Adrenaline Rush (Tåve Wanning)
Dopo due cambi di formazione, gli Adrenaline Rush stanno per tornare con il secondo album "Soul Survivor" in uscita il 21 aprile. La frontwoman Tåve Wanning ci ha raccontato la genesi del nuovo lavoro, dando appuntamento ai fan italiani al Frontiers Rock Festival di Milano il 30 Aprile.
Articolo a cura di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 16/04/17
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Ciao Tåve, benvenuta su SpazioRock.it! Il vostro secondo album "Soul Survivor" uscirà a breve e rappresenta una chiara evoluzione dall'album precedente. Come avete affrontato il processo di scrittura questa volta?

 

Grazie mille per questa intervista. Sì, torneremo con il nuovo album il 21 aprile. Sapevo di non voler pubblicare una copia del primo album. Quindi questa volta ho seguito il mio istinto, anche se in certi momenti ho pensato che avrei dovuto stare più vicina al sound del primo album e tenere le canzoni più melodiche e leggere. Ma alla fine ho deciso di seguire il cuore. Come sapete, io non scrivo musica da zero, ma collaboro con altri autori. Mi portano le demo e se qualcosa mi piace allora la sviluppiamo finchè non arriviamo ad un pezzo completo che mi soddisfi. Avevo 20-30 demo, ma non ero molto convinta finchè non ho sentito "Love Like Posion". In quel momento ho deciso che quella sarebbe stata la direzione dell'album. È più pesante e più dark del primo. Alcuni di questi elementi vengono da Fredrik e dalle sue influenze, ma questo fa parte anche del mio background, band come Judas Priest e Accept fanno parte della mia dieta quotidiana. Credo anche che le canzoni siano più complesse e più profonde, probabilmente vi servirà più di un ascolto per capire se vi piaceranno o meno. Ma va bene così, stiamo oltrepassando dei limiti e credo che sia una cosa salutare da fare.

 

Dopo l'abbandono di Ludvig e Soufian è stato facile trovare un bassista e un chitarrista nuovo che si inserissero bene nel progetto?

 

Ero preoccupata quando abbiamo perso in così poco tempo Ludvig e Soufian, avevamo appena concluso i piani per l'album e stavamo iniziando a registrare. Ma tra noi non c'è assolutamente nulla che non vada e auguro ad entrambi il meglio, qualsiasi cosa facciano. Joel è arrivato senza dover cercare troppo, ha sostituito Souf ad uno show e si è inserito subito alla perfezione, quindi è stata una decisione molto facile. Ero davvero felice quando ha deciso di rimanere con noi. Il suo stile è più duro, va dritto al punto e crea della basi che sono perfette per le nuove canzoni. Sam è stato più difficile da trovare, abbiamo sentito un paio di ragazzi prima di lui ma non erano adatti. Stava per diventare un grosso problema, ma poi è arrivato Sam ed è scoccata la scintilla. È molto veloce ed è una buona presenza sul palco, ha grande potenziale. Ovviamente sono entrambi buoni musicisti, ma la cosa più importante è che sono delle persone fantastiche. Con tutto il lavoro e i problemi che sorgono per tenere insieme una band non puoi permetterti di avere vicino persone negative. Sono davvero contenta di averli a bordo.

 

Secondo me una delle migliori canzoni dell'album è la title track, "Soul Survivor". Ha elementi melodici, ma è anche dark e diversa dalle classiche canzoni melodic rock. Potresti raccontarci come è nata e il motivo per cui è così importante da aver dato il nome all'album?

 

È la mia canzone preferita del disco, quindi sono contenta che ti piaccia! È successo che avevamo qualche canzone in lista da mettere nell'album ma non c'era nessuna ballata. E io amo cantare le ballate, quindi ne abbiamo cercata una, ma nulla è venuto fuori. Poi un giorno Fredrik ha detto che aveva una canzone fatta a metà che non riteneva adatta, ma che avremmo potuto comunque ascoltare. Ed era quella, l'ho amata fin da subito. È dark, pesante, malinconica, sembra quasi la colonna sonora di un film. La melodia è un pochino diversa, davvero bella. È una canzone che prende tantissimo, ha molti strati ed è in crescendo. Anche il testo è molto bello - se resisti e credi in te stesso quando le cose vanno male alla fine ne uscirai alla grande. Ne ho fatto il titolo dell'album perché credo che riassuma il mio modo di essere e in piùsuona davvero bene. Sono una soul survivor, faccio le cose a modo mio anche se a volte è difficile. Credo in me stessa e combatterò fino ad uscirne alla grande. E se vi piace dovreste ascoltare la versione acustica che credo possiate trovare come bonus track nella versione giapponese.

 

Alcune canzoni del disco sono più melodiche, mente altre sono molto aggressive. Che tipo di canzoni preferisci scrivere?

 

Credo che dipenda dal mio stato d'animo e della situazione generale. Quando mi sento alla grande voglio canzoni veloci e se sono malinconica preferisco qualcosa di più lento. Le canzoni veloci e aggressive di solito sono ottime da suonare dal vivo e amo band come Judas Priest e Accept, quindi fanno parte di me. Ma ad esempio non ero sicura di mettere nell'album "Break The Silence". La demo sembrava una canzone dei Rammstein, quindi abbiamo dovuto alleggerirla un po'. Non volevamo spaventare troppo i fan del melodic rock! Ma credo che alla fine sia venuta bene, è la canzone più aggressiva del disco e credo che dal vivo sarà fantastica.

 

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Durante il processo di scrittura e registrazione hai lavorato di nuovo con Erik Mårtensson degli Eclipse. Come e quando vi siete conosciuti?

 

Ho incontrato Erik parecchi anni fa, molto prima di formare gli Adrenaline Rush. Mi ha parlato dopo avermi vista cantare con la mia band dell'epoca per chiedermi se volessi cantare nella canzone che stava scrivendo per l'Eurovision. Sembrava divertente, quindi l'ho fatto. Non conoscevo Erik all'epoca, ma appena sono entrata in studio mi sono accorta che sapeva bene quello che faceva. Abbiamo fatto la canzone, poi non l'ho più sentito per un paio di anni. E poi ci siamo incontrati ad un concerto dei Quireboys per caso. Abbiamo parlato un po' e abbiamo deciso di fare qualcosa insieme, quindi ci siamo messi a lavorare e abbiamo fatto un album immediatamente. Ma non c'era nessuna band e questo è il modo in cui sono nati gli Adrenaline Rush. E la canzone che non ce l'aveva fatta all'Eurovision alla fine è finita sul primo album: "Too Young To Die".

 

Hai anche collaborato con Fredrik Folkare. Com'è stato lavorare con lui?

 

Sia Erik che Fredrik sono delle persone stupende. Per alcuni versi sono molti simili e per altri molto diversi. Si conoscono da molto, sono cresciuti nella stessa zona e hanno fatto pure la stessa scuola. Hanno suonato insieme in diverse band, sono entrambi bravi in molte cose. Scrivono, registrano, producono e suonano. Ma Fredrik viene da un genere più pesante (Firespawn, Unleashed) e alla fine risultava perfetto per l'album. All'inizio volevo lavorare solo con Erik come per il primo disco, ma quando ha spostato lo studio da Stoccolma ha suggerito di incontrare Fredrik e vedere come andavano le cose. Ci siamo trovati subito alla grande! Quindi Erik alla fine è diventato un "produttore esecutivo", ha aiutato a scegliere i brani e ha dato consigli. Ha anche scritto una canzone con noi e fatto il mastering dell'album. Per il resto ho lavorato molto con Fredrik. Ha lavorato su composizioni, arrangiamenti, registrazioni e produzione. Ci sono stati anche altri autori, ma Fredrik è il maggior collaboratore e complice per questo disco.

 

Hai una voce diversa dalla maggior parte delle altre cantanti hard rock. Quando hai iniziato a cantare e come si è evoluto il tuo stile vocale?

 

Ero una bambina. Tutto è iniziato quando avevo 8 anni e facevo parte di un duo techno, chiamato Peaches. All'inizio cantavo e basta senza stare a pensarci, ma andando avanti ho iniziato a studiare musica e a prendere lezioni. Ho lavorato duro per sviluppare il mio timbro e superare la transizione. È difficile e devo ancora lavorarci. Ho una voce molto femminile e preferisco cantare pulito, non mi piacciono gli stili più estremi moderni. Non che li voglia sminuire, solo che non fanno per me. Se dovessi scegliere una voce direi Stevie Nicks dei Fleetwood Mac, mi fa venire la pelle d'oca ogni volta.

 

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

 

Qualsiasi cosa suoni vero e onesto. Amo le band anni '70 come Fleetwood Mac, Rolling Stones, Faces e Led Zeppelin. La lista è lunga. Ma sono ispirata anche dalla moda, dai film e dalla fotografia. La gente dice che sono hippie nel cuore e potrebbe essere vero. Mi piace il sentimento "pace, amore e comprensione", il mondo oggi è troppo violento e crudele. È un peccato che sia troppo giovane per averlo sperimentato direttamente.

 

Le canzoni di "Soul Survivor" sembrano scritte per il palco. Siete pronti a suonarle dal vivo?

 

Assolutamente. Suonare dal vivo è la ragione principale per cui faccio tutto questo. Ma è anche il paradosso delle nuove band. Tutto quello che vuoi è suonare dal vivo, ma allo stesso tempo è difficile trovare concerti che siano fattibili dal punto di vista finanziario. Di solito finisci a perdere soldi con gli show, suonando in location piccole che non hanno il giusto equipaggiamento. Quindi stiamo cercando in tutti i modi di ottenere qualche show e di continuare a farne in modo che forse un giorno potremo fare concerti più grandi.

 

Il 30 Aprile suonerete al Frontiers Rock Festival a Milano. Avete suonato allo stesso festival tre anni fa. Che ricordi hai di quell'esibizione?

 

È stato fantastico. L'organizzazione era fantastica e il pubblico ci ha davvero sostenuto, quindi grazie mille! I fan italiani sono davvero fantastici, conoscono bene la loro musica e vanno anche a supportare le nuove band! È stato davvero importante per noi come band, era uno dei nostri primi concerti e ci ha fatto capire che avremmo potuto creare qualcosa.

 

Questa era l'ultima domanda, grazie mille per il tuo tempo! Vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani?

 

Grazie per l'intervista, è stato un piacere come sempre. E grazie anche a tutti i vostri lettori. Non potremmo fare quello che facciamo senza il loro supporto. Ci vediamo in giro, divertitevi e ENJOY THE 'RUSH!

 

--- ENGLISH VERSION ---

 

Hi Tåve, welcome to SpazioRock.it! Your second album "Soul Survivor" will be out soon and it definitely proves an evolution from your debut album. How did you approach the songwriting process this time?

 

Thank you very much you for having me. Yes, we're back with a new album on April 21. I knew I didn't want to put out a repeat version of the first album. So I went more with my gut this time, even though there were times when I thought that maybe I should have stayed closer to the first album and kept the songs light and melodic. But in the end I decided to just follow my heart. As you might know, I don't really write music from scratch, but I collaborate with other songwriters. They bring me demos and if I hear anything I like we develop and tweak until there is a finished song that works for me. I had 20 or 30 demos I was considering, but wasn't really convinced until "Love Like Poison" came along. Once I heard it that was it! I had a direction and sound for the album. It is harder and maybe a bit darker than the first. Some of that comes from Fredrik and his influences I guess. But that is also right up my alley. Bands like Judas Priest and Accept are part of my daily diet. And I do think the songs are perhaps a bit more complex and have more depth, you might have to listen to them a few times to make your mind up if you like them or not. But it's all good, we're pushing the envelope a bit and I think that is a healthy thing to do.

 

Following the split from Ludvig and Soufian, was it easy to find both a new bass and a guitar player that could perfectly fit your project?

 

I was worried when we lost both Ludvig and Soufian in a short period of time, just as plans for the new album were being laid and even as recording started. But there are no hard feelings between us and I wish them the best of luck in whatever they do. Joel came along pretty effortlessly, he filled in for Souf at a gig and immediately fit right in so he was a no-brainer. I was really happy he decided to join us on a more permanent basis. His style is a bit rougher, straight to the point and really lays a solid foundation which fits well with the new songs. Sam was harder to find, we tried a couple of guys before him but no one felt right. It was about to become a really big problem but then Sam came along and there was an instant spark. He's got fast licks and a good stage presence. There's a lot of potential there. Both of them are obviously good musicians, but even more importantly they are nice, positive guys. With all the work and hassle that goes into keeping a band together you can't have negative people around. I am really happy to have them on board.

 

In my opinion, one of the best songs of the album is the title-track, "Soul Survivor". It has some melodic elements but it is also dark and different form the classic melodic rock songs. Could you tell us the genesis of this song and the reason why it is so special to you to name the album after it?

 

It's my favorite song on the album so I'm glad you like it! What happened was we had a bunch of songs on the short list for the album, but there was no ballad. And I really like singing ballads so we started to look for one. But nothing came up. Then one day Fredrik said he had a half finished song somewhere that he didn't think would fit, but we could listen to it anyway. And that was it, I loved it right away. It's dark, heavy, moody; almost like a soundtrack to a movie. The melody is a bit different, too, really beautiful. It's a song you can really sink your teeth into, it's got many layers and just keeps on growing. And the lyrics are really cool - if you stand tall and believe in yourself when things are tough you will eventually come out on top in the end. I made it the album title because I think it sums me up. Plus it sounds cool. I am a soul survivor, I do things my way even if it sometimes is hard and difficult. I believe in myself and I will battle through and come out on top in the end. Oh, and if you like it you should definitely check out the acoustic version. I think it's on the Japanese release as a bonus track.

 

Some tracks of your new release are more melodic whereas others are very aggressive. What kind of songs do you personally prefer writing and singing?

 

That depends on my mood and the situation I guess. If I'm feeling good and fired up I want fast songs and if I am moody I'll like something slower. Fast and aggressive songs are usually better to play live, and I like bands like Judas Priest and Accept so I definitely have that in me. But I was not at all sure about including for example "Break the Silence" on the album. The demo version sounded like a Rammstein song, so we had to take it down a couple of notches. Don't want to scare the melodic community too much! But I think it came out nicely in the end, it's probably the most aggressive song on the album and I think it will work great live.

 

 

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During the writing and recording process you worked again with Erik Mårtensson from Eclipse. How and when did you get to know him?

 

I first met Erik many years ago, long before Adrenaline Rush was formed. He approached me after seeing my band at the time perform, to see if I wanted to do the vocals on a track he was going to submit to the Swedish Eurovision show. It sounded like fun so I went ahead and did it. I didn't know anything about Erik at the time, but as soon as I walked into the studio I could tell that he knew what he was doing. We finished the song and then I heard nothing from him for a couple of years. And then totally by chance we ran into each other at a Quireboys concert of all places. We got to talking and decided it would be fun to try and do something together. So we did, and all of a sudden we had an album. But no band, and that's how Adrenaline Rush was born. And the song that didn't make it to the Eurovision did in fact end up on the first album: "Too Young to Die".

 

This time you also collaborated with Fredrik Folkare. How was working with him?

 

Both Erik and Fredrik are really sweet, great guys. They are very much alike in some ways, and in others totally different. And they go back a long time, they grew up in the same place and I think even went to the same school. I know they've played together in various bands. And both of them are multi-talented, they write, record, produce and also play a mean guitar. But Fredrik comes from a much harder place musically (Firespawn, Unleashed) which turned out to be perfect for the album. The original plan was to work with Erik just like the first time, but since he's moved his studio away from Stockholm he suggested that we meet with Fredrik and see how things felt. And we hit it off immediately. So Erik ended up being an "executive producer" of sorts, he helped us pick songs and was a sounding board through the whole process. Erik also co-wrote a song and mastered the album. For the rest I worked closely with Fredrik. He's been involved in composing, arranging, recording and the production. There are other songwriters involved as well, but Fredrik is the main collaborator and co-conspirator.

 

You have a different voice from other hard rock female singers. When did you begin to sing and how have you managed to evolve your vocal style through the years?

 

I was just a kid. Everything started when I was 8 years old and I joined a kid's techno duo called Peaches. In the beginning I just opened my mouth and sang without thinking too much about it. As I got older I studied music in school and developed my singing by taking lessons on the side. I've worked hard to develop my head tone and managing the transition. It's hard and I still have a long way to go. I have a girls' voice and I prefer to sing pretty clean, I don't much like the modern "screamer" styles. Not to take anything away from them, it just isn't for me. If I could choose any voice I'd pick Stevie Nicks of Fleetwood Mac, she gives me goosebumps every time.

 

 

What are your main sources of inspiration?

 

Anything that sounds real and honest. I love the old 70's bands like Fleetwood Mac, Rolling Stones, Faces, Led Zeppelin. The list goes on. But I am also inspired by fashion, movies and photos. People say I am a hippie at heart, and that might be true. I like the "peace, love and understanding" vibe, the world is too harsh and violent today. It's too bad I'm too young to have actually experienced it first-hand.

 

The songs on "Soul Survivor" are live-oriented. Are you ready to bring the new album on stage?

 

Absolutely. Playing live is the main reason I do this. But it is also the catch 22 of new bands. All you want to do is play live but at the same time it is really hard to find gigs that are financially viable. You usually end up losing money on gigs, playing small venues with less than ideal equipment. So we're just going to keep doing all we can to get gigs and hopefully build a following so that one day we get the bigger gigs, too.

 

On 30th April you will be playing at the Frontiers Rock Festival in Milan. You performed at the same festival three years ago. What memories do you have about that show?

 

It was great. The organization was fantastic and the crowd really came out and supported us, so thanks for that. Italian fans are really great, they know their music and actually come out to gigs to support even the new acts! It was really important to us as a band, it was one of our first gigs and proved to us that we might have something to build on.

 

That was our last question, thank you very much for your time! Would you like to leave a message to your Italian fans?

 

Thanks for having me, it's been a pleasure as always. And thank you to all your readers, too. We couldn't do what we do without their support. See you out there, have fun and ENJOY THE ‘RUSH!




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