Mortiis (Mortiis)
Quando, da ragazzino, leggevo le interviste di musica Heavy Metal, Mortiis era un artista che mi colpiva sempre sì per la sua pittoresca immagine, ma anche per una naturale simpatia che traspariva sempre dalle sue interviste. Oggi, in occasione dell’uscita dell’ultimo disco “Perfectly Defect”, ho avuto la conferma io stesso di queste sue doti, visto che ho trovato, dall’altra parte della cornetta, un artista affabile e volenteroso di rispondere a tutte le mie domande. Vi auguro, quindi, una buona lettura in compagnia dell’ex-troll norvegese! (la particella “ex” si spiega all’interno dell’articolo)
Articolo a cura di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 04/11/10

Ciao Mortiis benvenuto su SpazioRock! Come stai?

Io molto bene, e tu?

Bene direi…sai, è quasi notte qui (sono le 22:30 quando ricevo la chiamata n.d.r.), quindi direi che è l’ora giusta per iniziare a parlare con te!

(risate) Sì, direi di sì!

Senti, com’è tornare al mondo della musica dopo tutti questi anni? Che cosa hai fatto durante tutti questi sei anni di silenzio?

Ho fatto molta musica, un sacco di cose che aspettano solo di essere pubblicate, oltre ovviamente a “Perfectly Defect” che, sono sicuro, già conosci. Sai…è un po’ strano essere tornato senza più essere coinvolto in tutte le stronzate dell’industria discografica! (risate) Sì perché mi sono disfato dell’etichetta precedente che aveva fatto alcune cose che non mi erano piaciute, ed è stato bello essere immerso nel pieno della mia vita privata, scrivendo sì musica, ma senza poi dovermi preoccupare di nulla. Ma ora siamo tornati a riprendere in mano quella che, se vuoi, puoi chiamare “carriera”, senza però doverci preoccupare delle priorità di etichette, agenzie…ultimamente abbiamo persino fatto un tour completamente indipendente ed autogestito, e mi sono trovato dannatamente bene a fare tutto da solo senza avere nessuno a fiatarmi sul collo.

Ok, mi costringi ad anticipare la domanda che riguarda il fatto che stai donando gratuitamente il tuo ultimo disco su internet, lasciando alla gente la volontà di farti delle libere offerte se vogliono. Perché hai scelto questa strada? E’ stato solo per sentirti libero dalle case discografiche? Che risultato ti aspetti da questo esperimento?

Non ho nessun obiettivo in mente, sai: qualsiasi cosa succeda, succeda! Inizialmente, ho preso questa decisione perché pensavo che fosse un regalo fico da fare ai fan che hanno dovuto aspettare molto per il mio ritorno, un ringraziamento sentito da parte mia per non avermi abbandonato.
Inoltre, un’altra cosa che mi piace molto è il chiacchiericcio della gente quando cose come queste succedono; se ci pensi bene, questo è un modo molto intelligente per farti un po’ di pubblicità.
Sì, ho pensato in fondo che sarebbe stato davvero magnifico fare qualcosa di totalmente inaspettato.
In fondo, è una cosa abbastanza semplice: tutto quello che noi ti chiediamo per farti scaricare il disco è di lasciarci il tuo indirizzo mail, di modo tale che possiamo costruire una grandissima mailing list e poter quindi dire ad un sacco di persone quali novità abbiano in serbo per loro, come ad esempio le date del tour.

Capisco, quindi in realtà quello che ti aspetti in ritorno sono informazioni…


... non proprio informazioni, solo l’indirizzo mail. Non sono mica un agente del KGB! (risate)

(risate) no di certo! Scusa, mi sono espresso male! Ad ogni modo, una copia fisica di questo nuovo disco è completamente fuori questione? Sai, per i collezionisti come me, ad esempio…


Oh sì, certo! Voglio dire: sono un collezionista io stesso, compro un sacco di roba…e quindi sì, sto parlando con un po’ di etichette in questo momento, prendendo gli accordi giusti per portare la questione in porto. Penso che sarà poi la linea futura che manterremo: rilasciare gli album nella rete, e quindi in un secondo momento come copia fisica, sia in cd che in lp ovviamente. D’altronde, il mio spirito collezionista non mi lascia scampo: io esigo la copia fisica, la cara vecchia arte che puoi riporre sullo scaffale e contemplare; quindi sì, farò sicuramente in modo che accada anche per le mie opere!

mortiis_2010_01Direi che è il caso di cominciare a parlare del tuo nuovo disco nei dettagli! Cominciamo dal titolo “Perfectly Defect” (“Perfettamente Difettoso” n.d.r.), lo trovo davvero un gran bel titolo. Come sei giunto a mettere insieme queste due parole contrastanti?

Mi è giunto tanto tempo fa in mente quel titolo, ispirato dalle canzoni stesse. Vedi, le canzoni di questo disco avevano già un titolo definito ed un loro testo – per quelle che avevano un testo – già da molto tempo, e quando le ho risentite in fase di missaggio…non so, mi sembrava di avere anche fare con una persona tipo…hai presente quelle persone così complesse che non vuoi passarci troppo tempo insieme? Per essere più conciso: persone che sono fottute mentalmente. Ecco, queste canzoni mi davano l’idea di essere come persone fottute, da qui il titolo, una cosa del tipo: “siete così fottutamente difettose, siete nate per essere necessariamente folli”.  
Quella del titolo, così come i testi, sono cose che mi vengono molto facilmente, perché sono figlie di un processo molto naturale.

Parliamo anche dell’artwork: queste due persone (una sembri essere tu), un cervello nel mezzo, le chiavi…cosa intendi dirci utilizzando questo tipo di immagine?

Sai…ho scelto quell’artwork semplicemente perché mi piaceva. E’ stato fatto da un ragazzo che aveva già curato degli artwork per i miei lavori passati, e gli ho chiesto di mandarmi del materiale da visionare. Allora lui mi ha spedito quell’immagine che…emh…so che suona stupido in questo frangente, ma doveva essere utilizzata per una t-shirt! Avevamo anche fatto dei modelli per quelle t-shirt, però quell’immagine è capitata proprio nel momento in cui stavamo rifinendo “Perfectly Defect”, e ci siamo detti: “sarebbe stupido non utilizzare un’immagine così bella per la copertina di questo disco!”
Quindi, se devo essere sincero, a parte la storia delle chiavi  - un concetto che adoro e che ho già usato perché simboleggiano l’apertura delle porte, a metaforizzare un’apertura della mente – l’immagine non ha affatto quel profondo ed estremo messaggio simbolico che forse tu ti aspettavi possedesse! (risate)

In effetti sì, perché mi sono persino messo a contare le chiavi, pensando che fossero tante quante le canzoni del disco...

Umh…ed è così?

No, mi spiace, i numeri non coincidono!

Ah, ok! (risate) Però, cazzo: che idea grandiosa che hai avuto! Questa la devo proprio utilizzare in futuro!!! (risate)

Bene, ricordati chi è che ti ha dato l’ispirazione, se lo farai! (risate) Senti, riguardo al tuo modo di comporre musica: hai cambiato qualcosa dall’epoca di “The Grudge”?

Devo dirti di no, ma semplicemente perché io non ho un vero e proprio “metodo standardizzato di scrittura”. Seguo molto l’ispirazione del momento, magari qualcosa che mi viene dalla lettura di un bel libro…potrebbe comunque essere qualsiasi cosa a farmi scattare la scintilla, non ho questa formula da seguire, non l’ho mai posseduta in passato, e non l’applicherò nemmeno in futuro. Diciamo che qualsiasi elemento fisico in qualsiasi momento della giornata mi può portare ispirazione per della nuova musica.

Senti: parlando della tua immagine, sbaglio o la tua maschera si sta tramutando progressivamente in una forma di troll sempre più moderno?

Il problema, amico, è che la maschera in realtà non c’è più da un po’…

Ah, davvero?!? Bene, allora cambio la domanda: come mai hai gettato la maschera?

Perché, per quelli che sono oramai molti anni, sia i testi che il tipo di musica che faccio è profondamente cambiato dia miei esordi, e quindi se quella maschera era perfetta a rappresentarmi nel mio momento fantasy-ambient, ora semplicemente non lo è più. Anche perché, se ci penso, io adesso scrivo molto quando sono arrabbiato, quando provo sensazioni concrete, soprattutto i testi. Quella maschera, invece, serviva ad ispirare i momenti di fantasia, ed era perfetta per gli anni ’90…poi, non so come, mi è rimasta appiccicata addosso anche all’inizio di questo nuovo Mortiis…quindi, è arrivato un momento qualche anno fa in cui ho realizzato che la maschera davvero non era per nulla rappresentativa del mio presente: era un orpello appartenente al passato, e come tale andava abbandonata.
Sul fatto che non sapessi di questo fatto, non ti preoccupare: è avvenuto nel mio momento di silenzio, quando ero lontano dai media. Le uniche persone che se ne sono accorte sono quelle che sono venute durante i miei piccoli tour che ti dicevo prima, le date che ho organizzato io in modo indipendente.

 

mortiis_2010_02

 

Puoi anticiparmi qualcosa riguardo “The Great Deceiver”, il disco che uscirà l’anno prossimo? Qualcuno mi ha detto che sarà più oscuro e pesante…

Oh sì, io almeno penso che sia così. “Perfectly Defect” è un album decisamente sperimentale, ha canzoni strumentali, cose di questo tipo; per “The Great Deceiver”, invece…non trovo al momento un’espressione migliore per definirlo se non come un disco più accessibile e commerciale…ma non è una definizione troppo appropriata, è giusto per dire che le canzoni sono più canzoni, sarà più un crossover tra industrial ed heavy metal, quindi sì, in un certo senso sperimentale anche lui, ma certamente non come “Perfectly Defect”. Credo che sarà anche un album decisamente più a fuoco di, ad esempio, “The Grudge”, un disco che tentava di andare un po’ da tutte le parti.

Immagino che sarai stato qui in Italia molte volte, ma c’è un’occasione che ricordi con particolare piacere ancora oggi?

Oh sì: il primo show che abbiamo fatto da voi. Eravamo in un paesino di campagna…sono davvero dispiaciuto di non riuscire a ricordare il nome adesso…ad ogni modo, siamo tutti usciti nei campi per raccogliere del fango, di modo tale che potevamo mettercelo addosso ed apparire sporchi per lo show. Quindi immagina: noi fuori dal locale, nei campi che lo circondavano, a raccogliere fango che abbiamo tenuto in sacchi di plastica fino al giorno dopo quando ce lo siamo sbattuti tutti addosso rendendo tutto davvero sporco! (risate generali)
Ricordo che è stato davvero uno show speciale…nel 2002 o 2003…da allora, abbiamo fatto numerosi show da voi, e ne ricordo uno in particolare a Milano dove non era venuto nessuno perché c’era una partita di calcio alla TV; ma, ciononostante, ci hanno trattato così bene, ci hanno preparato ottimo cibo e cose del genere, come mi dispiace di non ricordare il nome neanche di quel locale! Ad ogni modo, ci tengo a dire che, quando vai in giro in tour, molti addetti del settore locali ti trattano di merda, ma da voi io mi sono sempre trovato bene, ho sempre trovato rispetto…e non te lo sto dicendo adesso perché so che tu sei italiano! (risate)

Bene dai, mi fa piacere sentirtelo dire! Un’ultima domanda per te, Mortiis: se avessi la possibilità di viaggiare indietro nel tempo, e rivederti da giovane mentre suoni il basso in una certa band chiamata Emperor, cosa pensi diresti al tuo “giovane te”?

…gli direi: “Non durerai molto a lungo in questa band!” (risate generali)

E credi che ti prenderebbe sul serio?


Sai, non saprei; all’epoca ero un ragazzo parecchio strano, con un bruttissimo carattere ed una linguaccia che ha detto parecchie cose cattive di cui non vado particolarmente fiero.
Una cosa del tipo che se all’epoca mi vedevo arrivare un tizio dicendo: “Ehi ciao, io sono il te stesso del futuro. Sai che non sei destinato a durare a lungo in questa band?”, io allora gli avrei risposto semplicemente: “Vedi di andartene affanculo!” (risate generali)

Grazie mille Mortiis per questa chiacchierata, è stata davvero piacevole! Prima di salutarci, ti lascio questo spazio per un messaggio libero ai nostri lettori!


La prima cosa che voglio dire è abbastanza ovvia, ed è invitare tutta la gente che legge a visitare il nostro sito per scaricare l’album e dargli un ascolto in libertà, visto che è gratis! Poi, voglio dirvi che molto presto faremo degli annunci sulle date del tour, e che spero sinceramente di venire anche in Italia, anche se non so dirvi molto al momento perché se ne sta occupando il manager. Restate in contatto, ci vediamo!




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