(EchO) (Simone Saccheri)
Il loro full-length d'esordio "Devoid Of Illusion" (primo Top Album del 2012 su SpazioRock) ci ha mostrato una nuova, personalissima chiave di lettura del genere portato alla ribalta nella terra d'Albione nel corso della prima metà degli anni '90: il doom metal. Forti di un songwriting ispiratissimo e di una produzione affidata alle mani esperte di Greg Chandler (Esoteric), i bresciani (EchO) si sono imposti all'attenzione degli amanti del genere e hanno ottenuti ottimi riscontri dentro e al di fuori dei confini nazionali. Con l'aiuto del chitarrista Simone Saccheri, andiamo a conoscere meglio i nuovi portabandiera degli scenari metal più plumbei e malinconici.
Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 12/01/12
Ciao Simone, benvenuto su SpazioRock. Come saprai “Devoid Of Illusions” è il nuovo Top Album di SpazioRock; colgo quindi l'occasione per farvi i miei personali complimenti per il vostro album d'esordio, una vera e propria rivelazione in ambito doom. Per iniziare, ti andrebbe di raccontare la storia della band ai lettori del nostro sito?

Ciao e grazie mille per i complimenti! La band nasce nell'autunno del 2007 da un'idea di Antonio (voce) e SimoneM (tastiere). Nell'estate del 2008 inizia l'attività live e viene pubblicato il primo EP "Omnivoid", ma la stabilità di formazione arriverà solo nella primavera del 2011 con l'ingresso di Agostino al basso. Nel 2010, dopo aver conosciuto Greg Chandler degli Esoteric in occasione di una loro data in Italia dove abbiamo suonato in veste di opener, ci siamo recati a Birmingham in Inghilterra per registrare il nostro primo disco, “Devoid Of Illusions”, di cui Chandler è produttore (compare inoltre come guest sulla canzone di chiusura, “Sounds From Out Of Space”). L'album è uscito l'11/11/11 per la russa BadMoonMan Records/Solitude Prod. Dagli inizi abbiamo avuto il piacere i dividere il palco con band come Esoteric, Agalloch, October Tide, Daylight Dies,  Dornenreich, Forgotten Tomb e molte altre.

L'essere nati in una città relativamente piccola come Brescia, a tuo avviso, quali vantaggi e quali svantaggi comporta per una formazione dedita a questo tipo di sonorità?

Noi, fra l'altro, non siamo di Brescia ma veniamo dalla provincia, dal lago di Garda, tre membri degli (EchO) sono di Salò, mentre gli altri tre vengono da paesi ancora più piccoli. A livello di vantaggi sicuramente si ha un clima più "familiare": nella scena metal della zona tutti conoscono tutti, quindi anche se suoniamo insieme da cinque anni ci conosciamo da molto più tempo, il che ha aiutato a mio avviso. Un aspetto negativo è che la scena è più piccola di quella di una grande città come Milano, ad esempio, quindi trovare musicisti che apprezzino un genere di nicchia come il nostro e che siano validi nel suonarlo non è stata esattamente una passeggiata.

Prima di approfondire l'aspetto testuale e musicale del disco, vorrei catalizzare l'attenzione sul vostro monicker e sul vostro logo, realizzato da Eliran Kantor, che se non vado errato raffigura un bue e un leone... Esiste una sorta di simbolismo nascosto dietro a quest'immagine e alla rappresentazione grafica del vostro monicker?

Nel logo sono rappresentati un leone e un ariete, simboli delle due costellazioni, che nella mitologia greca avevano due significati ben precisi: il Leone era figlio di Zeus, una creatura immortale feroce e violenta, che fu esiliata nel cielo  per contenerne la furia distruttiva, l'Ariete invece era un capro dorato dato in sacrificio agli dei, simbolo quindi di arrendevolezza, sacrificio; entrambe sono storie che finiscono in tragedia. Queste costellazioni insieme simboleggiano la duplice natura degli (EchO), violenta da un lato e malinconica dall'altro. Nel logo abbiamo preferito dare risalto all'aspetto fisico degli animali rispetto a quello "stellare", che si nota maggiormente sulla copertina dell'album.

Anche l'artwork del disco, in effetti, rifugge dai banali stilemi delle classiche copertine doom e, di fronte ad occhi particolarmente attenti, si presta a molteplici interpretazioni: cosa rappresenta esattamente la copertina di “Devoid Of Illusions”?

Abbiamo sempre cercato a livello grafico di stare lontani dai cliché del genere. La copertina dell'album non ha un significato generale ben preciso, ad Eliran abbiamo dato oltre alla musica e ai testi qualche idea da cui partire e niente più. Gli spezzoni di testi nel libretto sono stati realizzati con l'idea che un suicida stia scrivendo le sue ultime parole o volontà o una lettera d'addio, mentre la figura in primo piano, in particolare i suoi occhi vuoti puntati contro l'osservatore sono presi dal testo di "Omnivoid", dalla frase "Blind eyes stare at me". In generale abbiamo chiesto ad Eliran un lavoro che rispecchiasse il mood della nostra proposta musicale, freddo, glaciale, buio con sprazzi di luce qua e là, e ritengo che ci sia riuscito perfettamente.

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“Devoid Of Illusions”, privo di illusioni: il titolo del vostro album è permeato da una sorta di nichilismo, come se dalla vita non dovessimo aspettarci nessun fine ultimo, nessuna realtà rivelata. Quali sono le riflessioni e i temi fondamentali alla base dei vostri testi?

Direi che a livello "filosofico" ci hai inquadrati perfettamente, nei nostri testi affrontiamo le emozioni più "oscure" dell'essere umano, troverete temi quali l’onirico e la paura, cari allo scrittore americano H.P. Lovecraft, al quale abbiamo dedicato un tributo con la nostra canzone “Sounds Form Out of Space”. Nei testi trattiamo anche di sentimenti come il reiettismo, il dolore, l’angoscia, il lutto e la solitudine, talvolta invece, come ad esempio in "Once Was A Man", questi riguardano delle vicende personali di alcuni membri della band.

Il vostro sound rappresenta l'incontro di molteplici influenze: si passa dal funeral doom a sonorità quasi gothic metal, senza dimenticare la componente psichedelica e alcuni retaggi post-core e sludge. Ti ritrovi in questa descrizione? Se dovessi descrivere il sound degli (EchO) con parole tue, quali aggettivi sceglieresti?

Direi che calza abbastanza a pennello. Credo che se dovessi descrivere in poche parole il nostro sound potrei descriverlo come un death/doom metal con influenze post-rock e space-rock, e credo che aggettivi come violento, onirico, psichedelico, malinconico calzino abbastanza bene alla nostra proposta musicale.

Quali band vi hanno influenzato maggiormente e quali sono, a tuo avviso, le migliori realtà della scena gothic/doom di questi ultimi anni? Personalmente ritengo voi e i finlandesi Swallow The Sun tra le proposte più interessanti, mentre, come ho scritto nella recensione, vedo i My Dying Bride attuali come una band piuttosto altalenante e i Paradise Lost come un gruppo di grandi musicisti che ha scelto di tornare alle sonorità del passato per compiacere il volere di un pubblico che, a mio avviso ingiustamente, non ha saputo apprezzare la loro fase più sperimentale...

Le nostre influenze sono molteplici, siamo sei persone diversificate anche nei gusti musicali: Meshuggah, Katatonia, Pink Floyd, Hawkind sono alcune delle prime band che mi vengono in mente, ma l'elenco sarebbe molto lungo. Oggi ci sono diverse band molto valide in questo campo, potrei citare i nostrani Novembre o i finlandesi Ghost Brigade, che sono veramente molto validi.

Parlavamo di sperimentazione... Gli (EchO) sono riusciti a costruire un sound personalissimo senza allontanarsi minimamente da un certo tipo di sonorità; qual è il segreto per non cadere nello stereotipo?

Non credo ci sia una tecnica o un metodo a riguardo. Penso che ci abbia aiutato moltissimo non aver mai suonato cover di altre band, come (EchO), ci siamo trovati in sala prove la prima volta con l'idea di scrivere pezzi nostri e così abbiamo fatto fin dall'inizio; inoltre, come ho già detto, abbiamo gusti musicali molto variegati, che talvolta cozzano gli uni contro gli altri (alcuni membri della band adorano generi o band che altri di noi invece non contemplano nemmeno lontanamente fra i propri preferiti). Credo che per innovare veramente un genere serva ascoltare musica di tutt'altro tipo rispetto a quella che suoni, se suoni in un determinato ambito e ascolti solamente musica che proviene dal tuo ambito specifico, non concluderai nulla, diventerai una band che scrive canzoni che sembrano cover di canzoni più famose; se invece hai degli ascolti più variegati le tue influenze per forza di cose muteranno, senza che tu te ne renda conto, andando a forgiare il tuo sound.

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Al momento quali dischi suonano nelle case degli impianti stereo dei membri degli (EchO)?

Personalmente nel mio stereo in questo periodo stanno suonando parecchio "Until Fear No Longer Defines Us", l'ultimo dei Ghost Brigade, "The Threshingfloor" degli Whovenhand  e "Ulysses", il nuovo EP dei piacentini KubarK. Per quanto riguarda gli altri membri degli (EchO) direi "Isolation Songs" sempre dei Ghost Brigade (assieme all'ultimo), il primo album omonimo dei Cold, "Svartir Sandar", il nuovo dei Sòlstafir, "Sleepwalker" di David Sylvian, "Paragon of Dissonance" degli Esoteric e anche "Den Morke Munnens Sprak" dei Therradaemon.

Ottimi gusti, ragazzi! Le registrazioni del disco sono state effettuate presso due prestigiosi studi nel Regno Unito e dietro alla qualità intrinseca del disco ci sono nomi di rilievo della scena doom: quali ricordi conservate di questa esperienza?

Sono state due settimane di lavoro molto intenso che ci ha dato enormi soddisfazioni e ricordi indelebili nelle nostre memorie. Lavorare con Greg è stato veramente fantastico, non è un uomo, è una macchina, reggere anche 14 ore in studio al giorno per due settimane non è una cosa che capita spesso di vedere, specie se abbinata a un'umiltà incredibile e a una disponibilità sempre costante che difficilmente ho trovato in persone che lavorano in questo campo. Penso di non averlo mai sentito alzare la voce o arrabbiarsi. Sicuramente Mauro (chitarra) ha portato a casa il ricordo più indelebile dato che durante le registrazioni si è tatuato, mentre Antonio, SimoneM e Paolo (batteria) sono andati insieme agli Esoteric al Damnation Festival di Leeds, dove Greg e soci hanno suonato nel 2010. L'unica nota negativa riguardo a queste registrazioni è stato il fatto che al ritorno, la tastiera di SimoneM era completamente distrutta.

“Devoid Of Illusions” è uscito ormai da due mesi; quali sono state le reazioni del pubblico e della stampa nei confronti del vostro primo full-length?

Per ora l'album è molto apprezzato, le recensioni sia italiane che estere sono tutte positive, diverse webzine lo hanno indicato come debut album del 2011. Anche alla gente sta piacendo molto a quanto pare: abbiamo già delle persone che lo hanno comprato che hanno realizzato dei video su YouTube e riceviamo parecchi complimenti sui nostri portali web. Abbiamo inoltre notato anche un aumento di pubblico ai nostri live, e anche un aumento del merchandise venduto, tutte cose che ci ci hanno veramente gratificato.

Immagino che stiate raccogliendo parecchie soddisfazioni sulla vostra strada... Avete, invece, qualche sfogo o qualche “sassolino nella scarpa” di cui vorreste liberarvi?

Onestamente no, abbiamo incontrato persone che sarebbe stato meglio non incontrare probabilmente, ma quello che andava detto a queste persone gli è stato detto, sono cose private; se mi mettessi a parlar male di brutte persone in pubblico scenderei al loro stesso livello, preferisco prendere di persona chi si merita la voce alta.

Cosa puoi raccontarci in merito ai vostri progetti futuri? Quali saranno i prossimi traguardi degli (EchO)?

Attualmente stiamo promuovendo "Devoid Of Illusions". Un tour europeo è in fase di programmazione, anche se probabilmente sarà diviso in diversi mini-tour, e stiamo programmando anche date in Italia. Abbiamo iniziato a lavorare su nuove idee, ma al momento si tratta di piccoli abbozzi per nuove canzoni, non c'è ancora nulla di definitivo. Diciamo che pubblicare un secondo album entro un anno/un anno e mezzo sarebbe un ottimo traguardo, credo.

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per questa intervista! Lascia un messaggio ai vostri fan e ai lettori di SpazioRock...

Grazie a te per lo spazio concessoci e ai lettori di SpazioRock per l'attenzione. Se volete restare aggiornati riguardo alla band il modo migliore è seguirci su Facebook. Da questa pagina potete accedere a tutti i webstore dove acquistare l'album e alla nostra pagina BigCartel dove acquistare il nostro merchandise, oltre a rimanere costantemente aggiornati sulle nostre date. Ricordo che il 15 Aprile suoneremo al Carlito's Way a Retorbido (PV) in apertura per gli Agalloch, serata veramente da non perdere, e se vi interessa consiglio di affrettarsi visto che i biglietti rimasti non sono tantissimi, meno di un centinaio!!! Qui l'evento su Facebook. Grazie ancora e a presto!


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