Falkenbach (Vratyas Vakyas)
Vratyas Vakyas, il cercatore errante, illustra per SpazioRock le forme, la profondità e i confini dell'universo Falkenbach. In occasione dell'uscita di "Tiurida", ultimo studio album della band, ecco cosa ci ha raccontato il nostro interlocutore. Buona lettura!
Articolo a cura di Fabio Petrella - Pubblicata in data: 04/05/11
Ciao Vratyas. Prima di tutto, benvenuto tra le pagine virtuali di SpazioRock. Sei nato in Islanda, ma hai vissuto per molti anni in Germania. Come mai hai lasciato il tuo paese natale?

Le tue informazioni non sono esatte, e quindi non c’è molto da dire al riguardo, presumo. Sono tedesco, avendo una famiglia che è tedesca da generazioni, da almeno un duecento anni.

La tua prima demo, "Hamaval", è di circa vent'anni fa. In tutti questi anni il tuo modo di comporre non è cambiato molto. Qual è stata la scintilla che ha fatto prendere vita al progetto Falkenback?


All’inizio, come per "Havamal", Falkenbach era solo folk, le influenze metal son venute con gli anni. Penso che le canzoni ed il modo con cui erano composte è cambiato molto in un certo senso. Il perché io abbia iniziato a registrare le prime canzoni è molto semplice; per me era, ed ancora è un modo per dar forma ai miei sentimenti religiosi ed al mio punto di vista.

Parlando dei testi, i tuoi album vanno in profondità dentro il paganesimo e nella mitologia nordica. Ascoltando "Tiurida" puoi capire come questi temi siano così importanti per te. Sembra che ci sia un’intensa sinergia tra questo mondo antico e te. Qual è il tuo segreto?


Il primo segreto è che forse, per me, non c’è nessun “mondo antico” quando parlo del paganesimo.
Naturalmente ci sono delle radici, ed ovviamente si possono chiamare queste radici antiche. Nonostante tutto, vivono ancora oggi. Siamo figli del tempo in cui viviamo. Ed il paganesimo è qualcosa che esiste ancora oggi. Falkenback ed i miei punti di vista non costruiscono un’immagine falsa dell’antico eroismo. Riguardano il trasformare le nostre culture, valori, credenze nella nostra vita, nel nostro tempo. E’ una parte di oggi.

Dietro a questi temi mitologici e pagani, I tuoi lavori mostrano un vero amore per la natura, I suoi scenari ed I suoi aspetti. E’ un sentimento legato alla vita di tutti i giorni oppure è solo una prova per comunicare in modo differente una sorta di filosofia “pagana”?


La natura è parte del mondo in cui viviamo, e quindi parte della mia vita, parte del mio pensiero ed ovviamente, per me non c’è un legame tra natura e credenze pagane a prima vista, ma c’è un legame tra me e quello che la gente chiama natura. Chiamarla natura, per molta gente significa mettere una frontiera tra loro ed un mondo esterno. Per me c’è qualcosa chiamato animismo, e questo è il mio legame con essa, e quello dei Falkenbach. In generale, questo non è connesso al paganesimo, ma per me lo è, come parte del mio mondo.

Grazie all’aspetto sognante ed intimo, la tua musica si adatta perfettamente se ascoltata mentre si è circondati dalla natura. Per esempio, penso a “Ok Nefna Tysvar Ty” (ma ovviamente questo può essere detto di tutti i tuoi album), ricco di atmosfere epiche e di pathos,e se lo ascolti mentre sei in montagna, diventa veramente molto suggestivo. Scavi dentro la tua anima per concepire dei pezzi così profondi e mistici?

No, non penso. E’ ciò che ricevo, son le melodie che mi vengono in mente. Non devo cercarle, non ho bisogno di luoghi speciali o stati d’animo particolari. Quando arriva il momento giusto, queste cose mi vengono in mente, e non è importante il luogo in cui mi trovo o come mi sento.

Molto probabilmente sei stato tra I primi artisti che ha proposto questo modo di fare musica metal, ed in questi ultimi anni si è diffuso molto. Segui la crescita di questo genere? Cosa pensi della situazione attuale della musica viking-folk, che sta diventando sempre più commerciale, sempre più la stessa e senza un’anima? Quale band consideri la migliore in questo genere oggigiorno?


Ad essere onesto, non seguo nessun genere in particolare, ed a parte questo, non ascolto nessuna nuova band e nessun nuovo album da anni. Non so cosa stia succedendo nello scenario di questo genere, e nemmeno degli altri. Ci son poche cose che ho ascoltato in questi ultimi anni, e non abbastanza per fare un commento al riguardo, penso.

I tuoi lavori in un certo richiamano in modo molto originale una certa musicalità ed una certa attitudine create molto tempo fa dal nostro compianto Quorthon, e molta gente ti vede come l’erede dell’artista svedese. Ti senti di avere una poetica vicino alla sua?


No, non penso. Quorthon ha creato con Bathory dei buoni album, guadagnando un’ottima reputazione. E’ stato un artista che ha venduto un sacco di cd, mentre io no. Ha iniziato trattando tematiche sul Satanismo, mentre io no. In seguito ha dichiarato che tutti i testi “viking” erano basati sui suoi interessi, e non credeva sul serio a ciò che scriveva, così come non credeva in nessuna religione. Questo è un altro elemnto che differenzia una persona come Quorthon da me. Alla fine, beh, forse non c’è molto che mi fa sentire vicino a lui, oltre al fatto che non lo conosco.

Per me "Tiurida" è un altro capolavoro senza alcun punto debole. I tuoi album son difficili da raggiungere, ma come mai ci vuole così tanto tempo per prepararli? È una scelta consapevole o è semplicemente una pausa per dare un lavoro ben fatto all’audience?

E’ una pausa, che però non programmo. Alle volte ci sono dei periodi in cui non mi vengono in mente nuove idee, e non ci posso fare molto. Son passati molti anni tra Tiurida e l’album precedente, ma non vuol dire che io abbia lavorato tutto il tempo sulle canzoni. Quando mi viene in mente una nuova canzone, di solito accade in fretta e non c’è bisogno che io ci pensi e ci ripensi sopra, è lì, pronta. E dopo questo, forse dopo un anno o più, non succede niente. E’ così.

Vedere un concerto dei Falkenbach sarebbe un sogno per molte persone. E’ vero che state programmando alcuni spettacoli?


Forse programmare è un po’ troppo. C’è un’idea, certo, sta prendendo più forma rispetto agli anni scorsi. C’è una buona possibilità per fare un paio di concerti, ma non è sicuro niente. Controllate il sito www.falkenbach.de di tanto in tanto, troverete notizie sui Falkenbach.

Ok Vratyas, abbiamo finito. Grazie per l’intervista e buona fortuna! …As Long As Winds Will Blow...

Grazie per il supporto!


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