Le Orme (Michi Dei Rossi)
SpazioRock vi offre un'intervista molto speciale, non con una band di prog rock qualsiasi, ma una band che ha fatto la Storia del progressive rock italiano negli anni '70 e oltre. Stiamo parlando de Le Orme, che hanno dato alla luce il recente "La Via Della Seta", con una rinnovata line-up e tanta voglia di dare ancora molta musica di qualità. Non perdetevi quest'intervista con il batterista e fondatore Michi Dei Rossi. Buona lettura!
Articolo a cura di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 14/04/11
Benvenuti su SpazioRock.it! Sono molto onorata, da brava amante del progressive italiano,di potervi intervistare!


Grazie.


Innanzitutto, come prosegue la presentazione del vostro nuovo album "La Via Della Seta"? Personalmente, io ho atteso con molta curiosità questa vostra nuova uscita e devo dire che non sono stata per niente delusa.


Ci fa molto piacere che ti sia piaciuto, i commenti del pubblico e dei giornalisti sono positivi all'unisono e quando succede è meraviglioso, ci si sente appagati e orgogliosi; anche dal vivo "La Via Della Seta" riscuote un notevole successo e i concerti sono sempre una grande festa, i fan de Le Orme sono i migliori fan che una band possa avere e li ringraziamo pubblicamente. Il tour sta andando a gonfie vele e ci porterà in tutta Italia fino ad Ottobre.


"La Via Della Seta": il primo pensiero è andato al fascino dell'Oriente, poi alla figura di Marco Polo. Un secondo pensiero poi mi ha ricordato la convivenza tra popoli e la figura di Alessandro Magno che ha cercato di unire Occidente ed Oriente. Che cosa significa per voi quest'album? Che messaggio volete trasmettere agli ascoltatori?


Questo è l'album della rinascita, del nuovo corso, un cambiamento epocale che vede in prima linea il prog-rock sinfonico senza compromessi fatto di passione, sudore e libertà di idee, cose fondamentali per il nostro essere musicisti. I brani sono stati composti dalla coppia Bon/Dei Rossi e un paio assieme a Fabio Trentini e uno assieme a Federico Gava. E' un concept in forma di suite con 12 movimenti (6 cantati e 6 strumentali) è come un romanzo in musica che racconta una storia in modo più profondo, sia musicalmente, sia letterariamente. Anche i titoli delle composizioni strumentali, oltre ai testi veri e propri, servono a questo scopo. "La Via Della Seta" è una metafora sull'uomo, sull'incontro dei popoli, che sin dall'antichità, hanno trovato giusta dimensione su questa via, alla ricerca della distensione culturale e religiosa, anticipando la globalizzazione forzata di oggi.
Marco Polo, e Alessandro Magno, a cui abbiamo dedicato gli strumentali "29457, L'asteroide di Marco Polo" e "Il Romanzo Di Alessandro" sono due dei personaggi più importanti che hanno animato le rotte della Via della Seta.


Parliamo dei testi del vostro disco e del lavoro di Maurizio Monti. Vorrei chiedervi perché avete scelto lui per la stesura dei testi.


Maurizio Monti (Patty Pravo, Cocciante, Mina ecc. ) ... Abbiamo pensato a lui prima di tutto perché è un autore eccezionale, un poeta, in seconda battuta perché conosce bene la voce di Jimmy Spitaleri, avendo scritto i testi per il suo secondo album solista "Uomo Irregolare".
I suoi versi evocativi hanno aggiunto all'album un ulteriore tocco di magia. La parte letteraria (la storia, il libretto, la grafica nascono dalla collaborazione con Guido Bellachioma).


Potete descrivermi la nascita de "La Via Della Seta"? Come avete proceduto nella composizione?


Come si faceva negli anni settanta e come abbiamo sempre fatto, ci si riunisce, ognuno porta il suo materiale, si fondono le idee, si provano, si arrangiano e come per magia i brani prendono forma. Ci sono voluti circa quatto mesi di lavoro tra pre-produzione, registrazione e missaggi. L'album è stato registrato al Warm Music studio di Treviso, Michele Bon a curato i missaggi e il mastering e Riccardo Checchin la registrazione e l'editing.


Sette anni sono passati dal vostro album "L'Infinito" e nel frattempo Aldo Tagliapietra se n'è andato dalla band. Suppongo non sia stato un momento facile, ma ancora una volta Le Orme, come gruppo, è riuscito a rinascere e personalmente penso più forte di prima, con nuovi componenti e una possibilità di poter dare ancora più spessore ai brani in sede live.


L'abbandono da parte di Aldo Tagliapietra è stato come un fulmine a ciel sereno che inizialmente ci ha messo in crisi, poi semplicemente ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a provare tutti i santi giorni, con tutte le nostre forze e tutte le nostre idee, determinati a portare avanti la musica che più è stata ed è il nostro essere: Il rock progressivo sinfonico, marchio di fabbrica de Le Orme da sempre. Il sostegno dei fan, unito alla collaborazione di Enrico Vesco e di Guido Bellachioma, sono stati elementi importanti per la buona riuscita di questo nuovo progetto.


Trovo che Jimmy Spitaleri sia un eccellente sostituto di Aldo. Certo, penso che ci sia la classica parte di fan che non accetterà mai il cambiamento, ma dal canto mio mi ritengo soddisfatta. Come mai la scelta è ricaduta su di lui e sugli altri musicisti?


L'idea era quella di formare una band che avesse la possibilità di eseguire tutto il repertorio prog e non del vecchio corso e che fosse in linea con la musica del nuovo corso, così abbiamo pensato di aggiungere un pianista e un chitarrista, (la formazione rimasta dopo l'abbandono di Tagliapietra era: Dei Rossi, Bon e Trentini) mentre per il cantante si è pensato da subito a Jimmy Spitaleri, già con la storica band prog Romana Metamorfosi, cantante dotato di una voce rock lirica e dinamica, all'opposto di quella di Tagliapietra per dare una svolta definitiva alla band.


La nuova line up è la seguente:


Michi Dei Rossi: batteria, percussioni
Michele Bon: organo Hammond, piano, synth, tastiere e cori
Fabio Trentini: basso, bass pedals, chitarra acustica e cori;

Con

Jimmy Spitaleri: voce
William Dotto: chitarre elettriche e chordal tapping in L'alba di Eurasia
Federico Gava: piano, synth e tastiere.

 

 

intervista_leorme_02

 

 

Jimmy come ha affrontato i brani del passato de Le Orme? Ha dei brani meno recenti che ama particolarmente?


Jimmy è un cantante dotato e con forte personalità, una leggenda del prog Italiano e ha semplicemente interpretato i brani alla sua maniera e gli piace molto la scaletta di questo tour perché è prog al cento per cento.


Ho letto che gli ex-membri de Le Orme, ovvero Pagliuca, Tagliapietra e Marton suoneranno assieme ad un festival prog ad Aprile. Qua potrebbe scattare l'ovvia domanda circa una possibile reunion in un futuro, ma sinceramente, queste cose a mio avviso lasciano il tempo che trovano, non credete?


Hai ragione, lasciano il tempo che trovano e noi siamo solo all'inizio di una nuova storia, non credi?


Anche se i fan sono tanto nostalgici e tante volte si aggrappano ciecamente alla speranza di una reunion ... E sono una fan anche io e potrei capire queste cose, al di là della professionalità che il mio ruolo richiede. Per esempio, uno dei gruppi che amo molto, i Dream Theater, dopo 25 anni si sono separati dal loro batterista e fondatore Mike Portnoy. Dopo l'incredulità iniziale, ho pensato che se questo deve portare cose buone da entrambi le parti, una separazione non è un evento necessariamente negativo.

 

Credo che "La Via Della Seta" non avrebbe mai visto la luce, attendiamo comunque news di un nuovo album di brani inediti dall'altra parte.


Trovo che il progressive italiano sia uno di quei generi tutt'ora molto apprezzati, specie proprio quello degli anni '70, che non di rado ho ritrovato in gruppi prog rock dei giorni nostri. Credo che sia una cosa di cui andare orgogliosi.

 

Il prog nasce negli anni '70, allora si chiamava pop sinfonico e in quegli anni esprime il massimo della sua arte. Ogni epoca ha avuto la sua musica e raramente in epoche successive c'è stato qualcuno in grado di superarla.


Tante volte si reputa il progressive come un genere troppo chiuso, cervellotico, di difficile assimilazione. Eppure, la bellezza di questo genere sta nella sperimentazione, nella contaminazione tra generi, nell'imprevedibilità e nel cambio di ritmo repentino di un brano. Che cosa vi attrae ancora oggi, dopo tanto tempo, al progressive rock?


Il prog ha in se tutto quello che non si sente nelle radio commerciali, nelle televisioni e nelle classifiche, questa già potrebbe essere la risposta, per un musicista come il sottoscritto e credo anche per gli altri. La musica deve essere libera da schemi, da costrizioni commerciali, deve esprimere in pieno la personalità dell'artista e "La Via Della Seta" contiene tutto questo.


intervista_leorme_03Anche se c'è da notare che tante volte, il pubblico italiano è troppo critico nei confronti delle band italiane: tante volte vedo gruppi validissimi delle nostre parti, sviliti da paragoni con band estere che, a quanto pare, sembrano sempre essere più brave.


In tutti i concerti fatti all'estero e sono molti, Inghilterra, Argentina, Brasile, Messico, U.S.A, Canada ecc., il pubblico ha sempre apprezzato il fatto che fossimo una band italiana e dicevano che questo era il nostro pregio, assieme all'italianità, alla melodia, alla tradizione dell'opera, del bel canto,che ci distingueva fra tutte le altre band del mondo. Perciò ragazzi, quando sentite una band italiana che ha qualcosa di valido da dire cercate di apprezzarla e sostenerla.


Le Orme hanno una carriera enorme, monumentale: come ci si sente a guardare indietro e a pensare a tutto quello che è successo nella vostra carriera musicale?


Invecchiati! (ride) È una domanda abbastanza complicata, hai la consapevolezza di aver vissuto delle esperienze meravigliose, il successo inteso anche come successo interiore, la crescita musicale e l'esperienza di vita, comprese anche le cose negative che completano il quadro.

 

Scommetto che però, avete ancora qualche sogno o desiderio da realizzare, musicalmente parlando.


Direi di si, sognare non costa niente. Ci piacerebbe fare una serie di concerti assieme all'orchestra sinfonica, proponendo una scaletta con "Felona E Sorona", "La Via Della Seta" e brani tratti da "Collage", "Uomo Di Pezza" "Contrappunti" e "Florian", comporre una colonna sonora e un'opera rock, vediamo cosa ci riserverà il futuro.


Una nota curiosa e che mi piace sempre ricordare è che la musica a volte può anche accumunare le generazioni, può avvicinare persone che ascoltano anche generi totalmente diversi. Giusto prima, mio padre stava canticchiando la vostra "Gioco Di Bimba" (neanche a farlo apposta), mentre in questi giorni io e mia madre parliamo spesso dei Genesis e dei Jethro Tull. Curioso, no?


La musica quando è di spessore non ha tempo ed accomuna persone di ogni età, come succede ancora oggi ai nostri concerti, giovani e meno giovani, famiglie intere cantano e si divertono assieme a noi nella gioia della musica.


Vi ringrazio tantissimo per la vostra disponibilità! Spero di vedervi presto, magari in zona Milano!


Grazie a te è stato un piacere, cogliamo l'occasione per invitarti sabato 16 a Cusano Milanino (MI) Teatro Giovanni XIII in occasione del CO - PROG DAY, festival prog con cinque band.


Prima di concludere, lascio la parola a voi, se avete un messaggio da lasciare ai fan italiani ed agli utenti di SpazioRock!


Ascoltate solo buona musica e non scaricatela, compratela, il prog è ancora vivo, sostenetelo.




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