Le Vibrazioni (Le Vibrazioni)
Non è mai troppo semplice riuscire ad organizzare un’intervista con gruppi di una certa levatura come Le Vibrazioni, primi in classifica per diversi mesi nelle chart italiane, che hanno a curriculum, tra i tanti successi, anche una partecipazione al festival di San Remo. La band si è dimostrata disponibile, presentandosi al gran completo nell’intervista di Trezzo sull’Adda: in basso il resoconto integrale dei 20 minuti trascorsi insieme che hanno separato soundcheck e cena del gruppo. Ringraziamo, oltre la band, anche tutti coloro che si sono resi disponibili: dal manager Giorgio ad Angelica dell’ufficio stampa, il nostro Andrea Mariano per la collaborazione, senza dimenticare Laura e tutto lo staff del Live Music Club di Trezzo. Buona lettura.
Articolo a cura di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 13/04/10

Ciao ragazzi, comincerei l’intervista chiedendovi com’è andata la prima data a Torino. Sensazioni?


Stefano: Emozionante, salire sul palco dopo un anno e mezzo e con di fronte tanta gente è sicuramente diverso rispetto a quando fai prove su prove, eravamo affamati, eravamo emozionati.

Francesco: C’era una bella pressione e tanta gente, poi Torino è una piazza particolare perché la gente musicalmente è molto colta. I riscontri sono stati parecchio positivi. Essendo la prima data dovevamo sistemare un sacco di cose, abbiamo fatto tante prove e poco allestimento, cose comunque di ordinaria amministrazione per i live show, come accadrà stasera del resto. Vedrai che per l’ultima data del tour tutto si sistemerà e non avremo più problemi (risate, ndg).


Quindi, dopo le prove di cui mi avete parlato, pensate di essere rodati per i palchi…

Francesco: Noi pensiamo di sì, siamo molto tranquilli. Il problema più che altro sono sempre le scalette, tendono spesso a mutazioni un po’ per il mood che differisce da serata in serata, già oggi abbiamo cambiato alcune cose che invece erano presenti nella scaletta di ieri.

Stefano: Poi c’è da dire che abbiamo tanto materiale per la scaletta e qualcosa dobbiamo pur sacrificare. Il nuovo disco si cercherà di suonarlo più o meno tutto. 

Torniamo per un attimo indietro nel tempo. Voi avete girovagato per l’Italia con un furgone, un po’ come succede a tutti, per proporre la vostra musica. Quando avete capito che la situazione si stava evolvendo a vostro favore?

Francesco: Abbiamo capito di essere diventati famosi, tra virgolette, dopo qualche mese dalla pubblicazione del pezzo “Dedicato A Te”, visto che era ancora primo in classifica. Ce ne siamo accorti quando ci siamo fermati in un autogrill e alcuni ragazzi ci hanno letteralmente assaliti, ricordo molto bene quel momento. Più che altro si trattava di una sensazione che poteva cambiare qualcosa, perché il cambiamento è sempre in atto, siamo sempre in movimento, tutto ruota e si trasforma e nulla si distrugge.

interview2010levibrazioni01Un aneddoto in particolare?

Francesco: Ho un ricordo del locale “Le Scimmie” di Milano, quello è un po’ il “Cavern Club” milanese, un locale dove sono passati tanti artisti famosi, e tutt’ora vanno tante persone note. E non so perché: fanno pagare un sacco e si mangia così così (risate generali, ndg). Abbiamo capito che stava per succedere qualcosa quando abbiamo riempito e imballato quel posto, e ancora non eravamo conosciuti.

Stefano: Avevamo una specie di abbonamento, ci suonavamo diverse volte al mese, era diventato un appuntamento fisso.

Francesco: Pensa che andavamo ad attaccare i manifesti in giro, ogni tanto scappavo perché mi rompevo le palle, ci dividevamo le zone e non sempre portavo a termine il mio compito.



Beh, la notorietà vi piace no?


Francesco: Beh, certo che piace. Uno in fondo fa certe cose per essere conosciuto, però subentra una specie di metamorfosi. Quando sei giovane e non hai idea di quello che è il successo vuoi diventare famoso perché vuoi che le tue canzoni siano cantate da tutti, ma è anche una questione di egocentrismo fondamentalmente. Quando poi vieni conosciuto, sopraggiunge l’invadenza nel tuo intimo e nel tuo privato da parte di tutto ciò che ti circonda. Questa cosa ti spaventa, poi con l’età impari a gestirla. Sai, c’è un detto che dice “attento a ciò che desideri perché potrebbe realizzarsi”.

Quindi il successo ha intaccato la tua vita privata, Francesco?

Francesco: Beh si, anche se ognuno poi ha la sua storia. Inizialmente la mia vita privata è stata molto intaccata, mi sono trovato gente sotto casa. Sai, magari a casa hai tuo padre che sta male e ti trovi davanti la mitomane che ti dice che è sposata con te…

Ti blocco per dirti che mi pare di averne vista qualcuna qua fuori prima di entrare… (risate, ndg)

Francesco: Ah no, è doveroso che vengano al concerto, ci mancherebbe altro! Comunque il tutto si è poi tranquillizzato e come ti dicevo… ho imparato a conviverci.

Stefano: Anche perché poi bisogna capire che cosa si intende per fama. Ci sono tanti artisti noti e famosi a livello musicale che la gente non riconosce soltanto perché non vanno in televisione. Questo non è il tipo di “fama” che ci appartiene o che cerchiamo anche se poi la televisione ci serve perché ci espone e ci fa vendere il nostro prodotto, ma non si tratta di un prodotto televisivo come invece ce ne sono tanti in giro. E’ ovvio che tutti quelli del Grande Fratello sono più famosi di me, ad esempio, ma io penso di aver fatto molto più di loro.

Alessandro: Sicuramente anche nella tua vita hai fatto molto più di loro (risate, ndg).


interview2010levibrazioni02Bene ragazzi, facciamo un salto da questo a un altro argomento. Quali sono state le fonti di ispirazione che vi hanno portato a pubblicare un disco così vario, tra il classico e il moderno?


Francesco: Il fatto di essere stati fermi un anno e mezzo ci ha dato la possibilità di ascoltare tanta musica e ad approfondire cose nuove, attuali, anche non particolarmente conosciute. Il mondo è pieno di tante belle cose a prescindere da quelle che ti fanno sentire. Abbiamo studiato, ascoltato e approfondito certi dischi, soprattutto vecchi: siamo partiti da musica attuale e ci siamo ritrovati ad ascoltare i “The Beatles”, scoprendo che sono insuperabili proprio per una questione di arrangiamento, scrittura, stesura… sono attualissimi e ancora irraggiungibili (concordo, ndg).

Eppure mi pare di aver sentito una chiara influenza che in certi punti vi riporta ai Led Zeppelin…

Francesco: Non l’abbiamo mai nascosto, siamo partiti da lì. Per ricollegarmi alla domanda di prima, la possibilità di andare a vedere molti concerti ha contribuito alla nostra maturazione artistica, andare ai concerti è stupendo. Noi vogliamo che la gente venga ai nostri, ma per primi ci spostiamo per andarne a vedere, quindi artisti italiani e stranieri. Si impara osservando e ascoltando. Ci siamo poi confrontati col nostro produttore artistico, che aveva già lavorato su “Officine Meccaniche”, siamo partiti da zero e ci siamo presi tutto il tempo necessario. Ognuno di noi ha portato delle idee, dei giri, che poi sono stati arrangiati, io me li sono portati a casa e ci ho scritto la canzone, però tutto è nato da un lavoro di gruppo, confrontandoci passo per passo. Un lavoro corale che ci ha portato a “Le Strade Del Tempo”, sonorità elettroniche senza snaturare il mood che ci appartiene.

Sentite, l’esplosione commerciale di “Dedicato A Te” è più croce o delizia? Mi spiego meglio: non vi sentite costretti a doverne comporre almeno una simile su ogni nuovo disco per saziare i palati dei vostri fan?

Francesco: Tu pensi questo?

Uhm no. Da giornalista e da ascoltatore, ho un background musicale più estremo di quanto possiate pensare: parto dal metal passando per l’hard rock. Se mi capita di parlare de “Le Vibrazioni”, si finisce per discutere di quel brano, perché?

Stefano: La gente che si aspetta una “Dedicato a Te” sui nuovi dischi penso che abbia abbandonato quest’idea già da un po’ secondo me. Parlo di chi ha seguito Le Vibrazioni fino ad oggi. Chi ha seguito il gruppo per quel brano si è già dimenticato di… (a questo punto viene interrotto da Francesco, ndg).

Francesco: Beh, comunque si sarà accontentata di “Respiro” che mi sembra un’ottima ballad, più matura ma pur sempre un’ottima ballad. “Dedicato a Te” era comunque una canzone spontanea, come tutte quelle che abbiamo sempre fatto e che ho scritto personalmente. Ti parlo così perche fondamentalmente sono io l’artefice, o il colpevole se vuoi, ma fa parte di me scrivere quelle ballatone perché ho un lato romantico, paraculo se vogliamo.

Stefano: Scusate se vi interrompo ma volevo concludere il mio pensiero. Il discorso mio era un altro: chi segue solo una canzone poi non è il pubblico che segue il gruppo e che si affeziona al gruppo.

Francesco: Comunque no, non dobbiamo per forza fare una canzone così. Sappiamo anche che c’è una situazione discografica che ti trita e ti ritrita, però se la tua natura è rock, bisognerebbe saper lavorare sui gruppi rock.

interview2010levibrazioni04Come si lavora sui gruppi rock?


Francesco: Basta guardare all’estero, fanno uscire il primo video rock, dura poco, poi via di ballatona che spacca il culo. E tu porti a termine quella che è la tua missione, dimostrandoti un gruppo completo a trecentosessanta gradi. Anche noi arriviamo dal metal, poi arriva una ballad come “Nothing Else Matters” dei Metallica che spacca il culo ed è bellissima. Invece noi mettiamo come primo brano “Dedicato A Te” e ci torna indietro come un boomerang.

Non vi sento così attaccati al pezzo…

Francesco: Ti confesso che c’è stato un periodo nel quale l’abbiamo un po’ odiata e forse non la sappiamo più nemmeno suonare come un tempo. Dovremmo riarrangiarla…




Ma al concerto presumo la dobbiate fare…

Francesco: No, non la faremo. Faremo “Vieni Da Me” che è un blues con un gran ritornello. Volendo, in un’ora e mezzo di concerto, potremmo anche fare tutti i singoli… ne abbiamo 18 compresa “Senza Indugio” e la nostra scaletta è proprio di diciotto brani. Peccato però che fare tutti i singoli nostri vorrebbe dire fare una marea di ballad, ma in un club devi tirare.

Bene ragazzi, mi fanno segno che il tempo è scaduto, se volete prendete pure il microfono e fate un saluto a tutti i lettori di SpazioRock...

Ciao a tutti gli amici di SpazioRock, siamo Le Vibrazioni e vi auguriamo il meglio!
 




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