Liv Kristine (Liv Kristine)
Liv Kristine, la dolce cantante dei Leaves' Eyes, torna tra noi con un disco intimo e delicato, proprio come la sua anima. Conosciamo a fondo la vita di questa donna attraverso le sue stesse parole e le note del suo nuovo, bellissimo disco solista, "Skintight".
Articolo a cura di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 03/10/10
Ciao Liv, come stai? Spero bene!

Grazie Marco! Siamo tutti in forma, nonostante i preparativi per il prossimo tour americano dei Leaves' Eyes. Spero che il mio nuovo album ti sia piaciuto. Mi auguro anche io che tu stia bene e ti faccio i miei migliori auguri.

Liv, sei una mamma, una cantante a tempo pieno nei Leaves' Eyes e spesso collabori con altri artisti e band del circuito metal... Tra l'altro, ho sentito dire che ti piace gareggiare nelle maratone... Immagino che questa passione necessiti di un allenamento intenso! Non è difficile riuscire a combinare tutte queste attività?

Effettivamente la mia tabella di marcia è abbastanza piena: quando mio figlio Leon non va a scuola, ma sta a casa o con i suoi amici, resto con la mia famiglia, che nella mia vita viene sempre al primo posto. Quando lavoro mi piace farlo ininterrottamente (non amo le pause), in modo da essere veramente produttiva. Tra la famiglia e il lavoro trovo anche un po' di tempo libero per me stessa, che impiego per dedicarmi allo sport (sì, mi piace correre per lunghe distanze, come nelle maratone), andare in sauna oppure cucinare ed occuparmi della casa. Cerco di passare il maggior tempo possibile all'aria aperta, a contatto con la natura. Inoltre adoro cucinare, oltre che per la mia famiglia, per gli amici e i membri della band; ci riuniamo tutti attorno al mio grande tavolo rotondo, circondati da candele e cibi prelibati!

All'epoca della nostra prima intervista, nel 2009, stavi completando le registrazioni del tuo nuovo album, “Skintight”. Mi dicevi che tutte le canzoni del disco sono state composte da te e Thorsten Bauer... In effetti riesco a percepire un grande senso di pace e di libertà, avvicinandomi meglio a queste composizioni. Qual è la differenza principale tra “Enter My Religion” e “Skintight”? Per caso, ti è sembrato di togliere il velo che copriva la tua anima con questo disco?

Assolutamente. Per questo disco avevo un solo obbiettivo in testa: comporre, scrivere, registrare e sentirmi libera. Ho seguito alla lettera ciò che la mia mente, il mio cuore e la mia anima mi hanno consigliato. Nessun limite, nessuna interruzione dall'esterno.

L'aspetto più impressionante è il fatto che “Skintight” ha tutta l'aria di essere la raccolta di canzoni più intima ed intesa alla quale tu abbia mai lavorato. Sei d'accordo?

Hai proprio ragione. L'idea dietro a “Skintight” era quella di spogliarmi della produzione, usando meno strumenti. Senza chiamare in causa compositori esterni, ma affidandomi soltanto alle mie parole, alle mie idee e quelle di Thorsten per dare un'emozione maggiore al tutto ed infondere me stessa ed il mio carattere nell'intera produzione. Ho voluto realizzare questo disco il più possibile per conto mio, collaborando solo con Thorsten ed Alexander (mio marito, nonché produttore dell'album). Abbiamo lasciato evolvere le canzoni in modo naturale. Quest'opera rappresenta ciò che sono allo stato puro, viene direttamente dal cuore. È un disco “terra terra”, naturale e personale. Credo che si meriti un titolo come “Skintight”.

liv_kristine_intervista_2010_02“Skintight” è un disco piuttosto eterogeneo. Possiamo trovare canzoni pop rock, ma anche una manciata di toccanti ballate acustiche e qualche spruzzata di elettronica... C'è un'artista o un genere di musica in particolare che ti ha ispirato?

Durante la fase compositiva, ho lasciato che le canzoni si sviluppassero finché non le ho sentite veramente complete. Non mi piace “programmare” una produzione; preferisco piuttosto godermi la mia libertà artistica. Tuttavia, una volta ultimato il disco, ho colto l'influenza di artisti come Tori Amos e Johnny Cash nel mio lavoro. Non vedo l'ora di sentire cosa diranno i miei fan e i miei amici a proposito di questo! Tori Amos è sempre stata una delle mie più grandi ispirazioni, anche per il modo in cui canta e registra, da un punto di vista strettamente tecnico. Ha una voce fantastica, è una grandissima autrice e suona il piano in maniera eccelsa! Probabilmente ci sono anche alcuni elementi riconducibili ai Coldplay. E forse qualcosa di Johnny Cash. Me ne sono resa conto a lavoro ultimato. Sia la musica che la voce sono state registrate in presa diretta, per far sì che le canzoni suonassero vere, naturali (proprio come Tori Amos), perché l'idea era quella di intensificare il flusso di emozioni in modo spontaneo. Detesto registrare a piccole dosi e fare delle pause tra le strofe e i ritornelli. Vorrei che i miei amici e i miei fan mi riconoscessero in questo disco. Non ho bisogno di levigare la mia voce, tanto meno la mia personalità.

Parliamo dei testi ora. "The rarest flower is easily picked but it always withers": sento una certa malinconia dietro alle parole di questo brano, che è anche il mio preferito del disco... Di cosa parla?

È stato uno dei momenti più magici di tutta la produzione. Ho dovuto combattere con le lacrime durante la registrazione del brano. “The Rarest Flower” parla dei sentimenti che talvolta emergono nella mia vita “on the road”, quando sono circondata dalla stampa, o quando mi trovo a far fronte a questioni legate al business musicale. Qualche tempo fa ho dovuto affrontare un processo terribile, per uscire dal quale ci sono voluti ben due anni. All'epoca non ero soddisfatta di alcuni brani scritti per un mio disco solista e per il solo fatto di aver fatto sentire la mia voce di fronte ai produttori ed alla label sono stata costretta a pagare! Non mi sono mai sentita tanto delusa dal music business. Basta dargli uno sguardo – è tutto così duro; certi artisti spuntano dal nulla e diventano “pop” dal giorno alla notte, per poi sparire nel minor tempo possibile e scrivere un libro su cosa è andato storto, mentre i soldi svaniscono. Non riesco nemmeno a credere di essere sulle scene da 17 anni ormai. Ti posso confessare che sono una persona fortunata, perché ho amici e fan meravigliosi in ogni angolo del mondo che mi sono sempre stati vicini. Grazie a tutti, dal profondo del mio cuore!

Oltre a questa, mi piacciono molto “Love In Grey”, “Wonders” e “Versified Harmonies”. Quali sono i temi principali del disco?

Il mio disco solista è il serbatoio dei miei ricordi d'infanzia, delle mie esperienze di ragazza, delle mie idee sull'amore, sul matrimonio, dei ricordi di viaggio, delle preoccupazioni, delle domande sui diversi “capitoli” della vita, sulla maternità. “Love In Grey” apre una riflessione sull'amore: cosa succede quando la vita di ogni giorno diventa stressante e non troviamo più il tempo per la nostra metà? Dobbiamo imparare a lasciare crescere l'amore, a farlo sviluppare nel tempo – in questi casi si tratta di VERO amore! “Wonders” parla dei miei ricordi e dei miei sogni d'infanzia. È dedicata ai miei genitori, che hanno saputo mostrarmi le “vere meraviglie” della vita. I miei genitori sono i migliori al mondo! “Versified Harmonies” affronta il tema della comunicazione. A volte diventa difficile dare voce ai propri pensieri. Nelle nostre vite indaffarate non dobbiamo mai scordarci di parlare tra di noi. Quando siamo stressati tendiamo a non ascoltare, a non prestare attenzione ai pensieri ed alle emozioni degli altri. Inoltre ci dimentichiamo di ascoltare la nostra voce interiore, quella del nostro cuore e della nostra anima. La comunicazione, intesa come possibilità di parlare apertamente tra di noi, è un elemento essenziale in un'amicizia o in una relazione.

Hai girato un video per la traccia che dà il titolo all'album. Mi ricorda un po' alcune artiste pop come Madonna. È stata una bella esperienza? Diventeresti mai un'artista mainstream?

Grazie! Lavorare con Patric e con il team della Revolver è stato fantastico: è il migliore, ed io mi sento così a mio agio negli studi! No, non mi vedrei bene nei panni dell'artista mainstream. Sono troppo “indipendente” ed ho bisogno di essere il capitano della nave, ovunque questa si stia dirigendo, qualsiasi cosa io stia facendo. Amo fare le cose a modo mio e per conto mio, sia come artista che come persona. Se i miei fan e i miei amici in tutto il mondo mi aiutassero a vendere milioni di copie fonderei un'associazione per aiutare i bambini nelle aree più povere del mondo, costruire scuole per garantire loro l'educazione e l'amore che meritano.

liv_kristine_intervista_2010_03Sei in giro da 17 anni ormai ed hai cantato generi così diversi tra loro: gothic, metal sinfonico, pop, rock, ambient, folk... Cosa canterai in futuro? So che sei sempre impegnata, ma... porterai mai il tuo progetto solista sul palco?

Dopo il tour dei Leaves' Eyes nei mesi di settembre e ottobre comincerò a programmare un tour solista, possibilmente in posti piccoli, con sedie o poltrone, immersi in un'atmosfera intima; stessa cosa per luci e suoni. Ho già cominciato a cercare qualche location, ma spero di raccogliere più opzioni per un tour più lungo, quindi se vuoi vedermi suonare di fronte al tuo caminetto o in una chiesa della tua zona, non devi fare altro che mandarmi una mail! Un anno fa i Leaves' Eyes hanno tenuto un bellissimo concerto nella magica città italiana di Triora. Mi piacerebbe tanto tornarci!

Stai già lavorando al nuovo album dei Leaves' Eyes? Cosa dobbiamo aspettarci da questo disco?

Sì, siamo nel pieno delle registrazioni! Sarà un disco più pesante e folk. Alcune canzoni sono cantate in norvegese, altre in un inglese antico quasi vicino alla sua forma più moderna. Stiamo pensando di pubblicarlo per il mio compleanno, che cade nel giorno di San Valentino!

Ok, questa era la mia ultima domanda. Grazie mille per aver condiviso con noi il tuo tempo Liv, è stato un piacere. Lancia un messaggio ai tuoi fan italiani ed ai lettori di SpazioRock.

Grazie a tutti i miei fan ed i miei amici italiani per essere stati con me in tutti questi anni! Con affetto, Liv.


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