TesseracT (Daniel Tompkins)
In viaggio per il sistema solare con la voce dei Tesseract, alla ricerca del significato di "Sonder" e del meccanismo recondito del mosaico sonoro della band che tornerà sulla Terrra, e a Parma, il 24 novembre per l'unica data italiana del tour al Campus Industry.
Articolo a cura di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 13/04/18
Si ringraziano Federico Barusolo e Camilla Mazzitelli per la collaborazione.
 
 
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Mercurio - "Non volare troppo vicino al Sole o finirai per bruciarti". Nella tua carriera, quando ti sei sentito Icaro? Quando ti sei trovato troppo vicino al Sole?
 

E' un bel modo di porre una domanda. E' interessante perché, negli ultimi anni, noi tutti della band siamo diventati molto più rilassati al momento di salire sul palco. Gli spettacoli ormai non ci intimoriscono più - li vediamo come un lavoro che vogliamo svolgere bene. Riguardo il volare troppo vicino al Sole, potrei solo rispondere secondo il mio punto di vista. Non riuscirei a dare un esempio di uno spettacolo in particolare, ma potrei dirti di un tour specifico, ovvero il mio primo tour con i Tesseract. È stata una vera curva di apprendimento. Avevo realizzato che le voci che avevo scritto per il primo album erano state partorite in studio e non create con in mente un ambiente dal vivo. Quindi, in certi casi, non era molto realistico cantarle live. Imparai in fretta che dovevo trovare una soluzione poiché le trovavo estremamente difficili, a tal punto quasi da esibirmi ogni sera al limite delle mie possibilità vocali. Era una sensazione spiacevole, ero molto nervoso e preoccupato, perché sapevo che avrei dovuto davvero sforzarmi. Da cantante - da giovane cantante - non capivo esattamente come conservare la mia voce e cantare nel modo giusto. Ero abbastanza ingenuo anni fa, ai tempi del primo tour statunitense, e per me ogni serata era davvero difficile. Non saprei definire quale show per me sia stato il più intenso, ma il primo tour è stato sicuramente problematico per me.

 

Dev'essere stato impegnativo. C'è mai stata una situazione in cui ti sei detto: ‘Non sono ancora pronto per tutto questo'?

 

Per essere un artista?

 

Anche...

 

Beh sì, per riecheggiare lo stesso sentimento di prima... I primi anni dei Tesseract sono stati difficili per tutti, molte aspettative che avevamo riguardo al far parte di una band erano andate in frantumi. Quando sei riuscito ad ottenere un contratto discografico e vai in tour, pensi che tutte le tue preoccupazioni finanziare, in qualche modo, possano scomparire. Ma in realtà, per una band Rock e Metal, il primo contratto discografico non è mai il migliore e c'è davvero tanto da lavorare in tour. Non avevamo molto sostegno finanziario, dovevamo entrare tutti in un mini van e andare in giro per il paese, prenotando alberghi alle 2 di notte e viaggiare 700 miglia verso la prossima destinazione. È stata sicuramente un'esperienza fantastica ed è questo il bello di farla quando si è più giovani. Anche se non direi che noi abbiamo cominciato giovanissimi. Il nostro primo contratto discografico l'abbiamo ottenuto quando avevamo 26-28 anni. Eravamo già arrivati in quel punto nella vita dove si cerca una certa stabilità. Quindi per i primi anni ci siamo chiesti se non fosse tutto un po' troppo. Nel profondo sapevamo che era la cosa giusta da fare, era solo scioccante vedere quanto era difficile sopravvivere.

 

Venere, la Dea dell'Amore - Il Progressive Metal non è esattamente il genere di musica adatta ad una ballad. Ma scommetto che persino Daniel dei Tesseract ha un debole per il Pop e le canzoni d'amore. Qual è, dunque?

 

In verità amo moltissimo il Pop moderno e contemporaneo. Ci sono un paio di artisti che mi piacciono molto. Ad esempio Active Child, da New York. Il cantante è incredibile ed ha quasi un approccio tradizionale al canto ma riesce a dargli un tocco Pop contemporaneo. È un po' opera lirica e un po' Pop (ride, ndr). A dirla tutta, sono cresciuto con Michael Jackson, il quale ha avuto un impatto enorme sul modo in cui canto. Crescere con lui in sottofondo ha sicuramente influenzato la mia sensibilità verso il Pop. Riguardo le canzoni d'amore... ce n'è una in particolare, degli anni '80, dei Korgis, chiamata "Everybody's Gotta Learn Sometime". È una canzone della mia infanzia che ha sempre fatto breccia nel mio cuore e da bambino non capivo perché. Mi sentivo legato a quelle emozioni nella canzone. Poi capii che si trattava di quel senso di ricerca d'amore e desiderio.

 

Terra - Ascoltando "Sonder" i tuoi fan vengono sicuramente trasportati su un altro pianeta. Secondo te perché stai guardando così tanto verso le stelle stavolta? Da cosa stai tentando di sfuggire?

 

Credo che negli ultimi 20 anni si sia tutti assistito al manifestarsi di un vero problema. Si nota dalle differenze tra uno che è cresciuto negli anni '80 e uno che è cresciuto da millennial. L'avanzare della tecnologia sta consumando tutto e tutti. Sai, sono anni che gli artisti cantano di questo fenomeno. Ma avendo io stesso figli, li vedo crescere in nuovi ambienti, in una nuova generazione tecnologica. E la cosa mi spaventa un po' perché non voglio si distacchino troppo dall'interagire con altre persone. È importante avere quelle connessioni a livello personale, ad esempio sviluppare nuove relazioni con persone diverse. Penso proprio che il vero motivo per cui abbiamo creato "Sonder" sia stato quello di permettere alle persone di fermarsi e pensare a tutto ciò che le circonda. Perché in fin dei conti siamo tutti esseri abbastanza egoisti, che lo vogliamo ammettere o meno. Viviamo in un solo corpo, vediamo attraverso i nostri due occhi, abbiamo una sola mente e possiamo solo realmente collegarci ai nostri pensieri. A volte non capiamo che ci sono miliardi di persone intorno a noi, che vivono storie complicate ed identiche alle nostre, ed è questo il vero significato di "Sonder". Per me la parola è sempre stata un'emozione ineffabile che non sono mai riuscito a descrivere letteralmente. Quando l'abbiamo trovata su un libro chiamato "The Dictionary Of Obscure Sorrows", siamo venuti a conoscenza dell'autore, John Koenig, un tipo che metteva in parole semplici tante emozioni che non avevano un nome. Ai miei occhi, lui è all'avanguardia della progressione linguistica. La sua passione è molto simile alla nostra, anche noi siamo lungimiranti. Per quanto riguarda il parlare e cantare delle Stelle, abbiamo provato ad attingere alla prospettiva orbitale. Se siete interessati all'astronomia o alla cosmologia, probabilmente sapete già che gli astronauti vedono le cose in una 'prospettiva orbitale'. Ovvero, guardano la Terra dall'alto e, per la prima volta nella loro vita, riescono a distaccarsi e a capire che siamo in realtà molto più piccoli di quello che pensiamo di essere. Facciamo parte del quadro generale. 

 

Luna - Parliamo di maree: quali sono gli elementi o le figure più ricorrenti nel tuo approccio con la musica e composizione contro cui non puoi combattere?

 

Abbiamo delle forme ricorrenti, nel senso che siamo sempre sotto pressione rispetto alle scadenze. E non siamo il tipo di band che può permettersi il lusso di scomparire per metà anno a scrivere pezzi. Noi siamo costretti a farlo ovunque, anche mentre viaggiamo. Ma poiché siamo una band in crescita, ci vengono sempre date nuove opportunità. Quindi, ad esempio, l'anno scorso abbiamo concordato un periodo di tempo, qualche mese, per staccare e scrivere della grande musica. Ma durante quel periodo abbiamo poi ricevuto delle opportunità per andare in tour, con i Megadeth, per dirne una, e queste sono opportunità vantaggiose che non puoi rifiutare. Quindi quella è stata un'interruzione per il nostro processo di scrittura, anche perché molti di noi avevano bisogno di essere nel giusto stato mentale. E avere quell'interruzione ci ha rallentato abbastanza. E' una cosa che ci capita spesso e che stiamo cercando di evitare quando è possibile. "Sonder" è il primo album scritto in collaborazione con tutti i musicisti della band. Di solito sono solo Acle o Aidan, o i produttori e il fonico. Ma in questo caso, James scriveva i riff; Amos scriveva parti delle canzoni; io sono riuscito a infilare le mie voci alla prima occasione, e soprattutto avevamo tutti le idee chiare su cosa trattava ogni canzone ancor prima che finissimo di scriverla, ed è stato molto bello perché ha reso il prodotto finale più coerente. 

 

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Marte, il Dio della Guerra - Avevi dichiarato che avresti lasciato linee vocali più aggressive al passato. Ma, ascoltando ‘King' si sente ancora un po' di scream...

 

Sì, assolutamente. Questo infatti si collega molto alla mia evoluzione come cantante. Nel primo album, come dicevo prima, facevo molte cose in studio, che non erano realistiche. C'eran tanta aggressività e io ero ancora un cantante con poca esperienza e non sapevo come prendermi cura della mia voce e diventare un professionista. Inevitabilmente, ho fatto molti errori. Così quando lasciai i Tesseract per un po', e venne Ashe a fare "Altered State", io andai a sviluppare le mie capacità, a studiare le scienze vocali e a diventare poi, a mia volta, un vocal coach. Quando tornai dai Tesseract molti ragazzi della band erano stanchi di sentire tutto questo scream nelle canzoni e gli davo ragione. A quel punto avevo ascoltato molta musica diversa che non aveva scream e allo stesso tempo volevo evolvermi come cantante. Quindi, quando scrissi le voci per "Polaris", erano molto più adatte alle performance dal vivo e dunque erano quasi prive di scream - anche perché in quel momento ero abbastanza felice della mia vita e non sentivo il bisogno di urlare! Non aveva senso inserirlo, avrebbe avuto un effetto troppo forzato. Ero più forte, sia come persona che come cantante, e ho detto ai ragazzi: 'Sentite, se la musica riesce a parlarmi e sento che c'è bisogno di un po' di aggressività, allora non la trascurerò e cercherò di reinserirla'. Ma ho sempre detto che se avessi ricominciato con lo scream, l'avrei fatto in modo organico e naturale. Ed è per questo che non ce n'è molto ma quando c'è si trova nel posto giusto e riesce davvero a dare il giusto peso alla canzone. 

 

Giove - Qualche giorno fa la Nasa ha rivelato che il pianeta è coperto da tempeste enormi e intense, molto più complesse di quanto si fosse mai immaginato. Ci sono delle tempeste segrete che avvengono sotto l'ordinata superficie dei Tesseract?

 

(Ride, ndr.) Che domanda straordinaria! Non sarebbe più un segreto se te lo dicessi...

 

Possono anche essere tempeste positive!

 

Sì, certamente. (Ride, ndr.) È una domanda grandiosa. Sai, siamo gente abbastanza pacifica. Credo che ci troviamo tutti in una fase della vita molto rilassata e tranquilla. Quindi è difficile darti un esempio di turbolenza. Perché ormai non ce n'è quasi più. L'unica fatica vera e propria è quella di rendere ogni album migliore del precedente, e quindi di crescere ed evolverci. Ci stiamo tutti invecchiando e penso vogliamo tutti andare in tour un po' di meno. Non nel senso che non vogliamo più andare in tour, ma mettiamo ad esempio che dobbiamo andare in America. In passato, i tour duravano 8 settimane... adesso 4 settimane bastano e avanzano. Ed è complicato perché sai che devi far tappa in tutti i mercati più significativi e far il numero maggiori di spettacoli per guadagnare qualcosa. Andare in tour è un vero e proprio introito per la band. Quindi diciamo che è una situazione complicata. È un po' un prendere e lasciare, un tira e molla. Facciamo molti sacrifici. Ma non puoi pretendere di fare degli spettacoli con luci pazzesche, con teatralità, fumo e specchi, senza pensare che abbia un effetto a catena sulle nostre finanze. Quindi dobbiamo sacrificare delle cose anche sotto quell'aspetto. In questo momento siamo pronti ad evolverci, ma stiamo combattendo contro la 'marea finanziaria'.

 

Saturno - Non è solo il nome di un pianeta, ma anche il nome del razzo vettore della missione di Apollo. Come sicuramente saprai già, i razzi sono composti da diversi stadi, ognuno disegnato per raggiungere una distanza specifica dalla Terra. Quale stadio rappresenta "Sonder"? E come l'hai progettato?

 

Beh, per rispondere alla seconda parte della tua domanda... Amos ha disegnato l'artwork. Voleva collegare l'artwork al concept dell'album e credo ci sia riuscito in pieno. Voleva creare un'immagine che rappresentasse l'intero progetto. Il sistema solare era il mezzo migliore per rinforzare il punto che siamo minuscoli di fronte al quadro generale dell'universo. Amos ha fatto un ottimo lavoro a individuarlo. È inoltre una bellissima immagine, ti fa venire voglia di guardarla una seconda volta più attentamente. È audace e direi quasi iconica. Riguardo la parte del ‘dove ci troviamo in questo momento'... Onestamente? Chi lo sa. Credo che "Sonder" sia una dichiarazione. La prima dichiarazione è che io non andrò da nessuna parte! Sono una presenza costante della band, vogliamo scrivere musica per il resto della nostra vita ed evolverci. Da musicisti adoriamo essere più creativi possibili. Ed è anche molto emozionante per i fan. Molte persone non gradiscono cambiamenti, e difatti si nota abbastanza quando leggi i loro commenti sui social. Molti altri invece li apprezzano. Penso che generalmente, i fan dei Tesseract vogliano essere quasi provocati. Credo che siano persone con una mentalità molto aperta che inoltre apprezzano i dietro le quinte della nostra band. Di sicuro non siamo arrivati ai vertici massimi dei Tesseract, anzi credo sia solo l'inizio. Non siamo ancora entrati nella stratosfera!

 

Nettuno, il Re dell'Abisso - Navigando sulle vostre preferenze su Spotify, abbiamo trovato i Meshuggah, Sepultura e "Blackstar", l'ultimo disco dello starman più famoso di sempre. Ci spieghi perché?

 

dantompkins550_02(Ride, ndr) Ci piace divertirci con la playlist. Ecco perché ogni tanto trovi degli intrusi, molti sono dei suggerimenti abbastanza comici. È spesso opera di James Monteith, ha un approccio abbastanza umoristico nei confronti della playlist. Per me, "Blackstar" è stato un album stupendo per vari motivi. Prima di tutto, ho sempre ammirato David Bowie. La sua percezione della creatività era unica, la sua carriera espansiva ed è sempre riuscito ad abbattere barriere di ogni tipo. Come cantante, faceva quello che gli pareva. È un modo incredibile di approcciare la musica e vorrei seguire i suoi passi, infischiandomene di ciò che pensa la gente. Solo per il piacere di essere creativi ed emozionanti, così che anche io possa emozionarmi. Mi ricordo una sua intervista in cui dava un esempio di come fosse lavorare nell'industria, disse: 'Non essere conforme alla norma'. Lui ne parlava come se si trattasse di 'camminare dalla riva al mare', con i piedi che sfioravano il fondo. E lui si trovava lì, creativamente parlando, perché sapeva che da un momento all'altro sarebbe successo qualcosa di eclatante. Varcare i confini, sempre, anche se la cosa potrebbe metterci a disagio (Ride, ndr). Credo sia un modo fantastico di esprimere la propria creatività. Dal punto di vista di Progressive Metal, nei primi anni siamo stati maggiormente influenzati dai Meshuggah e avevamo tutti gusti diversi in fatto di musica. Non ascoltavamo sempre il Metal. Credo che ce ne saremmo stancati molto presto dato che lo suonavamo ogni giorno e anche in tour. È un modo grandioso di trovare nuove ispirazioni, guardare al di fuori del tuo genere musicale.

 

Plutone - Per sovrastare un campo gravitazionale serve davvero parecchia energia. È stato difficile per i Tesseract lasciare la propria sfera d'influenza per viaggiare nell'ignoto?

 

Affatto. Per noi è molto semplice perché non vogliamo conformarci e non aderiamo ad una formula specifica. Creiamo musica che è emozionante e differente. Acle, il nostro primo chitarrista, sperimenta sempre con diversi toni per chitarra. È un compositore e produttore incredibile e adoro lavorare con lui. Spesso, da artista, incontro altri artisti con cui riesco davvero a legare ed Acle è uno di questi e adoro lavorare con lui. È molto stimolante. Abbiamo un approccio diverso con la musica. In questo album, a dire la verità, abbiamo provato a trascrivere musica da una prospettiva visiva. Diciamo, ad esempio, che guardiamo un film e c'è una scena di forte impatto. Quindi la mettiamo sullo schermo della TV, la guardiamo senza suono e scriviamo la musica secondo quello che vediamo. È stato un modo liberatorio di scrivere musica. Ed ha generato diversi germogli di idee che sono cresciuti un grandi canzoni. È il nostro modo di scrivere musica: dai suoni creiamo un puzzle sonoro, così che le idee possano funzionare davvero solo se si incastrano. Questo approccio ci ha aiutato molto. Spero che sono riuscito a rispondere alla tua domanda!

 

Parlando di puzzle e altri giochi, non riesco a non chiederti se hai mai tentato di risolvere un cubo di Rubik...

 

No in effetti! O meglio, da piccolo ci ho provato ma l'ho trovato estremamente noioso. Ma ti dico che cosa ho fatto invece - mi piaceva parecchio l'orologio di Rubik. Si tratta di un orologio che da un lato ha 9 quadranti diversi, e dall'altro altri 9, e tu devi aggiustare tutto in modo tale che lancette indichino tutte mezzogiorno. È veramente complicato.

 

E' sicuramente il gioco adatto ad un cantante di una band di Progressive Metal!

 

Può darsi ma non sono mai riuscito a risolverlo. Quindi, trai le tue conclusioni (ride, ndr).

 

Sole, il cuore incandescente del nostro sistema solare - Per un vero appassionato di musica, il cuore incandescente dev'essere inevitabilmente la sensazione di andare ad un concerto. Tornerete a deliziare i vostri fan italiani il 24 novembre. Hai detto che nello studio di registrazione siete riusciti ad evocare un elemento live. Come funzionerà sul palco?

 

Abbiamo un certo modo di esibirci. In realtà siamo diventate personalità meno attive sul palco. Credo che agli inizi fossimo davvero scatenati. Headbanging, saltavamo di qua e di là... Ma siamo maturati con la nostra musica. Siamo diventati molto più statici e ci piaceva creare un certo tipo di stato d'animo, di atmosfera, usando le luci e i materiali di scena. Nei prossimi tour sperimenteremo diverse cose interessanti. Ma non vorrei rovinare la sorpresa! Quindi non posso andare troppo nel dettaglio, ma sappiate che i Tesseract riusciranno sempre a creare uno show emozionante. E non solo con la scaletta, ma con le luci, lo sfondo, il fumo e gli specchi. Abbiamo davvero ingranato la marcia questa volta. Abbiamo dei fan grandiosi in Italia. Forse sono i più scatenati che abbiamo. Non vediamo l'ora di tornare e provare ancora quell'energia.

 

ENGLISH VERSION

 

Hi Daniel, given the great artwork designed for "Sonder", today I really would like to have a chat about our solar system with you...

 

Mercury - You know what they say: 'Don't fly too close to the Sun, or you will get burnt'. In your career, when have you felt like you were in Icarus' shoes the most?

 

That's a really nice way of asking a question. It's interesting because over the past few years, all of us in the band had become very relaxed before we go on stage. There are no shows that really make us nervous anymore - it's a job and we want to do it well. In terms of flying too close to the Sun, I can only really answer that from my perspective. I can't pin it down to one show, but I can pin it down to a particular tour and that would be the first tour I ever did with Tesseract. It was a real learning curve. I realised that the vocals I wrote for the first album were conceived within the studio and not created within a live environment. So, in some respects, they were quite unrealistic to sing live. I had to learn very quickly on the road that I had to figure out a way to do them live because I found them extremely difficult, to the point where I was having to sing at the absolute limit of my abilities every single night. So it was a very uncomfortable feeling, I was actually quite nervous and apprehensive, because I knew I had to really exert myself and really push. And as a singer - as a young singer - I didn't really understand how to conserve the voice and how to sing properly in essence. So I was very naïve as a young singer on my first ever American tour, and I found it very difficult every single night. The first ever tour was very hard for me.

 

It certainly must have been challenging. Has there ever been a situation in which you told yourself 'I'm not ready for this yet'?

 

In terms of being an artist?

 

Perhaps, yes.

 

Yeah, I'll echo the same kind of sentiment really. During the first few years of being in Tesseract, we all found it very difficult, where a lot of the illusions of being in a band were actually shattered. When you get a record deal and go out on tour you think you've actually reached a point where all your financial worries are going to somehow disappear. But in actual fact, for a Rock and Metal band, usually your first record deal isn't the greatest and you're going to have to work really hard on tour. We didn't have a lot of financial backing, we had to get in a small little van and travel around the country, getting hotels every night at 2am and drive 700 miles to the next show. It was obviously an amazing experience and that's the beauty of doing it while you're a lot younger. Although I wouldn't say we started young, we didn't get our first record deal until we were about 26 and some of the other guys were around 28. We were getting into that next step in life where we were looking for some kind of stability. So I think that first few years we all kind of felt: 'Is this a bit too much?'. Deep down we knew it was the right thing to do, we were just quite shocked at how hard it actually was to survive.

 

Venus, the Goddess of Love - Progressive Metal is not really the ideal kind of music to write a ballad for. However even Daniel from Tesseract must have some sort of guilty pleasure as far as Pop and love songs are concerned. What is it?

 

I do have a great love for Modern Pop and Contemporary Pop. There are a couple of artists that I really enjoy, one being Active Child, from New York. The singer is absolutely wonderful and he almost has a traditional approach to singing but puts a Contemporary Pop twist to it. A little bit operatic but still quite... Pop-y (laugh, Ed.). I also grew up listening to Michael Jackson, I'm not gonna lie. That has a big influence on the way I sing. I think subconsciously growing up with that in the background was always going to influence my Pop sensibility. In terms of love songs in particular, there is an old '80s song by The Korgis called "Everybody's Gotta Learn Sometime" and that is a song that I particularly remember from my childhood and it always used to pull on my heart-strings but I didn't know why, cause I was only a young child and I felt quite connected to the feelings that I felt within that song. Later I understood that was a sign of love and longing.


Earth - Listening to "Sonder" will definitely take your fans away from our planet but as far as you're concerned... Why are you looking so hard at the stars this time? What are you trying to escape from?

 

I think there is a real issue and it's always been there but it's kind of manifested over the past 20 years and you can see it from the difference in growing up when you were in the 80s to growing up now as a ‘millennial'. Advanced technology is consuming everybody and everything at the minute. You know, artists have been signing about it for years. But especially having kids myself, I can see them growing up in a new surrounding, in a new generation of technology. And it kind of frightens me a little bit because I don't want them to become too detached from interaction with other people. It's important to stay connected, in terms of the right way to develop relationships with people for one. I think the whole reason why we created the concept behind "Sonder" was to make people stop and think about what's going on around them. Because we're all quite selfish people whether we want to admit it or not. We live within one body, we see through two eyes, we have one mind and we can only really connect to our own thoughts. We sometimes don't understand that there are billions of people around us, living equally complex lives which is the actual meaning of "Sonder". For me that's always been an ineffable emotion that I haven't been quite able to describe or put into words. So when we came across the word and the dictionary of Obscure Sorrows, we came across a guy, John Koenig, who was quite beautifully putting into words a lot of emotions that were never really given a name. He's a guy that sits at the forefront of linguistic progression in my eyes. His passion is very similar to ours, we're quite a forward-thinking band as well. So in terms of speaking and singing about the Stars, we are definitely tapping into that orbital perspective. If you're into astronomy or cosmology, you'll know that astronauts have this kind of perspective which is called the orbital perspective, where they look down on Earth and for the first time in their lives can really separate themselves and realise we are much smaller than what we actually think we are. Part of the bigger picture.

 

Moon, let's talk about tides - What are the recurring elements, or patterns, of your approach to music and composition that you really cannot fight against?

 

We do have a recurring pattern where we are always quite pressured with time and deadlines. And we're not the kind of band that has the luxury to disappear for half a year and write music. We have to do it on the road and at any particular period that we have. But because we are a growing band, we keep being given opportunities. So for example, last year we had a period of time that we were given and agreed to - just like a number of months to go away and write great songs. But during that period we'd been given touring opportunities, like touring with Megadeth, and these are opportunities that you just cannot turn down, because they are ultimately gonna help our career. So that was very disruptive for the writing process, because for a lot of us we need to be in the right mental frame of mind and to have that 'disruption' really set us back. And that seems to be a recurring thing and we are fighting against that quite hard actually. "Sonder" is the first time we've actually collaborated between all the musicians in the band, to write the songs. Normally it's just Acle or Aidan or second producers and sound guy. But this time James, the guitarist, was writing the riffs; Amos was writing parts of songs; I got my vocals in at the first opportunity and we were all very aware of what each song was about before we'd finish writing it and that's quite nice cause we never had that before and it made feel the end product a lot more cohesive.

 

Mars, the God of War - You said you wanted to move on from aggressive vocals. However, the most immediate song of your new release is "King" where there is still some sort of scream...

 

Yeah, absolutely. This ties into my progression as a singer, in fact. During the first album, as I hinted out before, I did a lot of things in the studio, which were unrealistic so there was a lot of aggressive screaming I was a very inexperienced singer and didn't know how to care for my voice and be a professional singer. I made a lot of mistakes ultimately. So when I left Tesseract for that short period of time while Ashe came along and did "Altered State", I was in the background developing my skills, studying vocal science and actually becoming a vocal coach in my own right. When I came back into Tesseract it was very much a case of.... A lot of the band were getting quite tired of hearing screaming in music and I agreed with that. And I was at a point where I had been listening to a lot of varied music and a lot of it didn't have screaming in it, and I wanted to develop as a singer. So when I wrote the vocals for "Polaris", they were a lot more realistic to perform live and as a result there were less screams, because I was in a moment in time where I didn't want to scream, I wasn't a very angry individual, I was quite happy. There is no point in forcing that kind of thing otherwise it sounds fake. So this time round as a stronger individual, a stronger personality and a stronger singer, I said to the guys: 'Look, if the music speaks to me and I feel like it needs a bit of aggression, I'm not going to overlook that. I will try putting it back into the music'. But I always said, if I was gonna scream again, it had to be organic and had to happen naturally and that's why there's not a lot of screaming but it's in the right places and it adds a real weight to the song.

 

Jupiter - A few weeks ago, NASA has revealed that Jupiter is covered in intense, massive storms far more complex than anyone had ever expected. What is the most secret storm going on beneath the tidy surface of your band?

 

(Laugh, Ed.) That's a brilliant question! It wouldn't be a secret if I told you...

 

It could be a positive storm.

 

Yeah sure, it's a great question. We're quite peaceful people, you know. I think we're at a point where we're all quite relaxed and feel comfortable. So it's very hard to give you an example of turbulence. Because there isn't much of that going on. The only real struggle that we have is just because we want to keep progressing and every album has been more of a success than its predecessor, so there is a good, steady amount of growth with the project. I think we're all getting a bit older and want to tour a little bit less. Not necessarily that we don't want to tour but let's say for example we want to go to America. In the past, we were looking at 8 week tours, now 4 weeks max is enough. That's a real struggle because you kind have to hit all the relevant markets and get to as many shows as possible and you have to make profit. Touring is a real income for the band as well. So that's a bit of a struggle. It's kind of a give and take thing, push and pull. A lot of sacrifices have to be made. But from our live performance, you can't go headline a tour with a really amazing lighting package and stage props and big theatrics, smoke and mirrors... we kind of are stepping into that a little bit more... but that has a knock-on effect on our financials. So we need to make sacrifices there as well. I guess we are in position where we really are ready to progress, but we're maybe fighting against the financial tide a little bit, so that might answer your question.

 

Saturn - Saturn is not just the name of a planet but also the name of the Apollo mission rocket. As you may know, rockets are made by different stages, each one designed to reach a specific distance form Earth. What stage of your path does "Sonder" represent? And how did you design it?

 

Well, to answer the second part of that question first. Amos, designed the artwork. He wanted to tie the artwork into the concept behind the album and I think he did it really well. He wanted to create an image that represented what the whole thing stood for. The solar system is a great way of hammering the point that we are quite small in the grand scheme of things. So he's done a great job in identifying that. And also it's a really great image, you look at it and might want to take a second look. It's quite bold and iconic in a way. Regarding the 'where we're at'? Honestly? Who knows. I think that "Sonder" is definitely a statement. The first statement it makes is I am not going anywhere. I am steadfast behind the band, we want to keep writing music for the rest of our lives now and constantly evolve. We find that very exciting as musicians to be as creative as possible. And it's also exciting for the fans. Lots of people don't like change, and that's quite obvious when you look at people's comments on social media and such. But a lot of people really do appreciate it. For the general Tesseract fan I think they like to be challenged, I think they are open minded and appreciate what goes on behind the scenes to be in a band as well. I think we are nowhere near the hight of Tesseract, I think we are just getting started. We haven't quite entered the stratosphere just yet!


Neptune, the King of of the Abyss - Diving into your musical preferences on Spotify, we found Meshuggah, Sepultura, and.... "Blackstar" the latest release of the most famous starman. Why is that?

 

Well, (laugh, Ed.) we like to have a bit of fun with the playlist. That's why you can see some red herrings in the playlist, some of them are quite comical suggestions. They often come from James Monteith, he likes to be quite humorous with his responses on Spotify. But for me, David Bowie with "Blackstar" was a really amazing album for a number of different reasons. Firstly, I've admired David Bowie for a long time. His outlook on creativity was quite unique, his career was expansive and it constantly broke to mould. As a singer he did whatever he wanted to do. That's an incredible approach to music and I would really like to follow in his footsteps and not ultimately care about what people think. Just to be creative and exciting so that I feel excited. And he gave a great example in an interview of working in the industry once, where he said ‘Don't conform to the norm', basically. He liked to describe it as ‘walking out from the shore into the sea' to the point where his feet weren't quite touching the floor. And that's where he liked to be creatively, because he knew that something exciting might happen. Always pushing the boundaries and being slightly uncomfortable (laugh, Ed.). So I think that's an amazing way to be creative. From a Progressive Metal background, obviously the project was hugely influenced by Meshuggah in the early years and we all have varied taste in music. We don't listen to Metal all the time. I think we'd get quite bored of it very quickly if we did because we play it all the time, tour it all the time. And it's a great way to find inspiration, looking outside of that genre of music.

 

Pluto - Winning over a gravitational field takes a hell of a lot of energy. How difficult is for Tesseract to leave its own sphere of influence to travel into the unknown?

 

I don't think it's very difficult at all, actually. For us it's actually quite easy because we don't want to conform and don't have a formula. We just create music that is exciting and different and Acle, the main guitarist, is always experimenting with different guitar tones. He's a very amazing song writer and producer and I love working with him. Sometimes as artists you come across other musicians that you really click with, and I really love working with Acle. It's very exciting. We have a different approach to music actually. On this album, we tried writing music to a visual. So let's just say, for example, we might watch a movie and there might be a scene within that movie that we feel is really powerful for some reason. So what we would do is take that, put it on the TV screen, watch it and write music to just the visual, removing the sound to that. That was such a liberating way to write. It pulled us away from any formula of writing music, it was a very freeform way of writing music. And that created lots of new seeds of ideas and those seeds grew into bigger songs and the way we write music naturally - we make a jigsaw out of sounds, it's a sonic jigsaw so we can't piece ideas together until they fit. That approach really helped actually. Hope that answered your question!

 

Talking about jigsaws, puzzles and games, I really cannot help asking you if you ever tried to solve a Rubik's cube.

 

I haven't! Actually yes, when I was a kid, but I just found it extremely boring. But tell you what I did do - I was really into the Rubik's clock. Yeah there is this clock that on one side has nine different clock faces, and on the reverse side it has other nine and you have to adjust everything until you have the needles pointing to 12. And it's actually really complicated.

 

It's the right game for a singer of a Progressive Metal band!

 

Maybe, but I've never solved it. Take from that what you will (laugh, Ed.).

 

The Sun, the burning heart of our system - For a true passionate of music, this burning feeling has to be attending a gig. You are coming back to delight your Italian fans on November the 24th. You said this time you brought a live element to the studio. How would that work out on stage in the real world?

 

We have a certain way of performing. We've actually become less active on stage as personalities. I think when we first started out we'd just go absolutely crazy. Headbanging, jumping around... But as we have matured and as the music matured, we've become a lot more static on stage and like to create more of a mood and an atmosphere using the lights and the props we've got. We have some interesting things that we're gonna try on the upcoming tours. But I mean if I was to tell you it would kind of really spoil it! So I can't go too much into detail, but as always Tesseract is going to bring a show that is exciting. And not just with the line-up, but with the lights, and the background, smokes and mirrors. We really want to step it up a gear this time. We have a great following in Italy. The fans in Italy are probably the craziest that we have. So we can't wait to get back and experience that energy again.

 




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