The Horrors (Joshua, Spider Webb)
A tre anni da "Skying", i The Horrors tornano con "Luminous", il loro quarto studio album. Capelli lunghi un po' arruffati, segni di trucco tolto non proprio accuratamente, un Martini, una birra. È così che Joshua e Spider Webb ci hanno raccontato cos'è successo tra "Skying" e "Luminous", dischi che ci hanno accompagnati tra goth e shoegaze, svelandoci i retroscena dei loro ultimi tre anni...
Articolo a cura di Giulia Franceschini - Pubblicata in data: 02/05/14

Vorrei iniziare da "Skying", il vostro ultimo album, che è uscito da ormai 3 anni. Cos'è successo in questo ultimo periodo?

 

Spider Webb: Siamo stati in tour per due anni, abbiamo passato molto tempo in giro per festival e concerti più o meno dappertutto, Messico, Giappone, India, Indonesia, Hong Kong, Milano, Londra, Scozia, Leeds, Manchester... insomma siamo stati piuttosto impegnati con i live. Poi abbiamo iniziato a lavorare al nuovo album. Ci abbiamo messo un po' ad arrivare al punto di esserne soddisfatti, abbiamo sperimentato molto, dovevamo solo arrivare al risultato più soddisfacente.


Ascoltando il vostro nuovo album, sembra proprio che sia un'evoluzione di Skying. Siete d'accordo?

 

Spider Webb: Sì.


Tra l'altro, il titolo dell'album, "Luminous", potrebbe essere vista come un'antitesi al vostro nome.

 

Spider Webb: Perchè?


Be', insomma, cosa ti suggerisce il nome "Horrors"?

 

Joshua: Mi ricordo, un po' di tempo fa, una notte tempestosa, era davvero afoso, e sembrava che elettricità pura stesse cadendo al suolo. E ho pensato "Uao, è così luminoso!"

 

Spider Webb: Non siamo così inquietanti come sembriamo!

 

the_horrors_intervista_2014_02

No, direi di no. Dunque, il vostro album mostra un aspetto più complesso della vostra musica. Come avete detto prima, ci avete messo un po' ad arrivare al punto. Com'è stato il processo di composizione?

 

 

Spider Webb: Il nostro problema è che non abbiamo un modo specifico di fare le cose, non abbiamo regole.

 

Joshua: Qualcuno direbbe che è un vantaggio!

 

Spider Webb: Be', il problema o il vantaggio, a seconda del punto di vista, è che non abbiamo regole su come dovrebbe essere scritta una canzone, ma per la maggior parte del tempo eravamo in cinque in studio a lavorare insieme. Quello che intendo è che non si può dire che solo una o due persone abbiano detto "Ok, abbiamo composto un pezzo, questa è la canzone, dobbiamo solo imparare a suonarla", è più un processo di sperimentazione, è partire da un'idea ed evolverla, provare ogni suono possibile, ogni strumento per ogni parte, è come cercare di creare qualcosa dal niente, qualcosa di bello. È un modo di lavorare poco convenzionale, e qualche volta è un modo di lavorare piuttosto difficile. L'ingrediente fondamentale per noi sono cinque persone che stanno in studio insieme e si prendono il tempo che serve per lavorare su delle idee, per sperimentare.


Guardando il vostro percorso musicale, sembra che ci sia stata un'evoluzione, vi siete reinventati ogni volta, per ogni album. Il risultato di questo è che non potete essere etichettati con un genere preciso. Che ne pensate?

 

Joshua: Penso che la parola "reinventarsi" sia sbagliata. Sembra che il gruppo abbia deciso "Ok, ora faremo così". In realtà non si ha mai idea di dove si andrà a finire, si va solo in studio a lavorare sui pezzi, vogliamo sfidarci ogni volta, esplorare nuove cose. Anche le persone cambiano così, si aprono a nuove idee, si impara ad esprimersi in modi diversi, per questo la nostra musica si è evoluta nel corso degli anni.


Ascoltando i vostri album si riesce a cogliere anche un'altra influenza, cioè lo shoegaze. Cosa significa questo per la vostra band?

 

Joshua: Credo di essere quello che nella band apprezza di più lo shoegaze, e mi piace davvero solo una band.

 

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Spider Webb: È abbastanza facile da spiegare cosa significhi per noi, e spesso questo non viene recepito. Quello che alla fine emerge è che siamo interessati allo shoegaze, ma in modo più profondo: il punto è cosa sia davvero lo shoegaze. È musica psichedelica, è musica molto effettata, molto astratta, i suoi suoni sono piuttosto surreali, gli strumenti, dalle percussioni alle chitarre, hanno suoni molto diversi, è musica che ti fa sentire in un certo modo, che comunica in un certo modo. Non è semplice da definire, come si definisce un genere o una band. Bisogna capire perchè sia successo, dove siano le radici di questo "movimento", di queste idee, bisogna andare più a fondo in questo caso. Penso che a volte sia difficile spiegarlo, o difficile da capire. Più che altro ci piace di più l'emozione che crea, gli elementi da cui è influenzato e che creano quel mondo. Ma noi non vogliamo essere parte di quel mondo, non è che ascoltiamo degli album, come quelli dgli Slowdive, e diciamo "vogliamo fare questo", è più l'idea, l'emozione a cui puntiamo, quella trance euforica, quel susseguirsi di colori e suoni. È più astratto, è proprio il momento in cui apprezzi quelle sensazioni.

 

Grazie, è la migliore spiegazione di sempre. Avete appena partecipato agli NME Awards. Com'è stata questa esperienza?

 

Spider Webb: Siamo stati agli NME ad ogni edizione, eccetto una, forse, per sette anni. È piuttosto divertente. C'era Paul McCartney quest'anno, è stato fantastico, per questo valeva la pena esserci. È divertente, davvero, perchè in realtà lo trovo piuttosto offensivo. Quello che succede, alla fine è questo: mettono un po' di band in una stanza, danno loro dell'alcool e diventano davvero irrispettose. Nessuno ascolta chi presenta gli Awards, nessuno ascolta la band che sta suonando, nessuno applaude quando una band vince l'Award. Stanno solo seduti a bere, a fare i fighi. È un'esperienza un po' di cattivo gusto, in effetti sembra qualcosa di emozionante e impressionante, perchè comunque, per esempio, quest'anno hanno suonato Blondie, Paul McCartney, ed è importante celebrare la nuova musica, ma purtroppo penso che molta della gente che ci va sia irrispettosa, e non lo percepisci a meno che tu non sia lì.


C'è qualche festival a cui puntate in particolare?

 

Joshua: A questa domanda rispondo sempre Glastonbury. È il festival migliore a cui io sia mai stato e quello a cui mi sono divertito di più. Ci piace molto suonare in posti aperti, con tanta gente. Ci piace anche la sfida di avere tra il pubblico gente che non ti conosce e non ti ha mai sentito. Poi ogni volta ai festival c'è qualcosa che va storto, ma ti diverti un sacco lo stesso, sembra più una battaglia.

 

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Una cosa che cambia davvero in ogni album è la voce. Il cantante ha lasciato alle spalle la sua voce alla Curtis e in Luminous non c'è traccia di questo stile. Spesso la gente trova nella voce il marchio di fabbrica della band. È una scelta coraggiosa questo cambio di stile nella voce. Come spieghereste questo cambiamento?

 

Spider Webb: Il fatto è che noi cerchiamo sempre di migliorare come band, vogliamo sempre andare avanti.

 

Joshua: Esplorare nuovi campi...

 

Spider Webb: Esatto, più andiamo avanti più ci sentiamo sicuri di quello che siamo, e di quello che ci piace fare e penso che la voce di Faris sia in continuo miglioramento da quando abbiamo iniziato a suonare insieme.


Pensate che il goth anni '80 riuscirà a mantenere il proprio appeal sulle nuove generazioni?

 

Spider Webb: Alcune band ci riusciranno. Penso che questo scenario sia discutibile, che questo stile sia discutibile. Ma quando è fatto bene, è fatto davvero bene. E quindi band come Siouxsie and the Banshees, The Cure, Bauhaus, rimarranno per sempre. Non sono band goth, sono band classiche come i Rolling Stones, Blur, Oasis. Le cose migliori rimarranno per sempre, saranno sempre importanti e rilevanti. Mi piacciono molto i Sex Gang Children, sono il mio gruppo preferito, e non è una band che la gente ascolta davvero, o una band di cui si parla spesso. Alcuni elementi, caratteristiche, rimarranno per sempre.

 

Joshua: Il gothic è abbastanza come lo shoegaze, ha un qualcosa di psichedelico. Quelli che vogliono provare qualcosa di diverso, qualcosa di più astratto, di strano, arrivano sempre lì. È per questo tipo di persone che esisterà sempre.


Cosa distingue voi da una revival band degi anni Ottanta?

 

Spider Webb: Semplicemente non siamo una revival band degli anni Ottanta.

 

Joshua: Sì, non siamo interessati a questo tipo di cose. Guardiamo al futuro. Queste cose vanno bene per chi è ossessionato dal passato.

 

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"Skying" è uno dei migliori album di questi ultimi anni. Com'è stato ritornare in studio? Vi siete sentiti sotto pressione per la nuova pubblicazione?

 

 

Spider Webb: Non proprio. La pressione, più che da fuori, veniva da dentro lo studio. La sfida era per noi stessi, per la band, e se avessimo pubblicato un album di cui eravamo davvero soddisfatti, ma che non avesse riscosso particolare successo, saremmo stati felici lo stesso. Sì, ci sentivamo sotto pressione e abbiamo anche lavorato molto, ma era soprattutto perchè dovevamo appagare noi stessi, prima di accontentare gli altri.

 

Quindi vi sentivate sicuri del materiale che avevate prima della pubblicazione di Luminous?

 

Spider Webb: Sì, assolutamente. Ci sentivamo tutti molto sicuri, eravamo davvero emozionati per come fosse andata fino a quel momento.


E ora avete qualcosa in programma? Un tour da qualche parte...

 

Spider Webb: Andremo dappertutto!

 

Joshua: Sì, parteciperemo a qualche festival quest'estate e poi inizieremo un tour in Europa a settembre. Saremo in tour per un paio d'anni, in giro per il mondo...


Fantastico! Grazie per il tempo che ci avete concesso e in bocca al lupo per il futuro!

 

Spider&Joshua: A presto!


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