The Doomsday Kingdom (Leif Edling)
Tempo di novità e nuovi progetti per Leif Edling che ci ha confermato di essere in ripresa dopo i recenti problemi di salute che non gli permetteranno di calcare il palco con i suoi Candlemass stasera a Brescia. Ad ogni modo, l'entusiasmo che trapela mentre ci racconta del nuovo disco dei The Doomsday Kingdom, in uscita il 7 aprile, e dei suoi impegni futuri dal vivo, lascia ben sperare che The Doomfather sia pronto a risorgere in tutto il suo "splendore" sepolcrale.
Articolo a cura di Pamela Piccolo - Pubblicata in data: 25/03/17
Ciao Leif e benvenuto su SpazioRock! 
 
Ciao, come stai?
 
Bene, grazie e tu? Sono molto felice di sentire che ti sei ripreso dai tuoi recenti problemi di salute.
 
Sì, quasi. Tornerò presto al 100%. È un buon segno riuscire a parlare con i giornalisti, poter tornare presto a suonare nuovamente dal vivo. Tutto sembra andare piuttosto bene.
 
I The Doomsday Kingdom sono il tuo nuovo progetto musicale, in cui Niklas Stålvind (Wolf) si occupa delle parti vocali, Marcus Jidell (Avatarium, Soen) della chitarra e Andreas “Habo” Johansson (Narnia) della batteria. Vuoi introdurci la tua band di oggi?

Certo! Markus fu il primo ad entrare nella band, perché siamo davvero buoni amici, lui suona negli Avatarium e io scrivo canzoni per gli Avatarium. Lui ha un piccolo studio non molto lontano da qui, mi ci vogliono circa 20-25 minuti da qui con il pullman. Ci piace sederci, prendere una tazza di caffè e lavorare alla somma delle canzoni, suonare demo e cose del genere. Markus è anche un ottimo chitarrista, dunque era l’uomo adatto. Successivamente abbiamo portato dentro Andreas “Habo” alla batteria. È fan di Markus, io non lo conoscevo (prima del provino, ndr.), ma è stato assolutamente fantastico. Penso che la prima canzone che ha suonato alla batteria per noi sia stata “A Spoonfull Of Darkness”. Davvero un lavoro straordinario. Poi per seconda ha scelto “Never Machine” e quindi ho detto: “Ok, sei assunto!” (ride, ndr). Niklas si è unito per ultimo alla band. Siamo tutti amici. Io e Niklas ci siamo imbattuti l’uno nell’altro qua e là nel corso degli anni a festival, aeroporti... Non viviamo nella stessa città. L’ho sempre ammirato per la sua voce e penso sia in assoluto l’uomo più adatto. Penso abbia fatto un lavoro eccezionale, mi piace davvero molto quello che è riuscito a realizzare per le linee vocali. Abbiamo tutti svolto un gran lavoro e David Castillo con il mix dell'album. Sono più che soddisfatto dell'intero risultato.
 
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È fantastico sentire ciò! Lo scorso 25 novembre è stato rilasciato l'EP di debutto “Never Machine”, un componimento di quattro canzoni scritte ed eseguite dopo la tua visita alle catacombe di Parigi, un luogo pieno di fascino grazie ai lunghi oscuri corridoi e alle pile di teschi e ossa che si sposa perfettamente con l'animo doom. Hai empatizzato con quell'atmosfera?
 
Sì, l’ho fatto. Penso sia stata un’esperienza molto potente e mi sono sentito molto onorato di avere ottenuto il permesso di poter camminare lì. Ho avuto, e ho, decisamente il più profondo rispetto per il sepolcreto di quella catacomba, ci sono quasi 6 milioni di teschi! È un posto vastissimo con un enorme quantitativo di ossa. Mi sono sentito molto sopraffatto e ispirato camminando lì. È stato un gioco nutrire e dare forma ai The Doomsday Kingdom. Quindi sì, l’idea dei The Doomsday Kingdom è nata nelle catacombe.
 
La musica ha un fine terapeutico secondo te?
 
Sì, assolutamente! In questo caso decisamente, perché mi trovavo in una condizione davvero brutta quando ho scritto l’album. Ero bruciato. Ho raggiunto il limito massimo molto molto malamente tre anni fa, quindi la musica fu senza dubbio una terapia per me quando ho scritto questo album, dato che non potevo guardare la tv o leggere. Tutto quello che potevo fare era ascoltare dischi e scrivere o suonare la chitarra acustica. Avevo l'energia per farlo dieci o venti minuti al giorno o un’ora ogni settimana. Ci è voluto diverso tempo per scrivere l’album, ci sono voluti tre anni finché non fu completato. Fu lungo e difficile scriverlo.
 
Cosa possono trovare i fan dei Candlemass nei The Doomsday Kingdom?
 
Penso che possano trovare molto buon metal, nella misura in cui io scrivo metal, e anche del doom. I Candlemass sono un po’ più doom rispetto ai The Doomsday Kingdom, ma i The Doomsday Kingdom sono un po’ più metal dei Candlemass. Questa è la differenza. Ma se ti piacciono i Candlemass penso ti piaceranno anche i The Doomsday Kingdom. Se sei un fan del metal e del primo metal come il primo Dio, il primo Ozzy e la NWOBHM o la New Wave of American Heavy Metal ti piaceranno i The Doomsday Kingdom. Influente è stato il primo metal e come lo suonavano nel 1980-1982. È una finestra molto importante quella dagli Angel Witch ai primi Iron Maiden, al primo Dio al primo Ozzy, i primi Accept, gli Envil. Furono anni importanti per il metal.
 
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Il tuo viaggio, partendo dai Candlemass e terminando con la tua ultima creatura, gli Avatarium, ti ha condotto per i campi del classical doom metal. Ascoltando “Never Machine” e “The Doomsday Kingdom”, il vostro onomino album di debutto in uscita il prossimo 7 aprile, ho trovato dei riferimenti alla New Wave Of British Heavy Metal per la quale, se non sbaglio, hai un debole. I frequenti assoli di chitarra e una particolare attenzione alla melodia lasceranno i tuoi fan a bocca aperta! In che modo hai unito e miscelato tali differenti stili musicali?
 
Mi è venuto naturale perché il metal delle origini è nel mio DNA, è un dato di fatto. Per me è stato fantastico tornare alle radici, perché amo moltissimo questo genere musicale e amo moltissimo l’album. Quindi, la scrittura di “The Never Machine” non è stata un problema. “Never Machine” è la prima canzone ad avere visto le luce, poi è stato il turno di “The Sceptre” e dopo di essa penso di aver composto “A Spoonfull Of Darkness”. Ho  trovato una formula, il codice per le canzoni. Devi entrare nella bolla, vivere e respirare le canzoni. Normalmente lavoravo 24 ore al giorno quando ero nella bolla, ma non potevo perché ero malato, quindi pensavo alle canzoni piuttosto che suonarle. Quando ero sdraiato a letto pensavo al ritmo, alle melodie e quando ne ho avuto l’energia ho potuto suonare quello che sentivo in testa. Quando nacque la canzone “A Spoonfull Of Darkness” io e mia moglie stavamo volando a Miami per sposarci e non avevo la mia chitarra o null’altro con me. Avrei dovuto portarla. Ho pensato dall’inizio a “A Spoonfull Of Darkness” e ho mantenuto l’idea nella mia testa per due settimane. Quando sono tornato a casa ho finalmente potuto prendere in mano la chitarra e suonare i riff, i vocals, i bridges, gli assoli che avevo in mente da due settimane. È stato un po’ frustrante non aver potuto farlo immediatamente, ma ho sempre avuto una buona memoria per la musica e ha funzionato.  
 
Come anticipato prima, sei un grande estimatore degli anni Settanta. Quali sono gli album che porti sempre con te? 
 
Non ho tutto sull’iPad, sono così fottutamente pigro. Ho solo pochi album e dovrei davvero averne di più. Quelli che non sono sul mio iPad, ma che porto con me, sono tutti i Black Sabbath, naturalmente, fino a “Never Say Die”, “Heaven And Hell” e “Mob Rules”, Johnny The Fox dei Thin Lizzy, “Climbing” dei Mountain, “Machine Head” dei Deep Purple, i primi due album di Ozzy, i primi due album di Dio, “Sign of the Hammer” dei Manowar. Amo i primi quattro album dei Manowar, erano fottutamente incredibili. Non ho molto altro sull’iPad, penso di avere dieci dischi. Ah, il “The White Album” dei Beatles. Ho tanti ottimi dischi. È molto difficile dire quali sono davvero gli album migliori, è qualcosa di impossibile. Quando la gente dice “Dimmi i tuoi cinque o dieci dischi preferiti di tutti i tempi” mi verrebbe da rispondere: “Cazzo, non posso farlo!”. È come scegliere tra i tuoi figli, è davvero molto arduo. Un buon modo per affrontare questa difficile domanda è rispondere con i cinque o dieci album che sto ascoltando in quel momento. 
 
Jens Bogren si è occupato del mastering dell'album. Ha prodotto, mixato e registrato album di Opeth, Katatonia, Soilwork, Moonspell, Dark Tranquillity e molti altri. Come è stato lavorare con un nome di tale rilievo della scena musicale?
 
Marcus vive in un posto chiamato Glen Doll e due, tre anni fa mi disse che lì c’era un vecchio studio. Jans Bogren aveva un ingegnere che aveva comprato lo studio. Il suo nome è David Castillo. Ho detto: “Perfetto, forse è un buon luogo dove possiamo registrare”. Lo studio dista 100 metri dall’abitazione di Marcus, era assolutamente fantastico. Quindi andammo lì quando i Moonspell registravano il loro ultimo album, perché siamo buoni amici dei Moonspell, ed eravamo “Wow! Questo studio è fantastico, ha grandi stanze e il mixing sembra eccezionale”. David e Jens sono colleghi, David oggi si occupa dello studio a Glen Doll, Jens Bogren ha ancora il suo studio a Örebro dove vive. Jens è popolare, lavora con molte band e ha due studi. David è davvero molto talentuoso, ha grandi abilità nel mixaggio. Penso che il sound e il mix dei suoi album siano grandiosi. Non posso essere più felice del lavoro di David e Jens, sono molto fortunato.
 
Il prossimo 25 marzo vedremo i Candlemass sul palco del Doom Over Brixia di Brescia per le celebrazioni del trentennale di “Nightfall”. Recentemente hai dichiarato che non avresti preso parte a questo tour. Ci sono stati dei cambiamenti nel frattempo? Suonerai con i Candlemass?
 
No, sono sotto stretto controllo medico, non sono autorizzato! Il primo concerto che farò con i Candlemass sarà per l’anniversario di “The Nightfall” a inizio giugno. Prenderò parte al Wacken Open Air e penso suonerò un paio di altre volte. Dissi questo ai Candlemass un anno e mezzo fa, ma sono autorizzato a suonare con i The Doomsday Kingdom a fine aprile. Suonare con i The Doomsday Kingdom è molto semplice, non devo pensare così tanto. Ho un rapporto molto stretto con i miei medici, seguo un buon programma. Suonerò tre o quattro concerti con i Candlemass e una manciata di concerti con i The Doomsday Kingdom quest’anno. Devo andarci piano, altrimenti potrei avere una ricaduta. Posso quindi fare pochi concerti quest’anno e se tutto andrà bene allora potrò nuovamente tornare a pieno regime l’anno prossimo. 
 
Puoi anticiparci se i Candlemass suoneranno l'intero album? Sono sicura si tratterà di uno spettacolo speciale.
 
Penso di sì. Non posso giurarci però. Non lo so, ma penso lo faranno. Sarebbe un peccato se loro, o noi, non lo facessimo.  
 
Quali sono le tue aspettative nei confronti del responso del pubblico alla tua nuova band? Stai già pianificando un tour di supporto all'album “The Doomsday Kingdom”?
 
Sì, l’anno prossimo in primavera. Il piano è di andare in tour in Europa l’anno prossimo, forse in America, anche se forse il tour europeo è più importante. Ottimisticamente possiamo fare un tour completo in primavera e suonare più festival in estate. Mi piacerebbe fare un altro album dopo il tour, sono fiducioso. Questo è il piano. La band è grandiosa, tutti sono super adatti al loro ruolo. È un piano realistico. 
 
Era la nostra ultima domanda, grazie molte Leif, ci vediamo presto! Vorresti lasciare un messaggio ai fan italiani del Doomfather?
 
Sì, assolutamente! Ci vediamo in Italia l’anno prossimo! Mi piacerebbe andare ovunque con i The Doomsday Kingdom. Adorerei suonare in Norvegia, Islanda. Amo l’Italia, il cibo, il vino, le persone, tutto. È un bellissimo paese. Abbiamo recentemente fatto la luna di miele, io e mia moglie, in Sicilia due settimane, e ci siamo innamorati. Torneremo decisamente. Se facciamo un tour europeo verremo a suonare in Italia.



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