Stratovarius (Lauri Porra)
A poca distanza dall'uscita dell'ultima fatica della formazione finlandese Stratovarius, abbiamo contattato telefonicamente il bassista Lauri Porra, con cui abbiamo avuto una piacevole chiacchierata sul passato, presente e futuro della band scandinava. Buona lettura!
Articolo a cura di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 13/04/11

Ciao Lauri, è un piacere poter parlare con te e benvenuto sulle pagine di SpazioRock!

Oh, grazie mille!

Sei finalmente a casa?

Sì, finalmente sono a casa. Abbiamo un paio di settimane di stop e poi riprenderemo il tour in Sud America.

Ok, iniziamo l’intervista, ma prima di tutto vorrei sapere come stanno Timo e Jorg…

Ah, stanno entrambi molto molto meglio. A Timo è completamente tornata la voce mentre Jorg sta seguendo delle cure per liberarsi del cancro. Ora va molto meglio, è stato un periodo piuttosto difficile all’inizio.

Sì, posso immaginare sono felice che ora vada tutto meglio. Comunque, ero a Milano lo scorso a Gennaio a vedervi suonare assieme agli Helloween. Il vostro è stato uno show “curioso”, pieno di brani strumentali e assoli per riempire il tempo. Per quante date avete continuato con quella setlist? Quando si è ripreso Timo?

Praticamente per tutto il tour europeo, in particolar modo la seconda parte. La prima è filata liscia come l’olio a parte un paio di show che abbiamo dovuto cancellare.

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In Francia giusto?

Esatto, e da lì in poi abbiamo adottato quella setlist a cusa delle condizioni di Timo. Ha iniziato a riprendersi nella seconda metà ma non era comunque in piena forma. È tornato come nuovo quando abbiamo iniziato i concerti in Giappone.

Tra l’altro ti dirò che ho apprezzato tantissimo le scelte effettuate, non si ha molto spesso l’opportunità di sentire in pratica tutte le canzoni strumentali degli Stratovarius.
Com’è stato suonare? Voglio dire, senza avere Timo sul palco per il 90% del tempo?

Beh, non è stato particolarmente traumatico, particolare sì. Poi insomma devi fare uno show rock e l’audience che c’era a Milano ci ha aiutato moltissimo ad ambientarci. Ho solamente pensato a suonare e mi sono divertito molto. Si certo, dopo un po’ cominciano a mancarti Timo e la sua voce.

Ok, a parte questa digressione live, “Elysium” è uscito ormai da qualche mese, come sta andando? Siete soddisfatti?

Assolutamente sì! Molto soddisfatti! Abbiamo fatto un sacco di progressi da “Polaris”, la direzione è quella giusta e non potrebbe andare meglio.

Anche per quanto riguarda le vendite?

Sì, mi pare che abbia già superato le vendite di “Polaris” di un buon 20% nell’intero globo, e considerando quello che sta accadendo all’industria musicale di oggi è un buonissimo risultato. E’ diventato addirittura il primo classificato della chart finlandese, e ciò non accadeva dai tempi di “Destiny”!

Wow, è una cosa fantiastica! Tra l’altro ho notato con piacere una lenta ma inesorabile ascesa qualitativa rispetto al terribile album omonimo “Stratovarius”. Cos’è cambiato rispetto ad allora? Si ok, Tolkki non è più nella band e c’è l’ottimo Matias al suo posto, avete forse trovato una maggiore coesione in fase di songwriting?

Eh sì, questa è la differenza principale perchè Tolkki era il principale e unico compositore insostanza, ora invece siamo un’entità democratica. Poi bè, rispetto a “Polaris” ora conosciamo molto meglio Matias, ha saputo ritagliarsi un suo spazio e noi gli abbiamo anche dato molte più responsabilità, se capisci cosa intendo dire. Ed è per questo che è migliore come cd, più heavy.

Su "Polaris" hai scritto le due “Emancipation Suite” vero? Puoi dirmi qualcosa della loro genesi?

Sì, sono state le prime cose che ho scritto per gli Stratovarius, in Elysium poi ho anche composto “Lifetime in a Moment” e alcuni brani per la versione bonus, ma questo non c’entra niente eheh. Tornando alle due "Emancipation" in origine erano molto più lunghe ed erano divise in tre parti, ma alla fine ho dovuto tagliare qualcosa. Rappresentano l’epico sentimento di un uomo che da solo combatte le proprie battaglie per la libertà. Ma tra l’altro a essere onesti non avrei nemmeno dovuto farne due parti, la seconda è sostanzialmente un outro e magari avrebbero funzionato meglio assieme, è l’unico rimpianto che ho. Per questo la suite presente su "Elysium" è una traccia unica da 20 minuti, non volevamo ripetere lo stesso errore.

Devo dire che sono rimasto molto soddisfatto dall’album e ho apprezzato anche il ritorno a sonorità marcatamente più power. Molta gente però continua ovviamente a fare paragoni con gli stratovarius di “Visions”, “Episode” etc. Quegli Strato per me, però, non esistono più, come vi ponete ora? Come vi descrivereste?

Penso che sia il naturale progresso. Ma tu hai ragione, la band è cambiata con esso e non è più la stessa di una volta, anche questa cosa è completamente naturale. Col nuovo millenio abbiamo cercato di iniziare e continuare quello che si era interrotto con “Infinite”, questo è quanto. Poi sai, gli ultimi tre album sono buonissimi album ed è sempre meglio fare qualcosa di nuovo piuttosto che sentire sempre le stesse cose e ripetersi continuamente. Ecco perchè Timo (Kotipelto) ha provato approcci differenti rispetto al passato, perchè sì, tu non puoi permetterti di fare lo stesso album ripetutamente a meno che non ti chiami AC/DC.

Ora vorrei saperne un po’ più di te: mi racconti come sei entrato a far parte degli Stratovarius? Chi ti ha chiamato? Quando? Perché? Come hai reagito?

Se non sbaglio era il 2005, ed ero praticamente amico di tutta la band perchè ho suonato in diversi album e quindi sono diventato abbastanza conosciuto nella scena metal finlandese. Grazie soprattutto alla partecipazione nel solo album di Kotipelto e Warman. Ero vicino alla band quando ci fu lo split con Jarri, Tolkki mi contattò e mi chiese di andare in tour con loro, io ho semplicemente risposto di si eheh. Successivamente ho chiamato Jarri per dirgli che io avrei partecipato al tour e se avesse avuto intenzione di tornare eccetera, lui mi ha risposto che non sarebbe tornato e quindi sono rimasto in formazione.

 

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Ti ricordi il primo concerto che hai fatto con loro? Com’è stato?

Sì, mi pare che sia stato in Porto Alegre in Brasile. Anzi a dire il vero il primo è stato uno piccolo show di tre canzoni al Wacken Open Air in un fantastico slot nel bill di sabato, abbiamo suonato attorno alle 21 se non ricordo male. E poi era un concerto a sorpresa, pensa te, prima apparizione in pubblico. Dai piccoli pub finlandesi alle 70.000 persone di Wacken. Ho avuto un ottimo esordio.

Eri nervoso immagino...

Ti dirò, non moltissimo. Tutto è successo così velocemente che non me ne sono reso conto. Anzi, nel sesto show che ho fatto, a San Paolo, stavamo registrando il concerto per poi metterlo sul DVD che purtroppo non è mai uscito, e lì ero veramente ansionso perchè non potevo commettere errori! Peccato perchè ero stato bravo.

Che tipo di musica ascolti? Prediligi il power metal o preferisci il death, black, doom metal etc.?

Sostanzialmente ascolto di tutto, poi quando sono in tour evito di ascoltare metal perchè altrimenti non ne uscirei vivo. Preferisco ascoltare materiale melodico.

Forse qualcosa di classico?

Sì, un sacco di roba classica.

Infatti leggevo su internet che hai iniziato a prendere lezioni molto giovane e che la tua famiglia discende da quattro generazioni di musicisti...

Ho iniziato a suonare il violoncello quando avevo 4 anni, è stato un progresso naturale. Ti dirò, visto che sei italiano il mio compositore preferito è Ennio Morricone e poi mi piace veramente molto Lucio Battisti...

Hai detto veramente Lucio Battisti?

Certo, ho anche partecipato a un concerto in cui proponevamo sue cover in Finlandia, penso di aver comprato quattro CD quando sono stato lì in Italia. Comunque tendo ad ascoltare musica di paesi diversi e rimanere aperto di mente, sai sono tutte influenze che poi infili nei tuoi lavori. Per esempio negli Stratovarius puoi sentire richiami alla mucia tradizionale locale e persino agli ABBA che sono svedesi. E’ importante mischiare e fondere influenze per mantenerti sempre nuovo e fresco ogni volta.

Noto che molto spesso usate Facebook per postare notizie o rapidi commenti, che rapporti avete con internet, con i social networks e purtroppo con la pirateria musicale?

Io penso che in questo momento sia fondamentale per la band comunicare con i fan, e noi cerchiamo in tutte le maniere di rimanere in contatto ed interagire col nostro pubblico, è sempre una bellissima cosa. Per quanto riguarda la pirateria invece, è purtroppo una parte rilevante dell’industria musicale ed è impossibile al momento rimuoverla. Purtroppo per moltissime band è difficile fare un cd, la pirateria gli taglia subito le gambe.

Avete per caso intenzione di tornare in Italia per un vero concerto?

Lo spero proprio! Ora siamo occupati con l’ultima parte del tour e poi in estate avremo i festival. Magari in autunno passeremo a trovarvi...

Ok Lauri è tutto, speriamo di potervi vedere in Italia nuovamente con tutti i membri in forma e l’ultima parola spetta te per salutare i vostri fan…

Ehm... Grazie.

Ah Lauri, lo sai che sei uno dei pochi musicisti stranieri che riesce a dirlo correttamente? Tutto lo pronunciano “Grazi” o “Grazia” o in altre bruttissime maniere...

Eheh i miei cugini vivono a Parma e quindi qualche parola la conosco, ho familiarità con la pronuncia. Ciao a Tutti!!!

Ciao!




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