Unisonic (Michael Kiske)
Erano in pochi a sperare in un ritorno di Michael Kiske sulle scene fino a pochi anni fa. Archiviato positivamente il tour con Avantasia, l'ugola d'oro degli Helloween di "Keeper Of The Seven Keys" torna con un progetto nuovo di zecca denominato Unisonic, accompagnato da un manipolo di musicisti esperti e, udite udite, dal suo vecchio compagno d'avventure Mr. Kai Hansen. In attesa di raccontarvi uno dei ritorni più attesi dell'anno abbiamo raggiunto in esclusiva il singer tedesco che, da personaggio controverso qual'è, ci ha regalato un'intervista tutt'altro che banale, ben al di fuori dei soliti canoni promozionali sul disco in uscita...
Articolo a cura di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 20/03/12
Ciao Michael, come stai? Che tempo fa ad Amburgo? Spero meglio che qui!

Al momento bene grazie, temevo che continuasse a piovere ma adesso il tempo è bello, non fa molto caldo ma c’è il sole, cosa piuttosto rara ad Amburgo!

Passiamo alla musica… ascoltando il disco si capisce che Unisonic non è l’ennesimo supergruppo ma una vera e propria band in cui sono ben evidenti le influenze dei singoli musicisti…

E’ giusto, questa è a tutti gli effetti una vera band e lo dimostra il fatto che abbiamo lavorato sul materiale del disco tutti assieme, vogliamo essere una band con un’ampia possibilità di scelta, non ho paura di suonare metal ma neppure di prendere una direzione differente se mi va di farlo, no?

Molte persone, me incluso, si aspettavano una sorta di ritorno al passato in termini musicali, mentre invece non è così…

No, non è mai un bene tornare al passato. E’curioso sai e non accade solo nella scena metal, succede un pò ovunque, quando tiri fuori un disco di successo per qualche strana ragione la gente si aspetta che tu lo riproponga all’infinito. Lo trovo bizzarro e non capisco perché la gente pensi che sia una buona idea, non sarebbe onesto e alla fine tutto suonerebbe un po’ finto. E’ curioso se pensi per un attimo agli Helloween, voglio dire, non lo abbiamo mai fatto, se compari “Walls Of Jericho” e “Keeper I” hai due lavori completamente differenti, se prendi “Keeper I” e “Keeper II” è la stessa cosa, e anche quando Kai ha lasciato la band dopo quel disco beh, il lavoro successivo suonava ancora diverso; non stiamo cercando di copiare i due Keeper, né tantomeno di suonare come gli Helloween o di copiare il passato, noi cerchiamo di fare del nostro meglio,  suoniamo come ci pare e piace ma allo stesso tempo non proveremo nemmeno a replicare i due Keepers. Se c’è qualcuno che se lo aspetta, lasciamelo dire, allora pensa in modo piuttosto infantile.

In “Unisonic” pare di sentire anche le influenze dei tuoi progetti più recenti, da Place Vendome a Kiske-Somerville…

Non la vedo così, ovviamente tutte le esperienze passate entrano in qualche modo in quel che fai, ma le uniche somiglianze con Place Vendome sono la mia voce e il songwriting di Dennis, mentre Kai e Mandy non hanno avuto niente a che fare con quel progetto, loro hanno il loro stile personale, capisci quello che intendo dire? Kai ha avuto invece un’influenza enorme sul songwriting di Unisonic dato che ha composto circa metà delle canzoni presenti sull’album, mentre Kosta non ha composto niente…sì, il disco suona molto melodico e credo sia una gran cosa, non trovi?

State avendo un tour promozionale molto intenso, riflette le aspettative che avete sul nuovo disco?
 
E’ andato ben oltre le mie aspettative! Fino ad ora le persone con cui abbiamo parlato sono tutte al settimo cielo, ad eccezione di quelli che non comprendono bene il concetto di fare arte ed hanno una strana concezione del mestiere di musicista; loro sono gli unici che si sono lamentati, noi non facciamo musica per compiacere qualcuno, se non noi stessi, abbiamo il dovere di scrivere musica in cui crediamo, di suonare canzoni emozionanti, non puoi scrivere musica per i critici o per il mercato, per quanto tu possa rievocare il tuo sound classico...penso anche all’influenza di Kai sul processo di songwriting, quando canto le sue canzoni suona sempre come il vecchio materiale, beh, è inevitabile ma non necessariamente significa copiare quello stile…

C’è un motivo particolare che ti ha portato a scegliere musicisti d’esperienza per Unisonic piuttosto che, ad esempio, musicisti più giovani?

No, è successo e basta. Quando Dennis e Kosta (Dennis Ward e Kosta Zafiriou, bassista e batterista n.d.r.) mi hanno contattato con quest’idea di metter su una band, Dennis aveva già in mente di chiamare Mandy Meyer come secondo chitarrista, mentre fra me e Kai tutto è nato durante il tour di Avantasia, penso sia una gran cosa il fatto che non badiamo molto all’anagrafe…domanda divertente…

Ho avuto modo di vederti recentemente on stage, il tuo modo di muoverti sul palco è cambiato parecchio rispetto agli inizi della tua carriera; hai provato una sorta di “paura del palcoscenico” ?

Per niente…sono solo cambiato, ho vent’anni di più, capisci cosa intendo?

Che effetto ti ha fatto tornare sulle scene a tempo pieno?

Fino ad ora tutto bene! E’ davvero speciale, come dicevo prima le cose stanno andando alla grande e non vedo l’ora di entrare nel pieno delle attività di quest’anno…solo un secondo, mi stanno suonando alla porta, torno fra un minuto…
(Michael si assenta per un minuto abbondante, n.d.r.) 

kiskehansen_600_01 Eccomi qui, dove eravamo rimasti?

Dicevamo…qual’è il tuo stato d’animo attuale nei confronti della scena metal?

All’inizio avevo un po’ paura…sai, la scena è diversa di paese in paese…in Germania la cosa si è fatta un pò noiosa…voglio dire, è diventato qualcosa che non riguarda più l’arte o l’essere creativi, la scena è proprio di mentalità ristretta…un tempo era diverso e quando si ha a che fare con la stampa la cosa assume connotati decisamente antiartistici. Buona parte delle discussioni verte sulle aspettative deluse nei confronti di una band che suona totalmente diversa rispetto a vent’anni prima, io non manco mai di ribadirlo, quello che vi aspettate è sbagliato e non dovrebbe mai essere così  ma molti la pensano in tal senso, in questo modo tu uccidi la creatività perché una band che viene criticata solo per il fatto di suonare cose diverse dal solito smette di essere creativa; molte bands finiscono per diventare come fantocci schiavi del loro passato, limitandosi a riprodurre dischi che hanno venduto un sacco, il che equivale a svendersi, ed è quello che normalmente accade. Quando una band raggiunge il successo cerca di ripetere la stessa cosa all’infinito, succede nel pop come nel metal. Ecco, io trovo tutto questo molto noioso. Quando ho iniziato ad ascoltare metal, erano gli anni migliori di Iron Maiden e Judas Priest, queste bands riuscivano sempre a sorprenderci con idee nuove, soprattutto i Judas mi piacciono ancora oggi per la loro creatività, tentano sempre di reinventarsi in qualche modo beh, tutto questo era molto eccitante, ma oggi non è più così e tutto suona estremamente noioso, ragion per cui prediligo ascoltare vecchi dischi, mediamente più genuini e stimolanti all’ascolto. Per quanto riguarda l’audience le cose vanno un po’ meglio, quando sono tornato on stage nel 2010 non sapevo cosa aspettarmi, dopo il periodo con gli Helloween non ho avuto belle esperienze con la scena metal, quando Kai era nella band ho passato grandi momenti, ma quando se n’è andato la situazione è cambiata, tutto è diventato negativo e frustrante, da lì ho deciso di lasciare la band, avevo una visione troppo negativa della cosa, non mi divertivo più a fare musica e non ne ho fatta per anni, ho cercato di fare dei dischi solisti con grande difficoltà e nel frattempo mi stavo interessando ad altre cose, avevo collezionato troppe e troppo grandi delusioni nel music business…non sapevo cosa attendermi quando sono salito sul palco dello Sweden Rock e durante le signing sessions, lì il pubblico mi ha colpito in maniera estremamente positiva, erano tutti così premurosi ed esaltati…quell’esperienza ha avuto un impatto positivo su di me perché se non ti piace quello che stai facendo non puoi pensare di farlo a lungo. Sono le stesse sensazioni che ho provato quando sono andato in tour con Avantasia.
Se parliamo invece di cultura, creatività e ruolo dei media resto ancora molto scettico e credo sia necessaria una sorta di rivoluzione artistica affinchè il metal torni ad avere un ruolo rilevante nell’industria discografica e un impatto considerevole sul mercato. Quando ero nel pieno della mia “fase metal”, mi riferisco agli anni Ottanta e Novanta, ma soprattutto agli anni Ottanta, il metal era un genere davvero innovativo e spopolava nelle classifiche, ricordo che quando ho sentito in radio per la prima volta “Run To The Hills” ho pensato: “ Wow, questo è davvero grande! ”, voglio dire, la scena intera era innovativa e si poteva davvero respirare quel grande spirito rock n’roll…oggi leggo sui magazines specializzati di bands piene di ideali del cazzo, tutte impegnate a glorificare il male, il satanismo e tutta quella merda, a raccontarci di quanto odiano l’umanità beh, io detesto questa roba. Io credo nelle brave persone e nell’amicizia, credo in parole come amore, fiducia ed onestà, credo nei veri ideali e non nell’egoismo, ok, credo nella personalità ma molti di quegli ideali confondono la personalità con l’egoismo, quelle persone in realtà pensano solo al loro ego e non gli importa di nient’altro se non che di loro stessi. Qualcuno addirittura si fa vanto di non provare niente per nessuno e di trarre grande forza da ciò, il che è una stronzata bella e buona, se non provi niente non provi niente e basta, al massimo resti una persona dal cuore fragile…mi sono sempre piaciute quelle bands che vedono le situazioni in maniera positiva, questo amavo degli Helloween, avevamo uno spiccato senso dell’humour e un approccio positivo alla vita, ce lo avevamo sui Keepers e vorrei mantenere quell’approccio anche con gli Unisonic. Ovviamente non parlo in generale, non posso esprimere un parere sull’intera scena metal, parlo di quella tedesca perché è quella che conosco meglio…tutti scuri in faccia, tutti che vestono di nero, beh sono cose che non mi piacciono, spero davvero in una sorta di rinascita creativa della scena metal con più messaggi positivi, non quelle stronzate sataniste che esaltano il male. Proprio non capisco come si possa credere in ideali di quel tipo! Tu sai che io sono tedesco, circa ottant’anni fa in questo paese hanno comandato persone che avevano quegli stessi ideali, mi riferisco ai nazisti ovviamente, e guarda cosa ci hanno lasciato…non voglio più avere a che fare con quello schifo, né con la musica né altrove.

Pensi che questa rivoluzione possa partire dai festivals che spopolano in Germania? Voglio dire, questo miscuglio di stili diversi credi possa avere effetti positivi sulla scena?

I festival sono un’ottima cosa quando c’è una certa varietà comunque sì, mi piacciono i festivals ma c’è di più, i fans devono allargare i propri orizzonti musicali, è una cosa importante, tu non puoi pretendere che una band faccia un album che non vuole fare, non puoi volerlo, ricordo quando ho scoperto molte delle bands che ascolto ancora oggi, dapprima non mi piacevano e mi ci sono voluti un po’ di ascolti, poi sono letteralmente entrato dentro i loro dischi, li ho sviscerati e capiti e oggi li adoro ancora di più! Se vogliamo davvero far passare il concetto di cultura musicale dobbiamo aprirci alle novità piuttosto che continuare ad aspettarsi il passato che si ripropone, bands che fanno le stesse cose di sempre non portano la musica da nessuna parte, è un fatto che uccide la creatività e la musica intesa come fatto culturale, tanto quanto il business. Nel metal spesso le bands si dichiarano fedeli ai loro fans, fa sempre un certo effetto sbandierare queste cose ma la realtà è che sono fedeli al denaro che i loro fans spendono per comprare i loro dischi, ecco perché fanno lo stesso disco all’infinito. Questo è business e non ha niente a che fare con la fedeltà verso i fans. Il meglio che puoi fare per loro è dargli una canzone sincera, un disco sincero, qualcosa che abbia davvero un significato per te, qualcosa che davvero ami, questo è il meglio che puoi fare. Questo è essere leale verso i propri fans, dare loro un pezzo di musica vera. Non trovi???

Assolutamente Michael. Stai parlando con uno che passa dagli Amorphis a Bruce Springsteen. Ti lascio immaginare i commenti di certa gente…
 
E’esatto, non mi importa dello stile, tutto ciò che mi dà emozioni e mi scuote l’anima per me è grande e non importa se si tratta di pop o rock. Perché non può esistere un musicista pop o country onesto? Se quello è cresciuto con la country music, è la musica che ama e scrive una canzone sincera beh, questa per me è arte!
E’ molto bello quello che hai detto perché è una di quelle cose che non ho mai capito… anche durante il mio periodo hard & heavy, avrò avuto circa sedici anni, assieme ai Judas Priest, Black Sabbath e i primi Metallica ascoltavo un sacco di cose completamente differenti, da Elvis a Kate Bush e gli U2 ed era tutto così bello, mentre limitarti all’ascolto di un solo genere sai cos’è? E’ una sorta di estremismo, la gente che si comporta così pensa che tutti quelli che non condividono i loro gusti siano sbagliati, è un fatto disarmante e non è niente altro che una mentalità fascista perché certe persone neppure ci provano ad aprirsi ad altre possibilità. Quello che abbiamo in Germania è una mentalità del tipo “noi siamo la Germania, rappresentiamo la verità e siamo meglio del resto del mondo”. Certa gente ha una visione davvero fascista delle cose; che si parli della propria nazione, razza, musica o dei propri gusti in senso generale non ha rilevanza, è un concetto portato all’estremo e non è nient’altro che fascismo, solo in una forma differente. Isolarsi dal resto del mondo dicendo “noi siamo la verità e voi fate schifo” senza neppure provare a comprendere le ragioni degli altri è una forma di fascismo bella e buona. Se credi solo nel tuo ego e non ti importa di chi ti sta accanto e non lo rispetti proprio come questa persona fa con te è puro fascismo individuale. Non dico che tutto deve essere bello per forza o che dobbiamo essere d’accordo su tutto ma è qualcosa che riguarda le persone e ciò che fanno, se quello che fai è onesto perché ci credi e ci metti passione, e ogni volta lo fai con sincerità beh che, sia musica metal, rock, pop o jazz non ha alcuna importanza, se lo fai con sincerità ed è quello in cui credi tu stai facendo vera arte, e nessuno ha il diritto di dirti che fai schifo solo perché fai una musica che a lui non piace, è semplicemente infantile!

Che opinione hai oggi dei tuoi primi lavori solisti? Cambieresti qualcosa oggi, riascoltandoli?

Solitamente passo lunghi periodi senza ascoltarli, quando termino un disco può darsi che torni a lavorarci sopra magari per controllare i suoni o il mixaggio e tentare di migliorarlo in generale…per me un disco è come un resoconto del periodo in cui l’ho creato, faccio molta attenzione a dove può condurmi in termini di emozioni ma di solito non hanno una vita lunga, mi piacciono per un paio d’anni ancora dopo la loro uscita, poi mi rendo conto che avrei voluto fare le cose in maniera differente.

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Cosa dobbiamo aspettarci dagli Unisonic on stage?

Mi auguro di vedere cinque persone sul palco con tanta voglia divertirsi! Vedi, io voglio divertirmi con quello che faccio ed ho sempre evitato di concepire tutto questo come un lavoro. Non ho iniziato a fare musica per rimorchiare ragazze, per le auto o per i soldi, l’ho fatto per amore della musica, mi ha sempre eccitato l’idea di avere una band e ne volevo una tutta per me, ecco perché ho iniziato. “Divertimento” è una delle parole chiave e tutti non fanno altro che parlarne ma vedi, se fai musica e non ti piace quello che fai, soprattutto se sei un cantante, se non sei davvero nello spirito giusto…voglio dire, se è soltanto un lavoro, come può essere appassionante? Questo non significa non tenere conto dei fans e del loro punto di vista, non significa che non mi importa di loro, io devo tutto ai fans e provo enorme dispiacere quando mi manifestano la loro delusione ma non posso seguirli pedissequamente, se lo facessi non sarei onesto, è importante che il fuoco della passione continui a bruciare e scrivere canzoni che trovo eccitanti, è importante divertirsi in ciò che si fa, nel momento in cui non mi divertirò più a far parte per una band o  a cantare un determinato genere musicale dirò basta, mi farebbe semplicemente schifo.

Siamo arrivati alla fine dell’intervista e lasciami dire che ho avuto i brividi per tutta la nostra chiaccherata perchè ancora non posso credere di avere intervistato uno dei miti della mia giovinezza…

Ti ringrazio…sai, sto facendo un sacco di interviste con Kai e tutti vogliono parlare con noi per via del nostro passato, sai, tutto quello che abbiamo fatto vent’anni fa con gli Helloween, è davvero eccitante vedere quanti fans siano ancora là fuori, non avrei mai pensato che fosse possibile tornare ma per qualche ragione eccoci qua, è meraviglioso e sono davvero grato a tutti per questo…

Forse è dovuto al fatto che a quel tempo la vostra musica portava sensazioni positive e questo i fans anche a distanza di anni non  lo hanno dimenticato…

E’ esattamente così! E’ proprio quello di cui stavo parlando! Il segreto dietro il successo dei due Keeper è lo spirito che abbiamo messo fra quei solchi, perchè la ritenevamo la migliore musica sulla faccia della terra creata dalla band più cool del mondo! Credevamo in quello che facevamo, ci divertivamo un mondo e non avevamo paura di niente e nessuno, hai centrato il punto, è lo spirito con cui abbiamo registrato il disco il fattore chiave! Molte bands hanno provato a copiare quel sound e in molti casi si sono spinti persino oltre in termini qualitativi, tecnica, sound e quant’altro, ma è lo spirito che conta! Ecco cosa mi permetto di dire ad ogni musicista: mantenete sempre il vostro spirito libero, siate liberi, nessuno di noi può fare a meno del denaro ed è sempre un problema non averne ma non lasciate che condizioni il vostro songwriting o le vostre performance, imparate ad essere liberi da tutta questa roba. E’importante avere soldi per pagarsi le bollette, ma se non mantenete ben distinti cuore e mente dai soldi, sarete morti come musicisti!

Che Dio ti benedica, Michael.



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