MyLand (Franco Campanella)
SpazioRock ha intervistato Franco Campanella, il cantante dei MyLand. Dopo l'acclamato "No Man's Land", l'AOR band lombarda prova a superarsi con il nuovo album "Light Of A New Day", esemplare perfetto di un genere elegante e sontuoso. Di questo e molto altro si parla nella chiacchierata con il frontman del gruppo: buona lettura!
Articolo a cura di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 04/03/11

Ciao e benvenuto su SpazioRock. Vuoi iniziare col presentarci i MyLand?

Grazie per lo "SPAZIO" che ci dedicate!!! Direi di cominciare da quello che è non solo il motore della macchina MyLand ma è soprattutto  il fondatore e la mente della band, ovvero Paolo Morbini alla batteria, seguito da Fabio Andrechen al basso, ci sono poi Davide Faccio ai tasti d’avorio ed Orazio Hox Martino alle chitarre, infine il sottoscritto Franco Campanella alla voce.

Ho ascoltato attentamente "Light Of A New Day" e devo farvi i complimenti perchè è un ottimo album AOR, un album di classe suonato meravigliosamente bene. Come è nato e come ha preso forma?

La scrittura e la realizzazione di tutte le parti strumentali, compresi gli arrangiamenti, è avvenuta direttamente in sala prove; abbiamo sviluppato il tutto partendo di volta in volta da un riff di chitarra, da una serie di accordi alle tastiere, a volte da un giro di basso o da un groove di batteria, ma è capitato che qualcuno registrasse anche una semplice melodia con la voce. In seguito abbiamo sviluppato le linee melodiche con delle metriche ben precise cercando anche di buttare giù delle idee di testi già in inglese; alla fine ho sviluppato i testi grazie anche ad Hox che mi è venuto in soccorso quando la stanchezza riduceva la mia riserva di idee, aiutandomi così a focalizzare meglio attraverso le parole i plot di ogni singolo brano.

A proposito del nuovo album, mi parli dei testi? E quale è la luce del nuovo giorno a cui fate riferimento nel titolo?

Vorrei partire dal titolo perché racchiude come quasi si trattasse  di un concept la sintesi testuale dell’intero disco: la luce di un nuovo giorno significa la chiusura di un capitolo importante della vita personale di ogni singolo membro, ma anche della storia della band, che nell’occasione, ad eccezione del solo Paolo, è cambiata nella line up per aprire una fase nuova per ognuno di noi. Nei testi si parla di speranze, di amore, di riscatto sociale e personale, di momenti di estrema intimità, ma, cosa importantissima, abbiamo voluto che il disco contenesse una valanga di ottimismo che è un carburante, insieme anche alla grande voglia di rock, necessario per superare le difficoltà del nostro vivere quotidiano  e di un momento storico per nulla felicissimo.

Quali sono le principali differenze con l'album precedente?

Personalmente le differenze che si possono riscontrare sono dovute essenzialmente alla nuova line up; pur mantenendo un rigore stlistico ed una continuità col precedente album, le sonorità e per quanto mi riguarda i cantati sono per forza di cose differenti. "No Man’s  Land" rappresenta non solo per la band, ma anche per pubblico e critica, un momento altissimo ed anche una pietra di paragone nel genere, quindi sulle nostre teste la responsabilità almeno di eguagliarlo in  termini qualitativi penzolava come la spada di Damocle. Il risultato finale è secondo il mio parere genuino, valido ed onesto.

myland_2011_franco_campanella_2midCome siete giunti ad avere il vostro sound attuale? E come siete arrivati ad una tale perfezione stilista?


Come si faceva una volta: suonando insieme! Prima di arrivare alla realizzazione di "Light Of A New Day" abbiamo passato quasi due anni a suonare in sala prove ed in concerto, cercando prima  di tutto di affiatarci e di prendere le misure del nostro potenziale artistico e creativo attraverso l’esecuzione dei brani di "No Man’s Land"; poi ognuno di noi, non essendo anagraficamente di primo pelo, ha attinto dal proprio bagaglio musicale ed il risultato finale è alle vostre orecchie!! Duro lavoro ed anni di esperienze sono la sintesi di questo disco.

"No Man's Land" ha ottenuto dei risultati eccezionali ed è stato apprezzato talmente tanto che avete fatto una versione apposta per il Giappone. Farete lo stesso anche con "Light Of A New Day" se i risultati saranno altrettanto buoni? Avete già preso in considerazione questa possibilità?

Speriamo vivamente di avvicinarci ai risultati di "No Man’s Land"; se questo dovesse accadere il Giappone sarebbe sicuramente il mercato più indicativo riguardo questo disco ed il genere che rappresenta, perciò confidiamo nel pubblico del Sol Levante, così ci darà ancora l’occasione di rientrare in studio e divertirci ancora!!

Quali sono state le tue influenze musicali? Non ti chiedo tanto le band, ma piuttosto i musicisti che ti hanno ispirato. Quando è scattata la scintilla che ti ha fatto innamorare della musica?

Come posso risponderti? Ho ascoltato e suonato così tanta buona musica che farei un torto a qualcuno... ci provo: Robert Plant  ti basta? Invece la scintilla mi è scattata al liceo, alcuni compagni mi passarono dischi di Van Halen, Scorpions, Judas Priest, Deep Purple, Black Sabbath ed AC/DC ed altri ancora me li divoravo il pomeriggio invece di stare sui libri a studiare... li ringrazio pubblicamente a distanza di anni!!

Oltre all'AOR quale sono invece i generi di musica che più ti piace ascoltare e suonare oggi?


Direi al di fuori dal genere e senza fare excursus storico-musicali, a me piacciono, con grande "dispiacere" di Paolo, Metallica, Pantera, Black Label Society, Alice In Chains e ammetto di avere un grande debole, musicalmente parlando, per Corey Taylor sia negli Slipknot che negli Stone Sour.

Ho letto che il nome MyLand deriva dalla tua città, Milano. Quali sono le cose che ami della città e quale invece cambieresti completamente?


Milano mi piace perché di ogni grande città offre tutti i vantaggi; spesso me la giro a piedi e questo mi permette di gustarmi luoghi e situazioni che molti non considerano minimante e se si vuole ci si riesce e ritagliare uno spazio a misura personale tenendo lontani caos ed invadenza. Non mi piace il degrado generato dagli interessi politici visibile nella cementizzazione selvaggia, nell’abbandono delle periferie e del disinteresse verso il confronto culturale e la creatività artistica: a Milano la musica si ascolta e si va ai concerti, ma solo a quelli importanti o di trend. Locali dove si suona ce ne sono pochi e per una band come la nostra che propone musica propria è durissima.

L'AOR è uno dei generi più svantaggiati in Italia: vista la "difficile" situazione che c'è qui, non hai mai pensato di trasferirti definitivamente all'estero per avere più possibilità?

Personalmente non me la sento di andarmene, ho voglia di lottare qui nel nostro Paese; come ti ho detto prima, al degrado sociale e culturale dobbiamo rispondere e reagire proponendoci attivamente, perché piangerci addosso è facile e giustifica a volte anche la nostra pigrizia! Non viviamo in una nazione lontana da tutto, internet arriva ovunque oggi, si viaggia con più facilità e se quello che si fa è buono supera qualsiasi confine: pensa ai Lacuna Coil, apprezzati e conosciuti all’estero e da noi quasi non considerati!

 

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Ho visto sul vostro sito che suonerete in Bosnia quest'estate. Quella data sarà inserita all'interno di un tour europeo oppure rimarrà isolata? E per il futuro quali sono i piani dei MyLand?

La Bosnia è una delle date che abbiamo in cantiere e che speriamo ci porti a girare all’estero in maniera più assidua; suoneremo anche in Italia soprattutto in Lombardia e se la risposta del pubblico all’album sarà, come credo fermamente, positiva ci muoveremo più spesso nei confini nazionali.

Qual è stato il momento più soddisfacente della tua carriera? Dei migliaia di show che hai suonato di quale vai più orgoglioso?

Mi riempie di ottimismo ed orgoglio essere riuscito nell’ultimo anno e mezzo a realizzare alcune uscite discografiche, a partire dai MyLand con alcuni progetti personali e per me che non sono un ragazzino è il raggiungimento di un sogno di gioventù e della mia maturità artistica. Parlando di concerti, tutti sono stati per me bellissimi, dai più sgangherati a quelli con poco pubblico, da quelli con qualche migliaio di persone o con artisti importanti a quelli completamente sbagliati o totalmente disastrosi: stare sul palco è la mia vita ed ho imparato ad apprezzarne ogni singola sfumatura. Mi considero fortunato di poter vivere un’esperienza del genere.

Ok è tutto, ti ringrazio per la tua disponibilità e ti lascio la parola per salutare e mandare un messaggio ai tuoi fan e ai lettori di SpazioRock. Grazie!

Un grazie di cuore prima a te Daniele e a SpazioRock, ai nostri fan che so mi aspettano al varco con questo disco, che giuro spacca veramente!! Un grazie a voi lettori che spero verrete colti da curiosità, così da ascoltare l’album, ed infine un invito a supportare tutta la buona musica rock, soprattutto quella fatta in Italia: abbiamo artisti e produzioni all’altezza di quelle straniere, sta a voi scoprirlo!!

Franco Campanella




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