Reckless Love (Olli Herman)
Grande gruppo, grande disco. Non mi aspettavo un ritorno così importante del rock anni ottanta sugli scaffali, e la Scandinavia ci sta mettendo del suo. Oggi ci propone i Reckless Love e noi siamo felici di presentarvi il frontman Olli Herman che ha da raccontarci un sacco di aneddoti. Buona lettura!
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 04/06/10
Ciao Olli, tutto ok?

Ciao Gaetano, oggi è una giornata piovosa, ho fatto una sessione di foto e poi ora ho quest’intervista con te. Comunque, è un piacere conoscerti.

Il piacere è mio. Sai, qua in Italia piove da due settimane...

Due settimane di pioggia in Italia!? È impossibile. L’ultima volta che sono stato in Italia, è stato nel bel mezzo dell’inverno, ma c’era il sole tutto il tempo!

Oh, dove in Italia?

È stato un paio di anni fa, con i Crashdiet e gli Hardcore Superstar. Abbiamo girato parecchio per l’Italia.

Ti piace l’Italia?

Io amo l’Italia! È uno dei miei paesi preferiti, tra quelli che ho visitato. A dire il vero, Roma è una delle mie città preferite, mi piace come parlano lì e ho un amico, Roberto, che mi ha detto che so molte più cose di lui sulla sua città. Sapevo parecchie cose, curiosità sui posti, e avevo sempre qualcosa da dire, come “Sai, qui c’è una statua del Bernini”… Sono un fanatico. (ride) Per non parlare delle donne in Italia, wow! Non è per il look, ma è per il loro essere… così intense, capisci?

Sono veramente contento di fare quest’intervista con te, anche perché il vostro primo album è grandioso! Congratulazioni!

Grazie mille, sono felice di sentire delle parole così gentili. Grazie.

Che mi dici delle prime reazioni dei fan e della stampa?

Beh, abbiamo ricevuto dai nostri fan dei feedback misti. Sai, molti di loro ci hanno seguito sin dagli inizi, nel 2001. Alcuni sono rimasti spiazzati e non hanno apprezzato l’album, mentre altri l’hanno amato sin da subito. È una questione di mentalità. Però, la mia casella e-mail e la mia pagina Facebook sono piene di migliaia e migliaia di commenti. Mi piace tutto ciò e ci sono pochissime e-mail negative. Per quanto riguarda la stampa… due giornalisti l’hanno bocciato, come se fosse la schifezza più colossale mai sentita dagli anni ’80. Invece un altro centinaio l’ha definito un ottimo lavoro. Quindi non potrebbe andare meglio, siamo molto entusiasti e felici.

Parliamo degli inizi: quando hai deciso di lasciare la tua città natale e hai pensato di andare ad Helsinki per formare una rock ‘n’ roll band?

Nel 2001, a Kuopio, la mia città natale nella Finlandia dell’est, non andavo proprio bene a scuola. Ho abbandonato la musica all’ultimo anno di scuola (la scuola dell’obbligo in Finlandia dura nove anni, si finisce a circa 15-16 anni, ndr) e poi sono andato in questa scuola di matematica e non ha funzionato molto. Poi, un mio caro amico, il chitarrista della nostra band, Pepe, mi disse qualcosa come: “Ehi, io quest’altro mio amico stiamo formando una nuova band, vuoi farne parte? Io suono il basso!”. Pensai “Cazzo, ci sto!”. Il mio caro, caro amico è veramente pieno di talento, è come un fratello per me, ci conosciamo da quando abbiamo quattro anni ed è incredibile, può suonare qualsiasi cosa, dategli quindici minuti e suonerà persino il flauto, è un genio! Questo è stato l’inizio della nostra prima band, da lì abbiamo semplicemente proseguito. Sai, Hessu Maxx è il nostro terzo batterista e lo conoscevamo da circa quattro anni. Gli ho chiesto di unirsi a noi, perché è micidiale alla batteria! E poi, è un ragazzo così carino e sexy.

In seguito, avete firmato un contratto con la Universal Music, credi di aver raggiunto il tuo
“sogno rock ‘n’ roll”?


Vedi, il contratto non è esattamente il mio “sogno rock ‘n’ roll”. Non importa che sia Warner o Universal, ma la Universal Music Finland è l’etichetta più incredibile che io abbia mai conosciuto. C’è un ottimo team al suo interno e ci sono tante brave persone che lavorano per noi, ancora stento a credere che siamo arrivati alla Universal. C’è da dire che anche la Warner Music Finland ci stava cercando, ma c’era una sorta di competizione tra le due etichette e alla fine abbiamo scelto la Universal, perché è la migliore in Finlandia ed è la più grande compagnia al mondo! Sono semplicemente felice per questo contratto, ma il mio sogno vero è di essere semplicemente “on the road” con i Reckless Love, perché siamo nati per questo.

A parte la Universal Music, probabilmente c’è un altro sogno, che riguarda i soldi. Riuscite a vivere di musica o avete tutti un lavoro?

Il mondo della musica è diverso dal passato, come sai. Stiamo andando benone con la band, ma siamo proprio agli inizi. I soldi arrivano dopo circa un anno, a lavoro terminato. Noi abbiamo appena fatto il primo passo… Quindi… Stiamo ancora aspettando i soldi (ride). Lavoriamo tutti.

reckless_love_intervista_2010_02Bene. Il primo sogno era il contratto, il secondo i soldi, il terzo … Presumo il sesso? Che ne pensi?

Oh, il sesso come “sogno rock ‘n’ roll”? Per me è al primo posto! (ride). Quando è del buon sesso, è la cosa che preferisco di più al mondo. Tuttavia, non è per forza legato al rock ‘n’ roll, ma se hai una bella canzone mentre fai sesso… (ride).

I tuoi testi sono certamente basati sulle ragazze ed il sesso. Leggo sul booklet del vostro album che, a parte te, tutti gli altri hanno ringraziato le loro fidanzate. Ma non pensi che sia un po’ paradossale nel rock ‘n’ roll tutto questo?

Sono giovane ed in salute, certo che i miei testi trattano di donne e di sesso, a cos’altro dovrei pensare? (ride)

Quali sono le tue aspettative per la tua carriera? Vuoi diventare una rockstar?

Certamente! Altrimenti, non farei tutto questo. Voglio dire, non sono qui per i soldi, per nessuna cifra. Se lo fossi, sarei nel giro sbagliato. Sono qui per suonare per la gente, per vederla sorridere, voglio divertirmi al massimo e fare festa tutta notte. È per questo che sono qui, sono nato per questo e Dio mi ha fatto per questo motivo. Sto vivendo il mio sogno, che cosa c’è di meglio?

Fantastico. Parliamo ora del nuovo album: è un ritorno al passato, agli anni ’80. È influenzato da Bon Jovi, Warrant, Survivor e Ratt. Aggiungerei anche i Joan Jett & The Blackhearts. Volevate proprio fare un album vicino alle sonorità degli anni ’80?

Assolutamente, volevamo catturare della musica, non necessariamente legata agli anni ’80, che fosse adatta anche ai giorni nostri. Siamo tutti nati negli anni ’80 e le canzoni che ricordo della mia infanzia risalgono proprio a quella decade, tutte le nostre influenze vengono da là. Quindi si, volevamo prendere qualche atmosfera di quegli anni, dove era tutto così diverso: tutti sorridevano e si divertivano, mentre oggi tutti sembrano solo piangere o lamentarsi. Non mi sono mai sentito male nel suonare rock ‘n’ roll, sai che intendo dire.

Assolutamente.

Se metti su un disco dei Ratt, od uno dei Joan Jett & The Blackhearts, e poi metti su il nostro album, suona moderno. È una versione aggiornata della musica degli anni ’80. Abbiamo cercato di dargli un suono moderno e credo che ci siamo riusciti, cioè, ha sonorità fresche, e questo lo dicono anche le recensioni. Sono molto contento di ciò.

Sono totalmente d’accordo con te. A mio parere, non ci sono filler in quest’album. Come lavorate sul songwriting?

Come hai detto tu. Ci proviamo, brani micidiali e no filler! Certamente, abbiamo una storia lunga alle spalle e parecchio tempo per scrivere l’album, quasi nove anni. Alcune canzoni dell’album risalgono al 2004, e le canzoni più recenti sono del 2009, quindi ci abbiamo messo cinque anni. È stato abbastanza difficile scegliere le canzoni adatte per l’album, ma volevamo comunque mettervi delle canzoni meno recenti. Siamo stati in grado di fare un album senza filler ed adoro ogni canzoni al suo interno.

State lavorando al nuovo album?

Sì, certo. Abbiamo fatto una riunione con il nostro produttore ed abbiamo discusso al riguardo. Lo faremo sicuramente e sembra che sarà per l’anno prossimo. Inizieremo a registrare possibilmente nel 2011, non ne sono sicuro, perché dipende tutto dall'andazzo che prenderemo con questo disco e dalla possibilità di intraprendere un tour mondiale; in tal caso ritarderebbe tutto, ma abbiamo già un paio di canzoni toste per il nuovo album.

Ok, ma non vogliamo filler nemmeno nel prossimo album!

Ah, guarda, neanche io. Ci aspettiamo molto da noi stessi. Non siamo molto buoni nei nostri confronti, probabilmente a volte siamo troppo severi, ma dobbiamo esserlo, perché oggigiorno l’industria musicale propone tanta di quella merda che non vuoi sentire, ma che la radio ti propina continuamente! Dobbiamo fare un album senza riempitivi.

Che ne pensi della scena hard rock in Scandinavia? Hardcore Superstar, Crazy Lixx, Crashdiet e Reckless Love: credi che possiate essere visti come il paese del party rock, non è così?

Assolutamente, la Scandinavia dal 2005 ha una scena dannatamente bella! Devo dire che gli Hardcore Superstar stanno facendo il lavoro migliore di tutti. Conosco i ragazzi e sono veramente amichevoli e hanno dei riff grandiosi… Fanno bene il loro lavoro. Ed anche i Crashdiet, stanno andando meglio senza di me, quando hanno preso Simon, hanno guadagnato anche nuove influenze. È fantastico! Amo essere scandinavo, sono nel posto giusto al momento giusto!

Quali sono i vostri piani per il futuro? Vi vogliamo in Italia!


Vogliamo venire in Italia al più presto, prima però dobbiamo far uscire l’album lì, perché non è ancora stato pubblicato. Ma, sì, contiamo di venire in tour in Italia. Non vi preoccupate, stiamo arrivando!

reckless_love_intervista_2010_03C’è una band con la quale sogni di andare in tour?


Ben, credo che una valga l’altra; finché i ragazzi sono gentili, va bene, anche perché devi conviverci in uno spazio ristretto, il tourbus. Questa è la mia unica pretesa. Ci sono talmente tante band valide là fuori, che non posso scegliere!

Io pensavo ai Guns N’ Roses, agli Skid Row… Non a band scandinave!

Se dovessi scegliere, prenderei i Def Leppard e i Van Halen.

Sfortunatamente, il tempo è scaduto. Grazie davvero per la bella chiacchierata. Hai un messaggio da lasciare ai fan italiani ed agli utenti di SpazioRock?

Certo. Non vi preoccupate troppo di stare dietro alla massa, godetevi semplicemente la vita, la vita non fa schifo e non è una merda. Sorridete e non morirete, beh, prima o poi moriremo tutti.

Decisamente uno slogan degno del rock! Grazie! Ci vediamo in tour!


È stato un piacere, grazie. Ciao!


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