White Lies (Charles Cave; Jack Brown)
Poco prima della loro esibizione allo Sziget Festival di Budapest, abbiamo intervistato Charles Cave e Jack Brown, membri di una delle più belle sorprese rock degli anni 2000: i White Lies. La già affermata band di Londra ci ha parlato del proprio passato e lasciato intendere i propri progetti futuri, tutt'altro che deludenti.
Articolo a cura di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 15/10/17

Ciao ragazzi, benvenuti su SpazioRock.it! Recentemente avete suonato a Ferrara, peraltro la città dove vivo. Com'è stato? cosa ne pensate del pubblico italiano?

 

C: Quest'anno è stata la seconda volta che abbiamo suonato a Ferrara. Abbiamo potuto esplorare la città con più calma e attenzione, un posto splendido come ce ne sono a migliaia in Italia. Abbiamo una grande fan-base nel vostro paese. Se fosse per noi dedicheremmo un mese intero del tour alle città italiane!

 

Non è la vostra prima volta allo Sziget, dico bene? 

 

J: Sì, ci abbiamo già suonato un paio di volte. Nel 2011 abbiamo filmato l'intero show, eravamo headliner. Da quel concerto abbiamo realizzato anche il videoclip di "Power and Glory", per cui abbiamo dei bei ricordi legati a questo posto. È la tappa del nostro tour con il più alto numero di pubblico.

 

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Non molto tempo fa è uscito il vostro ultimo album, "Friends". Come mai questo titolo?

 

C: Si può dire che "Friends" sia, tra i nostri album, il più "ostile", per così dire. L'abbiamo scritto in un periodo particolare, forse il primo in cui sia noi che i nostri amici cominciavamo a diventare adulti e le persone intorno a noi passavano lentamente ad un tipo di vita più maturo, avendo figli, sposandosi eccetera. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere, è stato interessante vedere le vite delle persone a noi care non dico cambiare, ma perlomeno prendere forma e assumere una direzione ben precisa. Questo ci ha spinti a guardare a noi stessi e a porci domande scomode sulla direzione che stiamo prendendo noi. Effettivamente è un titolo particolare, che può significare tante cose e richiamare associazioni di concetti molto differenti. Non so nemmeno se sia il titolo più adatto che potessi scegliere, però avevo la sensazione fosse quello giusto.


Questo è il quarto album della vostra carriera. Vi capita mai di ascoltare il vostro album d'esordio e pensare che la vostra musica sia cambiata?

 

C: Ho una visione piuttosto chiara di quale sia stato il nostro percorso a partire dal primo album sino ad oggi. Scrivere album, andare in tour e comporre canzoni porta a imparare un sacco di lezioni. Ed Buller, il produttore del nostro primo e terzo album, ci ha aiutato molto. Non tanto criticando cosa non gli piacesse, ma specialmente sottolineando cosa funzionasse nelle nostre canzoni. Ricordo quando gli facemmo sentire per la prima volta il singolo "Death": se ne innamorò subito, e comincio a elencarci quali fossero i punti di forza di quel brano. Ci ha dato le linee guida per la composizione di molti dei nostri pezzi. Adesso, quando ci troviamo a scrivere le canzoni per un nuovo album, la sensazione che proviamo è esattamente la stessa di 10 anni fa, quando è cominciata la nostra carriera. Sembra ieri, e invece è parecchio tempo fa. Comporre non è affatto diventato più facile, perché ogni volta che finisci di scrivere una bella canzone sai già che comporre quella dopo sarà altrettanto difficile. Un giorno scrivi un gran bel pezzo e il giorno dopo, sull'onda dell'entusiasmo, ci riprovi e finisci per chiederti: "Come ho fatto ieri?". Certamente fare pratica aiuta, ma ci vuole anche tanta fortuna.

 

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C'è la possibilità che torniate in Italia il prossimo anno?

 

J: Ci piacerebbe moltissimo. Dipende quando cominceremo a registrare il prossimo album, però di sicuro vogliamo andare in tour per un altro po' di tempo, dato che prima dell'uscita di "Friends" non abbiamo fatto concerti per circa 2 anni. Ci sono ottime possibilità.

 

C: In genere quando suoniamo in Italia ci esibiamo in grandi città come Milano o Roma, in luoghi che molto spesso sono fuori dalla centro per poter contenere un grande numero di persone. Sarebbe bello poterci esibire anche in città più piccole, magari in club o comunque in luoghi in centro città, in modo da poter entrare nell' atmosfera del luogo, come faremo il prossimo ottobre in alcune piccole città della Germania. Sarebbe grandioso.

 

Grazie per il tempo che ci avete dedicato e in bocca al lupo per la vostra esibizione! Vi va di lasciare un ultimo messaggio ai vostri fan italiani e ai nostri lettori?

 

C: Certamente. Grazie per il supporto che riceviamo sempre da voi... speriamo di tornare presto a suonare in Italia!




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