The Vaccines (Justin Young)

È da gennaio che ascoltiamo “I Can’t Quit”, ultimo singolo dei Vaccines e primo estratto dal quarto album del gruppo, “Combat Sports”: chitarre e velocità da togliere il fiato. È a gennaio che i Vaccines hanno registrato il videoclip di “I Can’t Quit”, in un tramonto di Cagliari parimenti sensazionale. Abbiamo raggiunto Justin Young per farci raccontare tutti i dettagli del ritorno di una della band inglesi più sorprendenti dell’ultimo decennio.

 

Merita specificare che "Combat Sports" è nato alla fine di un periodo di grande difficoltà per la band che aveva terminato la promozione di "English Graffiti" nella confusione più completa. Nonostante l'appena citato terzo album abbia raggiunto il secondo posto della classifica di vendita in UK, i Vaccines si rendevano conto che ciò che il pubblico voleva era puro Rock and Roll. 

Articolo a cura di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 16/04/18

Si ringrazia Paolo Stegani per la collaborazione

 

Puro Rock and Roll e Power Pop. Bentornati, Justin! Come stai, come state?

 

Alla grande! Splende il sole qui a Cambridge. Hai detto bene, se dovessimo collocare il nuovo album in uno o due generi, sceglierei il puro Rock and Roll. Quello degli inizi... dei nostri, e del Rock and Roll. In ogni caso, siamo senza dubbio più carichi che mai.

 

Lo capiamo anche dal titolo del nuovo disco, partiamo da qui.

 

Sì, certo. Un titolo che trovi anche nel cuore dell'album, ascoltando le varie tracce. Ad un certo punto, abbiamo trovato le parole per definire ciò che volevamo registrare. Un suono che non posso che definire "sudato", se capisci che intendo... generato dal puro sentimento. Per descriverlo potrei dirti che è come quando dai il massimo alla partita di calcetto, o al campo di basket con gli amici. C'è dell'agonismo in questo album e quindi siamo fieri di portare in giro questo "Combat Sports".

 

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Arrivare al quarto album è una tappa importante per una band. Hai citato le vostre origini poco fa, si tratta quindi di un ritorno alle radici dei Vaccines?

 

In un certo senso sì. Dopo "English Graffiti" eravamo certi di aver chiuso un cerchio, di aver completato una fase. Quindi ci siamo ritrovati e abbiamo capito che per ricominciare dovevamo guardare indietro e ritrovare l'entusiasmo degli esordi. Dopotutto, non puoi scappare da chi sei veramente. Abbiamo abbracciato questa filosofia e registrato ogni pezzo pensandola in questo modo. Per noi si tratta di un ritorno al passato non per necessità, ma perché sentiamo che è arrivato il momento di approcciare un nuovo ciclo, e non possiamo che ricominciare dalle sonorità che più ci appartengono, che meglio sappiamo gestire, di cui siamo fatti. 

 

Forza. Tre parole per descrivere "Combat Sports".

 

Direct, exciting, energetic. Potrebbero essere tre parole per descrivere un disco qualsiasi dei Vaccines, ma ti garantisco che calzano a pennello. Sono le sensazioni che provo all'ascolto, e sono le stesse che volevamo trasmettere prima di andare in studio. Prova a pronunciarle in italiano, credo che il suono sia simile, o sbaglio?

 

Lo è davvero! Con l'Italia continua quello che è un rapporto speciale, come dimostra la scelta della location del vostro ultimo video. Perché Cagliari?

 

Basically, we love Italy! Volevamo inserire una bella canzone e registrarla in un bel posto. Dopotutto, l'ispirazione della gran parte dei dischi Rock proviene dal vivere i luoghi, respirarne l'aria e i sapori, incontrare persone, toccare il vento e il sole. Cagliari è tutto questo, per noi. E poi l'abbiamo girato in gennaio, quando in Inghilterra piove sempre.

 

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L'ultimo anno ha visto l'ingresso ufficiale in squadra di Tim Lanham e Yoann Intonti. Cosa hanno aggiunto al vostro carisma?

 

Come accennavo prima, durante gli ultimi tre anni ci siamo persi e ritrovati. Tim e Yoann sono sempre stati con noi in un certo senso. Sul palco, dietro il palco, al pub. Insieme abbiamo ritrovato lo stato di forma ideale per proseguire il nostro progetto, per registrare "Combat Sports", per guardare al 2018 e al 2019 come ai migliori anni della band. È importante che, oltre alla forza che mettiamo in ogni concerto, ci sia alle spalle una serenità di base. Serenità e stabilità, questo, sono certo, hanno aggiunto alla nostra folle amicizia.

 

In attesa dell'ufficialità delle date in Europa e nel nostro paese, ti chiedo di salutare tutti i lettori italiani che vi attendono dal vivo.

 

Cari italiani, siamo finalmente riusciti a capire che tipo di band eravamo e che tipo di band vogliamo essere. Volevamo fare il miglior disco che avessimo mai fatto. Ho paura che ce l'abbiamo fatta. Ci vediamo presto!

 

Siamo contenti di sentire queste parole. Ciao Justin!




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