The Charm The Fury (Caroline Westendorp)
The Charm The Fury sono uno degli ultimi arrivi nella scuderia Nuclear Blast, da sempre attenta a scovare le realtà più promettenti nel panorama internazionale. La band olandese ha pubblicato per la prestigiosa etichetta il suo secondo album "The Sick, Dumb & Happy", lavoro che abbiamo già avuto modo di apprezzare per la maturazione sostanziale del quintetto.
In occasione del loro esordio live in Italia, per le due date a supporto di Marilyn Manson, abbiamo incontrato Caroline Westendorp nel backstage del festival Postepay Rock In Roma. Non si tratta della prima intervista alla poliedrica cantante, con cui Spaziorock ha già approfonditamente discusso l'ultimo lavoro in studio a pochi giorni dalla pubblicazione. Ne approfittiamo così per chiedere a Caroline qualche curiosità sulla band e sul dietro le quinte del tour, del perché la comunità metal è ancora per certi versi sessista e cosa spinga alcune rockstar al suicidio.
Articolo a cura di Salvatore Dragone - Pubblicata in data: 21/08/17

Ciao Caroline, intanto grazie per la nuova chiacchierata. Prima di cominciare vorrei soddisfare una mia curiosità sul significato dietro al vostro nome.

 

In realtà non c'è una storia così interessante dietro! Stavamo ancora cercando un nome per la band quando, scorrendo sulla library di i-Tunes i nomi degli artisti, dei loro album e canzoni, siamo finiti per caso sul brano "The Charm" degli Unearth. Poi abbiamo visto un libro dal titolo "The Sound and The Fury" e da lì ci è piaciuta l'idea di chiamarci The Charm and The Fury. Volevamo sembrare più hipster così abbiamo tolto and dal nome (ride ndr).

 

Penso che questo nome rispecchi le due anime della band: il fascino della melodia e l'aggressività della musica.

 

Guardando dietro lo penso anch'io, siamo stati fortunati allora!

 

Siete partiti come molte altre band, dal basso, riuscendo a conquistarvi tutto quello che avete ottenuto facendo gavetta. C'è stato un momento preciso in cui avete pensato "ok, possiamo farcela davvero, possiamo diventare più grandi"?

 

Tutti noi abbiamo avuto esperienze in altri gruppi prima di questo, ma non hanno funzionato. Come The Charm The Fury invece venivamo da due anni in cui non si riusciva a suonare dal vivo, così ci siamo detti "se vogliamo salire al più presto su un palco dobbiamo avere qualcosa di forte in mano, un EP per esempio". E' quello che è successo col primo demo contenente "Virtue Of Leadership". Dopo averlo messo online la gente ha iniziato ad interessarsi a noi, anche la risposta delle radio è stata travolgente. Successivamente abbiamo vinto un contest per partecipare al Groezrock in Belgio, un festival molto importante che ha confermato le nostre potenzialità.

 

Se dovessi misurare a che punto è l'evoluzione della band, che percentuale mi daresti?

 

All'inizio eravamo influenzati da gruppi metalcore come Killswitch Engage, Underoath ed Every Time I Die. Quando però abbiamo pubblicato il nostro primo album "A Shade Of My Former Self" quell'intera scena era ormai implosa. Essere associati a quel genere non era più un bene, così, quando ci siamo ritrovati a scrivere il nuovo disco, abbiamo cercato di capire cosa ci rappresentasse di più e cosa piacesse alla gente. Siamo cresciuti con i Metallica, i Pantera e gli Slipknot. Cos'è che rende questa musica senza tempo? Il fatto che non si perda in strutture troppo complicate focalizzandosi invece su un grande riff, una melodia vincente o un altro elemento fortemente caratterizzante. E' così che abbiamo deciso anche noi di andare al cuore delle canzoni senza strafare col resto.

 

Siete soliti postare molti contenuti relativi alla vita on the road con i fan attraverso i social, pensi sia un punto chiave per la vostra attività?

 

Si, decisamente. I social sono uno strumento potentissimo per favorire l'interazione con i fan. Loro vogliono vedere anche dietro le quinte e sentirsi partecipi. Oltre ai soliti canali come Facebook o Instagram cerchiamo altre strade per aumentare il coinvolgimento. In America, ad esempio, abbiamo sperimentato i flogs con filmati davvero pazzi! 
 
 
La maggior parte della gente crede che essere in una band sia una cosa semplice, guardando solo agli aspetti positivi. Dietro però ci sono duro lavoro e grandi sacrifici.

 

Assolutamente, vivere di musica è qualcosa di difficilissimo. Dormiamo 4 ore al giorno, 6 quando sei fortunato, e dobbiamo guidare il nostro van per ore e ore per prepararci poi immediatamente allo show. Tutto questo lo facciamo sostanzialmente senza alcun ritorno economico, adesso siamo ancora giovani e possiamo permetterci di pensare solo alla band.

 

Quanto essere un musicista, stando per lungo tempo lontano da casa, influisce sulle relazioni personali?

 

Molto. Al momento non ho una relazione sentimentale, non ne avrei nemmeno il tempo (ride, ndr). Anche il gruppo degli amici si è ristretto col tempo a quelli più intimi. In più quando torno a casa ne approfitto per riposare, fare il musicista non ti aiuta in questo senso. Però d'altra parte incontriamo molte persone nuove in giro per il mondo.

 

thecharmthefuryintervista2017sr

 

Questo aspetto potrebbe anche essere logorante, specie per chi vive delle battaglie interiori. Come hai reagito alla notizia del suicidio di Chester Bennington?

 

La vita on the road ti porta via molte energie, a volte è frustrante non avere degli spazi personali. Hai molto stress addosso e questo può risultare molto pesante per chi soffre di depressione. E' quello che è successo con Chester o Chris Cornell. Per me è stato uno shock incredibile, entrambi sono stati due artisti fondamentali per la mia formazione musicale. La cosa strana è che recentemente in un paio di festival abbiamo condiviso il palco proprio con i Linkin Park. Nel backstage Chester dava l'impressione di essere una persona felice e molto solare, sorrideva a tutti. Sembra pazzesco che, anche avendo ottenuto tutto come musicista, ciò possa non bastare.

 

Passiamo da un argomento spinoso ad un altro. Anche se ultimamente il numero di cantanti donna nella scena sta crescendo, pensi che la comunità metal sia sessista? Ritieni di dover dimostrare qualcosa in più rispetto ai tuoi colleghi uomini?

 

Lo è tantissimo! A volte può essere uno strumento per attirare l'attenzione delle persone, però si sentono anche commenti del tipo "sono bravi solo perché hanno una cantante" o "il loro show è bello solo perché c'è lei". Così come in ogni articolo o recensione su di noi leggo "la favolosa Caroline" oppure "Caroline ha indossato questo vestito"... Difficilmente ci si sofferma sulla musica o su come suoniamo a prescindere dal fatto che ci sia una donna al microfono. La cosa divertente è che, dopo aver condiviso il palco in Germania con una band di ragazze completamente nude, un ragazzo ha commentato un mio post su Instagram dicendo "dovete dare più spettacolo perché la gente potrebbe dimenticarsi di voi". Noi non abbiamo bisogno di queste cose, facciamo metal.

 

Ha fatto molto rumore ultimamente su giornali e tv la protesta di alcuni cittadini di Villafranca di Verona per il concerto di Marilyn Manson dove suonerete anche voi.

 

Ah si? E per quale motivo?

 

Dicono che sia satanista e per questo motivo organizzeranno una veglia di preghiera prima dello show.

 

(ride, ndr) Non ci posso credere! E' una cosa troppo divertente, dopo l'intervista andrò a leggere qualcosa su internet.

 

Come sta andando il tour di supporto a Manson?

 

Bene, anche se lo abbiamo seguito solo per i concerti in Olanda, Germania e Italia. Non abbiamo avuto modo però di conoscerci, lui è molto riservato. Per dirti, lo vedi quel tavolo da ping pong? Ecco non lo vedrai mai giocarci, anche perché rovinerebbe la sua immagine (ride, ndr).

 

Ad ottobre sarete nuovamente in Italia in compagnia di Eluveitie e Amaranthe.
 
Si sarà un altro bel tour e siamo contentissimi di poter tornare da voi. Oggi è la nostra prima volta in Italia, ma sappiamo che siete un pubblico molto accogliente.
 

Grazie del tuo tempo Caroline, è stato un piacere.

 

Grazie a te e buon concerto!




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