Insania (Tomas Stolt)

Siamo stati raggiunti telefonicamente da Tomas Stolt, bassista e membro originario dei power metallers svedesi Insania. La lunga intervista mi ha permesso di conoscere un musicista molto disponibile e felice del ritorno in scena della band di Stoccolma. Buona lettura.

Articolo a cura di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 14/06/07

Ciao Tomas, innanzitutto voglio darti il benvenuto, è un vero piacere poter scambiare quattro chiacchiere con te sul nuovo disco: "Agony: A Gift of Life".

Grazie a te del benvenuto, mi è mancato talmente tanto il mondo della musica che devo ammettere di essere molto ansioso di parlare del nostro nuovo lavoro e di presentarlo ai fans.


Prima di iniziare a parlare dettagliatamente del disco, ci puoi brevemente raccontare il motivo di questo lungo travaglio? L’album, se non erro, era già pronto da un anno e soprattutto esce a distanza di quattro lunghi anni dal precedente "Fantasy".

Non avrei il tempo materiale per raccontare l’intera storia. Ci sono state una serie di interminabili problematiche, personali e professionali, che hanno fatto sì che quasi scomparissimo. E’ stato un periodo  molto complicato e pieno di tensioni dal quale, comunque, credo che ne siamo usciti bene, molto uniti e rafforzati, sia come musicisti che come persone.


Beh sinceramente visto l’ottimo risultato sono contento di aver atteso così tanto, trovo "Agony: A Gift of Life" un album superbo con il quale credo abbiate finalmente fatto il salto di qualità. Il suono non è snaturato e rispecchia il vostro trademark, ma lo trovo particolarmente ispirato e ricco di personalità.

Prima di tutto voglio ringraziarti per il complimenti. Mi trovo a concordare con quanto hai detto e penso sia un grosso salto qualitativo rispetto a quanto fatto nel passato. Una delle principali differenze risiede, per l’appunto, nelle forti influenze che le nostre band preferite hanno avuto in passato sulla nostra proposta musicale, mentre ora abbiamo avuto tempo per maturare e trovare un sound più personale e che rispecchia le nostre esigenze di musicisti. Anche i cambiamenti di line up hanno contribuito a questa evoluzione: nel passato nonostante la maggior parte dei pezzi sia stata composta da Mikko Korsbäck, l’influeza di  Henrik Juhano era molto forte e ha indirizzato il nostro modo di fare musica. In tal senso i numerosi cambiamenti in seno alla band, e soprattutto la maggiore indipendenza di cui ha goduto Mikko, hanno senza dubbio permesso alla band di staccarsi un pochino dal proprio background musicale.


Parlavo di ispirazione e personalità ed infatti nell’album troviamo molte canzoni sopra i sei minuti, addirittura otto nel caso di "Times Of Glory", ma sono tutte fresche e scorrevoli ed i minuti volano. Come mai questa scelta coraggiosa?

Guarda, ti parlo di "Times Of Glory", ma credo che l’esempio possa estendersi anche a tutti gli altri pezzi. Quando abbiamo iniziato a comporla ci siamo, come sempre, trovati in studio con tante buone idee, ma senza una canzone vera e propria sulla quale lavorare. Abbiamo semplicemente iniziato a creare il pezzo, tutti assieme in studio, abbiamo scritto, abbiamo cancellato, abbiamo improvvisato, abbiamo corretto e alla fine la canzone è venuta fuori. Quindi, rispondendo alla tua domanda, non si è trattato di una scelta coraggiosa, ma semplicemente è stato il naturale risultato del nostro lavoro.


thomas2Parliamo un attimo delle canzoni che compongono il disco. Quali sono quelle che preferisci e che maggiormente rappresentano il nuovo corso degli Insania? Mi sbilancio e ti dico: "Facing My Destiny", "To Live Another Day", " Gift Of Life", "Valley Of Sunlight" e "Dreams"…. Beh che fantasia ho citato metà album (risata generale ndm)

"Dreams" che ho composto personalmente, devo  però ammettere che mi è difficile essere oggettivo. Quindi non considerando "Dreams" sicuramente ti dico l’opener "Facing My Destiny" e la title track "Gift Of Life" che sarà anche il primo singolo ad essere pubblicato e trovo sia la canzone che maggiormente rappresenta ciò che gli Insania sono nel 2007.


Parlando dell’opener "Facing My Destiny", ascoltandola ho subito notato tutte le qualità dell’album: riff ispirati e potenti, stupendi inserti di tastiera, ottime linee vocali ed una sessione ritmica sempre ben presente, ma mai scontata. Direi che la nuova line up funziona.

Sinceramente all’interno della band ci crediamo tutti e il gruppo funziona sia a livello professionale che, cosa molto importante, a livello personale. Il cambiamento porta con se sempre molti timori, ma quando abbiamo iniziato a lavorare con la nuova line up abbiamo scoperto musicisti che andavano oltre le nostre aspettative e con i quali ci siamo sentiti finalmente pronti per intraprendere questa nuova avventura convinti delle nostre qualità.


A proposito della nuova formazione: avete una bella fortuna, non solo un cantante molto dotato, ma addirittura due.

Anche in questo caso devo dire che non è stata una cosa programmata anche se conoscevamo le ottime doti canore di Dimitri (Keiski, ndm). E’ successo questo: una volta in studio non solo ha dato un forte contributo compositivo ma ci ha letteralmente sorpresi quando proponeva le linee vocali. Da qui è nata l’idea di sfruttare la sua voce anche per dare maggiore atmosfera ed interpretazione ai pezzi. Sono sicuro che questo aspetto verrà ulteriormente sviluppato nei nostri futuri lavori.


Un pezzo che trovo particolarmente riuscito è "Valley of Sunlight", pezzo fatto di assoli veloci, parti neoclassiche e un suono di tastiera che mi ricorda molto le sonorità tanto care al rock psichedelico, ma adattate al genere da voi proposto. Come sono nati questi accostamenti?

"Valley of Sunlight" è stata scrtta da Mikko Korsbäck, come circa l’ottanta per cento del nuovo materiale. Mikko è un musicista incredibile che suona batteria, chitarra e tastiera a livelli veramente invidiabili e questa sua completezza musicale si sente poi in fase di scrittura dei pezzi. E’ un artista veramente preparato e ha la grande qualità di riuscire a sentire e ad immaginare il pezzo nel suo complesso quando ancora è in fase di lavorazione. Senza parlare poi della pignoleria che lo contraddistingue nel momento di lavorare sui particolari. Un gran musicista, un gran professionista ed una grande persona.


thomas1A proposito di grande cura ho trovato la produzione di ottimo livello, con i suoni sempre ben equilibrati e potenti, soprattutto quello della chitarra.

I nostri due dischi precedenti avevano avuto come denominatore comune la produzione, affidata a Mikko Karmila (già produttore di Stratovarius e Nightwish, ndm), ma questa volta abbiamo voluto cambiare, non perché non ci piacesse il suo lavoro, ma perché desideravamo un suono diverso. Abbiamo cambiato studio di registrazione e i suoni li abbiamo curati noi stessi direttamente in fase di registrazione, guidando il produttore nel suo lavoro per cercare di trovare il sound che volevamo, in particolare per quanto riguarda i suoni di basso, chitarra e tastiera. Le uniche parti che sono state prodotte in maniera tradizionale sono state quelle di batteria e quelle vocali.


Purtroppo non ho avuto la possibilità di leggere i testi, ma guardando i titoli delle canzoni ho notato che viene spesso nominata la parola "life". Trattasi di concept o i testi traggono ispirazione dalle vostre esperienze?

L’unico pezzo che può essere considerato un concept è "Valley of Sunlight"  che è una storia fantasy ed è a tutti gli effetti la continuazione di "Paradisa", canzone presente nel nostro debut album ("World of Ice", ndm). Il resto dei testi invece è maggiormente basato su situazioni di vita reale, una sorta di diario della band, e trattano testi che non sono  legati da un unico filo conduttore se non quello delle nostre esperienze.


Ho cercato, senza molta fortuna, notizie sulle vostre prossime esibizioni live. E’ previsto un tour di supporto? Quali paesi toccherà? Sai a questo punto sono molto curioso di potervi vedere on stage.

Sicuramente ci sarà un tour di supporto al disco sul quale stiamo iniziando a lavorare, però purtroppo non posso ancora dirti quali città toccheremo. Essendo passati quattro anni dal nostro precedente lavoro è difficile capire quanto e se i promoter sono interessati a noi, purtroppo questo è un ambiente dove se non mantieni vivo il nome della band rischi che tutto ciò che di buono hai fatto venga dimenticato velocemente. Quindi attendiamo di poter pianificare il tutto, comunque sono convinto della bontà del nostro lavoro e sono molto fiducioso.


Ora se sei d’accordo vorrei parlare con te del panorama power europeo. In mezzo a tante delusioni e reunion più o meno riuscite voi siete una delle poche sorprese positive. Cosa sta succedendo al power metal, genere che nel passato ci ha regalato molte soddisfazioni?

Mi fa molto piacere parlarne, anche perché oltre che musicista sono un accanito fan del power metal europeo. Ho una vera e proprio devozione nei confronti dei Gamma Ray e amo molto le band nordiche come Stratovarius e Sonata Arctica, band che però purtroppo mi hanno deluso con i loro ultimi lavori. Prendi ad esempio l’ultimo album dei Gamma Ray è ricco di spunti egregi, è prodotto in maniera egregia, ma personalmente lo trovo privo di passione. Kai Hansen ci ha dimostrato nel  passato di quali capolavori è capace, purtroppo ho sentito la passione scemare in lui negli ultimi anni. Anche per i Sonata Arctica ho notato una situazione simile, ma accelerata dal fatto che Toni (Kakko, ndm) si sia proprio stufato del genere che lo ha reso celebre. Trovo tuttora "Ecliptica" uno dei più bei dischi power metal di sempre, un vero peccato. Un discorso un po’ a parte lo farei per gli Stratovarius, di cui sono anche amico, i quali hanno pagato a livello professionali i grandi problemi personali di Timo (Tolkki, ndm). Comunque rimango fiducioso per il futuro, la scena è ricca di tante giovani promesse, l’importante è tenere duro e non perdere la passione.


Bene Tomas, per me è tutto. Grazie per la lunga intervista e ti auguro ogni fortuna, sia professionale che personale. Lascio a te l’ultima parola se vuoi lanciare un messaggio ai nostri utenti.

Prima di tutto voglio ringraziarti, è stata una piacevole chiacchierata. A tutti i lettori non posso dire altro che gli Insania finalmente sono tornati: dateci una possibilità di dimostrare tutto il nostro valore dando un ascolto a "Agony: A Gift Of Live", sono certo che non ne rimarrete delusi.




Recensione
Satyricon - Rebel Extravaganza [Remastered]

LiveReport
Ghost - A Pale Tour Named Death 2019 - Mantova 05/12/19

Intervista
Skillet: John Cooper

Recensione
Nightwish - Decades: Live In Buenos Aires

Speciale
Toliman - Abstraction

LiveReport
Cult of Luna – European Tour 2019 - Milano 03/12/19