Peter Gabriel (Peter Gabriel)
Peter Gabriel: non solo un musicista ed un autore di punta, ma un importante innovatore, un pioniere che ha influenzato e continua ad influenzare le nuove generazioni. Nel Marzo 2011, alla ricerca di nuove sfide (come di consueto), Gabriel si è esibito all'Hammersmith Apollo in quel di Londra accompagnato da un'intera orchestra; ha coraggiosamente strappato via dalla propria musica la chitarra, il basso e la batteria e l'ha esposta così, nuda, in modo che tutti la potessero toccare e sentire, con risultati fantastici. Non ancora soddisfatto, l'artista ha ripreso l'intero show in 3D, aggiungendo un nuovo punto di riferimento in una carriera prolifica, ricca di sperimentazioni, che sicuramente continueranno man mano che la tecnologia avanzerà. Il prodotto del lavoro di Gabriel è stato proiettato in alcuni cinema selezionati per due soli giorni nell'arco questa settimana, ma siamo stati abbastanza fortunati ad assistere alla première presso l'Electric di Portobello.

Seduti su un comodo e grande divano di pelle, sorseggiando vino bianco, ci siamo immersi in uno show surreale da ogni punto di vista, dall'interpretazione eterea di alcuni indimenticabili classici, immersi in quella dimensione extra, che per quanto non ancora perfetta, ti porta certamente vicino alla realtà. Dopo lo show, ancora affascinati, siamo andati al piano di sopra per inconrare questo gentleman leggendario, totalmente a suo agio nel chiacchierare con una moltitudine di ospiti stupefatti. Se "New Blood" potrebbe non essere gradito da tutti - pur essendo un prodotto unico per i fan di Gabriel - è impossibile disprezzare quest'uomo. Distinto ma umile, con i piedi per terra ed un raffinato senso dell'humour, Gabriel conquista immediatamente la sala.

Ecco le domande della stampa e le risposte date da Mr. Gabriel prima di tornarsene sulla sua astronave, lasciandoci ai nostri drink e canapés, presi dalla musica e dall'idea di come questa, un giorno, potrebbe diventare...

Si ringraziano Marco Belafatti, Eleonora Muzzi e Alessandra Leoni per la traduzione.
Interview made by Cristina Massei, courtesy of Sonic Shocks
Articolo a cura di Cristina Massei - Pubblicata in data: 07/10/11
Ha mai sentito la mancanza della sessione ritmica?

Ci sono stati un paio di momenti in cui c'è voluto un po' di lavoro per ottenere il groove che volevamo. Sono un batterista fallito per cui il groove per me è critico, perciò ci abbiamo lavorato duramente e alla fine ci siamo riusciti.

Ci sono stati brani arrangiati diversamente, che non si sposavano bene con l'orchestra?

Alcuni pezzi  non funzionavano all'inizio, ma abbiamo trovato delle soluzioni... Per esempio la batteria in “The Rhythm Of The Heat”, che originariamente aveva delle parti fantastiche. Ero molto incline a vedere se si potevano prendere alcune parti e trascriverle in sequenze strumentali già approvate da John (Metcalfe). Questo è un esempio, credo, dal quale abbiamo preso ispirazione per la batteria che avevo in testa portandola da tutt'altra parte ed è la cosa che preferisco dello show.

Tornerà ad usare delle ritmiche in futuro?

Certo! Questo contesto è qualcosa di molto adulto e serio, perciò credo che la prossima cosa che farò sarà l'esatto opposto!

Il 3D è un'esperienza incredibile da guardare; possiamo solo immaginare quanto lavoro e quanta fatica vi sia costato. In qualità di musicista, il 3D le dà maggiori input rispetto ad una TV normale?

È tutto più grande, le videocamere stesse sono più grandi ed occupano più spazio. Sono un fan del 3D da parecchio tempo ormai e a dirla tutta abbiamo prodotto, credo, tre o quattro film in 3D circa tredici anni fa. Nessuno aveva l'attrezzatura per guardare un prodotto del genere e all'epoca poche persone ci lavoravano a livello pionieristico. In seguito qualcuno del settore videocamere iniziò a sviluppare nuove tecniche e per me fu una cosa affascinante, ma non c'era un pubblico, non c'era  modo di fare uscire quei filmati e al tempo il vero problema era produrre qualcosa di semplice a livello visivo. Ci sono ancora degli angoli bui, ma ora le cose funzionano molto meglio. Ho sempre pensato che avessimo due orecchie e l'effetto stereo all'inizio era davvero uno strano arnese, con tutti quei treni e quegli aerei e il loro suono che si spostava da un altoparlante all'altro, ma ora lo diamo tutti per scontato perché effettivamente siamo tutti nati con due orecchie. Siamo anche nati con due occhi e per quello ho sempre pensato che il 3D sarebbe diventato per noi una sorta di seconda natura.

Quali aspetti del 3D le piacciono e quali no?

Beh, penso che la cosa che amo del 3D sia il senso dello spazio (così come lo stereo diede più spazio al suono), il 5.1 (la codifica audio ora considerata standard nella produzione cinematografica e televisiva, ndr) garantì di operare con i volumi a tutt'altro livello. Penso che anche la vista sia così, se me lo concedete ovviamente. Non possiamo renderle giustizia con il 2D, visto che c'è questo ulteriore senso di spazialità. Mi piace in particolar modo come sono state girate alcune scene posteriori dell'Auditorium in cui si percepisce per davvero lo spazio. È tutto molto più simile all'esperienza diretta rispetto all'ambiente 2D e credo che ci siano diversi punti di forza. A volte i nostri occhi si stancano e che il team di lavoro ha lavorato bene in questo senso per evitarlo, ma credo anche che il 3D sia una scienza tuttora in fase di sviluppo e le cose migliorano di giorno in giorno. Già oggi le cose funzionano meglio, riesco ad ottenere un'esperienza migliore rispetto alle prime esperienze. Credo sia molto interessante vedere come il 3D possa cambiare il modo in cui giriamo un film, abbiamo dei tagli più lenti e uno sviluppo più sostenuto delle inquadrature in movimento. Solitamente non vuoi le telecamere che strisciano in mezzo alla tua orchestra, ma in realtà è stata una cosa molto bella e gli stessi musicisti hanno fatto un finimondo.

Il 3D può riprodurre la vera magia di un concerto dal vivo?

Mi dicono che la bellezza stia nell'occhio di chi guarda. Credo ci si avvicini parecchio, e se dovessi essere totalmente onesto direi che potrebbe anche essere meglio di uno show dal vivo, qualche volta.

peter_gabriel_intervista_2011_02Per quanto riguarda i concerti, saranno fatti solo per essere filmati?

È una cosa divertente. Visto che l'ambiente digitale ci consente di riprodurre filmati e distribuirli all'istante in ogni angolo del mondo, quello che rende tutto più speciale è trovarsi in un luogo vero e proprio, con un pubblico che respira sotto il palco. Credo che ci sia ancora qualcosa di quell'evento che non potrà mai essere rimpiazzato, ma che lo renderà ancora più unico e irripetibile. Se si guarda al music business, la vendita degli album è crollata mentre l'affluenza ai concerti non ha fatto altro che rafforzarsi.

Visto che lei è un grande visionario e un amante della tecnologia, come vede il futuro dell'industria della musica con l'avvento di internet e del download?

È come un'ondata di marea che si avvicina: succederà, e dico sempre che ci sono un sacco di cose interessanti che stanno venendo fuori dal cadavere del music business.

Il 3D però non può essere ricreato con un cellulare!

Beh, è buffo che lo dica, perché ieri mi hanno fatto vedere un bell'oggettino che è come una lente che divide sinistra e destra sull'iPhone e lavora incredibilmente bene. Prima o poi padroneggeremo questa tecnologia. Il 3D dà l'occasione di andare un po' più lentamente in un mondo in cui tutto diventa più breve, veloce e usa e getta; questo mezzo ti dà modo di andare in un'altra direzione.

Avete fatto delle prove in più per il 3D rispetto al concerto originale e, in secondo luogo, se aveste suonato “Sledgehammer” avreste rischiato di cavare un occhio a qualcuno?


Abbiamo fatto qualche prova in più e sviluppare l'idea di farmi entrare nella telecamera ha richiesto un po' di tempo in più. Infatti sono uno che vive di feedback e che se vede ciò che sta facendo in quel preciso momento risponde molto meglio e impara più velocemente, ma quel passaggio non riuscivo a capirlo bene e ci abbiamo messo un po' per ottenere buoni risultati. Penso che se lo facessimo di nuovo torneremmo indietro in modo da poter rifare il tutto dandogli la sensazione di viverlo in prima persona; ci avremmo messo un po' di più in fatto di prove, ma d'altra parte avevamo già fatto qualche inquadratura il giorno prima che non potevamo cambiare, anche se non penso che ci sarebbe stata una grandissima differenza alla fine. Per quanto riguarda “Sledgehammer”, non volevamo suonare le canzoni più popolari, abbiamo tentato di fare un viaggio il più interessante possibile, scegliendo i pezzi con più atmosfera, mood e texture e credo di essere andato molto vicino a quello che volevo fare, ovvero un gran bello scherzo!

Come si è sentito a rimaneggiare le proprie canzoni alla luce di “Scratch My Back”? Ha in mente di pubblicare un live DVD di un concerto italiano, come quello di Verona?


“Scratch My Back” è nato come uno scambio tra compositori e la sua durata si aggira attorno ai sessanta minuti. Normalmente i miei show durano almeno due ore, così abbiamo dovuto trovare altro materiale da provare in modo da poterlo arrangiare con l'aiuto di John. Così abbiamo iniziato a lavorare su queste canzoni e a provarle, e sentivo che si era come aperta una porta e che mi stavo divertendo. Così è nata l'idea di registrarle e di realizzare un film in 3D. Per me è stato fantastico, l'importante era lasciare tutto molto aperto ed esposto così da ottenere questo senso di spazialità e altre volte dare la sensazione di essere circondati da un set ricco e originale. Per quanto riguarda Verona stavo visionando il montaggio oggi e ne parleremo. È una location così grande ed è una gran bella sensazione suonare lì.

C'è anche una collezione in arrivo su CD... A parte questo, ha in mente qualcosa di più convenzionale, come un album di Peter Gabriel (se di convenzionalità possiamo effettivamente parlare)?


Spero di potermi mettere a scrivere attorno a Natale, c'è parecchia roba da fare e da scrivere, e sono molto tentato.

Sicuramente ha molto materiale in serbo... Giusto per quantificare, quanti album potrebbe registrare? E se fosse nella posizione di chiedere a qualcuno dell'industria musicale questo tipo di domande, chi sarebbe e cosa gli chiederebbe?

Mi ha preso in contropiede qui! [ride] Riguardo la prima parte della domanda, c'è un sacco di materiale che ancora deve essere completato, cosa che sono molto bravo a fare. Mentre le idee per la musica, e tocchiamo legno (versione anglosassone del nostro “tocchiamo ferro”, ndr), nascono in maniera spontanea, la scrittura dei testi è una vera spina nel fianco e mi porta via parecchio tempo. Non so esattamente dove andrò a finire, ma ci sono alcuni pezzi che mi piacciono e sto lavorando con alcune persone al Real World (Studios) per riportarli un po' in vita. A chi chiederei queste domande? Non lo so, ci sono un sacco di persone di cui sono fan. Otis Redding era un mio eroe da ragazzino, poi ho amato i Talking Heads, i Radiohead... Ho apprezzato parecchia musica nel corso degli anni.

Se avesse la possibilità di lavorare con qualcuno, chi sceglierebbe?

peter_gabriel_intervista_2011_03Beh, la lista è piuttosto lunga e uno degli aspetti più piacevoli di “Scratch My Back” è stato poter scambiare idee con alcuni degli artisti di cui ho apprezzato i lavori. Solo sei di loro hanno già ricambiato il favore ed è molto bello vedere la gente che lavora su qualcosa che tu stesso hai amato.

C'è stato un momento della serata in cui gli occhiali hanno cominciato a darmi fastidio (forse durante “Blood Of Eden”), nel momento in cui uno dei testi è diventato molto potente. Ha per caso scoperto nuovi dettagli delle sue canzoni tramite questo nuovo trattamento?

Esposte in questo modo, alcune parti sono state volutamente lasciate vuote in modo che l'ascoltatore potesse cogliere testi in maniera diversa, circondato dall'atmosfera. Non volevamo un'interpretazione diretta.

Buona parte delle canzoni ascoltate questa sera sono politicamente schierate. Mi domandavo quali fossero i suoi pensieri in merito ai recenti scontri e alle rivolte e se ci fosse qualcosa nella storia globale degli ultimi che le abbia ispirato nuovi testi.

Penso che siano molto diversi per natura rispetto a quello che è successo nella Primavera Araba. Mi sembra un po' opportunista, ma allo stesso tempo, ci sono un sacco di giovani senza lavoro e credo che dovremmo iniziare a porci delle domande riguardo all'origine di tutto ciò. Sono uno che crede fermamente nell'educazione, perché penso che trasformi la gente e che le dia potere, ci sono un sacco di esperimenti interessanti in questo campo. Credo che il TED (Technology Entertainment Design, ndr) possa trovare quel tizio che insegnava l'algebra al nipote e lo possa mettere su video. È riuscito poi a creare un sistema che ti permette di controllare effettivamente la comprensione della gente; ci sono dei codici colorati per segnalare quando questi capiscono il concetto, qualcosa o niente, così gli insegnanti possono adattarsi in base all'andamento generale. È un po' difficile da spiegare, ma credo sia un ottimo metodo per migliorare l'educazione. Credo che il modo in cui si rende la gente potente farà la differenza e, anche se non amo il termine "sottoproletariato", anche l'idea di una riforma delle prigioni credo sia meritevole di essere presa in considerazione, specialmente in questo paese, in cui i casi di reiterazione del reato sono molto più alti rispetto alla media mondiale, e in particolar modo a quella Europea (dobbiamo chiederci il motivo). Molti politici credono che non verranno eletti, a meno che non sembrino mantenere il pugno di ferro contro la criminalità, ma ovviamente quello che facciamo per essere intransigenti con i criminali manda tutto il sistema a fanculo (letterale, ndr) e fa che aumentarne il livello. Ho parlato con un carcerato mentre durante la realizzazione di un documentario su come l'esperienza di una prigione progressista possa cambiare la vita di un carcerato. Questa gli ha dato la possibilità di capire quello che faceva e perché lo faceva e gli ha dato i mezzi per agire diversamente; credo che questa sia la via da seguire. Quando guardiamo ai paesi arabi dobbiamo capire che ci sono persone che stanno combattendo per la libertà, mentre qui stanno rischiando il carcere. Penso che ci sia un sacco di roba che progredisce con la tecnologia, la lista è piuttosto lunga, vedi l'arricchimento del programma spaziale sulla Stazione Internazionale, dove [gli astronauti] interagiscoo con i loro artisti preferiti per divertirsi lassù nello spazio. Anche io ho chiacchierato con un astronauta, ed ero convinto che dallo spazio non si potessero vedere i confini, che si vedesse solo una gran palla blu e mi sbagliavo, perché il confine tra Pakistan ed India è palese, è una lunga linea verde, una grande massa d'erba che si estende per miglia e miglia ed è visibile dallo spazio, in quanto illuminata. Ho pensato che fosse una riflessione molto triste.

Ma il titolo di una canzone?

[Risate]

Tornando al concerto: c'è stato uno special guest, Sevara Nazarkhan (l'Uzbekistan è menzionato come il paese di origine dell'artista, ndr). L'avete fatta venire appositamente per lo show?

Sono un grande fan dei suoi lavori. Ha già suonato quella canzone molte volte ed ha una voce incredibile. Non abbiamo avuto modo di provare molto, ma ha fatto una grandissima improvvisazione su "In Your Eyes" seguendo Youssou n'Dour, cosa tremendamente difficile per chiunque.


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Skillet: John Cooper

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