina favorisci una multinazionale. Qualcuno riesce a essere coerente fino in fondo, ne conosco alcuni che vivono felicemente sui Pirenei in una capanna... ma questo ti porta un po' fuori dal mondo.




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