Soen (Martin Lopez)
Cinque anni di attività e due lavori alle spalle. L'ultimo nato in casa Soen si chiama "Lykaia", uscito lo scorso febbraio. Un album immediato ed "onesto", così lo definisce il batterista Martin Lopez, volto ad esprimere la natura più primitiva ed istintiva della musica. 
Articolo a cura di Cristina Cannata - Pubblicata in data: 18/03/17

Ciao Martin, benvenuto sulle pagine di SpazioRock! Come va?

Tutto benissimo grazie! Sta nevicando adesso e io son fuori quindi penso sia il caso di rientrare a casa (ride, ndr). Anche se i miei figli al momento ascoltano Ozzy Osbourne ad un volume esagerato. Non ho un posto, avevo una casa un tempo... (ride, ndr).


Beh, almeno è Ozzy Osbourne. Sii grato!

 

Hai ragione, non mi lamento! Ok ci sono! 

 

L'ultimo album dei tuoi Soen "Lykaia" è stato pubblicato circa un mesetto fa. Che risposta vi aspettavate di ottenere da chi vi segue e quale avete ottenuto?

In realtà, sin dall'inizio, non abbiamo avuto nessuna aspettativa. Sono estremamente convinto che la reazione di chi ti segue, il suo giudizio, sia la cosa migliore a cui guardare. Finora le risposte sono state davvero, davvero buone. Siamo entusiasti di quest'album e siamo entusiasti di partire per il tour e suonare tutte queste canzoni dal vivo. Siamo contenti in generale dell'album, di com'è uscito. Abbiamo cambiato parecchie cose rispetto ai nostri lavori precedenti. Le canzoni sono più "indirizzate" e siamo convinti che le persone che l'hanno ascoltato hanno capito cosa volevamo dire e cosa stavamo offrendo loro. Quindi sì, siamo veramente contenti.

 

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Se dovessi riassumerlo in una singola parola, quale useresti?

Penso che userei due parole e queste sarebbero "Dal cuore". "Lykaia" è un album onesto, sentito. Ci siamo focalizzati su fare musica di qualità, la musica che ci piaceva fare, senza agende, o piani, o scalette o programmi vari ed eventuali, o con l'intento di fare una canzone da radio o che potesse diventare una "hit". Volevamo fare solo quello che ci piaceva e sembra che le persone abbiano apprezzato e l'abbiano capito. E questo è davvero importante.

"Lykaia" ha ottenuto delle risposte davvero buone e secondo me questo è dovuto soprattutto alla qualità del sound, che è davvero alta. Personalmente ho sentito davvero tanto carattere in quest'album. Ho avvertito una sorta di maturità... Il vostro ultimo lavoro "Tellurian" è uscito ormai 3 anni fa. Come pensi che il tuo sound sia evoluto nel corso degli anni?

Beh, devo dirti la verità: non mi sento particolarmente soddisfatto del risultato raggiunto negli album precedenti...

Davvero?

Sì, nel senso: va bene, in quel momento era quello che potevamo e volevamo fare, e quindi va bene. Ma penso che la musica soffrisse un po' il nostro modo di lavorare, in termini di registrazione. C'era troppa roba digitale e questo impediva alla parte più emozionale della musica -e del musicista- di venire fuori. Quando Marcus (Jidell, ndr) si è unito alla band qualcosa è cambiato. Lui era più avvezzo ad una registrazione "organica", naturale, immediata e spontanea e così abbiamo avuto la possibilità di lavorare seguendo questa linea, di buttare giù quello che stavamo sentendo. Abbiamo iniziato, registravamo alcune demo e le analizzavamo e capivamo se funzionavano o meno. E questo si è rivelato un buon modo di lavorare per noi. Ci siamo concentrati di più sulla musica, su quella musica vera e istintiva che usciva fuori da noi. Abbiamo deciso di non inseguire la perfezione, e andare avanti per ciò che sentivamo. In questo modo abbiamo dato la possibilità a chi ascolta di sentire il nostro vero noi stessi, il nostro io intimo, senza cose in mezzo, tipo computer o roba digitale. Penso sia uscito davvero bene... mi piace. E' onesto e ciò che senti sull'album sarà quello che sentirai dal vivo: 5 ragazzi che suonano e basta.

Molto spesso, nel passato, hai paragonato il tuo sound a quello di Tool e Opeth e personalmente continuo a sentire degli elementi in questo vostro ultimo lavoro. Con tre album alle spalle, quali sono le caratteristiche del sound dei Soen che li fanno emergere all'interno della scena prog europea?


Onestamente non sono mai stato lì fermo a pensarci più di tanto. Nel senso, quando scrivo e creo qualcosa non ragiono molto sull'evitare di inserire elementi che possono ricordare altre band così come non sto lì a cercare qualcosa che debba per forza essere originale o meno. Scrivo la canzone, basta. E così che mi piace: scrivere e usare tutto quello che mi piace, che penso possa creare qualcosa di bello. Più suoniamo insieme, più i Soen creano la loro identità. Non è una cosa che mette pressione, non ragioniamo in termini di "Oh, certo, dobbiamo trovare la nostra identità perchè altrimenti alcuni elementi potrebbero richiamare i Tool, gli Opeth o altri gruppi". Non ragioniamo così, noi semplicemente siamo quello che vogliamo essere. Non ci interessa cambiare quello che vogliamo fare solamente perchè qualcuno potrebbe lamentarsi di qualcosa. Questo è quello che siamo. Che vi piaccia o no (ride, ndr).

 

Beh, ti dirò: a me questo album è piaciuto molto anche perchè ho avvertito una certa personalità, una forte identità...

Era quello che volevamo trasmettere...

Mi è piaciuta molto "Jinn", soprattutto la fine, con questo sound orientaleggiante....

"Jinn" è stata la prima canzone che abbiamo scritto per l'album. Ho scritto io la parte che ti piace tanto (ride, ndr), quel tema dal profumo arabeggiante alla fine. In studio ci abbiamo lavorato parecchio e poco dopo con Joel (Ekelöf, ndr) abbiamo capito che la melodia era forte abbastanza per scrivere un bel pezzo. Ci abbiamo lavorato anche a casa mia e Marcus, in studio, si è concentrato su alcune parti, ha cambiato alcune cose, ha inserito questi tocchi di chitarra fancy... ed ecco "Jinn".

 

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Ho riflettuto anche tanto sul titolo dell'album "Lykaia". Ho fatto il liceo Classico, tanti anni fa, quindi so che è preso da un rito che ha a che fare con l'Antica Grecia...

Ci sono diverse ragioni per cui abbiamo scelto questo titolo. Una di queste, come dici, sta nel fatto che il termine "Lykaia" faceva riferimento ad un rito abbastanza cruento. Ovviamente si tratta di una cosa molto, molto antica, eppure pensandoci e riferendoci ai nostri giorni... beh gli esseri umani sanno essere abbastanza brutali e violenti tra loro. E' la nostra società: brutale, a volte stupida. Anche la scelta del lupo sulla copertina rappresenta un simbolo importante: un individuo che sta nel gruppo e non fa quello che altri gli impongono o gli altri vogliono che faccia. E' un po' il simbolo della nostra identità come Soen: essere e conservarci per quello che siamo, non cadere nel mainstream, non essere quello che gli altri vogliono, non essere inseriti in categorie scelte da persone. Solo fare quello che si vuole. Essere individui di per sè e fare quello che ognuno sente di fare.

Ma quanto è difficile fare questo nei Soen, visto che voi siete un supergruppo? Nel senso, i Soen sono composti da persone che hanno alle spalle anni e anni di esperienza e si sono costruiti degli stili e hanno delle influenze...In termini di processo creativo?

Tutti sono coinvolti. Ci sono musicisti davvero grandi in questo gruppo e sarebbe stupido fare in modo che questi non si esprimano, non si pronuncino su un brano, con l'intento di migliorarlo. Di norma il tutto parte da me e Joel, che iniziamo con il buttare giù qualcosa, scriviamo le canzoni e poi insieme, soprattutto con Marcus  che ha prodotto il lavoro e aggiunto un sacco di cose a cui io non avevo neanche lontanamente pensato, lavoriamo per creare qualcosa. E lo stesso accade con Lars (Åhlund, ndr) e Stefan (Stenberg, ndr) che è un bassista strepitoso che ha fatto venir fuori linee di basso impressionanti. E' un lavoro di squadra, anche se io e Joel creiamo gli scheletri delle canzoni... ognuno è completamente coinvolto nella creazione del risultato finale.

Molte band alternative ad oggi tendono ad etichettarsi come "prog", come quasi fosse una moda. Non pensi che questo termine possa essere, in un certo qual modo, abusato?

Beh non saprei... il "prog" è una musica di valore, senza dubbio. E se c'è gente che lo fa, e lo fa bene, e se c'è una moda nel farlo... beh, che ben venga!

Ultima domanda: che programmi avete in ballo adesso? Farete un tour a supporto di "Lykaia"? Verrete in Italia?

Sì, iniziamo il prossimo mese, ad aprile. Mi dispiace... ancora non c'è nessuna data italiana fissata. Però sicuramente faremo delle date in Italia, Spagna e Portogallo in Ottobre. Contenta? (ride, ndr). Fare un tour per noi significa essere entusiasti di suonare, non vogliamo che diventi un "lavoro", un qualcosa da fare per forza. Vogliamo sentire l'energia del suonare dal vivo e l'Italia, beh, è uno dei posti più belli in cui suonare, uno dei migliori paesi del mondo quando si tratta di concerti e perciò è molto importante per noi venire Italia e penso proprio che dovremmo farlo in ottobre o novembre...

E noi vi aspetteremo....

Grazie!

Ok Martin, grazie molte del tuo tempo. Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fan italiani e ai nostri lettori?

Ascoltate "Lykaia" e se vi piace, venite a dircelo dal vivo durante un concerto! A tutti gli altri... grazie di essere vivi!




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