Star One (Arjen Lucassen)

Arjen Lucassen è tornato con un nuovo capitolo di Star One. L'abbiamo intercettato ed abbiamo scambiato qualche impressione sul disco, in quella che più che un'intervista è una semplice chat. Ecco a voi il resoconto, buona lettura!

Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 02/03/11

Ciao Arjen è un piacere parlare di nuovo con te. Congratulazioni per il nuovo Star One, com’è stato accolto fino ad ora?


L’album ha venduto molto bene, suppongo che questo dica tutto. Ci sono un sacco di recensioni su internet oggi, è molto difficile poterle tenere tutte sotto controllo. Quelle che ho letto erano per la maggior parte positive. Invece, le e-mail dei fan sono positive all’unanimità.


Il primo capitolo di “Star One” era un album space metal, Victims Of Modern Age l’hai commentato come un disco earth metal. Come mai? E’ un discorso che vale per i testi o anche per la musica?


Diciamo che è un discorso da estendere sia ai testi che alla musica. La verità? Non volevo ripetermi.


Il disegno sulla copertina è profondo, affascinante, puoi perderti dentro: che cosa rappresenta?


La fine del mondo (la bomba), l’isolamento (i cubi) e la speranza (la coppia che si tiene per mano).


Sembra che Russel Allen sia un cantante fondamentale per tutti i tuoi lavori, c’è sempre. Come giudichi la sua nuova performance?


Russell ha fatto addirittura meglio delle scorse volte. Non ha solo una gran voce, ma ha anche molto carisma.


Il nuovo “Star One” è, a mio parere, vicino agli ultimi CD degli Ayreon più dell’album precedente, Guilt Machine. Cosa ne pensi?


Esatto, Star One è il lato pesante degli Ayreon, è un disco esclusivamente heavy.


starone_01


Una domanda ovvia: hai qualcosa da dire a tutti i tuoi fan che vogliono ascoltare un nuovo capitolo degli Ayreon? Hai già iniziato a pensare a qualcosa?


No, non ancora. Sto lavorando sul mio album solista, non riesco a concentrarmi su più di un progetto alla volta, ma sono sicuro che la mia ispirazione mi guiderà verso un altro capitolo dell’epopea Ayreon, un giorno…


Nell’ultima intervista ti avevo chiesto un’opinione riguardo ai videogiochi e la tua risposta fu piuttosto chiara: non avevi tempo per loro! Ora ti chiedo… hai provato a suonare la tua “Dawn Of A Million Souls” nell’ultimo capitolo della serie Rock Band?


Guarda, non ci proverò nemmeno, farei davvero schifo credimi! (ride, ndg)


Come procede l’album solista?


Il mio album solista sarà molto eclettico, con molti stili differenti. Penso ci vorrà una mente molto aperta per poterlo apprezzare appieno!


E quali saranno i tuoi prossimi passi, a parte il solista?


Come ho detto, un passo alla volta. Tutta la mia attenzione va all’album solista al momento. Non pianifico mai con largo anticipo.


Passiamo ad altro. Steve Lee, un caro amico, è morto in un tragico incidente in moto in California. Ti va di ricordare un amico e uno dei più grandi cantanti rock al mondo?


Questo orribile incidente non poteva capitare ad un ragazzo più bravo. Ho incontrato Steve per la prima volta negli anni ottanta quando abbiamo suonato in Italia con i Vengeance, la mia band dei tempi. Era ancora un batterista ed un orefice, e ho riconosciuto il suo enorme talento vocale una volta che l’ho sentito cantare una demo che mi avevano dato. Poco tempo dopo era venuto a casa mia per qualche giorno, gli avevo chiesto di cantare nella mia band ma (fortunatamente) aveva deciso di formare una band con Leo, che avrebbe chiamato Gotthard.
Qualche anno fa ci siamo incontrati di nuovo perché è venuto nel mio studio in Olanda e ha cantato in uno degli album di Ayreon. Il suo manager all’epoca ha voluto che cantasse solo 4 canzoni, ma una iniziato, non potevo fermarlo e alla fine ha cantato 8 canzoni. Me lo ricordo ancora, abbiamo iniziato alle 10 del mattino e la sua voce era perfetta, fantastica.. Ci siamo divertiti molto, è uno dei più bravi ragazzi con cui io abbia mai lavorato.


Ok Arjen, grazie per il tempo che ci hai dedicato!


Prego, è stato un piacere! Ciao, Arjen.




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