The Rainband (Martin Finnigan)
Un britpop crudo e puro, uno di quelli che non rinnega la tradizione, anzi la celebra. I The Rainband hanno un sacco di cose da raccontare e vogliono dirle in un'ondata di suoni freschi e catchy che prendono forma in "The Shape Of Things To Come", secondo album della band. A parlarcene è stato la voce del progetto: Martin Finnigan.
Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 07/04/18
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Ciao Martin e bentornato su SpazioRock.it! Sono passati circa due anni dall'ultima nostra chiacchierata! Come stai? 

E' un piacere essere qui a parlare ancora una volta con te, Cristina. Tutto bene... un po' più vecchio, un po' più saggio... beh, un po' più vecchio di sicuro!

C'è aria di novità in casa The Rainband! "The Shape Of Things To Come", il vostro secondo album in studio, è uscito lo scorso febbraio. Come sta andando? Sei soddisfatto della risposta che stai ricevendo dai fan?

La risposta in Europa è stata speciale. Sembra che in molti abbiano capito l'essenza dell'album e il nostro punto di partenza nel processo di scrittura. Sembra quasi un "album da festival", un open air, in cui non dovrebbe esserci alcun tetto sopra di esso. Credo che potranno essere d'aiuto anche dai colori della primavera e dell'estate visto la sensazione di freschezza. 

Definirei quest'album "sincero" e "luminoso", sia in termini di sound che di testi. Partendo proprio dal sound, l'ho trovato molto immediato, puro, raggiante e catchy. Si avverte decisamente una nuova aria in questo lavoro. In confronto a ciò che avete pubblicato in passato, quali erano le vostre intenzioni questa volta? Quali concetti volevi sottolineare e su quali elementi hai spinto maggiormente?

Penso tu abbia ragione. Nel processo di creazione dell'album, io sono stato lì a scrivere i testi tutto il tempo mentre la band utilizzava lo studio come una specie di laboratorio dove jammare insieme, tirar fuori idee e a quel punto cercare di confrontarci e mettere le cose insieme, e capire cosa ci stava e quali parole o passaggi stavano bene con la musica e viceversa. L'unica canzone per cui è andata diversamente è stata "Heading South". Per questa, ho scritto io la canzone e l'ho portata alla band. Allora Phil l'ha ascoltata e ha lavorato con James per cambiare il ritmo e l'assolo nella prima parte dove cantavo in falsetto è stata rimpiazzata da Joe con la tromba, cosa che, secondo me, crea una sensazione incredibile. Reputo quella canzone in particolare una pietra d'angolo dell'album e il fatto che sia l'ultima dell'album quasi rappresenta un precedente da cui potremmo partire per il prossimo lavoro. 


Parlando adesso dei testi, cosa ti ha ispirato di più? Ho avvertito un'atmosfera molto personale e intima oltre che felice e gioiosa...

Le parole per questo album nascono dalla formula delle "Four L's - Life, Loss, Love & Laughter" (vita, perdita, amore e risata, NdR.). Ho scritto in ogni momento: mentre camminavo per strada, mentre ero seduto in un bar, sul tourbus, mentre guardavo un film. Ho semplicemente permesso che le parole venissero fuori e mi sono sentito bene in quel particolare momento di creatività. E' quasi un modo per chiarirmi le idee, come una specie di terapia nel documentare quel sentimento o situazione o momento. 
 
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Quali sono le tue fonti di ispirazione oltre la musica? 

Trovo l'ispirazione per scrivere nelle persone - le loro storie, gli alti e bassi, i drammi, i successi. La cosa che amo di più della musica è la connessione che porta. E' quasi inespresso come questo ti dia la sensazione della beatitudine della vita, il sorriso che ti viene quando ti connetti ad un estraneo della tua città o dell'altra parte del pianeta, indipendentemente se sai parlare la sua lingua o no, la connessione che ti dà nel suono è unica ed è qualcosa che non smette mai di ispirarmi. 

Ho notato alcuni riferimenti ai The Beatles nella canzone dal titolo "New York". I The Beatles, il loro stile e la loro musica, hanno rappresentato una pagina di storia cruciale per la storia della musica e per la società inglese. Pensi che loro abbiano influenzato anche te come artista? 

Beh per me "New York" è la canzone più personale dell'album. Parla del mio amore per la città, ci sono stato tante volte da quando ero bambino ma due anni fa ero lì per Natale e ho ricevuto una chiamata da mia sorella che mi ha informato della morte di mia madre. Mia mamma era originaria di Liverpool e, nel momento in cui ho ricevuto la notizia, ho camminato per 32 isolati fino agli "Strawberry Fields". Mentre camminavo, pensavo a lei e un pensiero mi ha fatto soffermare sulla sua canzone preferita dei Beatles. Continuando a camminare ho pensato a "Penny Lane" perchè quando ero giovane lei la cantava e sempre intonava il verso "In my ears and in my eyes" nel modo sbagliato e credo lo facesse intenzionalmente perché ogni volta io la zittivo e la correggevo. Quando ho raggiunto l'entrata di "Strawberry Fields", ho pensato "No, no, no... era 'Let it Be'" visto che mia sorella due anni prima la suonò con il pianoforte e io la cantai davanti alla mia famiglia riunita e mia mamma disse che era la sua canzone preferita di sempre visto che era fan dei The Beatles e una cattolica devota, quindi la frase "Mother Mary" creava la perfetta connessione per lei. Quando sono arrivato alla placca di "Imagine", distrutto dentro, mi sono seduto su una panchina e subito un ragazzo arrivò e mi si sedette accanto con una chitarra in mano e iniziò a suonare "Let it Be", non dimenticherò mai quel momento. Non so come funziona il mondo, ma quella sensazione nella mia anima quando ne necessitavo mi ha fatto pensare che lei è sempre con me ovunque io vada. 

Ho letto anche alcuni riferimenti ai Red Hot Chili Peppers, per esempio "Otherside" contenuta nell'album richiama il titolo del celebre singolo della band californiana. A parer mio, c'è molto dei Red Hot Chili Peppers nella tua musica, soprattutto per quanto riguarda il sound, i riff di chitarra, le melodie, i cori e tanto altro. Quanto questa band ha influenzato il tuo sound e il tuo stile come musicista?

Si, abbiamo parlato tanto dei Red Hot Chili Peppers l'ultima volta. Amo la band, da molto tempo. Mi piace il fatto che loro siano una cosa sola con la musica che fanno, le persone che sono, l'oscurità delle tematiche nelle canzoni fino alla bellezza delle loro melodie. Creano fuoco con le loro mani in un modo primitivo, ma moderno. Nella nostra band siamo molto individualisti nel nostro amore per la musica ma sicuramente loro mi hanno influenzato tanto. 

E se ti chiedessi di dirmi qual è la tua canzone preferita di questo album e perchè?

Come ho detto, "New York" è quella più personale, ma "Heading South" da quando l'abbiamo registrata la prima volta live nello studio, mi lascia ogni volta quel sentimento di amore nei suoi confronti ogni singola volta la suoniamo live. Come Joe passa dalla chitarra alla tromba e poi torna di nuovo alla chitarra mi lascia sempre un po' stupito del suo talento come musicista. C'è un'oscurità della melodia in quella canzone che mi ha catturato dal primo momento che ho iniziato a scriverla che sembra istantanea nelle persone che incontro, che era evidente per me. Perciò la connessione è speciale.   

Quanto è importante per te quest'album? A parte il fatto che sia dedicato a tua madre... Quanto di Martin come persona possiamo leggere in questo lavoro? 

Scrivo i testi, mano sul cuore, rappresenta i sentimenti che ho provato, le situazioni che ho vissuto, l'amore che ho sentito, la perdita che mi ha fatto inginocchiare e le risate che mi fanno credere che la vita ha valore ed è una benedizione. 

"The Shape Of Things To Come" è anche il titolo di un libro di H.G. Wells, un trattato di fantascienza che parla di eventi futuri dal 1933 al 2106. C'è qualche collegamento tra questo lavoro e l'album? 

Sì, è stata una fonte di ispirazione, in verità credo lo sia stato di più per il nostro primo album "Satellite Sunrise" che riflette di più il libro ma sicuramente in entrambi l'album il collegamento è palese, si più sentire e vedere. 

Ad ogni modo "The Shape Of Things To Come" è un titolo parecchio importante per un album. Quali cose vedi per te in arrivo nel tuo futuro? 

Mi piace sempre sperare in ogni singola nuova generazione. Spero, in questo caso, che non continuiamo a ripetere gli errori del passato che sia il nazionalismo o l'inquinamento. E' abbastanza desolante se guardi da un angolo e vedi Trump da un lato del lago, Borris Johnson dall'altro con la stupidità della Brexit. E' difficile vedere del buono in Inghilterra adesso ma credo che supereremo questi tempi e i piccoli passi dell'underground nella musica e la subcultura ci porteranno verso la logica e un po' più di amore reciproco. 
 
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Ho sempre pensato che il panorama musicale inglese sia uno dei più popolati di sempre e in continuo cambiamento. Partendo dai The Beatles ci sono state tante band che hanno lasciato la propria impronta nella storia della musica, soprattutto per quanto riguarda l'indie-rock. Che ne pensi della situazione attuale?

Beh penso che gli anni Sessanta dei The Beatles e dei The Rolling Stones siano stati dei tempi in cui c'erano molte cose nella cultura guidate dalla musica e dallo stile di vita di quel tempo. Sostanzialmente, non penso ci sia una soluzione per risolvere i diversi problemi che la nostra generazione deve affrontare oggi, ma sono contrario al pensiero del tipo 'Non posso cambiare nulla visto che sono una persona singola', puoi aprire gli occhi e fare dei cambiamenti positivi intorno a te, sia che si tratti dell'ammontare di plastica che produci che va ad inquinare sia mostrando interesse verso i problemi della tua citta, come abbiamo iniziato a fare noi qui a Manchester per quanto riguarda il problema dei senzatetto. Per me il problema di ora così come qualsiasi altra cosa nella vita, se accumuli mucchi di problemi che la società affronta e pensi "qual è il punto?"... ma c'è il punto, i cambiamenti iniziano con un primo passo avanti e questa è la speranza che ho e che vedo in questa generazione. 

Sei un convinto sostenitore della Fondazione Simoncelli. Sei davvero molto intimo con la sua famiglia. Hai anche scritto una canzone in suo onore "Rise Again" che è diventata una delle hit della band. Dimmi di più sugli ultimi progetti e su quelli futuri

Mi sento molto orgoglioso di essere l'ambasciatore per l'Inghilterra della Fondazione Simoncelli, che è una storia che è iniziata quando abbiamo scritto "Rise Again" come un tributo a Marco, tornando indietro nel 2012. Da quel momento ho lavorato su tante iniziative di fundraising per la fondazione, dal premio per il ristorante italo-inglese che ha tirato su 15mila sterline fino a lavorare con i miei amici Alfredo e Paolo Nutini creando un'unica chitarra in collaborazione con Fender, firmata da Valentino Rossi e messa all'asta per la Fondazione. Quest'anno la Fondazione ha introdotto un giorno di sensibilizzazione circa i servizi per i bambini con disabilità a casa di Marco a Coriano, cosa meravigliosa che che garantisce tanto aiuto ai bambini e alle loro famiglie in memoria di Marco. 

Che mi dici circa i prossimi programmi per la band? Pensate ad un tour in supporto a questo album? Qualche show in Italia?

Suoneremo al Siren Festival e al Locus Festival qui quest'anno e in ottobre a Milano, Roma e Bologna. 

Come ti immagini tra 5 anni? 

Mi immagino di parlare italiano meglio di quanto non faccia adesso! L'importante è provare sempre (ride, NdR), il mio italiano è in "lavori in corso" (in italiano, NdR). 

Ed eccoci alla domanda più difficile: cosa significa la musica per te? Cosa vuoi ottenere dalla musica?

La musica è amore, connessione, ispirazione. Una terapia meravigliosa che mi fa capire dove sono arrivato in ogni dato istante, che sono destinato ad essere lì o in quel momento, nel bene o nel male, per una ragione. La gente mi parla di suonare all'Isle Of Wight, Glastonbury, Rock In Roma, Mediolanum Forum di Milano in termini di obiettivi realizzati e so di essere fortunato di averli sperimentati, lo capisco, ma per me la soddisfazione è aiutare a mettere in piedi un piccolo cambiamento. I tempi passati con la famiglia di Simoncelli e la connessione con la Fondazione saranno sempre qualunque cosa facciamo o dovunque saremo. 

Grazie Martin per il tuo tempo. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani e ai nostri lettori?

Grazie a te e ai ragazzi di SpazioRock! Per i fan italiani "Grande amore di Manchester, a presto amici, in bocca al lupo" (in italiano, NdR).
 
 
 
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Hello Martin and welcome back to SpazioRock.it! Last time we talked was about 2 years ago! How are you doing? 

It’s a pleasure to be here talking with you once more Cristina. I’m good... A little older, a little wiser....Well, a little older for sure. 

There's a fresh air in The Rainband family! "The Shape of Things To Come", your second studio LP was released last February. How is it going? Are you satisfied with the response that you are receiving from your fans?

The response right across Europe has been special. It seems so many have caught the vibe of the record and where we were coming from in the writing of the album. It feels like a festival album in that there should be no roof upon it... I think it helps with colours of Spring and Summer as there is a fresh feel to it.

I would define this album "sincere" and "bright", both in terms of sound and lyrics. Starting from the sound, I found it very immediate, pure, glowy and catchy. There is definitely a new fresh air in this work. Making a comparison with your previous releases, what did you have in mind this time? What did you mean to underline and on which elements did you rely the most on?

I think you are right. With the writing of the album, really I write lyrics all the time and the band use the studio almost like a laboratory where they always jam through ideas and we tend to come together then and see what fits and what words / passages compliment music or visa versa. The only song off the album that worked differently was “Heading South”. For that song, in essence I had written the song and brought it to the band. Then Phil listened and worked with James on changing the beat and in the solo at first I sang falsetto but then Joe replaced that with trumpet which for me gives the track an incredible feel. I think that song in particular is a corner stone of the album for me and with it being the last track on the record almost sets a precedent of where we could move to next.

Talking about the lyrics, what had inspired you mostly? I felt a very personal and intimate mood as well as an happy and joyful one... 

The words for this record came from the “Four L’s” – Life, Loss, Love & Laughter”. I write all the time, when walking down the street, sat in a bar, on a tourbus, watching a film, I simply find that words come to me and I feel most comfortable in that particular moment of creativity. It almost sort of “straightens me out” like a form of therapy in documenting that feeling or situation or moment.

What are your main sources of inspiration besides music? 
 
I find inspiration to write in people, their stories, their highs or lows, plights, success’s. The one thing I love most about music is the connection it brings. Its almost unspoken in the sense that feeling it gives you to feel the bliss of life, the smile it gives you to connect with a stranger from your own city or the other side of the planet, whether you can speak their language or not, the connection its gives you in the sound is unique and something that never fails to inspire me.
 
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I spotted some mentions to The Beatles in the song titled "New York". The Beatles, their style and their music represented a crucial point for English music history and society. Do you fell their sound effect you as an artist?

Well “New York” is the most personal song on the album to me. It's written about my love for the city having been many times since I was a kid but two years ago I was there at Christmas and received a call from my sister to say my Mum had passed away. My Mum was originally from Liverpool and on receiving the news I walked 32 blocks to Strawberry fields. As I walked, I thought of her and one thought that stuck what was her favourite Beatles song. As I walked I thought “Penny Lane” because when I was young she would sing it and always she would get the “In my ears & in my eyes" line the wrong way round (I think on purpose because I would always shout and correct her…). Anyway as I reached the entrance to Strawberry Fields, I thought "No, no, no....it was 'Let It Be'" as my sister had played it on the piano a couple of years previous and I sang it at a family get together & my mum said it was her favourite song of all time as she was a fan of the Beatles and a devout catholic so the "Mother Mary" reference really made the connection to her... As I reached the Imagine plaque, feeling broken inside, I sat down on a bench and instantaneously a guy came and sat next to me with a guitar and started playing “Let It Be” – forever I will hold that moment. I don’t know how the world works but that feeling on my soul when I needed it most made me believe She’s always with me wherever I go.

... and I read some mentions to Red Hot Chili Peppers too! For instance "Otherside". According to me, there's a lot of Chili Peppers in your music, especially regarding the sound - guitar riffs, great melodies, chorus and so on.  How much this band has influenced your sound and your being as a musician? 

Ha – we talked so much last time about the Chilli’s – I love the band and have for a long time. I love it that they are one off’s from the music they make, the people they are, the darkness of subjects in song to the beauty of their melodies. They make fire with their hands in a primative but modern way. I think in our band, we are so individualistic in our loves in music but for sure they are an influence for me.

What if I ask you to tell me your favorite song of the album? And why?
 
“New York” is the most personal as I said but I think “Heading South”, ever since we recorded it virtually live in the studio, left me feeling a love for it each and everytime we play it live. How Joe flips from Guitar to trumpet and back to guitar always leaves me a little in awe of his talent as a musican. There is a darkness of melody in that song that I feel captured the very moment when I first started to write it that seems instantaneous on people I meet, that was apparent to me – hence the connection of it feels special.

How important is this album for you? It is dedicated to your beloved mother but...how much of you as Martin can we read in it? 

I write the lyrics so hand on heart, it's a representation of feelings I’ve felt, situations I’ve seen, love I felt, loss that has brought me to my knee’s and laughter that made me feel that life is worth it and a blessing. 
 
 
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"The Shape Of Things To Come" is also a very deep work of science fiction by H.G. Wells which speculates on future events from 1933 until 2106. Is there any link between your album and this book? 
 
It was an inspiration – I guess in truth our first album Satelitte Sunrise reflects the book more but certainly across both albums the link is there to see, feel and hear. 

By the way "The Shape Of Things To Come" is a very important title for an album. Which "shape of things to come" do you wish for yourself in the future? 

I always find hope in each new generation. I hope in this instance that we will not keep repeating the mistakes of the past whether that is in nationalism or pollution. Its pretty bleak if you look from one angle and see Trump on one side of the pond, Borris Johnson on the other with the stupidity of Brexit. Its hard to see a “Great” in “Great britain right now but I have belief we will make it through these times and small steps on in the underground of music and sub culture will take us towards logic and a litle more love for each other.


I think English music panorama is pretty crowded and it is constantly changing. Starting from The Beatles, there were lots of band that left their footprint in the English music history, especially in indie-rock niche. What do you think about the current situation? 

Well I think the 60’s of The Beatles or The Rolling Stones was a time when there were alot of things right in culture which in many ways was led by music and lifestyle at the time. In essence, I don’t think there is one solution to solve the many issues our generation faces today but I do think as oppose to thinking “I can’t change anything as I am just one person” you can get yourself looking up and effecting positive change around you whether thats a change in your own plastic out put in pollution or showing a little compassion for issues in your city like we started here in Manchester addressing the homeless issue. For me its one issue at a time as like anything in life, if you stock pile the problems society faces & you think “what's the point?”, but there is a point, change starts with the first step forward and that’s the hope I have and see in this generation.

You are a committed supporter of Fondazione Simoncelli. You're very close to Simoncelli family. You wrote a song "Rise Again" in his honour that was one of your hits. Please tell me more about the latest projects and the next ones. 

It’s true to say that I feel most pride in being the UK Ambassador for the Simoncelli foundation which is a story that started with writing “Rise Again” as a tribute to Marco back in 2012. Since then I have worked on many fundraising intiatives for the foundation from the English-Italian restaurant awards which raised £15,000 to working with my friends Alfredo & Paolo Nutini to create a unique guitar with Fender, signed by Valentino Rossi and auctioned for the foundation. This year the foundation open a day care facility for children with disabilities in Marco’s home town of Coriano which is something very beautiful that ensure great help for the children and their families in Marco’s name.

What about next plans for the band? Are you planning a tour in support of this album? Any show in Italy?
 
We play Siren Festival and Locus Festivals here this year and back in October to play Milano, Roma e Bologna.

How do you imagine yourself in 5 years? 
 
Speaking Italian better than I do now... l’importante è provare sempre (Laugh, Ed.)
Mio Italiano è Lavori in corso!

And here’s the most diffucult question: what does music mean to you? What do you want to achieve with music? 

Music is love, connection, inspiration & a beautiful therapy making me realise where I am at any given point, I am meant to be there or in that moment, good or bad, for a reason.  People talk to me about playing Isle of Wight, Glastonbury, Rock in Roma, Mediolanum Forum Milano in terms of achievement and I know I am lucky to have felt that, seen that but for me, I think achievement is to help to enact a little change. The times with the Simoncelli family and foundation connection, will always be closest to me whatever or wherever we go or do.

Thank you Martin for your time. Do you want to leave a message to your Italian fans and our readers?
 
Thanks to you and the guys at SpazioRock! For the Italian music follower… Grande amore di Manchester a presto amici e in bocca lupo!



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