Avantasia (Tobias Sammet)

Se la mente dietro agli Avantasia non va alla montagna, allora la montagna va da Tobias Sammet. In un linguaggio più comprensivo: avendo il buon folletto di Fulda dovuto cancellare tutti gli impegni promozionali in giro per l'Europa, compreso quello di Milano, abbiamo raggiunto telefonicamente il gioviale cantante tedesco per discutere in modo estremamente amabile e frizzante della nuova fatica in studio degli Avantasia, quel "Ghostlight" atteso con ansia (ed a ragione) dai fan di tutto il mondo.

Articolo a cura di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 29/01/16

Si ringrazia Costanza Colombo per la collaborazione

 

Ciao Tobias, tutto bene? Lunedì (23 novembre 2015, ndr) hai dovuto cancellare il tuo Meet&Greet a Milano per problemi di salute. Va meglio adesso?

 

Ora va meglio, ho avuto quella che viene chiamata "sordità improvvisa", ho perso l'udito nel mio orecchio destro e sono dovuto andare dal dottore che mi ha prescritto del cortisone dicendomi anche di prendermela con calma, di stare in casa a leggermi un libro, anche se in questo momento è un pessimo suggerimento visto che devo promuovere un album rock! Mi ha imposto di non fare nulla che potesse portare ulteriore stress al mio orecchio, quindi abbiamo cancellato il tour promozionale. Ora il mio orecchio va meglio. Già sette anni fa circa mi era capitata la stessa cosa, quindi ci ho fatto l'abitudine.

 

Dopo aver ascoltato diverse volte il vostro nuovo album ho avuto l'impressione che questa vostra ultima fatica sia molto più dinamica e positiva rispetto a "The Mystery Of Time". Mantiene sempre il tipico marchio degli Avantasia ma è un qualcosa che va oltre. Cosa è cambiato tra il precedente disco e questo?

 

Non ne ho la minima idea! Ahahah! (ride, ndr) Non ho cambiato nulla. Non ho cambiato proprio niente. Tutto quello che ho fatto è stato mettermi a scrivere nuove canzoni partendo da alcune idee, ho semplicemente continuato a scrivere. Non avevo nemmeno idea che stessi scrivendo un nuovo album, stavo solo componendo. È tutto qui. Ciò che mi fa sorridere è che questo album, in un tempo relativamente breve, è divenuto quello più lungo come durata tra quelli che ho registrato. È il mio diciassettesimo album in studio, tra quelli dove ho partecipato o che ho scritto, compresi quelli con gli Avantasia, ma questo è l'album più lungo che abbia mai realizzato ed è stato scritto in pochissimo tempo, senza alcuna pressione, e non avevamo a disposizione nemmeno tanto materiale su cui lavorare. Quindi, non so cosa è cambiato. Non ho una risposta. A volte vinci, a volte perdi. In questo caso credo di trovarmi in un momento estremamente fortunato! Ahahah! (ride, ndr)

 

Dopo aver lavorato con un'intera orchestra in "The Mystery Of Time", avete pensato di usarla di nuovo anche per "Ghostlights"? Avete introdotto altre novità su questo nuovo album?

 

Questa volta non abbiamo utilizzato l'orchestra. Sotto certi versi direi che non lo abbiamo fatto perché non ne abbiamo sentito il bisogno. Miro (Michael Rodenberg, ndr) ha preparato gli schemi per il suono dell'orchestra utilizzando il suo software, con i suoi programmi, con i suoi sequencer. Utilizza le stesse attrezzature che persone come Hans Zimmer o i compositori delle partiture musicali per i film ad Hollywood adottano. Quindi ha utilizzato un software veramente ottimo. Ma, a parte questo aspetto, mentre stavamo assemblando il materiale non abbiamo visto alcuna ragione per usarla (l'orchestra, ndr). Era una sensazione che avevamo. Quando ti metti ad ascoltare il materiale su cui stai lavorando, a volte hai la sensazione che sia giusto così come è, mentre altre volte pensi "dobbiamo cambiare qualcosa". In questo caso abbiamo pensato che fosse giusto così come era. Quando lavori con molte informazioni musicali contemporaneamente, per esempio come succede con le canzoni speed metal, non porti nulla di buono se usi un'orchestra in carne ed ossa. Perché i suoni di una vera orchestra possono essere utilizzati con successo solo quando vi è silenzio. Solo in quel caso puoi sfruttare le dinamiche di una vera orchestra. Se invece hai molti altri strumenti ed informazioni, come le chitarre elettriche, una batteria veloce, diversi strumenti musicali che suonano contemporaneamente, allora l'orchestra potrebbe avere bisogno di un diverso approccio, potrebbe avere bisogno di un maggiore attacco, per parlare in termini musicali, potrebbe avere bisogno di agire con maggiore velocità, quindi riesci ad avere un grandissimo vantaggio se puoi sfruttare un'orchestra artificiale piuttosto che una in carne ed ossa. Per spiegarlo meglio a qualcuno che non ha esperienza in campo musicale, nel nostro caso è sembrato migliore e più intelligente (non usarla, ndr), e non per una questione di costi, credimi, ma nel nostro caso è sembrato giusto così, per quella sensazione che avevamo, per gli ascolti dei demo, abbiamo deciso di utilizzare un'orchestra artificiale.

 

Venendo ai contenuti di "Ghostlights", gli album degli Avantasia sono stati sempre ricchi a livello concettuale e narrativo. Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo album?

 

È la prosecuzione (della storia, ndr). "The Mystery Of Time" aveva solo fissato l'ambientazione per la storia, lo scienziato agnostico che incontra altri scienziati che cercano di manipolare la percezione del tempo delle persone, di accelerare l'evoluzione della società. A prima vista sembra che questo avvenga perché vogliono rendere più uniti tutti quanti, ma per qualche ragione lo scienziato agnostico, il protagonista principale, percepisce che questo sta succedendo anche perché forse qualcosa vuole stancare le persone, consumarle, controllarle attraverso questo logorio, tenerle lontane dal mettersi a pensare a cosa è veramente importante nelle loro vite. È qui che inizia la seconda parte della storia, il secondo capitolo. "Ghostlights" non è una vera e propria narrazione, sono piuttosto dodici vignette, dodici immagini che descrivono i momenti salienti del meraviglioso viaggio del protagonista, e questi momenti ci mostrano conversazioni, incontri, nuove ispirazioni, nuovi filoni di pensiero che lo portano ad interrogarsi, che gli aprono gli occhi e risvegliano in lui altri sensi di cui non era a conoscenza. Ci si interroga sull'accelerazione del tempo, sulle differenze tra la percezione sensoriale e la realtà, sulla possibilità del mondo spirituale, ed anche su abilità che potremmo avere dimenticato, come la chiaroveggenza, o, in un linguaggio più comune, essere sensibili a ciò che sta oltre il puro mondo materiale. Sono dodici scene di una rappresentazione ed ogni canzone è un'entità a sé stante, ma quando le prendi nella loro totalità creano una bellissima storia.

 

avantasiaitw201601Con tante conferme di ospiti illustri, vi sono però anche dei nuovi arrivi, in alcuni casi di un certo peso. Che ne diresti di introdurre brevemente questi cinque nuovi acquisti? Partiamo con Robert Mason.

 

Robert Mason è un cantante che conosco da moltissimo tempo, visto che sono un suo fan, ma non l'ho mai incontrato di persona. Stavo cercando un certo tipo di voce, ed in qualche modo ho capito che il cantante del secondo album dei Lynch Mob aveva quella voce! Hahaha (ride, ndr) Per caso ho scoperto di avere nella mia collezione musicale una band chiamata Big Cock che aveva lo stesso cantante. Le coincidenze non finiscono qui, visto che è il cantante anche della colonna sonora di uno show tv per bambini che parla di una rock band fantasy che Sasha Paeth, il nostro produttore, conosce attraverso suo figlio. Un giorno mi stava facendo sentire la sigla di quel programma dicendomi "ascolta questo cantante, non è niente male" ed io "lo conosco questo tizio, è il cantante del secondo album dei Lynch Mob!". Mi sono messo sulle sue tracce ed ho scoperto che cantava con i Warrant, aveva sostituito Jani Lane. Mi sono messo quindi in contatto con i Warrant chiedendo loro di farmi incontrare il loro cantante per potergli chiedere di partecipare. Non vi erano molte probabilità che questo avvenisse, ma è tutto partito dal fatto che ammiravo veramente molto la sua voce.

 

Cosa puoi dirci invece di Marco Hietala?

 

Ho sentito Marco Hietala molto prima che si unisse ai Nightwish. Stavamo mixando il nostro album in Finlandia, eravamo in una casa e vi erano i dischi dei Tarot, la band di Marco Hietala. Da allora ci siamo incontrati diverse volte. Nel 2013, ormai sapevo che era il bassista e cantante dei Nightwish, nel 2013, dicevo, ci siamo incontrati ai Metal Hammer Awards a Berlino, abbiamo parlato, ci siamo presi un caffè. Gli ho detto "Marco, se un giorno dovessi fare un nuovo album degli Avantasia e ci fosse la giusta canzone per te, ti andrebbe di ascoltarla e magari di esserne il cantante?". Lui è stato molto disponibile. Nel 2014 avevamo pronta quella canzone senza neanche aver mai pensato a Marco, "Master Of The Pendulum". Stavo cercando una persona che potesse cantare una melodia aggressiva ma allo stesso tempo molto lirica. Per qualche motivo, forse una sensazione, ho pensato che Marco fosse quello giusto. Gliel'ho fatta sentire ed ha subito accettato. Era perfetta per lui! Questa è una cosa che mi stupisce sempre: idee vaghe, possibilità, tentativi, ed una volta che la canzone è pronta ti sembra che non avrebbe potuto mai suonare in altro modo!

 

Arriviamo ad un vero pezzo da novanta, Dee Snider...

 

Avevo pronta questa canzone, "The Haunting", e stavo cercando una voce teatrale, una voce che fosse più simile a quella di un attore, ma che al contempo suonasse stravagante e vistosa e molto musicale. Mi serviva qualcuno che potesse impersonare un perfetto uomo nero ma che al contempo fosse un ottimo cantante, per dare colore. Stavo passando in rassegna diversi cantanti e mi stavo chiedendo chi potesse essere quello giusto, e mi è venuto in mente che Dee Snider potesse essere quello giusto. L'ho quindi contattato, devo dire che sono sempre stato un grandissimo fan di Dee Snider e dei Twisted Sister, perché quando ero un bambino lui era il prototipo della vera rock star, era ironico, era capace di fare a pezzi la serietà ed la musica rock, era stravagante, era vistoso, in un certo modo era come noi! Hahaha (ride, ndr) Sono quindi entrato in contatto con il suo manager e quando Dee ha ascoltato la canzone è stato tipo: "wow, è una grandissima canzone, è fantastica, la voglio fare". Questa è la storia dietro la sua partecipazione.

 

Un altro grandissimo acquisto è di certo Geoff Tate!

 

Geoff Tate... cosa posso dirti di Geoff Tate... è il cantante che ha ispirato molte persone nel mio ambiente. Anche persone come Michael Kiske sono fan di Geoff Tate e sono state influenzate da lui. Inizialmente questa canzone non era stata pensata per una voce come quella di Geoff, "Seduction of Decay" era stata scritta per essere una versione epic metal dei Led Zeppelin, stavo pensando ad una voce blues estremamente alta, qualcosa tipo un giovane Robert Plant, una voce blues tipo Jorn o David Coverdale, un qualcosa del genere, ma quando mi sono messo ad ascoltare quella traccia, la versione strumentale, ho avuto immediatamente ben chiaro che sarebbe stato troppo ovvio realizzarla come brano blues, quindi mi sono chiesto come sarebbe stato trasformarla completamente. Nuovamente, non ti so dire il perché mi sia venuto in mente, ma ho pensato: "come l'avrebbe cantata una persona tipo Geoff Tate?". Mi sono messo a cercare di immaginare come l'avrebbe fatta lui ed ho iniziato a cantarla a modo suo, anche io sono un suo grandissimo fan! (Canta una strofa con lo stle di Geoff Tate, ndr) All'istante è cambiata l'intera atmosfera della canzone ed è stato come avere una rivelazione! Ho pensato "è questo ciò di cui ha bisogno la canzone". Sia il manager che la moglie e poi Geoff stesso hanno apprezzato il brano. Ti assicuro che mi sono sentito come un bambino in un negozio di giocattoli per come tutto questo si è risolto. È una situazione incredibilmente strana! Tu scrivi una canzone e dici "dovrebbe cantarla Dee Snider, quest'altra dovrebbe farla Geoff Tate, questa invece la canterà il mio vecchio amico Michael Kiske". È tutto molto strano, quasi surreale. Ancora oggi non mi riesco a capacitare di come tutto ciò sia veramente possibile, ma è veramente fantastico!

 

Concludiamo questa carrellata con l'ultimo dei vostri nuovi ospiti, ovvero Herbie Langhans.

 

Quello è stato solo un puro caso! Hahaha (ride, ndr) No, no, non in termini di risultato! Non lo conoscevo affatto, è un amico di Sasha e si stava occupando dei cori per l'album. Stavamo preparando un demo di "Draconian Love" e volevo che l'altra voce, il mio partner nel duetto, venisse simulata da Herbie perché io non riesco a cantare note così basse, la mia voce non ha un'estensione che vada così in basso, solo al mattino dopo una sbronza con due bottiglie di vino rosso, ma non riesco a cantare così in basso. Così, avevamo preparato il demo ed eravamo alla ricerca del vero cantante ed alcune persone avevano rifiutato il nostro invito. A quel punto ci siamo chiesti "perché mai dobbiamo continuare a cercare un altro cantante se questo è già perfetto così come è ora?" Ci eravamo completamente dimenticati dell'ottimo lavoro che aveva fatto Herbie. Ho ricontattato Herbie e gli ho chiesto se gli andava bene se avessimo lasciato il brano così come era anche su disco, alla fine sarebbe stato il cantante principale. Naturalmente era molto felice di questo! Haha (ride, ndr) Anche noi eravamo molto felici. È per questo che ho detto che è stato solo per caso, perché non doveva essere il cantante principale, aveva solo effettuato un'esecuzione, che era meravigliosa, doveva solo fare il demo per un cantante che alla fine non ha voluto partecipare.

 

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Con "The Mystery of Time", disco e tour, Ronnie Hatkins andava un po' a sostituire Jorn Lande. Ora che su questo nuovo album li hai tutti e due, come hai distribuito i compiti?

 

Sai, credo che Ronnie Hatkins non fosse solo un rimpiazzo di Jorn, non l'ho mai considerato come un rimpiazzo, l'ho sempre considerato come un'aggiunta agli Avantasia. Dal vivo, certamente, alcune persone possono averlo pensato per il suo ruolo nel brano "Scarecrow", ma in ogni caso non l'ho mai considerato un rimpiazzo. Di conseguenza, per me non si è trattato di cercare di farli entrare entrambi all'interno del nuovo disco, ero molto felice di avere disponibili entrambi questi due grandissimi cantanti. Dal vivo sarà la stessa cosa. Ronnie è un incredibile cantante e frontman con una voce molto distinguibile, e la stessa cosa vale anche per Jorn, e sono felice di averli entrambi perché abbiamo così tante canzoni. Quando saremo in tour con gli Avantasia saremo sul palco per tre ore e mezza, sarà un viaggio attraverso la storia degli Avantasia. Suoneremo molto materiale tratto da "Ghostlights", ma anche se suoneremo 35 minuti di materiale di "Ghostlights", rimarranno comunque quasi tre ore da poter riempire con materiale proveniente da "The Metal Opera", da "The Scarecrow", da "The Mystery of Time", da tutti i nostri album e credo che sia fantastico averli entrambi perché, come ho detto, non sono un rimpiazzo l'uno dell'altro, sono due cantanti completamente differenti.

 

Agli inizi con gli Avantasia non eri molto dell'idea di suonare dal vivo, immagino per i problemi connessi col mettere d'accordo i vari impegni delle persone coinvolte. Ora invece sembri ansioso di tornare sulla strada. Hai preso gusto a portare in giro quel carrozzone di personalità colorate che sono gli Avantasia?

 

Agli inizi non avrei mai immaginato che portare dal vivo gli Avantasia fosse possibile, perché è veramente difficile organizzare un tour del genere, dato che hai un gran numero di persone che sono coinvolte, devi riuscire a riunire tutte queste persone provenienti da tutto il mondo, che hanno già degli impregni con le proprie band. All'epoca non avevo l'idea di come farlo. Però poi mi è stata offerta l'opportunità di essere uno degli headliner al Wacken Open Air ed anche se ero ancora spaventato perché non sapevo come ci sarei riuscito, se tu sei un giovane musicista e ti offrono il posto da headliner nel più grande festival metal del mondo e tu rifiuti, allora quella è un'offesa verso la tua stessa carriera, perché non puoi rifiutare un'occasione del genere. Quindi abbiamo fatto quello spettacolo e poi alcuni altri, perché all'epoca i promoter continuavano a richiederci: Sweden Rock, Masters Of Rock nella Repubblica Ceca, abbiamo suonato in Francia, in Italia, a Tokyo, a San Paolo, un po' dovunque. Lo abbiamo fatto, ci siamo buttati ed è stato fantastico. Senza saperlo abbiamo creato qualcosa che è unico ancora oggi. Un progetto come gli Avantasia non esiste in questa forma, in nessuna parte del mondo. Per rispondere alla tua domanda, in breve, ho scoperto che è veramente divertente farlo e se lo programmi in modo estremamente accurato è possibile farlo e questo ha fatto scomparire tutte le mie paure. All'inizio non sapevo come fare qualcosa del genere, ero convinto che non fosse possibile farlo, ma siamo riusciti a farlo, mi sono divertito con ottime persone ed ha funzionato. È stato fantastico per noi e per i fan, era una situazione in cui tutti ne guadagnavano. È stato allora che mi sono detto "se avrò la possibilità di farlo di nuovo, lo farò", ed ora abbiamo nuovamente un'altra occasione per farlo, tutte le persone sono libere da impegni. Lasciamelo dire, ciò che è veramente speciale per quanto riguarda le esibizioni live degli Avantasia non è che siamo l'unico progetto che faccia qualcosa di questo tipo, ma tutti noi siamo ben consci che ogni show può essere l'ultimo con quella formazione, perché non puoi sapere, se dovessimo rifarlo dopo due anni, se tutti saranno disponibili o se qualcuno dovrà fare un tour con la propria band. Durante lo scorso tour Jorn non c'era semplicemente perché aveva altri impegni. In questo ci sarà. Magari se faremo uno show tra cinque anni la maggior parte ci sarà, magari Eric Martin non sarà disponibile, magari Jorn Lande sarà impegnato con una reunion con i Masterplan. Sto solo facendo un'ipotesi, non vi è nulla di pianificato, non voglio diffondere voci! Hahaha (ride, ndr) Non puoi mai sapere in anticipo come sarà la situazione quando devi fare i conti con dieci differenti band. E questo è il motivo per cui ogni singolo momento per noi è speciale, ed anche i fan lo sanno, lo sentono che è un qualcosa di unico e che potrebbe essere l'unica volta che lo vedranno, ed è per questo che è un'occasione così speciale.

 

Durante i tuoi tour con gli Avantasia sfoggi sempre delle giacche particolari. Dobbiamo aspettarci qualche novità per il prossimo tour?

 

Non ho mai pensato di fare un qualcosa che risulti divertente, magari è il mio gusto personale che è troppo particolare! Haha (ride, ndr) Ho un team di sarti molto abili in Amburgo, hanno fatto alcune giacche per Siegfried e Roy (due celebri illusionisti americani, ndr), hanno fatto qualcosa per gli Aerosmith, per i Rolling Stones. Sono loro che fanno quasi tutte le mie giacche. Non ho mai cercato di farle divertenti, ma danno l'impressione di esserlo. Non voglio apparire buffo così come sembro! Hahaha (ride, ndr)

 

La parola Babylon appare in molte canzoni, per esempio in "The Seven Angels", o in "I Don't Believe In Your Love", È perfino nel titolo di un album "Angel Of Babylon". Senza dimenticare il brano "Babylon" degli Edguy. Quale significato ha per te Babylon? È sempre lo stesso o varia a seconda della band o dell'album?

 

Per me è il simbolo di diverse cose. Innanzitutto adoro l'aspetto di questa parola quando la scrivi. È una gran bella parola ma non so dirti perché. Babylon. È molto bella. Inoltre l'ho sempre usata come metafora, in un certo modo per la decadenza, per la rovina, ma anche per un qualcosa che ti tenta ma che allo stesso tempo è pericoloso, come metafora che si ricollegasse al significato biblico, la Torre di Babele, la megalomania, il pericolo, ma che sia comunque attraente e tentatore. Credo che sia una parola molto forte, non è altro che questo, per me. Ho sempre cercato di utilizzare delle parole con cui ho familiarità, delle parole forti, di usarle come metafore all'interno di una lingua forte, nello stesso modo in cui faceva Ronnie James Dio. Dio scriveva molte canzoni utilizzando le stesse parole più e più volte ed è una cosa che adoro dei suoi testi. Molte persone che non hanno grande familiarità con i suoi testi credono che riutilizzasse continuamente sempre lo stesso testo, invece ogni canzone ha un suo specifico testo ma usava sempre le stesse parole forti. Erano parole semplici ma forti e per me Babylon è una parola estremamente forte. Una metafora misteriosa ed è questo il motivo per cui la uso. E credo che appaia fantastica sulle magliette! Hahaha (ride, ndr)




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