Evergaze Eternity (Giovanni Ferranti)
Giovanni Ferranti ci racconta i retroscena dell'esordio degli Evergaze Eternity, duo italiano che negli ultimi mesi ha dato alle stampe "Uninvolved", un disco gothic metal a cavallo tra passato e presente del genere.
Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 21/12/11

Ciao Giovanni e benvenuto su SpazioRock! Innanzitutto presentiamo la band ai nostri lettori: chi sono gli Evergaze Eternity, come nascono e quale genere scelgono di proporre?

Un saluto a tutto lo staff ed i lettori di SpazioRock, grazie per questa intervista! Gli Evergaze Eternity si formano a Pisa nell’ottobre del 2007 e all’epoca si trattava di una vera band, nel senso che la formazione comprendeva, oltre a me, altri quattro elementi. Con quella formazione registrammo, sempre presso i Syncropain Studio, un Ep contenente quattro canzoni il cui stile era molto influenzato dal synth pop anni ’80 e dal gothic rock/metal dei primi The Gathering. Dopo l’uscita di quel disco emersero diversi problemi che mi costrinsero a separarmi dai miei compagni di allora e assieme a Valeria, da poco entrata in formazione, abbiamo deciso di proseguire cercando dei validi musicisti esterni che potessero aiutarci a registrare l’album nel modo più professionale possibile.


Immagino che il gothic metal di vecchia scuola sia tra le vostre principali influenze. Nella mia recensione vi ho paragonati ai Sirenia per la somiglianza tra il modo di cantare di Valeria e quello delle vocalist del progetto di Morten Veland, ma anche per la volontà di entrambe le band di rileggere in chiave moderna il sound che rese celebri parecchie formazioni nordeuropee nella seconda metà degli anni '90. Vi rispecchiate in questa definizione?


Sì, il gothic metal è stato sicuramente una grande influenza per noi! Band come Paradise Lost, Anathema, My Dying Bride, Type O Negative, Tiamat, The Gathering ed altre hanno segnato molto la mia crescita musicale. E hai fatto bene a sottolineare il fatto che sia di vecchia scuola! Infatti io penso che oggi purtroppo si tenda a fare un po’ di confusione su questo genere, visto che a volte mi capita di trovare band come Nightwish o Epica etichettate come gothic per il solo e semplice fatto di avere una voce femminile. Ci fa molto piacere poi che dall’ascolto siano emersi anche elementi di novità da parte nostra. Alla fine non è che sia stata una scelta molto studiata, ma derivante dal fatto che, oltre al gothic metal e soprattutto con il passare degli anni, abbiamo allargato molto i nostri orizzonti musicali, tanto che a me piacerebbe tanto che gli Evergaze Eternity venissero considerati semplicemente una band rock.


Ho notato una certa tendenza a suonare in maniera più soffusa ed “elettronica” nella seconda metà del disco... Siete appassionati di questo genere musicale?


Sì, moltissimo! Ho amato e amo tanto il dark/synth pop degli anni ’80, Depeche Mode in testa, e questa passione è iniziata in maniera indiretta grazie al fantastico “One Second” dei Paradise Lost. L’ascolto di “One Second” ha fatto scattare in me anche l’interesse che ora nutro nei confronti del pop, se di classe e vicino alla nostra sensibilità. Il mio interesse per l’elettronica poi è cresciuto ulteriormente, spingendo i miei ascolti anche su territori più particolari, tipo gli ultimi Ulver, ad esempio.


Quali sono a vostro avviso i brani migliori di “Uninvolved” e, se doveste mai puntare su una delle vostre tracce per farvi conoscere ad un neofita, quale sarebbe e perché?

Penso che i brani migliori di “Uninvolved” siano diversi, ciascuno con una sua particolarità che può renderlo interessante all’ascolto. Direi “No Regrets”, “Insane”, “Crumbling”, “In A Corner”, “Memories”, “In Vain”, “Still Waiting” e anche lo strumentale che dà il nome all’album. Pur essendo molto legato personalmente a “Memories” ed “Uninvolved”, direi che punterei su In Vain per presentare questo disco, visto che in essa si trovano diverse delle componenti che caratterizzano questo album, come l’elettronica dark, un certo approccio rock e chitarre rocciose nel ritornello che, in questa canzone, mi fanno pensare molto ai To/Die/For.


evergaze_eternity_intervista_2011_02Cosa ne pensate della scena metal con voce femminile? Non temete che il confronto con i “mostri sacri” del genere possa essere penalizzante per una band underground che tenta di uscire allo scoperto?

Della scena metal con voce femminile pensiamo molto bene, ovviamente! Siamo persi soprattutto per i The Gathering e li stimiamo tanto anche per le scelte coraggiose che hanno fatto all’apice della loro popolarità. Amiamo inoltre anche la loro tendenza a sperimentare. Ho ascoltato tantissimo, tra gli altri, anche i Theatre Of Tragedy, Evanescence e ovviamente i nostri Lacuna Coil, ai quali va tutto il mio rispetto per ciò che sono riusciti a realizzare. Certamente per una band underground è difficile uscire allo scoperto e confrontarsi con queste realtà, forti sì di idee musicali molto convincenti ma anche di produzioni, budget e promozione importanti. Però il problema secondo me non è doversi confrontare con queste realtà affermate, che anzi dobbiamo ringraziare per la musica che ci hanno dato. Il problema piuttosto è che ora le difficoltà che si trova ad affrontare una band underground sono molte di più rispetto a qualche anno fa, soprattutto in un paese come l’Italia.

E per quanto riguarda la scena musicale italiana in generale? So che avete faticato molto per pubblicare il vostro album d'esordio, che inizialmente era stato annunciato come un semplice EP...


A dire la verità le difficoltà che abbiamo avuto e che abbiamo sono più di altra natura. Innanzitutto la distanza, visto che io sono abruzzese e Valeria toscana. Poi sin dalla sua nascita, questa band è stata afflitta da diversi problemi di natura interpersonale che ho sempre reputato fuori luogo, infantili e incomprensibili. Non fa eccezione la difficoltà di pubblicare questo lavoro nella sua interezza, questione sulla quale è meglio sorvolare perché non merita così tanta attenzione.


Come siete entrati in contratto con il produttore Marco Ribecai (Eldritch, Node) e Goran Finnberg, autore del mastering presso il Mastering Room AB, e quali ricordi conservate di questa esperienza in studio?

Marco lo conosco da diversi anni ed è lui che ha proposto Goran, visto che è solito affidare a lui il mastering delle sue produzioni. Conservo ricordi molto belli dell’esperienza in studio per “Uninvolved” ed è stata molto importante anche negli aspetti negativi che l’hanno caratterizzata che pure vi sono stati, purtroppo. Ciò che non metto assolutamente in discussione è la professionalità con cui il lavoro di produzione è stato portato avanti e che ci ha fatto crescere davvero tanto. Nel bene e nel male questa esperienza mi ha dato una consapevolezza più forte sul modo in cui penso vada portato avanti un progetto musicale e, più in generale, un’idea artistica.


Cosa bolla attualmente nella pentola degli Evergaze Eternity?

Purtroppo al momento la nostra situazione non è rosea, perché le difficoltà sono state tante, siamo solo in due e per di più lontani. Quindi io e Valeria di comune accordo abbiamo deciso di fermarci un attimo per riflettere bene sul futuro di questo progetto. Se ci saranno le condizioni, saremmo davvero felici di poter lavorare ancora assieme per un nuovo disco. Nel frattempo io ora sto portando avanti un nuovo progetto - gli Alas Laika - con un approccio sicuramente molto più alternativo ed indipendente rispetto agli Evergaze e totalmente estraneo al metal. Sono entrato in studio da poco e spero di portare a termine nel miglior modo la registrazione di un intero album di undici canzoni, dieci inediti e una cover che molto probabilmente sarà “Decades” dei Joy Division.


Mi auguro di poter tornare presto a parlare di voi! Per noi è tutto, se volete lasciare un messaggio ai lettori di SpazioRock e ai vostri fan, queste ultime righe sono vostre...


Lo spero tanto anche io! Ringrazio tantissimo, anche a nome di Valeria, voi di SpazioRock e i vostri lettori con la speranza che possano ascoltare ed apprezzare le canzoni presenti su “Uninvolved”.




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