Federico Poggipollini (Federico Poggipollini)
Giovedì 14 aprile abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Federico Poggipollini, lo storico chitarrista di Ligabue che da anni è anche protagonista di una carriera solista di tutto rispetto. Spunto dell'intervista è stato il suo nuovo tour in supporto a "Caos Cosmico Extra", ma sono stati toccati molti altri argomenti... Buona lettura!
Articolo a cura di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 18/04/11

Ciao Federico, benvenuto su SpazioRock! Come stai?


Bene, grazie. Sono reduce dalle prime due date della scorsa settimana, e devo dire che lo spettacolo è forte, nel senso che abbiamo preparato degli arrangiamenti nuovi, ed abbiamo anche registrato al Naima. Una volta finito il tour, ci metteremo in moto per riprendere e tenere le cose che ci piacciono di più per realizzare un DVD.


Infatti ho saputo della tua intenzione di registrare il tuo primo DVD Live. Come mai proprio Forlì?


Forlì perché il Naima è un locale che ha una grande storia, soprattutto di rock blues, e si prestava perché è abbastanza naif, è una ex balera, quindi ha questa immagine un po' retrò. Il tutto è stato amplificato da Lombardi, che è uno dei creatori, inventori italiani di microfoni particolari e di amplificatori, quindi mi piaceva avere una immagine un po' retrò. Poi ho saputo che anche Capossela ha registrato anni fa al Naima il suo live ("Liveinvolo", ndr.).


Quando uscirà il DVD? Avete già una data indicativa?


No. Adesso l'abbiamo registrato, poi però forse non registreremo neanche solo quello, faremo anche le altre registrazioni. Prima di fare tutto ciò abbiamo riarrangiato alcuni brani, soprattutto quelli vecchi proprio per fare un suono più attuale. Devo dire che le riprese audio e video fatte al Naima mi hanno fatto pensare, nel senso che mi è piaciuto molto il fatto di riarrangiare queste cose perché hanno una sorta di collante con “Caos Cosmico” che è l'album che presento invece ultimamente.


federicopoggipollini_interview_2011_02A proposito di “Caos Cosmico”: l'anno scorso è uscita la versione “Extra”, e so che ha avuto una gestazione travagliata...


“Caos Cosmico” ha avuto dei problemi prima di uscire, un paio d'anni fa. Io ero legato ad una etichetta che è andata in liquidazione, quindi io mi sono ritrovato, dopo avere registrato due album e dopo aver ottimizzato e masterizzato questo album, a non avere più niente in mano perché se l'etichetta fallisce, è lei la padrona del master, quindi ho dovuto ricomprare questo master. Fatto questo, il disco mi ha dato molte soddisfazioni: è uscito per la Edel, è stato ristampato per ben tre volte e la terza volta mi è stato chiesto di farlo in un formato diverso proprio per dare la possibilità a questo disco di rimettersi in gioco, ed è stato chiamato “Caos Cosmico Extra”. Ha una copertina diversa ed alcuni brani in più rispetto al normale, però è già finito anche questo, quindi siamo al top!


Mi fa veramente piacere!


Non si parla di tantissime copie, sappi che è indipendente, però comunque facendo molti live ho anche  modo di promuoverlo. Non sono aiutato dalle radio o dalle tv, ma sono aiutato invece dai concerti.


Mi fa piacere che stia andando molto bene anche “Caos Cosmico Extra”, anche perché contiene “Anima Silvestre”, la mia preferita dell'album, dove tra l'altro duetti con Elena Di Cioccio (figlia del noto batterista della PFM Franz Di Cioccio). Perché hai scelto proprio lei?


Ah, Grandioso! Sono felice che ti piaccia! “Anima Silvestre” è una canzone che aveva bisogno di una voce femminile, ma questo lo sapevo perché avevo già fatto un provino. Però in realtà ci voleva una persona femminile che avesse una storia, non poteva essere una cantante qualunque, e sapevo che Elena Di Cioccio cantava, la conosco molto bene e so che ha una grande storia musicale. Gliel'ho mandata e le è piaciuta immediatamente e mi ha detto: “La vengo a fare”. È venuta in giornata e l'abbiamo cantata!


Quindi è stata una cosa, diciamo, “di getto”.


Di getto, si, queste cose qui vanno fatte di getto.


E ci sarà anche la possibilità di vedervi insieme in qualche data per riproporre questo duetto?


Mi piacerebbe, purtroppo però lei è molto impegnata con la radio, fa un programma dalle 22.00 a mezzanotte, anche il sabato, quindi so che sta un po' incasinata. È da un po' che non la sento, però quando uscì il disco le avevo chiesto se le andava e lei mi disse “Si, dimmi quando che cerco di liberarmi”. In realtà non è ancora capitato, ma capiterà.


A proposito dei live: so che in questa tua tournè stai suonando principalmente in club, o comunque in locali abbastanza intimi, abbastanza raccolti diciamo...


Si, in realtà domani suonerò a Chieti, in un locale abbastanza piccolo, tiene circa 200 persone, però poi suonerò al Giostrà che ne contiene quasi 1000. Il Naima ne tiene sotto i 500, e sappi che il concerto del Naima era tutto esaurito da giorni ed hanno fatto entrare 660 persone, in un locale da 500! Il giorno dopo ho suonato a Torino al Re Artù che è un locale da 350 persone. Per ora vanno tutti benissimo, ed è già tutto esaurito sia domani che il giorno dopo.


Mi fa piacere che il tuo tour stia andando molto bene.


Devo dirti che io lo rinomino “tour”, però in realtà io appena ho tempo parto con la mia band. Ora tutto è un po' più concentrato perché ho avuto una pausa un po' più lunga, e quindi ho deciso di metterle più vicine. Per i prossimi due mesi tutti i week end ho le date con la mia band. Ah, il locale di domani a Chieti si chiama L'Altro Vinota.


Vinota... Mi pare di averlo già sentito. Io sono di quelle parti più o meno.


Di dove sei?


Di Teramo.


Ah, grande, Teramo! Io faccio una canzone di Ivan Graziani, che era di Teramo!


Si, “Il Chitarrista”, dove hai collaborato anche col figlio, Filippo, giusto?


Si si, è stata una buona cosa.


federicopoggipollini_interview_2011_05Parlando ancora della tua attività live, rispetto ai tour che fai con Luciano Ligabue avrai anche delle sensazioni diverse, anche il rapporto con il pubblico sarà diverso...


Si, però non parliamo di questo. Molti mi chiedono di Luciano, capito? Luciano è importantissimo per me, però parliamo del mio tour.


No no, volevo semplicemente sapere le differenze di sensazioni tra le due esperienze.


Beh, è normale che ci sono le differenze, Ligabue suona negli stadi, il prossimo evento è il Campovolo davanti a 100.000 persone, io faccio dei posti completamente diversi!


Tranquillo, non ci saremmo dilungati più di tanto su Luciano! Posso capire la tua “paura”.


No, ma perché alla fine girano molto su questa cosa. Luciano è molto importante per me, ma come chitarrista, non come compositore. Te lo dico perché magari poi saresti andato avanti con domande su Ligabue e basta.


Per quanto riguarda le tue composizioni: come nascono? Parti da delle jam session in studio e poi da qui riesci a creare il testo, o magari invece avviene il contrario?


Guarda, partono quasi sempre con un giro armonico ed una melodia. Alcune volte mi è capitato di avere già un'idea di testo, ma raramente. Il 90% delle volte mi viene in mente un giro armonico, ci canto sopra qualcosa, e a quel punto sviluppo la melodia che poi porta al termine della canzone. Una volta fatto questo, seguendo la melodia mi capita ogni tanto di dire delle cose in italiano. Seguo poi il suono delle parole legato al significato che le voglio dare, ed è una seconda fase: una volta che ho delle parole che mi piacciono, che legano bene con la musica, inizio a creare un testo, raccontando esperienze che mi appartengono. Ho già una quindicina di brani nuovi che ho scritto per un prossimo disco.


Infatti mi avevano detto che in questi giorni saresti stato in studio.


Si, ma non sto registrando. Ho provinato i miei brani, perché scrivo anche per altri. Sappi però che i miei brani sono già intorno a quindici, e ne farò altrettanti e poi deciderò come farli uscire.


Negli ultimi anni anche la tua vita è cambiata: hai una relazione stabile da ormai quattro anni e da poco hai avuto la tua seconda figlia. Tutto questo ha influito il tuo modo di comporre?


Più che altro, racconto cose diverse da quelle che raccontavo prima, ho una visione un po' diversa ora. Devo dirti che le canzoni che sono in “Caos Cosmico” sono una sorta di summit: alcune raccontano di passioni legate ai sentimenti, alcune invece a quelle che vedevo intorno o erano legate a dei miei ricordi. Quelle del prossimo disco, quelle che ti ho appena detto, sono completamente diverse: non c'è mai una volta in cui parlo d'amore, cosa che invece era prerogativa sui miei dischi precedenti.


Come mai questa scelta?


Forse perché sull'amore ne ho già dette troppe, e forse perché in questo momento sento la necessità di raccontare qualcos'altro.


Durante gli anni il tuo stile compositivo e chitarristico si è evoluto, è maturato. Quali sono i tuoi punti di riferimento maggiori nella musica?


Dunque, per quanto riguarda questa cosa, hai detto bene. Sono continuamente in crescita, ascolto sempre cose diverse e mi sono accorto anch'io proprio di sviluppare il suono della chitarra in modo diverso rispetto al passato. Questo forse è successo perché ascolto più musica black, quindi blues e funky, ma anche jazz, che mi ha un po' aperto ad altre sonorità a livello melodico, nel senso che prima ero proprio tradizionalmente rock, e quindi certe cose le mettevo da parte. Negli ultimi anni ho fatto proprio questa ricerca musicale, ed ho cercato di aprire un po' do più i miei orizzonti. Io sono sempre un po' in cambiamento, in crescita. Cerco sempre nuovi stimoli che mi possano portare avanti nello studio dello strumento e nel modo di comporre.


Prima di concludere, hai qualche aneddoto particolare che ricordi e che ti è rimasto particolarmente vivo nella mente? In tutti questi anni di carriera, tra Tribal Noise, Litfiba e Ligabue penso siano capitati avvenimenti che a pensarci oggi ti vien da sorridere.


Dunque, ci sono tantissimi aneddoti legati al mondo musicale. C'è una cosa a cui ripenso sempre: io sono un grande fan dei Clash, e quando avevo 15 anni andai a Londra e riuscii ad incontrare Joe Strummer, il cantante. In realtà una delle persone che avrei voluto incontrare era Paul Simonon, il bassista. Paul Simonon è uscito dalle scene una volta sciolti i Clash e non ha mai più fatto niente, a parte qualche sporadica cosa subito dopo. Per anni non si è più saputo niente. Tre o quattro anni fa lui e Damon Albarn dei Blur hanno fatto questo gruppo che si chiama The Good, The Bad And The Queen. Io stavo guardando il giornale e trovai l'articolo su questa nuova band e c'erano degli aggiornamenti sulle date. C'era una data a Berlino. In quel momento mi sono sentito di nuovo un ragazzino deficiente, ed ho comprato il biglietto per andarli a vedere a Berlino... ma da solo (ride, ndr.)! Ma non perché ero rimasto affascinato dal fatto di vedere la band e sentire cosa facessero, ma soprattutto per stringere la mano a Paul Simonon, cosa che è successa! Sono stato molto felice di questo, e la cosa bella di tutto ciò è stato proprio rivivere questo entusiasmo adolescenziale, ed ho capito che questo tipo di entusiasmo fa parte di me e continuerà a farlo per tanti anni.

federicopoggipollini_interview_2011_03

Immagino la tua felicità quando è successo tutto questo!


Si, però la cosa secondo me da tenere in conto è che queste cose sono legate ad un periodo della tua vita, poi dopo perdon forza, no? Invece nel caso mio no, aveva la stessa forza, ero emozionato come un bambino! Io delle volte quando lo racconto mi dico “Ma sei scemo, chi te l'ha fatto fare?”. Comunque sono due, tre giorni di viaggio, andare in un locale, lasciare qui tutto, organizzare... è stata una cosa delicata!


Immagino, non è una cosa semplicissima.


Si esatto, ti devi un po' organizzare. A parte i costi, solo il biglietto costava tipo 70 euro, poi volo, albergo, eheh! Poi da solo, neanche in compagnia!


Eheh! Ma reputo che son cose che senti di voler fare, le devi fare assolutamente, almeno non avrai rimpianti in ogni senso.


Assolutamente!


Bene, l'intervista è giunta al termine! Grazie per la chiacchierata e, se vuoi dire qualcosa ai tuoi fan e ai lettori di SpazioRock, a te l'ultima parola!


A tutti i miei fan che mi seguono da anni ormai con molta costanza, anticipo l'uscita di questo DVD dove raccoglierò il meglio di questo ultimo tour, anzi di questi ultimi tour, dato che credo che con questa formazione siamo al top, ma saluto soprattutto chi leggerà questa intervista e che magari, non conoscendomi, potrà saperne sicuramente un po' di più!




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