Tristania (Mariangela Demurtas)
Il 2011 è stato un anno molto intenso per i norvegesi Tristania, tornati in pista dopo un periodo di pausa e pronti a rimarcare la propria posizione di prestigio nei circuiti del gothic metal nordeuropeo. La vocalist italiana Mariangela Demurtas, in seno alla formazione di Stavanger da più di quattro anni, ci parla della vita on the road, di cosa significa essere un'artista al giorno d'oggi e dei piani futuri della band, cogliendo l'occasione per dira la sua in merito ad alcuni argomenti particolarmente "scottanti"...
Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 20/12/11

Ciao Mariangela e benvenuta su SpazioRock (questa è la tua seconda volta)! Allora, questo è il vostro primo show in Italia con la nuova line-up (l'intervista si è svolta in occasione della data italiana dell'Out Of The Dark Festival dello scorso 4 ottobre, ndr), sei emozionata? Per quale motivo ci è voluto tutto questo tempo per venire a suonare nella tua terra d'origine?

Probabilmente credo che sia dovuto al fatto che i Tristania non sono ancora molto conosciuti qui in Italia. Siamo sempre stati una band molto conosciuta nel Nord Europa, in Sud America, quindi magari anche le offerte dei promoter qui sono più scarse rispetto ad altri paesi. Io ovviamente avrei voluto suonare in Italia sin dal principio, però non è una cosa così semplice e non posso organizzare i tour da sola. Sono molto emozionata perché sono in casa e sono molto contenta, mi sento come una regina perché conosco tutti, parlo l'italiano ecc. C'è anche qualche amico che è venuto a vedermi dalla Sardegna. Mi sento molto attiva e non vedo l'ora di salire sul palco, spero che venga abbastanza gente oggi!


Speriamo, anche perché sembra una bella occasione. Com'è andato il tour fino ad oggi, ti stai divertendo?

Molto bene, anche se abbiamo fatto solo un paio di date fino ad oggi. Mi diverto sempre, ma sono anche molto stanca perché molte volte dormi, a volte dormi male, sai, il viaggio in bus non è molto comodo... Devo sempre stare attenta a non ammalarmi, a non bere troppo, a non fumare (e a chi fuma intorno a me). È un po' stressante, ma cerco di fare del mio meglio e di essere sempre in forma. Salvaguardare la voce è la cosa più urgente.


Dato che il tuo strumento è la voce, quali sono i trucchi per mantenerla nel miglior stato possibile durante il tour?


Bere molta acqua, non urlare, non chiacchierare e non fare cazzate quando senti di essere stanco. Stai attento a non bagnarti quando piove (io ieri mi sono fatta il bagno nel lago, ma dovevo farlo!). In generale devi stare attento a non lasciarti prendere dal panico, secondo me, perché la mente gioca un ruolo importantissimo. Se pensi di stare male, se hai una paura schizofrenica di perdere la voce... la perderai! È tutto molto psicologico: con la testa si può vincere qualsiasi stato d'animo.


Per quanto riguarda l'approccio ai brani live, com'è cambiato nel tempo e che tipo di show dobbiamo aspettarci dai Tristania stasera?

Penso che le cose siano un po' cambiate perché prima la band era più impostata sul gothic vecchio stile, mentre adesso tocca sonorità più rock e dark e spazia abbastanza tra i vari generi metal. Quello che la gente si dovrebbe aspettare è solamente molta energia e ovviamente qualcosa di diverso rispetto al passato, questo ve lo posso assicurare!

 

tristania_intervista_2011_03


So che interagisci molto attraverso i social network e spesso sui vostri canali ufficiali leggo messaggi da parte dei fan che chiedono alla band di riassumere Vibeke (la prima cantante dei Tristania, ndr) o addirittura sostituirti con qualcun'altro...


Cambiate canale! (risate, ndr)

Ti annoia o pensi che faccia tutto parte del gioco?

All'inizio, non essendo ancora abituata, mi sorprendeva il fatto che le persone potessero essere così cattive... Poi, ti dirò, secondo me non hanno un cazzo da fare. Non credo che una persona possa essere interessata a me così tanto da piazzare un messaggio sulla mia bacheca e scrivere “Fai schifo, rivogliamo Vibeke”... Ok, quanto ti costa mettere un disco di Vibeke e non ascoltare me? Non è così difficile, quindi se non avete un cazzo da fare, trovatelo. Io mi faccio i cazzi miei.


D'altronde c'erano già stati precedenti nel metal con voce femminile, dove sembra esserci un'ossessione per il passato...


Sì, che palle! (risate, ndr) Magari molti fanno come quando hai il fidanzato, sai quello che lasci ma non sai quello che trovi... Ma bisogna impegnarsi e capire che quello che è perso è perso e bisogna andare sempre avanti.


Sul palco avete tre voci e interagite molto da un punto di vista vocale, quindi vi siete allontanati molto dal classico stile delle band con voce femminile. Come avresti reagito se ti avessero chiesto di diventare una sorta di “diva”?


È strano pensarlo, perché i miei compagni di band non me l'avrebbero mai chiesto! Solitamente faccio un taglio netto tra talento artistico e pretese... Io non posso pretendere di essere una diva perché per me la musica non significa questo, capisci? Non significa che la gente mi debba stare dietro, ma che sono una persona forte e faccio le cose per conto mio. Quando devo fare qualcosa conto solo su me stessa e questo è il presupposto dal quale parto. Per quanto riguarda la musica... Beh, tutti possono fare musica, il fatto è che bisogna mettersi in gioco per farlo. Penso che tutti possano imparare a cantare e suonare, ma bisogna avere sensibilità, cosa che alcuni musicisti non hanno per niente (infatti queste persone suonano come se dovessero fare un esercizio di matematica, senza un minimo di sensibilità). Per me è importante descrivere la mia esperienza come qualcosa di personale. Non riesco a vedermi come una diva, anche perché non lo sono, e mi vergognerei a vestire questi panni...


tristania_intervista_2011_02Essendo una musicista donna in un mondo prevalentemente maschile, qual è la tua ispirazione più grande, il tuo modello di riferimento nel panorama rock?


Ne ho diversi e non faccio differenza tra maschi e femmine. Le mie cantanti preferite sono tante: da Skin degli Skunk Anansie a Pj Harvey, da Lisa Dal Bello a Tori Amos, Diamanda Galás, Lauryn Hill... Tutte quelle brave, insomma! (risate, ndr) Inoltre Jeff Buckley e Chris Cornell fanno parte del mio repertorio. Diciamo che i modelli sono vari e tanti, ma la cosa importante per me è sempre stato avere il mio modo di cantare, il mio modo di essere. Quindi ho degli esempi da seguire, ma non cerco di imitarli.


A proposito di Jeff Buckley... Ricordo che mi hai parlato di un side-project con Danny Cavanagh degli Anathema, con il quale ti sei esibita in un video su YouTube proprio sulle note di un suo famosissimo brano, “Grace”...


Sì, al momento abbiamo scritto quattro pezzi. Speriamo di poterne scrivere altri perché al momento lui è molto occupato, molto più di me, da un punto di vista musicale, quindi è un po' difficile stargli dietro. È stato per un periodo ad Oslo, quindi è stato semplice collaborare, anche se quando abbiamo scritto i pezzi insieme ci trovavamo in Portogallo... Lui è rimasto molto colpito dalla mia voce, quindi abbiamo deciso di coverizzare “Grace” di Jeff Buckley. Per me è stato un onore cantare per un chitarrista del genere!


Ci sarebbero altri artisti con i quali ti piacerebbe collaborare?

Sì, mi piacerebbe collaborare con Devin Townsend... Trovo che sia un artista attivo, versatile e pieno di talento. Speriamo che un giorno succeda!


Per quanto riguarda invece i vostri piani futuri, cosa ci puoi dire? State già scrivendo nuovi pezzi?

Sì, stiamo già scrivendo nuovi pezzi. Tiriamo avanti la baracca finché si può! (risate, ndr)

Puoi già darci qualche anticipazione?

Ci sarà molta energia. Forse i pezzi prenderanno un'impronta ancora più dark, ma saranno sicuramente molto potenti, perché questo è quello che vogliamo esprimere e io ho bisogno di energia. Sono italiana e devo pur sfogarmi in qualche modo!


Questa era l'ultima domanda. Grazie Mariangela, è stato veramente un piacere parlare con te!

Anche per me è stato un piacere, grazie mille e un saluto a tutti!




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