No Gravity (Simone Fiorletta)
SpazioRock aveva già intervistato il talentuoso Simone Fiorletta nel 2009, in occasione del suo album solista "When Reality Is Nothing". A due anni circa di distanza, abbiamo avuto l'occasione di risentirlo, grazie alla nascita del nuovo progetto prog metal No Gravity.
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 16/03/11

Ciao Simone, come molti altri tuoi colleghi sei ospite gradito sulle pagine di SpazioRock: presumo tu sia impegnato con la promozione di "Worlds In Collision" in questi giorni, è così?


Ciao Gaetano ... E' un piacere essere qui.
Si, in questo periodo mi sto occupando della promozione per ora intesa come interviste varie e pubblicità di vario tipo. Ovviamente l'etichetta, in questo caso la Lion Music (www.lionmusic.com), si occupa di tutto ma se posso fare qualche cosa in prima persona, ben volentieri. Sono del parere che la promozione, la pubblicità non è mai abbastanza.


Direi di focalizzarci immediatamente sui No Gravity: come, quando e perché hai deciso di mettere in piedi questo progetto?


Il progetto è nato quasi per gioco. Poco dopo lo scioglimento della mia ex-band Moonlight Comedy, a tempo perso ho iniziato a buttare giù qualche idea senza alcuno scopo. Dopo aver scritto un primo arpeggio, poi divenuto l'intro di "Nowadays", mi è balenata l'idea di scrivere un album prog. per poi provare a coinvolgere i cantanti, a mio avviso, più blasonati nel panorama internazionale. Una volta presa la decisione il tutto è nato in un lampo. Pensa che l'intero disco l'ho scritto e arrangiato nell'arco di un mese e mezzo. Questo lavoro mi ha coinvolto a trecentosessanta gradi considerando che oltre ad essere l'unico autore, sono anche il produttore e mi sono occupato personalmente anche delle registrazioni, missaggio e mastering presso il mio studio "S.F. Studio". Tra l'altro colgo l'occasione per dire che se qualche band vuole informazioni riguardanti registrazioni e missaggi, può contattarmi a simone.fiorletta@gmail.com


intervista_simonefiorletta_2011_01

Sei riuscito nel difficile tentativo di mettere insieme, a parer mio, le tre voci che si contendono la palma del miglior hard & heavy singer d'Italia: Fabio Lione, Michele Luppi e Roberto Tiranti. Sei andato sul sicuro insomma... come li hai convinti a partecipare?


Ma guarda, coinvolgerli non è stato difficile. Nel corso del tempo ho avuto l'occasione di conoscere personalmente quasi tutti i cantanti che poi hanno preso parte ai "No Gravity", così è bastata una semplice e-mail, in cui spiegavo le mie intenzioni, per ricevere il loro consenso. Credo anche che tale progetto sia risultato interessante per i cantanti stessi dato che, se non mi sbaglio, non hanno mai collaborato tutti insieme su un unico album. Il difficile, più che altro, è stato gestire il tutto a distanza, considerando che viviamo sparsi per l'Italia senza tener conto di Andy Kuntz (Vanden Plas) che è tedesco. Tra l'altro nel 2010, anno in cui è nato il progetto, ognuno di loro ha pubblicato il nuovo disco con le rispettive band quindi puoi ben immaginare quali siano stati i loro impegni.


Domanda piuttosto delicata, per la quale puoi avvalerti ovviamente della facoltà di non rispondere: ti sei assicurato le loro prestazioni in forma amichevole oppure su commissione?


E perché mai non dovrei rispondere? Sinceramente non ho niente da nascondere tantomeno non mi faccio problemi a dire se ho dovuto investire sul progetto ... C'è già tanta gente che dice di avere grosse produzioni alle spalle ma poi man mano il loro conto in banca scende.
Comunque, critiche a parte, non è stato uguale per tutti i cantanti. Con alcuni di loro ho un rapporto stretto e così hanno partecipato per amicizia, con qualcun altro è bastato un semplice rimborso spese (ore trascorse in studio di registrazione) e qualcuno, invece, è stato pagato per il lavoro. Sai però cosa c'è? Se anche avessi pagato a pieno tutti loro, lo direi tranquillamente per due motivi: uno perché non dimentichiamoci comunque di chi stiamo parlando, due perché il lavoro è lavoro e se nella vita si è musicisti, scrivere musica è il proprio impiego ed è giusto che venga retribuito. Dopotutto un avvocato per una pratica legale lo paghi, e perché un musicista non dovrebbe essere pagato per una canzone?!


Mettendo da parte la diplomazia, te la senti di stilare una classifica sulle singole prestazioni? Chi ti ha convinto di più dei cantanti a disposizione?

Credo che ci sia poco da dire, mi spiego meglio. I cantanti contattati per il progetto li seguo e li ascolto da anni, in più sono tutti degli ottimi professionisti quindi, da un punto di vista di prestazione, ognuno di loro ha dato il meglio di sé esprimendosi in modo ineccepibile. Se parliamo di coinvolgimento, credo Michele Luppi considerando anche che "I'm Bleeding" è il singolo nonché la ballad del disco e come tutte le ballad, emotivamente coinvolgono di più.


intervista_simonefiorletta_03_2011Senza contare che non ci sono soltanto loro tre a dividersi il microfono ma anche le voci di Vanden Plas, DGM e Moonlight Comedy. In che modo hai assegnato i brani alle rispettive voci?


Anche questo non è stato difficile. Ho ricevuto conferma della partecipazione di tutti i cantanti più o meno ad inizio lavoro così man mano che scrivevo i brani, pur non allontanandomi dal mio stile, cercavo di inserire delle influenze stilistiche che potessero avvicinarsi ai cantanti coinvolti. Così, una volta avute tutte le canzoni in mano, le ho assegnate cercando di capire quali tra queste avesse potuto far esprimere al meglio il singer di turno.


Le tanti voci presenti non devono però confondere: il disco è legato da suoni identificabili e da una linea melodica definita. Nove brani che hanno un senso comune. Sei d'accordo?


Si sono d'accordo perché, come accennato prima, nella composizione non mi sono allontanato dal mio stile, per di più essendo l'unico autore, nei brani ci sono "solo" le mie influenze. Credo che comunque sia meglio così altrimenti il disco rischiava di suonare come una compilation.


Unico appunto: ogni pezzo si dilunga molto. Non pensi che una media di sette minuti possa inficiare negativamente sull'attenzione dell'ascoltatore?


Si e no. Voglio dire ... Un patito di prog sa a cosa va incontro e non penso che una media di sette minuti lo spaventi, considerando anche che ci sono band che mediamente compongono brani anche più lunghi. Di sicuro sarò di parte, ma a parer mio all'ascolto i brani non risultano pesanti, seppure lunghi, dal momento in cui c'è anche tanta melodia. Molto spesso la "pesantezza" di un brano non è dovuta alla lunghezza ma alla composizione stessa ed al tipo di arrangiamento. A mio avviso è più pesante un brano di tre minuti che magari per motivi commerciali ripete sempre, o quasi sempre, una stessa melodia piuttosto che un brano dei Dream Theater di venti minuti in cui inseriscono tutto il loro sapere.


Ti va di spendere due paroline sui testi?


Ci sarebbe tanto da dire dato che l'album non è un concept e di conseguenza ogni canzone tratta un tema proprio ed il tutto non è legato da un filo conduttore. Cosa voluta dato che ho preferito lasciare libero ciascun cantante per poterlo far esprimere al meglio senza porgli dei limiti compositivi, siano essi sul testo o sulla linea melodica. E così puoi trovare brani autobiografici, come "I'm Bleeding" o "Unexpected Gift", o più di fantasia come "The Killer" e via dicendo.


Porterai in giro per i club il tuo nuovo progetto? Se sì, chi è il cantante "di ruolo"? Ci sarà la possibilità di assistere a concerti con più voci?


Se dipendesse solo da me ... Oggi come oggi uscire live non è semplicissimo ma le intenzioni ci sono. Di base vorremmo uscire con Emiliano Germani (Moonlight Comedy) alla voce anche per una questione logistica, considerando che non abitiamo molto lontano tra noi e quindi è più facile organizzare il tutto. Se ci sarà modo, cercheremo anche di fare una presentazione coinvolgendo tutti i cantanti. Ne approfitto per dire che se qualcuno fosse interessato per organizzare dei live, può contattarci a nogravityprog@gmail.com


Ultima domanda Simone: dove pensi o speri di arrivare coi "No Gravity"? Sarà un progetto di lunga durata, quindi suddiviso su più dischi, oppure un episodio singolo?


Dove voglio arrivare? Ma guarda, ho imparato a non aspettarmi niente. Intanto avere modo di pubblicare dischi è un piacere enorme poi quel che verrà verrà. Posso solo dirti che ho intenzione di andare avanti con il progetto riconfermando gli stessi cantanti sul prossimo disco e provare ad aggiungerne qualcuno, di sicuro qualche altro nome straniero e magari oltreoceano, dico così dato che già mi sto muovendo ed ho delle strade aperte ma preferisco confermare il tutto prima di parlarne.

 

 

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Ti ringrazio per la disponibilità e ti invito a lasciare un messaggio ai lettori di SpazioRock, nonché a tutti coloro che ti hanno seguito durante il tuo percorso artistico.

 


Se me lo concedi vorrei prima presentare anche i musicisti del progetto e le case di strumenti che mi sponsorizzano supportandomi e sopportandomi da tempo ormai.


Oltre i cantanti, di cui abbiamo avuto modo di parlare, la band è composta da strumentisti fissi per l'intero disco. Alle tastiere c'è l'ormai inseparabile Andrea De Paoli (Labyrinth); per la prima volta in tutto il mio percorso, in questo progetto ho coinvolto anche un altro chitarrista, un caro amico e grande chitarrista Davide Perruzza. Al basso c'è Andrea Casali mentre alla batteria un altro caro amico Marco Aiello, che già mi ha accompagnato sul mio ultimo disco solista "When Reality Is Nothing" del 2009.


Ringrazio la ESP Guitars e la Backline, Brunetti Amps, Intune Guitar Pics e la FT Elettronica (pedali costruiti interamente a mano) per il loro supporto e la UFIP per aver creduto in Marco Aiello prendendolo come endorser. Detto questo, il ringraziamento più grande va a tutti coloro che mi seguono da anni con i quali tendo sempre ad interagire rispondendo, quando fattibile, alle svariate e-mails che mi arrivano. Vi invito a continuare a scrivermi che sarò ben lieto di rispondervi.


Ringrazio anche tutti i lettori di SpazioRock che hanno speso il loro tempo in nostra compagnia e, ovviamente, un grazie anche a te caro Gaetano per la gentilezza e disponibilità.




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