Saga (Michael Sadler)
I Saga sono una storica prog rock band che sfortunatamente non torna in Italia da molti anni, ma l'affetto da parte del pubblico italiano verso la band è praticamente rimasto intatto. In occasione del ritorno del cantante Michael Sadler nei Saga, e dell'uscita del nuovo album "20 / 20", SpazioRock ha raggiunto proprio il cantante per una lunga chiacchierata, che potete leggere qui di seguito. Buona lettura!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 23/07/12

Traduzione a cura di Rachele Leoni 

 

Innanzittutto, congratulazioni per il nuovo album. Come mai hai deciso di tornare? Qual'è la ragione principale? Immagino per i fan...


Mi hanno fatto un'offerta che non ho potuto rifiutare! Non abbiamo mai totalmente escluso che forse un giorno sarei potuto tornare. Non avrei mai pensato che sarebbe stato così rapido, ma una cosa che ho detto sin da subito è che non avrei mai escluso la possibilità di tornare e se l'avessi fatto, l'avrei fatto concordandolo con la band. Sarebbe dovuta essere la decisione giusta per tutti coloro che ne sono coinvolti, inclusa la mia famiglia, che è la vera ragione per cui ho lasciato, ma il momento era propizio. Ne abbiamo parlato, ho pensato che un giorno sarei tornato, e quel momento è arrivato. Non c'era alcun dubbio, ed eccomi qui. Naturalmente i fan hanno chiesto il mio ritorno per qualche anno e hanno dato una possibilità a Rob Moratti, lo hanno rispettato, ma molti chiedevano il mio reintegro ed eccomi qui.


Cosa hai fatto negli ultimi quattro anni dopo aver lasciato la band? Qualcuno ha detto riguardo al tuo abbandono che c'erano ragioni familiari o che ci fossero stati fraintendimenti con gli altri membri..


Questo è falso. Non ci sono stati dissapori tra me e la band, non ha avuto niente a che fare con la band, non ha avuto niente a che vedere con la musica e nemmeno uno scontro tra di noi. E' stata una decisione che ho preso io, e la ragione principale è che ho sempre voluto stare con mio figlio; non volevo essere lontano e sentirmi dire da mia moglie, parlando al telefono in hotel "Ha fatto i primi passi oggi", oppure "Oggi ha detto le sue prime parole", perdere quei momenti mi avrebbe ucciso. Questi sono momenti preziosi nella vita di tutti, non solo per me, ma anche per mio figlio. Mi son sempre detto "Quando questo succederà, voglio essere a casa" e l'unico modo per garantirlo era lasciare la band, almeno fino a quando non avrei stabilito un buon legame con mio figlio, cosa che sono riuscito a fare. Adesso ha 4 anni, capisce cosa fa suo padre per vivere, sa che sono un cantante, conosce il nome della band, conosce la musica, e sa anche che alle volte devo andare via per lavorare, quindi lo accetta. E' stata una cosa totalmente personale e non ha niente a che vedere con problemi personali o divergenze musicali.


Cosa hai fatto esattamente in questi quattro anni dopo aver lasciato la band?


Per lo più ho aiutato mia moglie nel crescere nostro figlio nel miglior modo possibile, e l'ho aiutata anche perchè ha avuto problemi di salute, quindi è stato un bene che ci fossi. Ho fatto progetti sempre legati alla musica, ho cantato in un'orchestra, un'orchestra rock in Germania, ho cantato anche con una band, che ha fatto versioni swing di canzoni di grandi band. E' stato molto interessante, ho suonato con un chitarrista di una band tedesca di nome Pur, conoscerai il nome, è una band pop enorme, Rudi Buttas è uno dei chitarristi che suona nella canzone in cui canto e ha voluto fare un po' di show e mi ha invitato a fare cinque o sei spettacoli con loro. Però non andavo in giro per tre o quattro mesi, stavo via per i weekend, tornavo e magari ripartivo per altri cinque giorni.


Nella mia ultima intervista con Jim Gilmour, tre anni fa, gli ho chiesto qualcosa riguardo "The Human Condition" e Jim ha detto che è il miglior album mai fatto fino ad ora dai Saga. Non ho la stessa opinione, e tu?


(ride ndg) Penso sia un lavoro molto potente, non è un album tipico dei Saga, ovviamente la voce di Rob è diversa, è un grande cantante, ma diverso rispetto a me. Penso che le opinioni negative salterebbero fuori solo da parte delle persone che conoscono a fondo la musica dei Saga e direbbero che non è un album con le sonorità tipiche dei Saga. Ci sono elementi che sono tipici, ma senza la voce e alcuni elementi nel songwriting; non è un album tipico per me.


saga_sadler_intervista.Andiamo al presente della band. "20 / 20" è un bel disco con diverse killer track. Quando l'avete composto?


E' curioso perchè son tornato nel 2011 e gli altri avevano iniziato a scrivere il nuovo materiale prima della decisione di tornare, quindi quando la notizia che sarei tornato è stata resa ufficiale, l'album era praticamente scritto, cosa abbastanza strana per me, perchè ho sempre messo le mani nel processo di songwriting, quindi all'inizio è stato un po' difficile abituarsi perchè non potevo cambiare nulla, quando mi hanno dato l'album le parti strumentali erano state già registrate, quindi avevo quei momenti in cui dicevo "Ah, quello avrebbe dovuto avere una tonalità differente", cose così. Perciò, ho dovuto lavorare su quello che mi avevano dato, era un ruolo diverso rispetto a quello che avevo in passato, sono stato soltanto il vocalist. La cosa bella è stato quando ho dovuto registrare la voce era come fare un karaoke sulle tracce dei Saga, perchè stavo cantando su tracce praticamente concluse; di solito un cantante registra su basi ancora da rifinire, ma per me è stato meraviglioso mettere le cuffie e cantare su queste tracce pressoché pronte. Ho fatto tutto con un ingegnere a Los Angeles ed era la prima volta con i Saga senza Jim che mi gridava dall'altra parte del vetro nella stanza di controllo, quindi c'era una dinamica totalmente differente tra me e il tecnico del suono, ho dovuto imparare alcune cose da lui ed è stata una grande occasione per imparare. Ho avuto modo di provare un po' di cose nuove. E' stato però un po' frustrante da un punto di vista musicale, perchè non ho potuto cambiare nulla ma le canzoni erano già molto solide al momento dell'ascolto. La mia prima impressione quando l'ho ascoltato il disco per la prima volta è che mi è sembrato vintage ma non fuori moda, era fresco e nuovo, aveva tutti gli elementi che creavano il sound classico, era un album che suonava bene, tornava al sound originario, ma con le caratteristiche del 2012, ed è stato divertente da cantare.


Il nuovo nato è un album dolce, orientato verso le tastiere e prog rock contemporaneo. Ma cambiamo argomento: che opinione hai della scena contemporanea del prog rock?


Mettiamola così: il vero barometro di dove è posizionato il prog ora, sta iniziando ad uscire dallo status underground, e la prova di questo è quando vai su Amazon e guardi i generi musicali: tra la musica country, pop, r'n'b, rap c'è ora il genere prog, quindi è stato riconosciuto come un genere legittimo agli occhi del pubblico. Quando dicevamo la parola prog ad alcune persone queste dicevano "Ma non è quel tipo di musica strana?". Più e più persone capiscono che cosa sia il prog e onestamente, la parola progressive vuol dire andare avanti, non è una brutta parola, non deve essere necessariamente strana, è diversa, è una cosa positiva. Se suoni qualcosa per qualcuno e non gli dici che è prog, loro ti dicono che l'apprezzano e quando gli dici che è prog, ti risponderanno "Ho sempre pensato di odiare il prog, ma non gli avevo mai dato una possibilità!". C'è una teoria per cui ci sono 50 minuti di passaggi, tre righe di testo ed il resto è solo musica; dove ci sono i testi in genere nel prog puro sono testi fantasy. Penso che con i Saga sia diverso, non li considero prog nel senso vero della parola, ma una buona band rock con influenze e tendenze prog. Ovviamente le influenze son molte, abbiamo molte tastiere, ma ci sono più influenze rock che prog. Tornando alla tua domanda, per quello che riguarda lo stato del prog di oggi, lo trovo più sbloccato, la gente che lo suona lo capisce, ci sono più influenze rock oggi, ed è un bene, perchè potrebbe attirare più persone nel genere.


Voi ragazzi siete diventati un punto di riferimento per le band più giovani, come i Rush ad esempio. Siete totalemente soddisfatti della vostra carriera?


Non penso che tutti siano totalmente soddisfatti, io sono abbastanza soddisfatto per il fatto che siamo durati 35 anni, e questo è anche un tributo ai fan che ci hanno tenuto uniti. Naturalmente se guardo indietro ci sono cose che avrei fatto in modo diverso, ma non credo nei rimorsi, impari dai tuoi errori, è sbagliato crogiolarsi nel passato dicendo " Avrei dovuto fare questo o quello", beh, no! Credo che le cose accadano per una ragione, devi fare errori nella tua vita. Come ho detto ci sono cose che avrei fatto in modo diverso, ma se le avessi fatte in modo diverso forse non saremmo dove siamo ora.


Il primo show che hai fatto con i Saga da quando hai annunciato il tuo ritorno è stato alle Cascate del Niagara. Puoi dirci qualcosa su questo evento storico? Avete registrato un cd, un DVD o un BluRay?


No, ma quello show è stato il primo dopo la mia assenza, e c'era un certo nervosismo. Ma sai una cosa? Quando siamo andati sul palco, le luci si sono accese e abbiamo iniziato a suonare la prima canzone, mi è sembrato che avessimo avuto una pausa di sole due settimane, e che stessimo continuando da dove avevamo lasciato, e l'energia era più forte dopo tanto tempo. Ci stavamo divertendo, stavamo sorridendo al pubblico e loro lo sentivano, era rassicurante. La passione era ancora lì ed era quello che speravo.

 

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Per quanto riguarda i concerti Michael, qui in Italia la gente continua a chiederci quando suonerete nel nostro paese, ma non abbiamo notizie al riguardo. Puoi dirmi se avete in programma di venire qui presto?


Non posso dire la parola presto, ma decisamente è una cosa che mi interessa, visto che continuiamo a venire in Europa, ma non in Italia e non riesco a capirne il motivo. Forse dobbiamo cercare dei promoter che vogliano promuoverci. So che ci sono fan in Italia, in Spagna e in Portogallo e non c'è ragione per cui, se andiamo in Europa, suoniamo solo in Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Olanda e poi torniamo a casa. L'Italia è lì, quindi presumo ci siano questioni interne, questioni di business, ma sto facendo pressione ai promoter che abbiamo usato per i nostri spettacoli tedeschi riguardo al fatto che dovremmo decisamente venire. Non è previsto per un tour autunnale, ma se non è nel 2012, penso fermamente che sarà nella prima parte del 2013. Dobbiamo suonare in Italia.


Insomma questo business sempre di mezzo...


Lo so, ma non dipende da noi: noi siamo gli artisti e dobbiamo solo portare la musica sul palco, non stare al telefono e svolgere le cose dietro le quinte, questo è compito dei promoter locali.


Quello che voglio dirti è che comunque l'Italia vi apprezza.


Grazie mille, e vorrei ricambiare l'amore, salire sul palco e ringraziare la gente italiana per il suo supporto. Voglio scusarmi con il paese intero per non esserci stati per molto tempo.


Ok, grazie mille per l'intervista Michael, vuoi lasciare un messaggio a tutti i fan italiani e agli utenti di SpazioRock prima di lasciarti?


Sappiamo che ci siete, e ci scusiamo per non essere venuti per molto tempo. Non vedo l'ora di risolvere i problemi e di venire in Italia il prima possibile e ricambiare l'affetto.




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