Jethro Tull (Ian Anderson)
Abbiamo intervistato Ian Anderson dei Jethro Tull sul perché solo ora il mondo sia pronto per qualcosa che possa essere fieramente definito un concept album di progressive rock, e perché i dischi su vinile siano "uno schifo assoluto".
Articolo a cura di SpazioRock - Pubblicata in data: 02/04/12

I Jethro Tull hanno annunciato il seguito della loro pietra miliare del 1972 "Thick As A Brick". All'epoca furono piuttosto colpiti dal fatto che il predecessore "Aqualung" venne presentato come uno di quei temuti concept album. Non dimentichiamo che quelli erano i giorni di Mike Oldfield, o peggio ancora di Bo Hansen che stava facendosi una sua idea su Il Signore Degli Anelli. Anziché essere sulla difensiva a riguardo, la risposta di Ian Anderson fu: "Vogliono un concept album? E allora lo avranno", e uscì con "Thick As A Brick", la presunta storia di Gerald Bostock, un bambino di dieci anni, colto ad imbrogliare durante un concorso di poesia. Sebbene divisa sui due lati, quella era una singola traccia. Mentre molti avrebbero potuto stroncarlo, TAAB scalò le classifiche, dando prova della supremazia del Rock Progressive britannico. Tull ed Anderson, mentre venivano solcati dalle rughe, e mentre le mode arrivavano e passavano, hanno venduto oltre 60 milioni di album nel giro di 40 anni. E così è accaduto che Anderson ha deciso di realizzare un seguito, Thick As A Brick 2, dove esamina le possibili strade che quel bambino di dieci anni avrebbe potuto intraprendere. È un concept audace, ma Ian è convinto che funzionerà. Il nuovo album uscirà ad aprile e la band andrà in tour, durante il quale suoneranno entrambi gli album nella loro interezza.


Ciao Ian, come stai? Immagino tu sia piuttosto impegnato.


Si, è uno di quei giorni dove ho una quantità spaventosa di promozione e devo ancora andare a fare la valigetta per un viaggio in Germania domani per fare qualche servizio, poi la notte successiva le prove per uno show che terrò venerdì con un'intera orchestra sinfonica. Quindi, si, penso di essere impegnato.


Puoi parlarmi del concept album? Da quel che ho letto penso di non sbagliare chiamandolo in questo modo.


Hai perfettamente ragione. Apparentemente questa non è una cosa che possa entusiasmare, l'idea di un concept album di progressive rock nel 2012. Molte persone potrebbero pensare che questa sia proprio una bella mossa suicida da fare, tuttavia sono stato in giro per il mondo nei due anni passati, ed ho notato che c'è una nuova ondata d'interesse. È soprattutto evidente nel pubblico più giovane, persone nel pieno della loro adolescenza e nei ventenni in particolare nei Paesi latini, Sud America, Italia e Spagna e altri, dove le persone stanno riscoprendo il progressive rock se hanno un'età superiore ai 40 o 50, o stanno scoprendolo per la prima volta se sono nella loro adolescenza. Vi è certamente un movimento, un qualcosa di frizzante, e penso che anche le compagnie discografiche che hanno un vasto catalogo di questo genere hanno capito che c'è qualcosa da poter provare e sviluppare. Negli ultimi 10 anni ci sono state un certo numero di band di una certa importanza che sono un po' più nelle corde del progressive rock o del prog metal e che probabilmente hanno sorpreso la gente per le buone vendite di dischi o di biglietti di concerti, anche in questo mondo di notevole calo di vendite di dischi fisici. Quindi si, in qualche modo, non è esattamente una scommessa sicura, ma è di certo una scommessa migliore di quella che si sarebbe potuta attuare un paio di anni fa.


Mi trovi in buona parte d'accordo. In realtà io non sono lontano dal periodo di Gerald, quindi ho vissuto in pieno l'intera faccenda vedendo gruppi come voi, Pink Floyd, e la successiva ondata dove eravamo tutti vestiti con sacchi della spazzatura e spille da balia. Poi negli ultimi due anni c'è stata una riscoperta di quello che può esser definito progressive. Ancora oggi ascolto giovani gruppi musicali degli Stati occidentali che si meritano un qualche riconoscimento. Ma perché proprio ora?


iananderson_intervista_2012_02Questo ha a che fare principalmente con la ferma intenzione di essere contro l'idea di qualsiasi seguito, remake o roba simile, e poi vedersi chiedere diverse volte negli anni dalle persone delle compagnie discografiche di dare un seguito a "Thick As A Brick" o a "Aqualung". In nessun modo volevo tornare indietro ed avere una sorta di nostalgica nuova versione di qualcosa che dovrebbe essere rispettosamente lasciata così com'è. Ma la cosa che ha cambiato questo è avvenuta probabilmente tra la fine del 2012 e l'inizio del 2011, in risposta alla domanda "Mi chiedo: cosa avrebbe fatto Gerald Bostock oggi? Conosci il personaggio di questo bambino che probabilmente ha scritto i versi? Come potrebbe essere oggi il St Cleve Chronicle? Come potrebbe essere la prima pagina?” Queste domande hanno iniziato a spingermi nella direzione di fornire una risposta sotto forma di una parte del concept piuttosto dettagliata che possa far vedere alcuni degli esiti della vita di Gerald Bostock. Naturalmente nel fare ciò io avrei preso alcuni momenti della mia stessa vita ed alcuni riferimenti dalle cose che che conosco, o tramite altre persone o le mie esperienze, ed inventare il resto. Il St. Cleve Chronicle ora è una rivista parrocchiale online, che è effettivamente la realtà per molte delle comunità rurali del Regno Unito che hanno un sito internet per il loro villaggio. È una cosa piuttosto provinciale ed amatoriale nella maggior parte dei casi. Ho cercato di catturare questo spirito, senza far sembrare StCleve.com un sito gestito da dei webmaster professionisti. Ha un po' l'aspetto di un lavoro fatto in casa. Così, mentre questo ha un aspetto così ed il contenuto come se fosse stato fatto dai professionisti, questo non sembra realizzato da professionisti dei media in progettazione di siti web, perché semplicemente non sarebbe stato credibile. Ho quindi provato a seguire l'esempio di alcune cose che ho trovato online, e allo stesso tempo sulla homepage ho cercato di mantenere qualche richiamo con l'album originale. È una via di mezzo, brillante e professionale, ma anche un po' dilettantesco. Penso che sia importante trovare quella sfumatura che è da qualche parte nel mezzo, ed è quello che abbiamo anche cercato di attuare sul palco. Ci sarà una certa componente teatrale, visiva, ma non voglio farlo sembrare troppo come uno spettacolo di Madonna o Lady Gaga. Non vuole guardare al mondo dello spettacolo, vuole piuttosto apparire come una versione un po' più brillante di ciò che si potrebbe trovare in una qualsiasi sala comunale.


Ho davvero apprezzato il tuo approfondimento riguardo il sito di St. Cleve. Ha una certa ridondanza  esattamente come quando ero solito lavorare per un giornale locale che da tempo è passato online. Ho ragione quando penso che allora si tratta di un po' di probabili esiti dell'anziano Gerald odierno? Noto che c'è una storia sul St. Cleve dove lui è attualmente un deputato laburista e che ha comprato una casa da un milione di sterline nel villaggio. Ma ci sono altri possibili esiti per lui?


Ho dovuto pensare ad alcune possibilità che le varie divergenze avrebbero potuto verificarsi nella vita di una persona giovane. Il mio primo pensiero è stato che uno studente giovane e precoce con una certa abilità con le parole sarebbe potuto diventare un politico. Ma questo era fin troppo ovvio e non ho pensato di raccontarlo in una canzone, quanto piuttosto di tenerlo per la copertina dell'album. Così ho scelto un “fat cat”, un banchiere che investe in borsa, ho scelto un ex militare coinvolto nel rimpatrio dei morti e dei feriti dalle nostre missioni in Afghanistan ed in Iraq. Ho scelto l'evangelista scomunicato e corrotto. Tuttavia ho anche scelto Gerald come un uomo normale, senza grandi ambizioni od intenzioni nobili, un uomo che aveva scelto una vita tranquilla e pacifica, con tutte le cose che la maggior parte delle persone sono felici di accettare come il proprio destino. Questo in un certo senso è piuttosto un sentimento positivo che ho provato ad invocare. Che non c'è nulla di male, nessun senso di perdita, nessuna mancanza di rispetto, nulla di sbagliato nel non avere alte aspettative nella vita. Sai, la scelta di godersi la vita, possibilmente in compagnia di qualcuno che si ha a cuore, e fare cose ordinarie, ed avere degli hobby piuttosto comuni e magari un po' noiosi. Non c'è nulla di male in questo, alcuni di noi hanno avuto la possibilità di farlo, tuttavia il mondo sarebbe un posto troppo impegnativo se fossimo tutti Tony Blair. Ho voluto dare un'occhiata a tutte queste cose differenti, suppongo per cercare di dimostrare che ci sono quei momenti cruciali della nostra vita, o quando è necessario prendere decisioni che influenzeranno il resto della propria vita, o semplicemente le cose che intervengono... eventi casuali che incontri in un modo o nell'altro. Per i più giovani che si trovano ad affrontare quei momenti, magari durante l'adolescenza, è bene dare un piccolo pensiero che permetterà loro di prendere decisioni che determineranno davvero ciò che accadrà da qui in futuro. Può essere buono e può essere cattivo. Per le persone che guardano alla loro vita passata questo potrebbe essere un modo di pensare “Grazie al cielo io non ho fatto quella determinata cosa”, o forse con nostalgia potrebbe pensare “Vorrei aver frequentato l'Università” o cose del genere. Non c'è nulla di male nell'essere un po' riflessivi in età avanzata. Sono felice di essere una di quelle persone per le quali la vita è andata abbastanza bene, ma posso tornare a riflettere su alcuni momenti della mia vita in cui avrei potuto benissimo prendere una decisione diversa, od essere influenzato da qualcosa accaduto a me e prendere una strada diversa. Mi sento un privilegiato, ma so che molte altre persone potrebbero provare un senso di rimpianto. Credo che siano tutte cose che valgano la pena di esser esplorate, soprattutto in un contesto in cui ci possa essere qualcosa come il destino od il karma di ognuno di noi che comunque ha già deciso cosa faremo nella vita, praticamente indipendentemente da quello che potrebbe accadere nel frattempo. Io non credo in questo, ma penso che possa essere una cosa interessante se vista da un punto di vista, diciamo, intellettuale.


Interessante. Ho una teoria: si hanno maggiori probabilità di rimpiangere le cose che abbiamo scelto di non fare e meno probabilità di rimpiangere le cose che si è scelto invece di provare ed attuare. Ma andiamo avanti. Non so nulla della tua vita personale, tranne che tu segui uno stile di vita piuttosto rurale. Mi chiedevo: il provincialismo di St. Cleve in qualche modo riflette la tua esperienza di questo stile di vita contadino?


Beh, certamente sarei un po' presuntuoso nel presentare l'idea, anche se è un po' una parodia della vita provinciale in campagna. Poi si, ovvio che sono piuttosto qualificato per parlare di questo, ma non vuol dire che ne sto esaltando le virtù, ed in effetti da un lato potrebbe sembrare una presa in giro. Penso comunque che lo spirito di comunità è ancora oggi vivo e vegeto. Semplicemente non ci si incontra più un chiesa la domenica. Penso che Facebook, Twitter e le email diano più possibilità per comunicare. Non credo che i vicini chiacchierino necessariamente vicino le recinzioni dei giardini oggigiorno. Penso che anche se vivono a 20 metri chiacchierino più probabilmente via mail o su Facebook. Questo potrebbe sembrare una cosa brutta, ma dall'altro lato fa aprire e sradica alcuni dei confini geografici di quella che è tradizionalmente considerata una comunità. Da questo punto di vista, come osservatore, sto cercando di rimanere al passo del cambiamento tecnologico e della cultura cangiante, anche nel contesto di qualcosa che sembrerebbe molto più tradizionale e molto più conservatore. Conservatore con la “c” minuscola, non dal punto di vista politico.


Sono sicuro che tu abbia ragione.


Sono sicuro che ci sono lettori del The Guardian nel paese dove vivo. Beh, forse uno o due...


Sono sicuro che sono ovunque. So che stai rimasterizzando l'originale “Thick As A Brick”.


È già stato rimasterizzato alla fine dell'estate scorsa. Entrambi TAAB1 e TAAB2 saranno presentati in un'edizione in vinile alla fine dell'anno. Uno dei miei prossimi lavoretti nelle prossime due o tre settimane sarà andare a controllare il taglio del vinile di “Thick As A Brick 2”, il quale sta un po' testando il sistema. Il procedimento è piuttosto lungo, dato che verrà tagliato col rame piuttosto che col tradizionale acetato. La fabbricazione da un metallo duro è un po' più stabile rispetto alla tradizionale lacca morbida che deve andare direttamente allo stabilimento il giorno dopo, altrimenti inizia a flettersi letteralmente a causa del suo stesso peso.

 

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Quindi tu sei un po' quel tipo di “persona analogica”? Ti piace l'idea del vinile in questi giorni?


È esclusivamente per realizzare i desideri di quelle persone che si sbagliano pensando che il vinile suoni bene. Fa schifo, è sempre stato uno schifo. Non ho assolutamente alcuna intenzione di comprarmi un giradischi. Ho ancora un po' di apparecchi ad alta fedeltà analogici, ma non sono più usciti dalla teca negli ultimi 30 anni, onestamente. Da quando sono comparsi i formati digitali, tutto è andato ovviamente molto meglio. Anche per chi denigra la qualità del CD, questo ha inequivocabilmente una gamma dinamica migliore, un rumore di fondo migliore. Ogni suo singolo aspetto è di gran lunga superiore al vecchio vinile. Chiunque pensi che il vinile abbia questa qualità speciale, beh, non hanno vissuto le ore della depressione che ho avuto io, quei giorni interminabili impegnato negli studi di taglio, cercando di ottenere ciò che tu stesso hai creato in studio per settimane o mesi su un pezzo di plastica nera, sul quale tu stai graffiando un solco con una puntina di nylon per creare il master. Davvero, si incontra solo una marea di compromessi per registrare su vinile, e semplicemente non è passatempo divertente. Gran parte dei vecchi ingegneri di taglio ora sono morti e sepolti. Ci sono pochi posti che ancora tagliano il vinile e pochissimi ingegneri che sanno come farlo. Dobbiamo accettare che ci sono quelle persone cui piace davvero quella roba. Credo che sia per la sua fisicità. Avrei dubbi sul fatto che la maggior parte delle persone lo farebbe suonare, e se vogliono, sarà solo per una volta o due, perché saranno di certo consapevoli che più lo si suona, e peggio suonerà le volte successive.


Devo ammettere che stai parlando con uno così. Si, è bello avere un bel pezzo di vinile, ma ringrazio il cielo quando ho un codice per il download.


È così, questa è la realtà. Puoi avere la tua cosa fisica e metterlo nel tuo scaffale, ma quando si tratta di comodità d'ascolto, va anche bene, e certe volte meglio, un mp3 di qualità alta, e figuriamoci la qualità a16 bit del CD. Nell'edizione speciale del nostro nuovo album è disponibile una versione a 24 bit ed il supporto al 5.1 surround. In questo modo c'è la possibilità di sentire esattamente quello che stava uscendo dallo studio. Penso che sia un regalo importante per il pubblico, dato che con un computer moderno è possibile riprodurre l'audio a 24 bit senza problemi. Questo, oltre a dei buoni altoparlanti o a delle buone cuffie, e sei a posto, ascolti esattamente quello che ho sentito io in studio.


E con queste riflessioni sulla vita, sulle scelte che facciamo, le qualità delle registrazioni di plastica, abbiamo concluso la giornata. Avrei voluto sapere molto di più, ma quel volo per la Germania non avrebbe aspettato nessuno.


Mike Hughes (courtesy of Sonic Shocks)




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