Warrant (Jerry Dixon)
In occasione della pubblicazione di "Rockaholic", SpazioRock ha intervistato Jerry Dixon, bassista storico dei Warrant, che si è mostrato un po' restio nell'affrontare temi riguardanti il passato della band. Buona lettura!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 12/05/11

Domande a cura di Gaetano Loffredo.

Traduzione a cura di Rachele Leoni.


Ciao Jerry che dire… bentornati Warrant! Questo è il primo disco col nuovo cantante: come vi trovate con Robert alla voce? E come mai avete deciso di separarvi con Jani Lane, rientrato in formazione nel 2008?

Ciao Gaetano, preferirei non parlare del passato, grazie.

No problem. Otto milioni di copie vendute in tutto il mondo: come si affaccia al mercato odierno una rock band di successo come la vostra? E’ davvero impossibile, oggi, vendere come si vendeva un tempo?

Le cose sono certamente diverse dai tempi dei vinili e dalle grandi vendite che davano. Mi piace pensare oggi come oggi che il bicchiere sia mezzo pieno. Con la musica digitale ed i social network a noi disponibili, così come per le etichette discografiche, puoi raggiungere milioni di fan con un click; è uno strumento molto potente che all’epoca non avevamo. Io compro ed ascolto più dischi ora di quanto non avessi fatto in vita mia. Ora pensiamo agli album come pezzi del puzzle del business che mantiene le cose in moto, non puoi pensarle come un mezzo di guadagno. Sono solo una parte di ciò che facciamo come musicisti.

Rockaholic è un titolo piuttosto “strampalato”, sembra la fusione di tre parole: Rock, Chaos e Alcohol. E’ la corretta interpretazione oppure c’è dell’altro?

Quasi corretto, il titolo non ha niente a che vedere con droga ed alcool. Ciò che vuol dire è legato all’essere dipendenti dalla musica.

warrant_dixon_2011_break1L’album mi è parso molto ispirato, caratterizzato da riff di chitarra elettrizzanti, come non se ne sentivano dai tempi di “Cherry Pie”. Certamente un disco migliore di “Born Again”. Che ne dici?

Dico che deve piacere e che avrà un significato diverso per ciascuna persona che deciderà di ascoltarlo.

Da “Belly To Belly” in poi avete pubblicato un disco ogni cinque anni: come mai attese così lunghe tenendo conto che il mercato non aspetta nessuno?

I dischi e la loro composizione non sono cose che possono essere forzate dal calendario. Scriviamo quando le idee vengono fuori, non certo per rispettare una data di scadenza stabilita con l’etichetta discografica.

A proposito di etichetta discografica, Rockaholic è il vostro primo album con la nostra Frontiers Records, etichetta alla quale sono legate oggi le più importanti formazioni hard rock del mondo. Come siete arrivati ad un accordo?

La Frontiers ha fatto un’ottima impressione qui negli USA e sono diventati uno dei maggiori produttori e distributori di hard rock nel mondo, hanno acquisito una grande importanza. Siamo contenti che abbiano visto qualcosa di valido nella nuova musica dei Warrant ma anche dei Whitesnake per esempio. E’ un bel cambiamento essere con la Frontiers, ma ora siamo una squadra.

E’ corretto dire che l’hair metal, oggi, stia vivendo una seconda giovinezza dopo il crollo di popolarità dovuto all’avvento del grunge di fine anni novanta?

A mio parere siamo come delle piccole mosche attorno al cane, ci siamo sempre, ma alle volte non ci vedete.

Come intendente promuovere il nuovo disco? Avete in programma date nei festival estivi? Che mi dite dell’Italia?

Certo, abbiamo la nostra data per il Firefest in Inghilterra. Stiamo pianificando un giro di due settimane in concomitanza con questa data. Ci saranno degli aggiornamenti presto. A proposito, sono in parte italiano, e mio nonno è nato in Sicilia. (E forse è per questo che ho le sopracciglia grandi ah ah!)


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Ultima domanda: passeranno altri 5 anni da Rockaholic oppure avete intenzione di tornare presto sul mercato col suo successore?

Spero che la molla per scrivere ancora scatti prima o poi, ma la magia viene dal grande capo (Erik Turner, ndr) e non ha una data precisa.

Bene, SpazioRock ringrazia per il tempo concesso: buona fortuna per il tour!

Grazie per l’intervista rockaholica!


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